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Dall’Italia 1,3 miliardi per l’Einstein Telescope

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L’Italia è più decisa che mai a diventare la sede del futuro osservatorio per le onde gravitazionali, l’Einstein Telescope, per il quale prevede uno stanziamento complessivo di 1,3 miliardi, tra fondi governatici e fondi della Regione Sardegna. L’intenzione di realizzare il più avveniristico degli osservatori di onde gravitazionali nell’ex miniera di Sos Enattos a Lula è stata ribadita anche nella conferenza sulle grandi infrastrutture di ricerca organizzata a Su Gologone (Oliena, in provincia di Nuoro) nell’ambito della presidenza italiana del G7.

La cifra di 1,3 miliardi comprende lo stanziamento di circa 950 milioni di euro annunciato dal governo italiano nel dicembre 2023 e 350 milioni dalla Regione Sardegna. “Stato e Regione marciano di pari passo”, ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini in apertura della conferenza satellite del G7 Scienza organizzata dal ministero con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Ieri ho parlando con il ministro olandese e lo stanziamento italiano di 1,3 miliardi è più di quello che l’Olanda sta investendo”, ha detto ancora il ministro parlando con i giornalisti a margine dell’evento. Entusiasta del progetto la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde: “abbiamo stanziato 350 milioni che erano necessari per la candidatura e abbiamo fatto un’unità di progetto”.

Il sito di Sos Enattos è pronto a diventare un hub della ricerca: Istituto Nazionale di Astrofisica e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono al lavoro per portarvi altri progetti, come l’Earth Telescope destinato a studiare il cuore della Terra. Ci sono perciò tutte le premesse per fare della zona di Lula la sede di una delle grandi infrastrutture di ricerca europee. Un progetto destinato a pagare, stando ai numeri del rapporto presentato nell’ambito della conferenza del G7: le 32 grandi infrastrutture di ricerca realizzate nei Paesi del G7 dal 1987 al 2023 hanno avuto ricadute economiche per 1.400 miliardi a fronte di un investimento complessivo di circa 540 miliardi di euro, si legge nel rapporto commissionato dalla presidenza italiana del G7 a The European House – Ambrosetti (Teha Group) e realizzato con il Mur e l’Infn con il supporto di Hewlett Packard Enterprise. Resta ora da capire se Sos Enattos sarà l’unica sede dell’Einstein Telescope o se quest’ultimo sarà organizzato su due sedi: una in Sardegna e una in Olanda, l’altro Paese in gara per ospitare l’osservatorio. Si sta infatti facendo strada l’ipotesi di due rivelatori gemelli a forma di L.

“Siamo in fase di discussione con altri partner europei e presso il Consiglio dei rappresentanti governativi delegati si stanno discutendo tempi e procedure”, ha detto il presidente dell’Infn Antonio Zoccoli. In generale, ha aggiunto, “l’alternativa delle due strutture a L nel Sud e nel Nord Europa è considerata la più semplice perché in questo caso si definirebbero subito i siti e si potrebbe saltare la fase della selezione”. Il prossimo passo verso la decisione, attesa nel 2026, è previsto a metà 2025. Per la presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Maria Chiara Carrozza, “l’Einstein Telescope è un’occasione per l’Italia e costituisce un esempio di diplomazia scientifica importante. Penso che la pace e la prosperità per il futuro dipendano anche dalla possibilità di avere questi grandi progetti che uniscono popoli a volte distanti”.

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Esteri

Iran-Usa, Vance: “Nessuna svolta a Ginevra, opzione militare resta sul tavolo”

Il vicepresidente Usa JD Vance afferma che nei colloqui di Ginevra l’Iran non ha accolto le richieste chiave di Washington sul nucleare. Resta aperta l’opzione militare.

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Nei colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Ginevra non sarebbe emersa alcuna svolta sostanziale.

Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sottolineando che Teheran non avrebbe recepito le richieste fondamentali avanzate da Washington.

Due settimane per colmare le distanze

Dopo l’incontro, gli Stati Uniti hanno comunicato di essere disposti a concedere all’Iran due settimane per colmare le lacune ancora esistenti tra le parti.

Secondo quanto riferito da fonti vicine ai negoziati, prima del vertice Teheran avrebbe indicato una disponibilità a compromessi su alcuni aspetti del proprio programma nucleare, incluso il trasferimento all’estero dell’uranio quasi idoneo alla produzione di armi.

Le linee rosse di Washington

Martedì sera, in un’intervista a Fox News, Vance ha spiegato che, pur essendo stato concordato un nuovo incontro, non si è giunti a un’intesa sulle cosiddette “linee rosse” fissate dal presidente Donald Trump.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di porre fine all’arricchimento dell’uranio, elemento centrale del programma nucleare iraniano. La Casa Bianca teme che tale attività possa consentire a Teheran di acquisire la capacità di costruire un’arma nucleare.

Opzione militare non esclusa

Vance ha aggiunto che, in assenza di progressi concreti, l’opzione militare resta una possibilità, senza fornire ulteriori dettagli.

Il confronto resta aperto e le prossime settimane saranno decisive per verificare se i colloqui potranno evolvere verso un’intesa o se prevarrà un irrigidimento delle posizioni.

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Esteri

New York, il sindaco Mamdani propone aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà

Il sindaco di New York Zohran Mamdani propone un aumento del 9,5% della tassa sulla proprietà per colmare un deficit di 5,4 miliardi di dollari.

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Il sindaco di New York City, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento del 9,5% dell’imposta sulla proprietà, definendolo una “ultima spiaggia” nel caso in cui non riesca a ottenere dalla governatrice Kathy Hochul un incremento delle imposte sul reddito per i contribuenti più abbienti.

La misura riguarderebbe oltre 3 milioni di abitazioni unifamiliari, cooperative e condomini, oltre a più di 100.000 edifici commerciali.

Un bilancio da 127 miliardi di dollari

La proposta è contenuta nel piano di spesa preliminare presentato da Mamdani, il primo da quando è diventato sindaco. Il bilancio ammonta a 127 miliardi di dollari ed entrerà in vigore il primo luglio, dopo la fase di revisione e trattativa con il Consiglio comunale.

Si tratta di un incremento rispetto all’attuale piano di spesa da 122 miliardi di dollari.

Il nodo del deficit e lo scontro con l’ex sindaco

Secondo Mamdani, l’aumento delle entrate sarebbe necessario per coprire un disavanzo di 5,4 miliardi di dollari, attribuito a imprecisioni nella stesura del bilancio da parte del suo predecessore, Eric Adams.

Adams ha però respinto l’accusa, sostenendo di aver lasciato all’amministrazione successiva oltre 8 miliardi di dollari in riserve.

Il confronto tra le due versioni si inserisce in un dibattito politico più ampio sulle politiche fiscali della città e sulla sostenibilità della spesa pubblica in uno dei principali centri economici mondiali.

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Esteri

Guerra in Ucraina, Witkoff: “Progressi significativi nei colloqui tra Kiev e Mosca”

L’inviato Usa Steve Witkoff parla di progressi significativi nei colloqui tra Ucraina e Russia a Ginevra nell’ambito dell’iniziativa guidata da Washington.

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I colloqui tra Ucraina e Russia, in corso a Ginevra, avrebbero registrato “progressi significativi” nell’ambito dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

A dichiararlo è stato Steve Witkoff, inviato statunitense impegnato nella mediazione, mentre le delegazioni si preparavano a un secondo giorno di negoziati.

Le parole dell’inviato statunitense

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Witkoff ha affermato che il coinvolgimento del presidente Donald Trumpnel riunire le parti avrebbe contribuito a risultati concreti.

Secondo quanto riferito, entrambe le delegazioni avrebbero concordato di aggiornare i rispettivi leader sugli sviluppi emersi durante gli incontri e di proseguire il lavoro diplomatico con l’obiettivo di arrivare a un’intesa.

Il contesto della mediazione americana

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli sforzi internazionali per fermare il conflitto iniziato nel 2022. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sui contenuti dei presunti progressi né su eventuali bozze di accordo.

Le trattative restano in corso e l’evoluzione dei colloqui dipenderà dalle decisioni politiche che verranno assunte nelle rispettive capitali.

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