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De Bruyne inizia l’avventura al Napoli, città già lo ama

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L’attesa è stata lunga, ma “sono qui”. E’ così che Kevin De Bruyne ha annunciato oggi sui social la sua firma con il Napoli dopo dieci anni di successi top al Manchester City. Il 34enne fantasista belga ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno, stringendo il patto con il Napoli a casa di Aurelio De Laurentiis: il pranzo insieme e il contratto suggellano la nuova strada per il campione che il 28 giugno compirà 34 anni e ha scelto una conclusione partenopea della carriera. De Bruyne conosce il territorio, si sposò a Sorrento nel 2017, Napoli gli è stata molto consigliata da Lukaku e Mertens, belgi e amici di nazionale.

Il fantasista ha chiuso a scadenza di contratto il suo ciclo nel Manchester City, che lo ha salutato dopo dieci anni con le parole di Guardiola: “Kevin è stato uno dei migliori giocatori di sempre in Inghilterra, uno dei centrocampisti più forti della Premier e sicuramente del Manchester City”. Ora lo aspetta Antonio Conte, che sta costruendo una squadra di giovani ma vuole partire da un giocatore di esperienza che affianchi Lukaku. Se quest’ultimo a Napoli è arrivato a superare i 400 gol fatti in carriera, De Bruyne arriva con numeri ugualmente impressionanti: nei 20 anni al Manchester City ha segnato 108 gol portando il totale in carriera a 155 reti. Il suo obiettivo in campo lo spiegò anni fa: “Creare opportunità da gol per i miei compagni è il mio lavoro”, disse.

“Ha scelto Napoli – ha spiegato il padre, Herwing De Bruyne, che lo ha accompagnato – perché è più interessato al lato sportivo, al poter giocare ad alti livelli”, spiegando perché i no ad alte offerte economiche dall’Arabia Saudita e dagli Usa. De Bruyne è arrivato stamattina a Roma, un centinaio di tifosi lo attendevano all’esterno di Villa Stuart, cantando “Kevin, Kevin” e fotografandolo. Poi dopo le visite mediche è andato a casa di De Laurentiis dove ha pranzato e firmato il contratto con il patron che lo ha fortemente voluto, modificando anche le clausole del contratto che di solito prevedono il 100% dei guadagni pubblicitari del giocatore finire nelle casse del Napoli.

La firma è stata annunciata dal patron azzurro con un “Benvenuto Kevin” sulla foto dei due che si danno la mano, mentre il sito del Napoli pubblicava un ritratto di De Bruyne con la corona davanti al panorama del Golfo, chiamandolo Re Kev. Contemporaneamente è partita anche la vendita di magliette dedicate al campione dal sito del Napoli, perché l’attesa di vederlo in campo è forte, ma nel calcio di oggi si vince anche facendo subito cassa. Ora le vacanze e poi Conte che lo aspetta a Dimaro da metà luglio.

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Affari Tuoi, Davide da Perugia beffato dal cambio: perde 75mila euro, porta a casa lo sgabrutto

Davide da Perugia perde 75mila euro ad Affari Tuoi dopo aver accettato il cambio finale. Porta a casa lo “sgabrutto”.

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Serata amara ad Affari Tuoi, il game show di Rai 1, con protagonista Davide da Perugia.

Impiegato in una concessionaria auto, ha giocato insieme alla moglie Sara. La coppia, insieme da 16 anni, ha due figli, Leonardo e Matilde.

L’avvio è subito difficile: escono i pacchi più pesanti da 100mila, 50mila e 300mila euro.

Offerte rifiutate e speranze ridotte

A metà partita Davide si ritrova con pochi pacchi rossi e molti blu.

Il “dottore” offre 12mila euro, ma Davide rifiuta e continua. Poco dopo esce anche il pacco da 200mila euro.

Restano solo due rossi, da 15mila e 75mila euro.

Il momento decisivo

Dopo ulteriori chiamate, esce anche il pacco da 15mila euro.

Davide arriva all’ultimo giro con un solo rosso da 75mila euro e due pacchi blu, tra cui quello con lo “sgabrutto”, l’oggetto simbolico del programma legato a Herbert Ballerina.

Il cambio fatale

All’ultimo tiro arriva la proposta di cambio.

Davide accetta, scegliendo il pacco numero 3, spiegando che il numero è legato al figlio Leonardo.

Una decisione coraggiosa ma rischiosa.

Finale beffardo

Il cambio si rivela sbagliato: Davide perde i 75mila euro e porta a casa lo “sgabrutto”.

Una partita giocata con determinazione e senza paura, ma decisa da una scelta finale che ribalta completamente il risultato.

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Esteri

Cacciamine italiani verso Hormuz: come funzionano le navi anti-mine della Marina

L’Italia pronta a inviare cacciamine nello Stretto di Hormuz: ecco come operano le navi anti-mine e perché sono cruciali.

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I cacciamine della Marina Militare rappresentano una delle eccellenze italiane nel settore della sicurezza marittima. L’Italia dispone di otto unità specializzate, tra cui il “Gaeta” e il “Vieste”, pronte a operare anche nello Stretto di Hormuz.

Come funzionano: il ruolo del sonar

Il cuore delle operazioni è il sonar, sistema che invia onde sonore nei fondali per rilevare eventuali ordigni.

L’eco restituito consente di ricostruire una mappa dettagliata del fondale, individuando possibili mine.

Droni e palombari in azione

Una volta individuato un sospetto, entrano in azione droni subacquei dotati di telecamere e sistemi di rilevamento.

In alternativa intervengono i palombari, specialisti del disinnesco, equiparabili agli artificieri di terra.

Navi progettate per la sicurezza

Le unità sono costruite con materiali come la vetroresina per ridurre la traccia magnetica ed evitare l’attivazione delle mine.

A bordo è presente anche una camera iperbarica per eventuali emergenze mediche legate alle immersioni.

Capacità operative e supporto

In condizioni favorevoli, un cacciamine può mappare fino a dieci miglia quadrate al giorno.

Le operazioni sono spesso supportate da unità logistiche come Etna, Vulcano e Atlante.

Una lunga esperienza operativa

Queste navi sono state impiegate per la prima volta nello Stretto di Hormuz nel 1987, durante la prima crisi del Golfo.

Da allora hanno individuato migliaia di ordigni, operando anche lungo le coste italiane per la bonifica di residuati bellici della Seconda guerra mondiale.

Il futuro della flotta

La Difesa sta sviluppando una nuova generazione di cacciamine, con otto unità previste nei prossimi anni.

Un investimento strategico per garantire sicurezza delle rotte marittime e protezione degli equipaggi in scenari sempre più complessi.

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Esteri

Iran-Usa, piano in tre pagine per la pace: negoziati su nucleare e uranio

Prosegue il negoziato tra Usa e Iran: un memorandum in tre pagine affronta uranio, nucleare e sicurezza. Trattativa ancora aperta.

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Emergono segnali di avanzamento nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

Secondo indiscrezioni, le parti avrebbero lavorato a un memorandum d’intesa di tre pagine, destinato a fare da base per un possibile accordo di cessazione del conflitto.

Il nodo dell’uranio

Uno dei punti centrali riguarda le scorte di uranio arricchito iraniano.

Washington punta a impedire l’accesso a materiali utilizzabili per scopi militari, mentre sul tavolo sarebbe stata avanzata una proposta economica per sostenere aiuti umanitari a Teheran.

Le cifre restano oggetto di trattativa e non sono confermate ufficialmente.

Smaltimento e controlli

Altro tema è la gestione dell’uranio già prodotto.

Tra le ipotesi, una soluzione mista che preveda l’invio di una parte del materiale in un Paese terzo e la diluizione del resto sotto supervisione internazionale.

Moratoria sul nucleare

Le parti discutono anche una possibile limitazione temporanea del programma nucleare iraniano.

Tra le opzioni, la possibilità di mantenere attività civili, come la produzione di isotopi medicali, con vincoli più stringenti su impianti e tecnologie.

Il tema dei missili

Resta incerta l’inclusione nel memorandum delle capacità missilistiche iraniane e del sostegno ai gruppi armati regionali.

Un aspetto considerato sensibile da diversi attori internazionali e ancora oggetto di confronto.

Trattativa ancora in corso

Le informazioni disponibili derivano da indiscrezioni e non rappresentano posizioni ufficiali definitive.

Il negoziato prosegue in un contesto complesso, con molti nodi ancora da sciogliere prima di un eventuale accordo.

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