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Da raggi X a pecora Dolly, 150 anni della rivista Nature

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Dai raggi X e la prima clonazione di un mammifero (la pecora Dolly) al buco dell’ozono alla struttura a doppia elica del Dna: da 150 anni ospita sulle sue pagine le scoperte piu’ importanti della scienza, riuscendo ad avere quasi sempre il ‘fiuto’ per capire quali possono essere quelle che possono segnare una vera svolta. Tanto che ancora oggi riuscire uscire sulle sue pagine e’ il massimo per un ricercatore. Un prestigio che Nature ha mantenuto intatto nel corso della sua storia, iniziata il 4 novembre del 1869. Fondata in Inghilterra da Norman Lockyer, nacque per raccogliere l’eredita’ di diverse riviste a carattere scientifico sorte e presto scomparse a meta’ dell’Ottocento. Un periodo quello di grande interesse per le scienze, stimolato in Inghilterra soprattutto dagli studi di Charles Darwin. Il suo nome lo deve ad un verso del poeta William Wordsworth (“To the solid ground of nature trusts the Mind that builds for aye”) ed ebbe come primo editore Alexander Macmillan, lo stesso dei libri di Lewis Carroll e Rudyard Kipling. Insieme alla sua ‘rivale’ Science, è forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio dalla comunità scientifica internazionale.  Altro pregio di Nature e’ quello di essere rimasta, a differenza di altre riviste scientifiche specializzate, uno dei pochi giornali, insieme ad altri mensili quali Science e Proceedings of the National Academy of Sciences, a pubblicare ancora articoli originali relativi a tutte le discipline scientifiche.

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Nadia Toffa e Notre Dame le parole 2019 per utenti Google, la ricetta del dolce più cliccata è la pastiera napoletana

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Nadia Toffa e Notre Dame sono le parole più ricercate dell’anno per gli utenti italiani del motore di ricerca Google. La conduttrice del programma televisivo Le Iene, venuta a mancare lo scorso agosto, è anche in cima alla lista dei personaggi del 2019. La domanda più digitata dagli utenti di Google nel corso dell’anno che sta finendo è “perchè è caduto il governo”, ma anche “perchè si chiamano sardine” riferito al movimento che sta riempiendo le piazze italiane. Google, come ogni anno, condivide i trend più interessanti dei 12 mesi passati dividendoli in liste: ci sono le parole emergenti, i personaggi, fai da te, come fare, cosa significa, i perche’, le mete di vacanza, le ricette, i biglietti degli eventi. Nelle ricerche degli italiani al primo posto emerge per il terzo anno di seguito Nadia Toffa (tra i personaggi piu’ popolari anche nell’analisi di Twitter diffusa ieri): è dal 2017, anno in cui rese pubblica la sua malattia, che la conduttrice de Le Iene catalizza l’attenzione degli utenti. Nella lista delle parole emergenti di Google c’è anche Notre Dame, la cattedrale di Parigi e’ stata devastata da un incendio il 15 aprile 2019. Seguono Sanremo, le Elezioni Europee, l’attore Luke Perry, morto il 4 marzo scorso, e noto per aver recitato nella serie televisiva Beverly Hills 90210. Poi il Governo, Joker, personaggio del film interpretato da Joquin Phoenix che ha vinto Il Leone d’Oro a Venezia, Mia Martini, Mahmood (che ha vinto il festival di Sanremo 2019 con il brano Soldi) e il personaggio dei fumetti Thanos. Tra le ricerche piu’ curiose, segno dei tempi, come fare domanda per navigator (la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza per aiutare i cittadini a trovare un lavoro); cosa significa Macchu Picchu; mentre la meta di vacanze al top e’ Zanzibar e la ricetta emergente è di nuovo la pastiera napoletana.

I TREND DI GOOGLE: LA PASTIERA NAPOLETANA

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Luca Oneto si aggiudica l’edizione 2019 del premio “Marco Somalvico”: è lui il miglior giovane ricercatore italiano nell’area dell’Intelligenza Artificiale

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Luca Oneto si aggiudica l’edizione 2019 del premio “Marco Somalvico” come miglior giovane ricercatore italiano nell’area dell’Intelligenza Artificiale. Il premio, bandito con cadenza biennale dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, va ad aggiungersi al “Amazon AWS Machine Learning Research Award”, riconoscimento alla qualita’ della ricerca, ottenuto da Oneto a marzo 2019. Il suo ambito di ricerca primario e’ l’intelligenza artificiale e le ripercussioni etiche del loro utilizzo in contesti sociali. In particolare, si occupa di problemi di apprendimento automatico a partire dai dati per risolvere problemi provenienti dai mondi dell’industria, della sicurezza informatica, dell’etica e delle attivita’ sociali.

Il professor Oneto, 33 anni, dall’1 dicembre 2019 è all’Università di Genova nel ruolo di Professore associato in Sistemi di elaborazione delle informazioni.

Luca Oneto ha studiato all’Universita’ di Genova ottenendo la Laurea Triennale e Magistrale in Ingegneria Elettronica e il titolo di Dottore di ricerca nella Scuola di Scienze e tecnologie per l’informazione e la conoscenza rispettivamente nel 2008, 2010 e 2014. Dopo un periodo da Ricercatore a tempo determinato in Ingegneria Informatica presso l’Ateneo ligure, nel 2019 ha ricevuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale per il ruolo di Professore ordinario in Sistemi di elaborazione delle informazioni e in Informatica, diventando cosi’ il piu’ giovane abilitato Professore ordinario nei suddetti settori. Oneto, nel 2018, ha fondato ZenaByte srl, spin-off dell’Universita’ di Genova. Negli anni ha condotto attivita’ didattiche e di ricerca con vari centri e atenei nazionali e internazionali (University College London, Deep Mind, Istituto Italiano di Tecnologia, Nanyang Technological University, e Princeton Siemens Research Centre per citarne alcuni) e ha collaborato con aziende nazionali e internazionali.

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Da Imt Lucca studio su mappa emozioni in cervello

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Un’area di circa tre centimetri del nostro cervello che rappresenta una sorta di mappa dell’esperienza emotiva degli individui: e’ quanto scoperto da un gruppo di ricerca del Molecular mind laboratory della Scuola Imt alti studi Lucca. Lo studio dal titolo ‘Emotionotopy in the human right temporo-parietal cortex’ e’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Communications. Giada Lettieri, dottoranda della Scuola Imt, insieme ai suoi collaboratori, ha scoperto come il nostro cervello, in particolare una sua regione chiamata giunzione temporo-parietale destra, sia in grado di rappresentare topograficamente la complessita’ di quanto proviamo: quali emozioni sentiamo in un preciso momento e quanto intensamente le percepiamo. Il meccanismo sarebbe piu’ o meno lo stesso di funzioni base come vista, udito, olfatto, gusto, tatto. “Lo studio dei correlati cerebrali dei fattori elementari che modulano intensita’ e qualita’ delle emozioni – spiega il professore Pietro Pietrini, psichiatra e coautore della ricerca – ha importanti implicazioni per la comprensione di quello che accade quando le emozioni si ammalano, come nella depressione e nelle fobie”.

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