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Cronache

De Luca rincara la dose con Don Patriciello: non ha monopolio lotta alla camorra e stop alla politica politicante

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Il vescovo Angelo Spinillo e la Diocesi di Aversa dichiarano piena vicinanza a don Maurizio Patriciello, e, si legge in una nota, “contestano la gravità del giudizio e delle parole espresse nei confronti della sua persona dal presidente della Regione Campania nel corso del settimanale appuntamento tenuto dallo stesso De Luca in streaming”. Le parole ed il giudizio che . De Luca ha voluto esternare nei confronti di Maurizio Patriciello, prosegue la nota, “hanno generato notevole sconcerto. Se da esse, infatti, emerge la determinata volontà di polemizzare con altre presenze istituzionali o con altre formazioni politicamente considerate avversarie, non si comprende il senso del giudizio sulla persona e sull’azione pastorale di un sacerdote nell’ordinario contesto della Parrocchia in cui opera e che, per le gravi minacce di cui è stato oggetto dalla malavita camorristica, è costretto a vivere sotto scorta”. “Pensiamo che in nessun modo si possa accettare il ridurre a mero spettacolo quella che è l’attenzione di un sacerdote alla vita del suo popolo e, di conseguenza, anche il cercare possibili e rispettose forme di dialogo con tutte le Istituzioni preposte, di ogni ordine e grado. Mentre esprimiamo sincera preoccupazione per quanto questo accaduto può significare in ordine al livello del dibattito civile e del confronto politico, auspichiamo che la comune attenzione al bene comune di tutti i cittadini possa prevalere e superando la banalità dei personalismi permetta all’intera società di respirare più ampia speranza di vitalità e di giustizia nella partecipazione al cammino comune”, conclude la nota.

Don Maurizio Patriciello reagisce alle parole di De Luca: una pugnalata al cuore

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non pago della scia di polemiche provocata dalle sue parole, in una nota ha voluto precisare che “quanto a don Patriciello va detto con il massimo rispetto, ma con assoluta e definitiva chiarezza, che apprezziamo le sue battaglie, ma che non ha il monopolio della lotta contro la camorra”.  Per De Luca “ci sono innumerevoli cittadini, lavoratori, uomini di Chiesa e giovani, che sono quotidianamente e silenziosamente impegnati in questa battaglia. E che qualcuno di noi questa battaglia la fa da cinquant’anni, e magari avendo rinunciato a ogni scorta. Suggerirei a don Patriciello, amichevolmente, di avere un po’ più di ironia, soprattutto quando ci si presenta non sul piano dei rapporti istituzionali relativi alla tutela del nostro territorio, ma sul piano improprio della politica politicante”.

“Siamo impegnati oggi – precisa De Luca . in un lavoro importante e positivo, anche con il contributo fondamentale del mondo religioso, sui temi della famiglia e della relativa legge regionale a cui stiamo lavorando. E stiamo combattendo, da soli, per sbloccare le risorse decisive per aprire cantieri e creare lavoro”.

 

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Cronache

Ischia, Feola debutta da commissario: “Riorganizzare, accelerare, più accordi istituzionali”

Marcello Feola debutta a Ischia come nuovo commissario alla Ricostruzione post sisma e frana. Riorganizzazione struttura, nodo delocalizzazioni, accelerazione opere pubbliche e nuovi accordi istituzionali.

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È stato il “battesimo” ischitano per il nuovo commissario alla Ricostruzione post sisma e post frana, Marcello Feola. Dopo il passaggio di consegne con Giovanni Legnini, avvenuto in mattinata, l’avvocato salernitano ha raggiunto nel pomeriggio gli uffici della struttura commissariale sull’isola, dove ad attenderlo c’erano i sei sindaci e gli operatori dell’informazione.

Nel primo intervento pubblico, Feola ha indicato subito la linea: riorganizzare la struttura, imprimendo un metodo di lavoro personale ma senza scossoni immediati. Ha annunciato la proroga dell’attuale assetto per un mese, riservandosi poi valutazioni e possibili aggiustamenti. Nessuna rivoluzione nell’immediato, ma una fase di verifica generale.

Delocalizzazioni, opere pubbliche e accordi

Tre i punti sui quali il nuovo commissario ha indicato la necessità di un cambio di passo.

Il primo riguarda le delocalizzazioni, tema definito delicato sul piano giuridico e umano. Feola ha sottolineato come il trasferimento forzato delle persone incida sull’identità e sulla storia individuale, richiamando la necessità di affrontare il dossier con attenzione e sensibilità.

Il secondo nodo è la ricostruzione pubblica. Il commissario ha rilevato ritardi da parte di alcuni soggetti attuatori, chiarendo che la velocità nell’esecuzione degli interventi deve prevalere su logiche di prudenza formale. In caso di inadempienze, ha lasciato intendere che si dovranno assumere decisioni conseguenti, senza tuttavia indicare nomi.

Il terzo punto riguarda la ripresa degli accordi istituzionali. Diversi protocolli, compresi quelli con le Università, sono in scadenza. Feola ha ribadito la necessità di rafforzare le partnership per sostenere la fase operativa della ricostruzione.

Il punto dei sindaci e il caso Casamicciola

I sindaci dell’isola hanno espresso riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi tre anni sotto la gestione Legnini. In particolare, il sindaco di Casamicciola, Giosi Ferrandino, ha ricordato il peso dei 14 morti tra il sisma del 2017 e la frana del 2022.

Ferrandino ha evidenziato come il Piano di Ricostruzione, recentemente completato, rappresenti il riferimento per il futuro e preveda oltre 300 delocalizzazioni. Ha però segnalato difficoltà operative legate alla carenza di immobili idonei e alla necessità di regolarizzazioni preliminari.

L’obiettivo indicato dall’amministrazione è restituire normalità alle famiglie in tempi rapidi, tenendo conto della fragilità storica del territorio di Casamicciola, esposto ciclicamente a eventi calamitosi.

La nuova fase si apre dunque all’insegna della continuità formale e della verifica sostanziale, con la sfida di accelerare una ricostruzione che, a distanza di anni, resta centrale per l’equilibrio sociale ed economico dell’isola.

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Nato, Italia alla guida del comando di Napoli: Conte al centro della nuova mappa militare europea

La Nato ridisegna la struttura di comando: l’Italia guiderà il Joint Force Command di Napoli. Maggiore responsabilità europea, ma il controllo strategico resta agli Stati Uniti.

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La Nato riscrive la propria struttura di comando con una redistribuzione degli ufficiali superiori e una nuova mappa del potere operativo. La decisione è stata concordata dagli alleati in una riunione tenuta venerdì scorso e ufficializzata con una nota dell’Alleanza, confermata dal presidente del Comitato Militare, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

Secondo quanto annunciato, gli alleati europei, inclusi i nuovi membri della Nato, assumeranno un ruolo più rilevante nella leadership militare. Per la prima volta dalla fine della Guerra fredda, tutti e tre i Comandi congiunti operativi a quattro stelle saranno guidati da ufficiali europei.

L’Italia avrà il comando del Joint Force Command di Napoli, il Regno Unito guiderà Norfolk, mentre Germania e Polonia si alterneranno a Brunssum, snodo cruciale del fronte orientale.

Il peso strategico del comando di Napoli

Per Roma si tratta di un passaggio significativo. Il Joint Force Command di Napoli sovrintende al fianco sud dell’Alleanza, un’area che comprende il Mediterraneo e il Nord Africa, teatro di instabilità croniche, competizione energetica e proiezioni di potenza russe e cinesi.

Attualmente il comando è affidato all’ammiraglio statunitense George M. Wikoff, che cumula l’incarico con la guida della flotta Usa per Europa e Africa. Il passaggio all’Italia non sarà immediato ma verrà implementato gradualmente nei prossimi anni, in linea con la rotazione programmata del personale.

Il comando resta operativo ed esecutivo: non definisce la strategia generale, ma ne coordina l’attuazione, pianifica esercitazioni e garantisce la prontezza delle forze. Un ruolo tecnico ma cruciale.

Il ridimensionamento americano e la linea Trump

Gli Stati Uniti rinunciano alla guida diretta di Napoli e Norfolk, in una scelta coerente con la linea che punta a una maggiore responsabilizzazione europea. Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha accelerato questa impostazione, già delineata nei documenti strategici americani.

La richiesta di un aumento delle spese militari europee e di una più equa ripartizione degli oneri all’interno dell’Alleanza si accompagna anche a motivazioni economiche: ridurre i costi della presenza militare all’estero e trasferire parte degli oneri agli alleati.

Tuttavia, Washington non arretra sul piano strategico. Mantiene il comando supremo alleato in Europa (Saceur) e assumerà la guida di MarCom, la struttura che governa le forze marittime. Il controllo complessivo della direzione strategica dell’Alleanza resta saldamente in mani americane.

Più responsabilità europea, ma non una rivoluzione

Il riassetto segna una fase nuova per la Nato: maggiore protagonismo europeo nella gestione quotidiana, ma leadership strategica ancora statunitense.

Per l’Italia, la guida del comando di Napoli rappresenta un riconoscimento politico e militare e, al tempo stesso, una responsabilità operativa in un’area considerata centrale per la sicurezza dell’Alleanza.

La transizione sarà progressiva e si inserisce in un quadro più ampio di riequilibrio interno alla Nato. Non una rivoluzione, ma un passo che rafforza il ruolo europeo, pur lasciando agli Stati Uniti il timone strategico dell’Alleanza.

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Cronache

Operazione anticamorra a Caserta, in campo la Dda di Napoli guidata da Gratteri

Maxi operazione dei Carabinieri di Caserta su delega della Dda di Napoli contro un presunto sodalizio camorristico. Contestati estorsione, armi, incendi e traffico di droga.

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È in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di un presunto sodalizio criminale attivo sul territorio.

I reati contestati, a vario titolo, riguardano l’associazione per delinquere di stampo camorristico, l’estorsione, l’incendio e la detenzione e il porto di armi.

Le accuse: droga, ricettazione e violenze

Nel provvedimento vengono inoltre ipotizzati il traffico di sostanze stupefacenti, la ricettazione, nonché minacce e lesioni personali.

Le persone coinvolte sono indagate nell’ambito di un’inchiesta antimafia che punta a ricostruire struttura, ruoli e attività del gruppo criminale. Come previsto dall’ordinamento, per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Conferenza stampa in Procura con Gratteri

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa fissata per le ore 10.30 presso la sala Beatrice (8° piano) della Procura di Napoli.

All’incontro con i giornalisti parteciperanno il Procuratore Capo Nicola Gratteri e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, colonnello Manuel Scarso.

Ulteriori particolari sull’inchiesta e sugli eventuali provvedimenti cautelari adottati saranno resi noti al termine della conferenza.

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