Economia
Debito Italia ancora sotto esame Ue, rischi per banche
L’Italia, assieme ad altri nove paesi dell’Ue, viene rinviata agli “esami approfonditi” europei per valutarne i rischi e la presenza o meno di squilibri macroeconomici. Responso scontato, all’avvio del ciclo annuale di coordinamento economico tra i 27 (il ‘Semestre Europeo’), senza dimenticare però le ultime schiarite: l’estate scorsa alla consueta “in depth review” l’Italia era stata trovata in “squilibrio” macroeconomico, e ‘promossa’ dal precedente “squilibrio eccessivo”. Alchimie di Bruxelles. Sull’Italia, comunque, restano le preoccupazioni Ue per l’alto debito pubblico, atteso pure in aumento nei prossimi anni, anche con il calo del deficit, per effetto dello scarto tra entrate e uscite legato al differenziale tra interessi e crescita economica, a fronte comunque di una bassa produttività. Il settore finanziario resta vulnerabile, nonostante i recenti miglioramenti.
“Nonostante i progressi significativi, la continua interconnessione tra governo e settore bancario rappresenta ancora un rischio di feedback loops” o circoli di retroazione, si afferma nel documento tecnico degli uffici della Commissione, usato per preparare l’Alert mechanism report. Il tema è cronico dell’alta quota dei titoli di Stato in pancia alle banche, tant’è vero che di “rischio di feedback loops” si parlava anche nel documento dello scorso anno. Per la Commissione europea, comunque, la competitività dei costi italiana resta sotto controllo, grazie alla ripresa della quota di esportazioni. Il debito delle imprese, poi, è ai minimi da due decenni (58%), anche se restano alti i costi di finanziamento e aumentano i fallimenti. Cala pure il debito delle famiglie (37% del Pil), anche se per effetto dell’inflazione e della stretta al credito.
E rallenta, inoltre, la crescita dei prezzi delle case, con transazioni immobiliari e permessi di costruzione in calo per effetto del caro-mutui. Bruxelles comunque non manca di segnalare il debito pubblico al 134,8% del Pil nel 2023, con un deficit pubblico al 7,2% e atteso oltre la soglia limite del 3% anche nei prossimi anni. “I rendimenti sui titoli di Stato italiani restano i più alti nell’area dell’euro”, sebbene lo spread sul Bund sia sceso nel 2023. Vanno agli ‘esami approfonditi’ con l’Italia anche Cipro, Germania, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia e Svezia, e quest’anno si aggiunge anche l’Estonia. Per la Germania il nodo è il rimbalzo del surplus delle partite correnti, che non racconta però in questo caso un boom delle esportazioni, ma la debolezza della domanda interna e gli investimenti moderati, in un’economia stagnante. La Francia non viene ‘rimandata’ (a primavera) per gli squilibri, con Palazzo Berlaymont che nota le “vulnerabilità” in calo dei costi di competitività, l’aumento del debito e del deficit, con una crescita relativamente debole. Da segnalare che il ‘Pacchetto di autunno’ del Semestre europeo nel documento sulla disoccupazione evidenzia le “importanti sfide nel mercato del lavoro” e parla di una “situazione critica” per il divario occupazionale di genere. Il Paese spicca invece tra i “migliori performer” nel divario occupazionale della disabilità.
Economia
Carburanti ancora più cari: benzina a 2,10 euro, diesel oltre 2,20
Continuano a salire i prezzi dei carburanti. Secondo i dati del Mimit, la benzina self raggiunge 2,100 euro al litro e il gasolio 2,208. Ancora più elevati i prezzi sulla rete autostradale.
Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti. Gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy registrano un nuovo aumento sia per la benzina sia per il gasolio, con rincari anche sulla rete autostradale.
Benzina a 2,10 euro, diesel a 2,208
Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service della benzina è salito a 2,100 euro al litro, contro i 2,086 euro della precedente rilevazione.
Ancora più elevato il prezzo del gasolio, arrivato a 2,208 euro al litro, rispetto ai 2,193 euro precedenti.
In appena un giorno l’aumento è quindi di 1,4 centesimi al litro per la benzina e di 1,5 centesimi per il diesel.
In autostrada diesel vicino a 2,30 euro
Il conto diventa ancora più pesante per chi viaggia in autostrada. La benzina self raggiunge una media di 2,192 euro al litro, in aumento rispetto ai 2,176 euro della precedente rilevazione.
Il gasolio sale invece a 2,285 euro al litro, contro 2,268 euro: un incremento di 1,7 centesimi in ventiquattro ore.
Per un pieno da 50 litri significa, ai prezzi medi nazionali, spendere circa 105 euro per la benzina e 110,40 euro per il diesel. In autostrada il conto sale rispettivamente a 109,60 e 114,25 euro.
Economia
Fitch conferma l’Italia a BBB+: conti prudenti, ma il debito salirà al 138,2% del Pil
Fitch mantiene il rating italiano a BBB+ con outlook stabile e riconosce la prudenza nella gestione dei conti. Il debito pubblico resta però il principale rischio e dovrebbe raggiungere il 138,2% del Pil nel 2026.
Fitch conferma il rating dell’Italia a BBB+ con outlook stabile, ribadendo il giudizio già espresso nel marzo scorso. Per l’agenzia, la solidità e la diversificazione dell’economia, la ricchezza privata e l’appartenenza all’Unione europea e all’area euro continuano a sostenere l’affidabilità creditizia del Paese.
Il rating resta però condizionato da due debolezze strutturali: un debito pubblico molto elevato e prospettive di crescita contenute nel medio periodo. Fattori che riducono gli spazi di bilancio e rendono più difficile abbassare il rapporto tra debito e Pil.
Deficit al 2,9% nel 2026
Fitch prevede che il deficit italiano scenda nel 2026 al 2,9% del Pil, sostenuto dalla prudenza nella gestione della spesa, dalla tenuta delle entrate e dalla solidità del mercato del lavoro.
Le misure finora adottate per compensare l’aumento dei costi energetici valgono meno dello 0,2% del Pil e sono considerate sostanzialmente neutrali per i conti pubblici. Gli investimenti, trainati dal Pnrr, restano invece decisivi per sostenere l’economia.
Secondo lo scenario dell’agenzia, l’Italia dovrebbe uscire nel 2027 dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
Più flessibilità per energia e difesa
Il governo ha attivato la clausola nazionale di salvaguardia per ampliare gli spazi destinati alla spesa energetica e alla difesa nel periodo 2026-2028.
Fitch ritiene che gli esborsi effettivi saranno inferiori agli stanziamenti programmati, ma prevede una possibile revisione al rialzo degli obiettivi di deficit per il 2027 e il 2028.
L’agenzia riconosce all’Italia un impegno crescente nel rispetto delle regole europee e nella prudenza fiscale. Restano, tuttavia, le pressioni generate dall’invecchiamento della popolazione, dagli interessi sul debito e dagli effetti del cambiamento climatico.
Il debito resta il principale rischio
Il debito pubblico rappresenta il maggiore vincolo per il rating. Fitch stima che raggiungerà il 138,2% del Pil nel 2026, contro una mediana del 57% per i Paesi appartenenti alla stessa categoria di merito creditizio.
Il rapporto dovrebbe iniziare a diminuire gradualmente dal 2027, grazie agli avanzi primari e alla crescita nominale. Dal 2028 dovrebbe inoltre attenuarsi l’impatto sui conti dei crediti d’imposta maturati negli anni precedenti.
Le prossime valutazioni
Il prossimo appuntamento per l’Italia è fissato al 25 settembre con Moody’s. Seguiranno DBRS Morningstar il 16 ottobre e S&P Global Ratings il 13 novembre.
S&P assegna attualmente all’Italia un rating BBB+ con outlook positivo, mentre Fitch mantiene lo stesso livello accompagnato da prospettive stabili.
Economia
Itala e O.S.C.A. tornano insieme a Torino: cinque modelli e due concept per la rinascita
Itala e O.S.C.A. portano al Salone Auto Torino 2026 cinque modelli e anticipano la futura gamma ibrida. Il progetto di Massimo Di Risio comprende anche due nuovi impianti e la crescita industriale di Fabbrica Italia.
Cinque modelli, due concept Full Hybrid e un progetto industriale che punta a riportare sulle strade due nomi storici dell’automobilismo italiano. Itala e O.S.C.A. si presentano insieme al Salone Auto Torino 2026, riunendo per la prima volta l’intera gamma sviluppata per il rilancio dei due marchi.
Nello spazio espositivo trovano posto Itala 35, Itala 56, Itala 61, O.S.C.A. MT6 e O.S.C.A. MT8. Il progetto, guidato dall’imprenditore Massimo Di Risio, guarda anche alla crescita di Fabbrica Italia e alla realizzazione di due nuovi impianti a Macchia d’Isernia.

MASSIMO DI RISIO PRESIDENTE DEL GRUPPO DR AUTO
Itala 35, il ritorno alle origini
La Itala 35 torna a Torino dopo il debutto al Museo nazionale dell’Automobile. Il nome richiama la 35/45 HP che nel 1907 vinse la leggendaria Pechino-Parigi.
Il nuovo modello è un crossover compatto con interni in Alcantara e pelle italiana, cerchi diamantati da 20 pollici, tetto panoramico e sistemi di assistenza alla guida di secondo livello.
Al lancio sarà disponibile con un motore 1.5 turbo benzina, capace — secondo i dati dichiarati dalla casa — di superare i 190 chilometri orari e accelerare da zero a cento in 7,5 secondi. Il prezzo annunciato è di 35 mila euro, con dotazione completa.
O.S.C.A. MT6, sportività nel nome dei Maserati
La MT6 segna invece il ritorno su strada di O.S.C.A., la casa fondata nel 1947 dai fratelli Maserati. È un crossover coupé compatto con assetto specifico, impianto frenante maggiorato, cerchi da 21 pollici e pneumatici Pirelli P Zero.
Il modello punta a reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione sportiva del marchio, protagonista nel passato di circa mille vittorie ottenute in vent’anni di competizioni.

Itala 61, l’ammiraglia a sette posti
Con una lunghezza prossima ai cinque metri, la Itala 61 occupa il vertice della nuova gamma. Offre sette posti, trazione integrale predittiva, sedili posteriori reclinabili elettricamente e Head-Up Display.
Sotto il cofano è previsto un motore 2.0 turbo benzina da 231 cavalli, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti. Tra i particolari più originali figura una borsa in pelle integrata nel portellone, richiamo ai modelli storici della casa.

Itala 56 e O.S.C.A. MT8 anticipano l’ibrido
Il futuro dei due marchi passa attraverso l’elettrificazione. A Torino vengono presentati i concept Full Hybrid di Itala 56 e O.S.C.A. MT8.
La Itala 56 abbina un motore 2.0 turbo benzina a un’unità elettrica, per una potenza complessiva dichiarata superiore ai 230 cavalli. La versione con motore 1.5 turbo dovrebbe arrivare sul mercato già nell’autunno del 2026.
La O.S.C.A. MT8, crossover coupé lungo 4,87 metri, mostra invece per la prima volta le sue forme definitive. Il concept ibrido supera, secondo il costruttore, i 300 cavalli e anticipa una variante attesa nel 2027. La gamma iniziale sarà proposta con motore 2.0 turbo e trazione anteriore o integrale.
Per il 2027 è annunciata anche una nuova O.S.C.A. Sportscar, destinata a celebrare gli ottant’anni dalla fondazione del marchio.
Il progetto industriale di Fabbrica Italia
Il piano di rilancio prevede che Fabbrica Italia si occupi di progettazione, sviluppo, industrializzazione e produzione, partendo da piattaforme tecnologiche sulle quali integrare competenze e componenti di aziende italiane.
Tra le collaborazioni annunciate figurano Italdesign per il design, Pirelli per gli pneumatici, MAK per i cerchi e RE:LAB e ART per elettronica di bordo e infotainment.
Durante il Salone, BiAuto Group affianca i due marchi con iniziative e test drive. Il primo showroom dedicato a Itala e O.S.C.A. è stato aperto in via Bologna 102, a Torino.



