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Spettacoli

David di Donatello 2026, niente boicottaggio: autori e registi pronti a protestare sul palco

Niente boicottaggio per i David 2026: autori e registi useranno la cerimonia per protestare contro le politiche sul cinema. Adesivi e interventi sul palco.

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Riflettori accesi sui David di Donatello 2026, che si terranno il 6 maggio. Dopo settimane di tensioni e ipotesi di boicottaggio, registi e sceneggiatori scelgono una linea diversa: partecipare alla cerimonia ma trasformarla in una piattaforma di protesta.

La decisione è maturata al termine di un’assemblea delle principali associazioni autoriali, tra cui 100autori, Anac e Wgi, riunite a Roma.

La linea degli autori: usare la visibilità

A spiegare la strategia è Lorenzo d’Amico De Carvalho: l’obiettivo è sfruttare la visibilità dei David, sia durante la cerimonia a Cinecittà sia nell’appuntamento istituzionale al Quirinale, per portare all’attenzione pubblica le criticità del settore.

Gli artisti indosseranno un adesivo con la scritta “Non c’è Italia senza cinema” e utilizzeranno gli interventi sul palco per denunciare le difficoltà della categoria.

Le critiche dal fronte del boicottaggio

La scelta di non disertare l’evento ha provocato la reazione del movimento #siamoaititolidicoda, che aveva sostenuto la linea più radicale del boicottaggio.

Secondo il gruppo, la partecipazione rischia di legittimare politiche ritenute penalizzanti per il cinema indipendente e per le professionalità del settore.

Le posizioni nel mondo del cinema

Sul fronte opposto, il regista e attore Sergio Castellitto ha commentato con toni ironici le polemiche, ridimensionando il dibattito.

Nel frattempo, l’attrice e regista Valeria Golino ha dato disponibilità a farsi portavoce delle istanze del settore, anche in occasione della presentazione ufficiale dei candidati al Quirinale. Una scelta personale, non formalmente attribuita alle associazioni.

Verso una rappresentanza unitaria

Dopo i David, il coordinamento delle associazioni punta a un ulteriore passo: la creazione di una federazione unitaria del comparto, con l’obiettivo di rafforzare il peso negoziale del settore.

La linea condivisa resta quella di evitare lo scontro simbolico del boicottaggio e privilegiare una protesta visibile ma interna all’evento, affidata alla forza comunicativa del palco e alla partecipazione degli artisti.

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In Evidenza

Affari Tuoi, Alice rifiuta 75mila euro e perde tutto: nel pacco finale solo 50 euro

Alice, concorrente veneta di Affari Tuoi, rifiuta l’offerta finale da 75mila euro del Dottore scegliendo di rischiare tutto. Nel suo pacco però ci sono soltanto 50 euro, mentre i 300mila erano nell’altro pacco. Finale amaro nella puntata condotta da Stefano De Martino.

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Finale amarissimo ad Affari Tuoi per Alice, concorrente del Veneto protagonista di una puntata ricca di emozioni, colpi di scena e scelte coraggiose.

La pizzaiola della provincia di Rovigo, accompagnata dal marito Cristiano, elettricista di 42 anni e padre insieme a lei del piccolo Ezechiele, arriva a un passo dal sogno dei 300mila euro ma alla fine torna a casa con appena 50 euro.

Alice cambia subito pacco e lascia 30mila euro

La partita della concorrente veneta inizia con una decisione immediata: Alice lascia il pacco numero 15 scegliendo l’11.

Una scelta che inizialmente sembra pesante, perché nel pacco abbandonato ci sono 30mila euro.

Nonostante questo, la gara prende presto una piega positiva.

La partita si mette bene e il Dottore offre 35mila euro

A metà puntata Alice si ritrova in una situazione molto favorevole: restano soltanto tre pacchi blu contro cinque rossi, tra cui quelli pesantissimi da 50mila, 200mila e 300mila euro.

Il Dottore prova allora a convincerla a fermarsi offrendo 35mila euro.

Alice però decide di continuare, convinta di poter arrivare fino al premio più alto.

Il cambio finale evita Gennarino

Nel finale la tensione cresce ulteriormente. Restano pochi pacchi e uno dei rossi ancora in gioco è proprio quello da 300mila euro.

Alice sceglie allora di cambiare nuovamente il proprio pacco. Una decisione che sembra premiarla immediatamente: nel pacco lasciato c’era infatti Gennarino.

Lo studio si infiamma e cresce la convinzione che la concorrente possa davvero compiere il colpo clamoroso.

Ultima offerta: 75mila euro sicuri

La partita arriva così al momento decisivo. Restano soltanto due pacchi: uno contiene 50 euro, l’altro 300mila euro.

Il Dottore tenta l’ultima mossa offrendo 75mila euro garantiti.

È il momento più difficile della serata. Alice e Cristiano riflettono a lungo ma alla fine scelgono il rischio: rifiutano i 75mila euro e decidono di andare avanti fino in fondo.

La beffa finale: nel pacco solo 50 euro

Quando Stefano De Martino apre il pacco finale, nello studio cala il gelo.

Dentro ci sono soltanto 50 euro.

I 300mila euro erano nell’altro pacco e per Alice arriva una conclusione amarissima dopo una partita che sembrava poter cambiare la vita della famiglia veneta.

Tra applausi di incoraggiamento e grande delusione, la concorrente lascia comunque lo studio con il sostegno del pubblico dopo una delle puntate più tese della stagione.

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Spettacoli

Fiorello show al Salone del Libro: ironia su Amadeus, crime tv e ministri “infedeli”

Fiorello protagonista al Salone del Libro di Torino con uno show improvvisato tra ironia, nostalgia televisiva e satira politica. Battute su Amadeus, Sal Da Vinci, i talk crime e gli scandali politici, ma anche riflessioni amare sulla televisione moderna e sui social.

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Rosario Fiorello trasforma il suo incontro con il critico televisivo Aldo Grasso al Salone Internazionale del Libro di Torino in uno spettacolo tra satira, improvvisazione e nostalgia della grande televisione italiana.

Davanti a un Auditorium del Lingotto gremito, Fiorello alterna battute fulminanti, riflessioni amare sulla tv di oggi e momenti di comicità pura, coinvolgendo persino l’interprete della lingua dei segni, diventata parte integrante dello show.

Le battute sull’interprete Lis e Sal Da Vinci

Uno dei momenti più divertenti arriva quando Fiorello osserva l’interprete Lis tradurre il suo fiume di parole e gesti.

“Sembra Sal Da Vinci”, scherza lo showman, chiedendosi ironicamente se i movimenti utilizzati nella traduzione corrispondano davvero al testo della canzone “Per sempre sì”.

Poi il pensiero va proprio a Sal Da Vinci, escluso dall’Eurovision: “Noi gli siamo vicini, è una bella persona”, dice Fiorello chiedendo al pubblico un applauso per l’artista napoletano.

L’appello ad Amadeus: “Ama torna in Rai”

Tra una gag e l’altra arriva anche una frase destinata a far discutere sul futuro televisivo di Amadeus.

“Sarebbe il caso che tornasse a casa. Dai Ama, torna in Rai”, dice Fiorello, strappando applausi e sorrisi alla platea.

Per qualcuno un semplice scherzo tra amici, per altri quasi uno spoiler sulle possibili future mosse televisive del conduttore con cui Fiorello ha condiviso alcuni dei Festival di Sanremo più seguiti degli ultimi anni.

“La tv non sorprende più”

Nel dialogo con Aldo Grasso emerge anche una riflessione più profonda sullo stato della televisione italiana.

Fiorello ricorda la tv della sua infanzia, quando “la scelta era tra Rai 1 e Rai 2” e il telecomando nemmeno esisteva. Racconta i grandi varietà del sabato sera, “curatissimi e fatti da professionisti veri”, contrapponendoli a una televisione moderna che vive soprattutto di clip social e format ripetuti.

“La televisione era il luogo della sorpresa”, osserva Fiorello, sottolineando come oggi molti giovani conoscano i programmi soltanto attraverso brevi frammenti su Instagram o TikTok.

La critica ai talk crime: “Su Garlasco cambio canale”

Non manca una stoccata ai programmi televisivi che puntano ossessivamente sulla cronaca nera.

Fiorello critica apertamente l’eccessiva presenza dei casi di omicidio nei palinsesti: “Quando sento parlare di Garlasco cambio canale”, dice, aggiungendo che il crime “viene spalmato ovunque”.

Un passaggio che riflette anche un malessere crescente verso la spettacolarizzazione televisiva della cronaca giudiziaria.

Satira politica e autoironia sull’età

Fiorello non risparmia neppure la politica. Ironizza sugli scandali che coinvolgono alcuni esponenti di governo e scherza: “Sono preoccupato perché da 48 ore nessun ministro tradisce”.

Poi arriva l’autoironia sull’età: “Ho appena compiuto 66 anni, tra quattro anni entrerò al Salone del Libro con il girello”.

Tra malinconia e comicità, Fiorello conferma ancora una volta la sua capacità di trasformare qualsiasi palco in un racconto spontaneo, imprevedibile e profondamente televisivo.

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Spettacoli

Eurovision 2026, il televoto italiano premia Moldavia e Romania: Bulgaria vincitrice solo sesta in Italia

All’Eurovision Song Contest 2026 il pubblico italiano ha premiato la Moldavia davanti a Romania e Israele. La Bulgaria, vincitrice ufficiale della manifestazione, è risultata soltanto sesta nel televoto italiano. Diffusi anche i nomi della giuria italiana composta da esperti di musica, spettacolo e comunicazione.

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Per il pubblico italiano dell’Eurovision Song Contest 2026 il vero vincitore avrebbe dovuto essere la Moldavia. I dati del televoto italiano mostrano infatti una classifica molto diversa rispetto a quella finale della manifestazione. Al primo posto nelle preferenze espresse dagli spettatori italiani c’è la Moldavia, seguita dalla Romania e da Israele.

Quarta posizione per l’Albania, quinta per l’Ucraina. La Bulgaria, vincitrice ufficiale dell’edizione 2026 grazie a Dara e al brano Bangaranga, nel voto popolare italiano si è fermata soltanto al sesto posto.

Una classifica diversa rispetto al risultato finale

Il dato conferma ancora una volta quanto il gusto musicale del pubblico italiano possa differire dagli equilibri complessivi dell’Eurovision.

La vittoria bulgara è maturata grazie alla somma tra voti delle giurie tecniche e televoto internazionale, ma in Italia gli spettatori hanno premiato soprattutto le performance considerate più popolari, energiche e immediate.

Particolarmente apprezzate le esibizioni moldava e rumena, capaci di conquistare consenso sui social network e durante la diretta televisiva.

Chi componeva la giuria italiana

La giuria italiana dell’Eurovision Song Contest 2026 era composta da professionisti del mondo dello spettacolo, della musica e della comunicazione.

Ne facevano parte il produttore di eventi Angelo Bonello, il maestro Enrico Cremonesi, la coreografa Dalila Frassanito, la giornalista Giorgia Belfiore, la speaker radiofonica Nicole Angelozzi, la giovane cantante Angelica Bove e Roberto Paolillo del coordinamento artisti del Festival di Sanremo.

Eurovision sempre più specchio dell’Europa pop

L’Eurovision continua a rappresentare uno specchio delle differenze culturali e musicali presenti in Europa.

Le classifiche nazionali mostrano sensibilità diverse da Paese a Paese e spesso generano discussioni tra fan e addetti ai lavori. Anche quest’anno il divario tra televoto italiano e risultato finale ha alimentato il dibattito online sul peso delle giurie tecniche e sulle dinamiche geopolitiche che influenzano sempre di più la competizione.

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