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Politica

Da nucleare a ponte Stretto, il programma del centrodestra

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A 44 giorni dal voto, il centrodestra chiude il suo programma elettorale e i leader mettono il sigillo al testo, dando il via libera. E’ un documento diviso in 15 punti che spazia dalla conferma dell’atlantismo e l’impegno a un’Europa “piu’ politica e meno burocratica”, al nucleare, passando per l’ok al ponte sullo Stretto di Messina, i decreti sicurezza e la flat tax ma senza aliquote mirabolanti se non la promessa di estendere il tetto per le partite Iva. “E’ il programma di governo che la coalizione realizzera’ dopo le elezioni del 25 settembre quando, finalmente, l’Italia potra’ avere un governo coeso e capace di dare al Paese delle risposte concrete”, annunciano in serata all’unisono i big di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Il documento conferma l’ultima bozza circolata nei giorni scorsi ma cambia titolo: “Per l’Italia”, si legge sulla prima pagina in grassetto blu. Uno slogan netto ma asettico, diverso da quello iniziale che era “Italia domani” e ricalcava il nome scelto dal governo Draghi per il portale sul Pnrr. In cima, campeggiano i simboli dei tre principali partiti e quello dell’ultimo arrivato ossia “Noi moderati”, la lista che raggruppa i quattro ‘centristi’. Gli impegni vanno dalla politica estera – che e’ il primo punto, e descritto dai piu’ come un puntiglio di Giorgia Meloni – fino all’ultimo che riguarda “giovani, sport e sociale”. In politica estera, il faro della coalizione e’ “la tutela dell’interesse nazionale e la difesa della Patria”. Non manca il riferimento alla Nato, “anche in merito all’adeguamento degli stanziamenti per la difesa”. Nero su bianco e’ il ribadito “sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della Federazione russa e il sostegno a ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto”. Un accenno pure alla “revisione delle regole del Patto di stabilita’ e della governance economica al fine di attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena occupazione”. Sul fronte energetico, l’obiettivo e’ l’autosufficienza da garantire con la transizione energetica sostenibile, il sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo (su cui si e’ speso tanto il premier Mario Draghi) e il ricorso al nucleare. Qui, in realta’, il riferimento e’ sfumato citando solo la “creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro”. Sulle infrastrutture, la promessa e’ racchiusa soprattutto nel “potenziamento della rete dell’alta velocita’ per collegare tutto il territorio nazionale dal Nord alla Sicilia, realizzando il ponte sullo Stretto”. Il terzo capitolo si concentra su riforme istituzionali e giustizia ed e’ stato riformulato di recente al tavolo dei partiti. Primo impegno citato e’ l’elezione diretta del presidente della Repubblica – provvedimento-bandiera per FdI – seguito dal riconoscimento delle autonomie, che e’ invece la storica battaglia della Lega e dei suoi governatori. Sulla giustizia si conferma la riforma del Csm e la separazione delle carriere su cui il partito di Salvini si e’ speso in prima persona lanciando un referendum. Sul fisco, la parola d’ordine e’ ‘meno tasse’ declinato per famiglie, imprese e lavoratori autonomi e condito dal no ferreo a “patrimoniali dichiarate e mascherate”, si legge nel documento. Sulla tassa piatta, che ancora divide i tre principali alleati su aliquote e tempi di realizzazione, il compromesso e’ stato raggiunto omettendo ogni percentuale. Si legge solo di un’estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di fatturato, flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualita’ precedenti (quest’ultimo aspetto fortemente voluto da FdI, ndr), con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese”. Altre misure promesse riguardano gli aiuti a famiglia e natalita’. Qui al primo punto si cita l’allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia”, che e’ un punto fermo dei neo Moderati di Lupi, Cesa, Toti e Brugnaro. Seguono asili nido gratuiti e aziendali. Nel programma non manca l’impegno per sicurezza e lotta all’immigrazione illegale: “passa” la linea della Lega che ottiene al primo punto la voce “decreti sicurezza”, gli stessi voluti dall’allora ministro degli Interni e che sogna il loro ripristino. Ribadita, inoltre, la difesa dei confini nazionali ed europei, ma non c’e’ il blocco navale che e’ il chiodo fisso del partito dei ‘patrioti’, ma solo un generico “controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per fermare, in accordo con le autorita’ del nord Africa, la tratta degli esseri umani”, oltre alla creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall’Unione Europea”. Non manca la lezione tratta dal Covid con l’impegno a interventi come “la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti”, ma “senza compressione delle liberta’ individuali”. Sul lavoro, la promessa e’ il taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori, insieme agli interventi per calmierare i prezzi dei beni di prima necessita’. La lotta al reddito di cittadinanza viene affidata a una generica sostituzione con “misure piu’ efficaci di inclusione sociale e politiche attive di formazione e inserimento nel mondo del lavoro”. Un capitolo a parte e’ riservato all’ambiente, definito “una priorita’” ma un po’ asciugato rispetto alle ultime bozze. Il programma accenna genericamente al rispetto e aggiornamento degli impegni internazionali presi dall’Italia contro i cambiamenti climatici, cita la piantumazione di alberi, ma senza indicare il milione promesso da Berlusconi, e sull’educazione ambientale sparisce l’idea di farne una materia curricolare scolastica.

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Politica

Ecco tutti i nomi dei nuovi senatori e deputati eletti

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Candidati eletti al Senato

 

 Candidato %

Giorgis Andrea (Pd)

38,0

Ambrogio Paola (Fdi)

43,1

Nastri Gaetano (Fdi)

52,0

Zangrillo Paolo (Fi)

50,8

Romeo Massimiliano (Lega)

53,5

Ronzulli Licia (Fi)

55,4

Berlusconi Silvio (Fi)

50,3

Misiani Antonio (Pd)

39,1

Rauti Isabella (Fdi)

45,3

Centinaio Gian Marco (Lega)

54,6

Pirovano Daisy (Lega)

55,2

Borghesi Stefano (Lega)

54,7

Speranzon Raffaele (Fdi)

53,6

De Carlo Luca (Fdi)

57,4

Bernini Anna Maria (Fi)

54,7

Bizzotto Mara (Lega)

57,0

Tosato Paolo (Lega)

58,5

Ciriani Luca (Fdi)

50,3

Berrino Giovanni (Fdi)

44,9

Pucciarelli Stefania (Lega)

40,0

Murelli Elena (Lega)

45,4

Rando Vincenza (Pd)

37,8

Casini Pier Ferdinando (Pd)

40,1

Balboni Alberto (Fdi)

42,1

Farolfi Marta (Fdi)

42,1

Petrucci Simona (Fdi)

42,0

Potenti Manfredi (Lega)

39,0

La Pietra Patrizio Giacomo (Fdi)

44,2

Cucchi Ilaria (Si)

40,1

Zaffini Francesco (Fdi)

45,8

Leonardi Elena (Fdi)

49,0

De Poli Antonio (Noi Moderati)

41,3

Mennuni Lavinia (Fdi)

36,3

Bongiorno Giulia (Lega)

39,7

Mieli Ester (Fdi)

37,5

Durigon Claudio (Lega)

52,0

Silvestroni Marco (Fdi)

49,8

Fazzone Claudio (Fi)

54,3

Lotito Claudio (Fi)

42,9

Lopreiato Ada (M5S)

41,5

Castellone Maria Domenica (M5S)

44,8

Mazzella Orfeo (M5S)

35,2

De Rosa Raffaele (M5S)

38,5

Petrenga Giovanna (Fdi)

37,7

Cosenza Giulia (Fdi)

35,7

Iannone Antonio (Fdi)

41,6

Fallucchi Anna Maria (Fdi)

37,9

Sisto Francesco Paolo (Fi)

43,5

Melchiorre Filippo (Fdi)

38,6

Nocco Vita Maria (Fdi)

42,5

Marti Roberto (Lega)

44,1

Rapani Ernesto (Fdi)

38,1

Bevilacqua Dolores (M5S)

34,1

Russo Raoul (Fdi)

39,1

Sallemi Salvatore (Fdi)

36,3

Musolino Dafne (Sud chiama Nord)

30,0

Zedda Antonella (Fdi)

39,5

Pera Marcello (Fdi)

41,4

 

Gli eletti alla Camera dei Deputati

 

  Candidato %

Magi Riccardo (+Europa)

39,8

Montaruli Augusta (Fdi)

36,0

Maccanti Elena (Lega)

39,9

Giglio Vigna Alessandro (Lega)

47,2

Pella Roberto (Fi)

42,5

Delmastro delle Vedove Andrea (Fdi)

53,8

Molinari Riccardo (Lega)

52,5

Coppo Marcello (Fdi)

53,1

Ciaburro Monica (Fdi)

53,4

De Corato Riccardo (Fdi)

48,7

Ravetto Laura (Lega)

50,9

Tabacci Bruno (Impegno civico)

38,4

Rossello Cristina (Fi)

37,0

Della Vedova Benedetto (+Europa)

37,8

Frassinetti Paola (Fdi)

46,5

Crippa Andrea (Lega)

54,1

Osnato Marco (Fdi)

43,7

Pellicini Andrea (Fdi)

54,0

Candiani Stefano (Lega)

53,4

Molteni Nicola (Lega)

53,6

Giorgetti Giancarlo (Lega)

61,8

Sorte Alessandro (Fi)

59,7

Frassini Rebecca (Lega)

53,0

Bordonali Simona (Lega)

61,8

Casasco Maurizio (Fi)

48,9

Calovini Giangiacomo (Fdi)

60,4

Cattaneo Alessandro (Fi)

54,8

Raimondo Carmine Fabio (Fdi)

54,0

Dara Andrea (Lega)

50,4

Semenzato Martina (Noi Moderati)

50,3

Andreuzza Giorgia (Lega)

53,5

Nordio Carlo (Fdi)

56,2

Coin Dimitri (Lega)

62,5

Bisa Ingrid (Lega)

55,0

Stefani Alberto (Lega)

60,6

Bitonci Massimo (Lega)

59,1

Gardini Elisabetta (Fdi)

47,6

Giovine Silvio (Fdi)

57,4

Caretta Maria Cristina (Fdi)

56,3

Fontana Lorenzo (Lega)

53,6

Maschio Ciro (Fdi)

64,4

Rizzetto Walter (Fdi)

51,5

Rixi Edoardo (Lega)

50,2

Cavo Ilaria (Noi Moderati)

37,5

Bagnasco Roberto (Fi)

44,5

Foti Tommaso (Fdi)

52,5

Cavandoli Laura (Lega)

43,0

Malavasi Ilenia (Pd)

39,6

Dondi Daniela (Fdi)

37,4

Bonelli Angelo (Verdi)

38,3

Merola Virginio (Pd)

45,5

De Maria Andrea (Pd)

37,8

Buonguerrieri Alice (Fdi)

37,3

Malaguti Mauro (Fdi)

47,7

Saccani Gloria (Fi)

40,4

Morrone Jacopo (Lega)

43,0

Montemagni Elisa (Lega)

44,9

Zucconi Riccardo (Fdi)

46,8

Mazzetti Erica (Fi)

40,2

Rossi Fabrizio (Fdi)

40,7

Tenerini Chiara (Fi)

35,9

Nisini Tiziana (Lega)

42,9

Ziello Edoardo (Lega)

40,1

Gianassi Federico (Pd)

42,6

Fossi Emiliano (Pd)

41,0

Nevi Raffaele (Fi)

47,0

Caparvi Virginio (Lega)

44,7

Latini Giorgia (Lega)

49,0

Carloni Mirco (Lega)

44,2

Ciani Paolo (Pd)

38,5

Matone Simonetta (Lega)

35,9

Rampelli Fabio (Fdi)

43,2

Morassut Roberto (Pd)

35,1

Tajani Antonio (Fi)

49,0

Palombi Alessandro (Fdi)

50,7

Battilocchio Alessandro (Fi)

39,8

Ciocchetti Luciano (Fdi)

38,5

Freni Federico (Lega)

42,0

Rotelli Mauro (Fdi)

52,8

Trancassini Paolo (Fdi)

51,0

Colosimo Chiara (Fdi)

54,5

Ruspandini Massimo (Fdi)

54,5

Ottaviani Nicola (Lega)

54,0

Bagnai Alberto (Lega)

45,9

Testa Guerino (Fdi)

45,9

Meloni Giorgia (Fdi)

51,5

Cesa Lorenzo (Noi Moderati)

42,9

Carotenuto Dario (M5s)

45,5

Di Lauro Carmela (M5s)

34,8

Amato Gaetano (M5s)

34,3

Cangiano Gerolamo (Fdi)

39,0

Giorgianni Carmen Letizia (Fdi)

35,3

Rubano Francesco Maria (Fi)

36,9

Rotondi Gianfranco (Fdi)

32,9

Vietri Maria Immacolata (Fdi)

38,9

Pierro Attilio (Lega)

46,7

Pellegrini Marco (M5s)

41,3

Matera Mariangela (Fdi)

40,8

Dalla Chiesa Rita (Fi)

40,5

Bellomo Davide (Lega)

36,6

Sasso Rossano (Lega)

43,8

Iaia Dario (Fdi)

40,7

Congedo Saverio (Fdi)

43,3

Colucci Alessandro (Noi Moderati)

45,3

Caiata Salvatore (Fdi)

38,3

Furgiuele Domenico (Lega)

38,1

Ferro Wanda (Fdi)

39,2

Cannizzaro Francesco (Fi)

47,6

Varchi Maria Carolina (Fdi)

36,1

Brambilla Michela Vittoria (Fdi)

35,1

Pisano Calogero (Fdi)

37,8

Gallo Francesco (Sud chiama Nord)

32,2

Cannata Giovanni Luca (Fdi)

39,3

Cappellacci Ugo (Fi)

38,1

Lampis Gianni (Fdi)

42,4

Polo Barbara (Fdi)

41,0

Giagoni Dario (Lega)

41,2

De Bertoldi Andrea (Fdi)

40,9

Cattoi Vanessa (Lega)

42,6

Gebhard Renate (Svp)

57,4

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Politica

In Sicilia vince Schifani, flop del centrosinistra

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Nessun colpo di scena in Sicilia. Renato Schifani, sostenuto dal centrodestra, sara’ il nuovo presidente della Regione. Vince con circa il 40% e oltre una decina di punti di scarto. Anche se lo scrutinio va a rilento, il margine non potra’ essere colmato dal secondo, che a sorpresa – ma non troppo – e’ Cateno De Luca, che ha fatto corsa in solitario. Male il centrosinistra: la candidata Caterina Chinnici naviga intorno al 15%, poco dietro il candidato del M5s Nuccio Di Paola. Al momento il primato, come lista, se lo contendono M5s, FdI e Cateno De Luca ma per avere un quadro chiaro bisognera’ attendere i risultati definitivi. Il centrodestra, comunque, dovrebbe avere la maggioranza in Assemblea siciliana. “E’ una vittoria di tutto il centrodestra, tutti i partiti supereranno la soglia del 5% – dice Schifani che davanti ai cronisti fa il segno di vittoria con le dita – Ne sono felice perche’ ci sara’ stabilita’. Una maggioranza abbastanza qualificata rafforzera’ l’azione del governo anche perche’ tutti avranno pari dignita’, al di la’ dell’entita’ dei consensi che certo influiranno sulla composizione della giunta, ma ribadisco che sara’ il governo delle competenze”. Ammette la sconfitta De Luca che, nonostante gli exit poll lo davano in svantaggio di 13 punti, sperava che i dati reali ribaltassero le previsioni contando sul voto disgiunto, che c’e’ stato ma minimale. “Io ho perso, ma penso che i siciliani non abbiano vinto”, fa sapere quando era stato scrutinato appena il 5% delle sezioni. Per l’intero pomeriggio bocche cucite invece da parte dei dirigenti siciliani del Pd, con la segreteria chiusa e nessuna voglia di commentare: il segretario Anthony Barbagallo rimasto nel suo paese, a Pedara (Ct), Caterina Chinnici a Caltanissetta. L’unico a parlare e’ stato il segretario del Pd di Palermo, Rosario Filoramo: lo fa per annunciare che lascera’ la guida del partito. Nel M5s la delusione per il quarto posto di Di Paola e’ compensata dall’ottimo risultato della lista per le nazionali nei collegi uninominali, piazzandosi prima nell’Isola, ed eleggendo due parlamentari: Davide Aiello alla Camera e Dolores Bevilacqua al Senato. Riesce a conquistare due parlamentari nell’uninominale anche la lista ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca sindaco d’Italia, che piazza a Roma Dafne Musolino e Francesco Gallo. Quattordici su 18 i collegi che vanno al centrodestra che pero’ fallisce l’en plein. Mancano l’elezione alcuni big. Non ce l’hanno fatta l’ex ministro Stefania Prestigiacomo (Fi), la vice presidente al Senato di Fi Gabriella Giammanco, Bobo Craxi (Psi), l’ex sottosegretaria del M5s che si candido’ alle primarie progressiste Barbara Floridia, la deputata di Fi Matilde Siracusano. Eletto, invece, alla Camera, nel collegio uninominale di Agrigento, il candidato della coalizione dicentrodestra Calogero Pisano, al centro di una dura polemica a pochi giorni dal voto per avere pubblicato in passato alcuni post sui social con parole di apprezzamento per Adolf Hitler, oltre che di sostegno per Vladimir Putin. E un biglietto per il Senato l’ha staccato anche Nello Musumeci, per lui una bella rivincita dopo avere dovuto digerire il “no” degli alleati alla sua ricandidatura a governatore, difeso solo da FdI: ben 150mila voti e un seggio a Palazzo Madama.

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Politica

Meloni: l’Italia ha scelto noi, governeremo per tutti

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“Se saremo chiamati a governare la Nazione lo faremo per tutti, per unire un popolo esaltando cio’ che unisce piuttosto che cio’ che divide, dando agli italiani l’orgoglio di sventolare il Tricolore”. Accolta da un grande applauso, la leader di Fratelli d’Italia, parla da ‘premier in pectore’, facendo un discorso ecumenico e salutando i militanti raccolti nell’Hotel Parco dei Principi per la nottata elettorale. Un “victory speech”, breve, decisamente sobrio, dai toni pacati, senza toni retoricamente trionfalistici: non piu’ di 6 minuti, in cui Giorgia Meloni lancia un messaggio di pacificazione nazionale dopo una campagna elettorale spesso molto aggressiva. “E’ Il tempo in cui – esordisce – gli italiani potranno avere un governo che esce da una loro indicazione. E’ stata una campagna elettorale violenta, sopra le righe che noi abbiamo subito, ma la situazione dell’Italia, dell’Ue richiede ora il contributo di tutti”. Quindi, definisce questo storico trionfo elettorale “non un punto di arrivo ma di partenza”, “Da domani – assicura – dobbiamo dimostrare il nostro valore”. Ma non dimentica di inviare un messaggio emotivamente forte alla sua comunita’, quella della destra italiana, che per la prima volta nella storia della Repubblica vince le elezioni. “Il fatto che Fdi sia primo partito – osserva – significa tante cose per tanti di noi: questa e’ sicuramente per tanti di noi una notte di orgoglio, di riscatto, di lacrime, abbracci, sogni per noi e per le persone che non ci sono e che meritavano di vederla”. Poi ringrazia gli alleati, “che non si sono mai risparmiati”, il suo staff, la sua famiglia, ma soprattutto gli italiani che non mai creduto alle mistificazioni”. Nel momento piu’ felice della sua esperienza politica, Meloni chiude il suo intervento con una lode al valore della coerenza e della tenacia. Rivendica di “non aver mai mollato”. “Sin da quando siamo nati – sottolinea – ci hanno sempre dato per spacciati: ma anche quando eravamo sempre sulle stesse percentuali sapevamo che le scorciatoie in politica sono un’illusione e che gli italiani l’avrebbero capito”. E ribadisce che “nessuna scommessa e’ impossibile”. “Proprio per questo – conclude – vorrei citare una frase di San Francesco: ‘cominciate col fare cio’ che e’ necessario, poi cio’ che e’ possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

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