Esteri
Dal Belgorod al Sarmat, la minaccia nucleare russa
Un arsenale di 5.977 testate nucleari a disposizione, piu’ di qualsiasi altro Paese al mondo e di tutte le riserve Nato messe insieme, anche se circa 1.500 sarebbero ormai pronte per essere smantellate perche’ vetuste. E almeno 1.588 bombe pronte all’uso, gia’ montate su basi di lancio da terra, lanciamissili sottomarini e caccia. Le stime della Federation of American Scientists danno il senso della minaccia atomica della Russia. L’impiego di armi nucleari tattiche evocato da Vladimir Putin per il conflitto in Ucraina, con un potenziale e una gittata inferiori rispetto a quelle strategiche in modo da colpire obiettivi specifici sul campo, ha fatto inevitabilmente alzare il livello di allerta in Occidente. Secondo un’informativa della Nato, un potenziale pericolo sarebbe determinato dalla presenza del K-329 Belgorod nei mari artici: un enorme sommergibile a propulsione nucleare con “compiti speciali” di ricerca, esplorazione e soccorso a grande profondita’ – il piu’ grande dai tempi della flotta sovietica, lungo 184 metri e largo 15 – che e’ pero’ anche in grado di sparare il missile-drone Poseidon, concepito per portare testate atomiche da due megatoni a diecimila km di distanza ed esplodere nei pressi della costa, provocando uno tsunami radioattivo con onde alte fino a 500 metri che, aveva simulato la tv di stato russa, spazzerebbero via il Regno Unito. A comporre la minaccia atomica russa ci sono anche altre “superarmi”, come le hanno ribattezzate i media di Mosca. A partire dal missile balistico intercontinentale Sarmat, considerato il fiore all’occhiello dei nuovi programmi militari. Un’arma che secondo Vladimir Putin “non ha eguali” al mondo ed e’ “in grado di eludere ogni sistema di difesa missilistico”, trasportando 15 testate nucleari lungo una traiettoria di volo fino a 18 mila chilometri.
Esteri
Emirati Arabi Uniti: “Abbiamo diritto a difenderci, ma scegliamo la moderazione”
Gli Emirati Arabi Uniti affermano di avere il diritto di difendersi dagli attacchi dell’Iran ma ribadiscono la scelta della moderazione e della diplomazia.
Esteri
Trump frena su un accordo con l’Iran: “I termini non sono ancora abbastanza buoni”
Donald Trump afferma di non essere pronto a un accordo per fermare la guerra con l’Iran: “I termini non sono ancora abbastanza buoni”, nonostante segnali di apertura da Teheran.
Esteri
Iraq vola in Messico per lo spareggio mondiale nonostante la guerra
La nazionale irachena partirà per il Messico per lo spareggio verso i Mondiali 2026 nonostante le difficoltà legate alla guerra in Medio Oriente.


