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Politica

Dalla suora al Pm, al via le audizioni su ddl Zan su omofobia

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Identita’ di genere, famiglia, differenze tra uomo e donna, problemi legislativi, occulti circuiti economici. Sono molte ed eterogenee le questioni messe in campo nella seconda giornata di audizioni sul ddl contro l’omotransfobia in commissione Giustizia di palazzo Madama. Un tour de force con venti protagonisti, magistrati, avvocati, femministe, associazioni, che in quasi quattro ore, questo pomeriggio hanno detto la loro sul ddl Zan. A finire nell’occhio del ciclone e’ stato in particolare l’articolo 4 del provvedimento, quello sulla liberta’ di espressione che lascerebbe, secondo una parte dei partecipanti, ad alcuni la possibilita’ di esprimere la propria posizione sulla natura dell’omosessualita’ ed ad altri l’impossibilita’ di farlo. Giovanni Maria Flick e’ favorevole al ddl Zan, ma con riserva. “Genere, orientamento sessuale e identita’ di genere – sottolinea – finiscono per confondere, sarebbe piu’ agevole introdurre il concetto di sesso in tutte le sue forme e manifestazioni”. Tuttavia l’ex guardasigilli ritiene “doveroso” integrare la legge Mancino seguendo lo schema della Costituzione che prevede: “tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. Concorda su questa linea anche l’ex magistrato Carlo Nordio che aggiunge: “Dal punto di vista tecnico il ddl Ronzulli presenta minori criticita’ rispetto al ddl Zan” e suggerisce “una riduzione di impalcatura lessicale e un chiarimento di idee”. “Sull’orientamento sessuale – spiega – si da’ una definizione ambigua che minaccia di ritorcersi contro le intenzioni del legislatore”, perche’ afferma “non c’e’ nulla, di piu’ volatile della concezione del sesso. Un tempo l’omosessualita’ era punita con la morte, oggi e’ disciplinata”. Poi Nordio tira in ballo la pedofilia “fa parte dell’orientamento sessuale, per quanto deviato. Se una persona si esprimesse in termini brutali, ma anche comprensibili contro un pedofilo rientrerebbe in questa fattispecie penale”. La preoccupazione di Yassine Baradaine, segretario nazionale dell’Unione delle comunita’ islamiche d’Italia riguarda la scuola pubblica che dovrebbe continuare a “tutelare la liberta’ degli studenti su etica e religione, affinche’ che non vengano sopraffatti da una visione di parte imposta per legge”. Intervenuto anche lo scrittore Giorgio Ponte, che si presenta come omosessuale, cattolico e assolutamente contrario alla proposta di legge di Pd e M5s. Ma a parlare di un filo che legherebbe il ddl Zan a una rete economica e’ suor Anna Monia Alfieri, convinta che il provvedimento “prevede un indottrinamento di pensiero unico per rassicurare guadagni certi a qualche circuito. E limita liberta’ di espressione, pensiero e educazione”.

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Politica

Centrosinistra, primarie e leadership: il caso Salis agita il campo largo

Silvia Salis irrompe nel dibattito del centrosinistra: primarie sì o no, mentre Conte e Schlein si sfidano sulla leadership.

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Nel centrosinistra si consuma un confronto a distanza tra Giuseppe Conte e Elly Schlein. Il primo insiste sulla necessità delle primarie aperte per scegliere la leadership, mentre la seconda mantiene una posizione più prudente, concentrata sulla costruzione del programma.

Una differenza di visione che riflette le tensioni interne al cosiddetto campo largo.

Il fattore Salis

Nel dibattito si inserisce la figura di Silvia Salis, sindaca di Genova, sempre più al centro dell’attenzione mediatica e politica.

Salis ha più volte espresso perplessità sulle primarie, ritenute divisive, sostenendo invece che la guida del governo debba spettare alla figura più competitiva.

Una posizione che, pur non tradotta in una candidatura ufficiale, alimenta il dibattito interno.

Ipotesi e scenari politici

Secondo diverse ricostruzioni, nel campo progressista si valutano scenari alternativi nel caso in cui non si trovi un accordo tra le principali forze. Tra questi, anche l’ipotesi di una figura di mediazione capace di tenere insieme le diverse anime della coalizione.

In questo contesto, le parole di Salis sulla possibilità di una candidatura unitaria a Palazzo Chigi hanno suscitato reazioni fredde sia nel Partito Democratico sia nel Movimento 5 Stelle.

Il nodo delle primarie

Il tema delle primarie resta centrale. Conte le considera uno strumento indispensabile, mentre nel Pd emergono sensibilità diverse.

Molto dipenderà anche dalla legge elettorale: in assenza dell’obbligo di indicare un candidato premier prima del voto, potrebbe aprirsi uno scenario in cui la leadership verrebbe decisa solo dopo le elezioni.

Comunicazione e consenso

Parallelamente al dibattito politico, la figura di Salis continua a muoversi anche sul piano comunicativo, tra interviste, presenza sui social e partecipazione a eventi pubblici.

Una strategia che contribuisce a mantenerla al centro dell’attenzione, in una fase in cui il centrosinistra appare ancora alla ricerca di una sintesi sulla leadership e sulla proposta politica.

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M5S, scontro Conte-Di Maio sul libro: tensioni anche sul simbolo

Nuovo scontro tra Conte e Di Maio dopo il libro del leader M5S. Sullo sfondo anche la battaglia legale per il simbolo del Movimento.

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Si riaccende il confronto tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, con toni che richiamano le tensioni già emerse ai tempi del governo guidato da Mario Draghi.

Al centro del nuovo scontro c’è il libro di Conte, “Una nuova primavera”, in cui l’ex premier ricostruisce alcune dinamiche politiche legate alla crisi del Movimento e alla rielezione del presidente della Repubblica.

La replica di Di Maio

Di Maio ha contestato apertamente il racconto, parlando di episodi “completamente falsi” e rivendicando il proprio ruolo nella rielezione di Sergio Mattarella e nel sostegno all’esecutivo Draghi.

L’ex ministro ha inoltre criticato Conte per aver definito “congiurati” esponenti politici che oggi fanno parte dell’area del cosiddetto campo largo.

La controreplica del leader M5S

Conte ha replicato con toni più sfumati, invitando Di Maio a leggere integralmente il libro per comprendere meglio il contesto. Dal Movimento si parla di fraintendimenti e di attacchi strumentali.

Sul fondo resta il richiamo alle ricostruzioni già espresse in passato da Beppe Grillo, figura ancora centrale nella storia del Movimento.

Il nodo del simbolo

La vicenda assume un rilievo ulteriore per le possibili implicazioni legali. È infatti in corso una causa sul simbolo del Movimento 5 Stelle, e secondo alcune indiscrezioni Di Maio potrebbe avere ancora un ruolo formale in una delle associazioni legate alla struttura originaria del M5S.

In questo scenario, non si esclude che possa rivendicare diritti sul logo o intervenire nel contenzioso.

Scenari aperti

Il conflitto tra Conte e Di Maio si inserisce in una fase delicata per il Movimento, tra ricostruzione politica e battaglie legali.

Gli sviluppi della causa sul simbolo e gli equilibri interni potrebbero avere ripercussioni significative sul futuro del M5S e sui rapporti tra i suoi protagonisti.

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Politica

Lega, Salvini lancia il raduno dei Patrioti a Milano: sfida all’Ue e mobilitazione in piazza

Matteo Salvini prepara il raduno dei Patrioti a Milano il 18 aprile. Al centro attacco all’Ue, energia e Patto di stabilità.

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, punta a una forte mobilitazione per il raduno dei “Patrioti” in programma il 18 aprile in piazza Duomo a Milano.

Nel corso del consiglio federale riunito in via Bellerio, Salvini ha invitato i dirigenti a portare in piazza almeno 10mila persone, trasformando l’evento in una dimostrazione di forza politica.

Attacco all’Unione Europea e ai costi energetici

La piattaforma della manifestazione, intitolata “Senza paura – in Europa padroni a casa nostra”, si concentra in particolare sui temi economici. Salvini ha criticato le regole europee, ritenute responsabili di aggravare le difficoltà di famiglie e imprese alle prese con il caro energia.

Tra le richieste, maggiore flessibilità e la sospensione del Patto di stabilità, con l’introduzione di misure emergenziali simili a quelle adottate durante la pandemia.

Ospiti internazionali e posizionamento politico

Tra gli ospiti annunciati figura Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National. Resta incerta invece la presenza di Viktor Orbán.

La manifestazione partirà da Porta Venezia per concludersi in piazza Duomo, con un breve corteo.

Immigrazione e polemiche sulla “remigrazione”

Tra i temi anche il contrasto all’immigrazione clandestina, mentre il dibattito politico si è acceso attorno al concetto di “remigrazione”. Salvini ha chiarito che il termine non è presente nei documenti ufficiali della manifestazione, pur difendendo il diritto al confronto democratico.

Scontro con il Comune e contromanifestazioni

Il raduno ha provocato tensioni con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala, che ha espresso preoccupazione per i contenuti politici dell’iniziativa, pur riconoscendo che non può essere vietata.

La Lega, dal canto suo, ha replicato puntando l’attenzione sulle possibili contromanifestazioni organizzate nello stesso giorno.

Il clima resta quindi acceso, alla vigilia di una mobilitazione che si preannuncia anche come banco di prova politico per il partito di Salvini.

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