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De Luca pronto al ritorno a Salerno: campo largo diviso, opposizioni in movimento

Vincenzo De Luca prepara il ritorno in campo a Salerno dopo le dimissioni del sindaco Napoli. Campo largo diviso, M5S contrario, Pd e civiche in attesa, centrodestra già all’attacco.

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L’annuncio, dato alla sua maniera con il roboante “la ricreazione sta finendo”, non è passato inosservato. Così come le modalità del ritorno in campo nel suo storico feudo politico, segnate dalle dimissioni dell’attuale sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il cui mandato sarebbe scaduto tra nove mesi. Una scelta che ha immediatamente riacceso il dibattito politico cittadino e regionale attorno alla figura di Vincenzo De Luca.

La candidatura e le prime fratture

Al netto delle smentite di rito, la candidatura di De Luca viene data come sostanzialmente certa, anche se il passo formale diventerà irrevocabile solo il prossimo 5 febbraio. Nel frattempo sono iniziate le grandi manovre verso il voto di primavera. Le sortite dell’ex governatore, da sempre divisive, hanno già aperto una frattura evidente: c’è chi è pronto a seguirlo e chi, al contrario, cercherà in ogni modo di impedirgli un ritorno per la quinta volta alla guida del Comune.

Il Campo Largo non è compatto

Difficile immaginare, almeno in questa fase, un Campo Largo compatto attorno alla candidatura di De Luca. Il primo distinguo è arrivato dal Movimento 5 Stelle. La coordinatrice provinciale Virginia Villani ha parlato di “brutta pagina politica per la città di Salerno”, aggiungendo una presa di posizione che sembra chiudere a possibili alleanze: “Sappiamo da che parte vogliamo stare”. I pentastellati, oggi all’opposizione a Palazzo di Città, fino a poche settimane fa erano rappresentati dall’attuale assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro.

Il nodo Pd e le liste civiche

Altro rebus riguarda il Partito Democratico, guidato a livello regionale dal figlio di De Luca, Piero De Luca. L’ex governatore, però, nelle campagne comunali non si è mai accompagnato al simbolo del Pd, preferendo il ricorso a liste civiche. In campo con lui dovrebbe esserci “A Testa Alta”, progetto già sperimentato alle ultime Regionali.

Azione, Avs e Casa Riformista

All’opposizione resta anche Azione, che guarda alla costruzione di una proposta alternativa unitaria. Da verificare le posizioni di Alleanza Verdi e Sinistra e di Casa Riformista, progetto che fa capo al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e che a Salerno vede tra i principali riferimenti Gianfranco Valiante.

Centrodestra all’attacco

Anche nel centrodestra sono partite le manovre. Forza Italia è andata all’attacco parlando di “città trattata come proprietà privata di un sistema di potere”, per bocca del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri. La Lega annuncia un’interrogazione parlamentare con il senatore Gianluca Cantalamessa, indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Vincenzo Napoli non si è dimesso, è stato dimesso”. Il partito di Salvini potrebbe puntare sul consigliere comunale Dante Santoro.

Altri possibili protagonisti

Nel quadro in evoluzione potrebbe inserirsi anche “Dimensione Bandecchi”, che alle ultime Regionali aveva candidato tra le sue fila il consigliere comunale Mimmo Ventura. Il quadro resta fluido, con alleanze e candidature ancora da definire, ma una certezza sembra già emergere: la partita per Salerno è ufficialmente iniziata e si annuncia altamente conflittuale.

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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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