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Da giornalista a politico, il “moderato” Carelli si racconta a Montemagno: pronti a partire con “Centro-Popolari”

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Emilio Carelli, una carriera quarantennale da giornalista e direttore di telegiornali, oggi siede in Parlamento dove è stato eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle alle politiche del 2018. Di recente è passato al gruppo misto e ha annunciato l’imminente formazione di una nuova forza  politica moderata: Centro – Popolari Italiani. Carelli è stato testimone di passaggi epocali nel giornalismo e nella televisione italiana, rendendosi artefice di importanti innovazioni legate a mezzi e contenuti. È stato ospite dell’imprenditore digitale Marco Montemagno, per la sua rubrica YouTube “4 chiacchiere con”. Una rubrica che negli ultimi anni ha ospitato esponenti di prim’ordine dal mondo della cultura, della politica, dello spettacolo, dell’imprenditoria e dello sport. I due si conobbero a Sky quando Carelli dirigeva il neonato Sky TG24 e affidò a Montemagno un programma sul citizen journalism. Pionieri anche in quel settore, quello che un tempo era un telegiornale all’avanguardia.

La carriera giornalistica di Carelli – come sottolinea Montemagno in apertura di intervista – ha dell’incredibile. È lo stesso giornalista a riassumere in poche parole quaranta anni di attività. “Ho incominciato a Mediaset agli albori di Canale 5, nel dicembre dell’80. A Canale 5 ho lavorato per dieci anni. Nel 1992 nasce il TG5 con Enrico Mentana, io partecipo all’ideazione del tg di cui sarei poi diventato vicedirettore. Nel 2001 lancio TGcom, una vera novità per l’epoca perché era un tg che partiva da un sito internet e per questo era visto con grande sospetto dalla concorrenza. Nel 2003 nasce Sky Italia e sono chiamato a fondare e dirigere Sky TG24”. 

Dopo una lunga e brillante carriera, Carelli sente l’esigenza di cambiare, di mettersi alla prova su un altro campo da gioco. Nel 2018 è candidato e quindi eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle. Un matrimonio nato nel solco dell’amicizia con alcuni esponenti del Movimento, su tutti Luigi Di Maio, ma che si fondava anche sulla sincera condivisione di molti valori del Movimento. “È stata un’esperienza molto interessante, la rifarei – confessa Carelli -; è nato tutto dall’adesione ad alcuni valori: l’idea di una politica nuova, non corrotta, fatta dai cittadini, che mettesse l’onestà al primo posto. Quello che mi è dispiaciuto è stato riscontrare una distanza fra questi valori e il comportamento delle persone che non è stato sempre all’altezza. Ed è questo il motivo per cui dopo tre anni ho deciso di lasciare il Movimento. Sto lavorando per costruire una componente moderata del gruppo misto, di centro, che si ispiri ai valori del partito popolare italiano e del partito popolare europeo”. 

Sono terreni molto diversi, quello della direzione di un telegiornale, in cui si è chiamati ad avere un piglio decisionista per coordinare un gruppo di lavoro e mandare avanti una macchina, e quello della politica, coi suoi tempi dilatati e i continui motivi di scontro. “Se entri in politica devi sapere che due qualità necessarie sono dialogo e mediazione – spiega Carelli -, oltre alla concretezza. E poi la capacità di raggiungere degli obiettivi in grado di migliorare le sorti dei cittadini che rappresenti. Però bisogna tener presente che in politica la competenza professionale non sempre viene valorizzata perché magari prevalgono altri valori: le alleanze, le simpatie, i rapporti preesistenti e gli interessi delle categorie che alcuni politici rappresentano”.

Lo sguardo di Montemagno è quello di un italiano ormai in pianta stabile in Inghilterra, a Brighton, che guarda al Belpaese da lontano cercando di indovinarne sviluppi e traiettorie future. “Quali sono le priorità che l’Italia dovrà perseguire col Recovery Fund?”, domanda l’imprenditore. “L’Italia ha davanti a sé un’opportunità di spesa senza precedenti – risponde Carelli -. Dovremo saper modificare quei lacci e lacciuoli della burocrazia che troppo spesso impediscono alle grandi opere di essere realizzate. Qui si gioca una partita fondamentale per il Paese. Parlando di priorità: rilancio dell’economia, giovani, riforma della giustizia. L’inefficienza e la lentezza della giustizia italiana rappresentano spesso un freno agli investitori stranieri e questo è un grave danno per tutti noi”.

Com’è la vita da parlamentare? “Non è vero che non si lavora. Come in ogni campo, c’è chi si impegna molto e chi fa meno, ovviamente. Il lavoro in aula impegna a volte per dieci o dodici ore al giorno, integrato dal lavoro delle commissioni parlamentari. E poi tutta la fase di studio e preparazione degli interventi, dei testi, delle proposte di legge. Il vantaggio è che tutto si concentra in quattro giorni, dal lunedì pomeriggio al giovedì sera”. 

Emilio Carelli. È stato uno dei primi a dare credito e spazio giornalistico alle battaglie iniziali del M5S

Dopo una vita passata ad intervistare ed incalzare i politici, adesso Carelli si ritrova dall’altra parte della barricata. “Sono a mio agio perché conosco tutti i colleghi. E non ho mai subito gli attacchi lamentati da alcuni parlamentari, che a volte mi raccontano di essere stati aggrediti verbalmente o colpiti con domande impertinenti o provocatorie”. Montemagno sottolinea la differenza fra il giornalista anglosassone e quello italiano. Il primo è un watchdog, cane da guardia delle istituzioni, quasi sempre molto diretto e talvolta provocatorio nel porre le domande. “In Italia, soprattutto nel giornalismo politico, c’è la tendenza ad essere un po’ meno severi e diretti e magari a girare intorno alle cose senza centrare quelle problematiche che andrebbero sollevate con un politico”, sottolinea l’ex direttore di Sky TG24. 

“Stiamo elaborando il programma e lo statuto di questa nuova forza politica – annuncia infine Carelli -. Stiamo aggregando delle persone sia in Parlamento che sul territorio. Nel giro di un mese e mezzo avremo la presentazione ufficiale di questa nuova forza politica moderata, di centro, che con ogni probabilità si chiamerà Centro – Popolari Italiani”. 

 

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Omofobia, Mattarella: rifiuto assoluto di ogni forma di intolleranza

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“La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia e’ l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralita’ del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Cosi’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione. “Le attitudini personali e l’orientamento sessuale – afferma il presidente della Repubblica – non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignita’ umana, perche’ laddove cio’ accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica. La societa’ viene arricchita dal contributo delle diversita’. Disprezzo, esclusione nei confronti di cio’ che si ritiene diverso da se’, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e puo’ spingere verso fanatismi inaccettabili”. “La ferita inferta alla singola persona – sostiene Mattarella – offende la liberta’ di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera societa’. Solidarieta’, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”.

 

Di seguito la dichiarazione integrale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  rilasciato ai media:

«La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica.

La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili.

La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza».

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Pioggia di disdette di abbonamenti, Sky perde i diritti tv del calcio e rinuncia ai cavilli legali per avere le briciole

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La Lega Serie A ha assegnato il pacchetto 2 dei diritti tv per il prossimo triennio a Sky. Nel dettaglio, la pay-tv di Comcast si è aggiudicata il pacchetto che le consentira’ di trasmettere tre partite di Serie A ogni giornata (la sfida del sabato sera, l’anticipo della domenica alle 12.30 e il posticipo del lunedì sera) in co-esclusiva con Dazn. Un pacchetto per cui Sky ha messo sul piatto 87,5 milioni di euro in media a stagione, che si andranno ad aggiungere agli 840 milioni offerti da Dazn per trasmettere sette gare a giornata in esclusiva (pacchetto 1) e le tre gare in co-esclusiva con Sky(pacchetto 3). Complessivamente, quindi, dai soli diritti tv nazionali la Serie A incassera’ 927,5 milioni in media a stagione, rispetto ai 973 milioni del triennio 2018/21 (ma nei prossimi tre anni non saranno presenti i circa 165 milioni complessivi di commissione verso il precedente advisor). Per aver queste briciole che comunque difetto estromettono Sky dal calcio che conta in Italia, fatto che ha già comportato disdette a iosa degli abbonati, la societ rinuncia al ricorso presentato al Tribunale di Milano contro l’assegnazione dei diritti tv a Dazn. Una rinuncia che la Lega Serie A aveva posto come condizione necessaria per dare il via libera all’offerta di Sky.

Nel frattempo che gli abbonati disdicono per passare a Dazn, il management Sky avvia le procedure di licenziamento per oltre 2500 dipendenti. Una bomba che sta per deflagrare. Il 30 giugno si parte con le uscite volontarie. Poi si passerà ai licenziamenti collettivi quando finirà il blocco dei licenziamenti.

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Metodo Linkedin per tecnici Recovery, stop concorsi

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Confronto tra i curriculum su una grande piattaforma online e chiamata diretta. Veloce, senza passare dalle lungaggini del concorso. E’ il modello “Linkedin” che ha in mente il ministro Renato Brunetta per garantire l’immissione rapida – e a tempo – nella P.a. dei “migliori” professionisti che dovranno aiutare le amministrazioni a realizzare i progetti del Recovery Plan. Ed e’ solo una delle novita’ in arrivo per l’attuazione del piano da 200 miliardi che, per partire, aspetta il “vero” decreto Recovery, cioe’ quello sulle semplificazioni. Brunetta vorrebbe che le nuove regole per autorizzazioni e appalti arrivassero gia’ questa settimana, “mercoledi’ o giovedi’”. Ma il maxi-pacchetto di norme per tagliare i tempi della burocrazia coinvolge quasi tutti i ministeri e ancora ci sarebbe bisogno di approfondimenti per chiudere le intese e portare il testo in Consiglio dei ministri. Mercoledi’ potrebbe esserci dunque solo un primo giro di tavolo, come sollecitato proprio dal titolare della P.a. Mentre la Camera si appresta a votare la fiducia per chiudere l’esame del decreto Sostegni 1, infatti, il Consiglio dei ministri sara’ impegnato con l’atteso decreto Sostegni bis, che dovra’ distribuire poco meno di 40 miliardi a imprese e famiglie colpite dai danni di oltre un anno di pandemia. A rallentare il percorso di questo decreto la scelta di inserire anche un pacchetto ‘salva-lavoro” oltre ai contributi a fondo perduto e alle garanzie per la liquidita’ per consentire alle attivita’ economiche di superare il periodo di transizione e agganciare la ripresa post-Covid. Bisogna ragionare “settore per settore”, ha spiegato il ministro del Lavoro Andrea Orlando rispondendo indirettamente ai sindacati che chiedono una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, e si sta costruendo “una sorta di cassetta degli attrezzi” per accompagnare le ristrutturazioni “attraverso il dialogo sociale”. Sulle misure proposte dal ministro Orlando – dal contratto di espansione agli sgravi per chi fa rientrare i lavoratori dalla Cig fino al contratto di rioccupazione – sarebbero ancora in corso le ultime valutazioni tecniche e i calcoli per le coperture. Un tema, quest’ultimo, su cui il governo e’ inciampato con il decreto che istituisce il Fondone extra-Recovery: come hanno osservato i tecnici del Senato chiedendo un chiarimento, infatti, nel provvedimento le cifre non sono allineate e si creerebbe un “buco” da 50 milioni. Certo, si tratta di una cifra ridotta rispetto alla portata del fondo da oltre 30 miliardi – che peraltro finira’ sotto la lente Ue che controllera’ che si raggiungano “livelli elevati di spesa” – ma il governo nelle prossime settimane dovrebbe intervenire per correggere l’errore e garantire la piena copertura delle 30 voci di investimento che viaggeranno in parallelo al Recovery. L’assunzione delle figure tecniche necessarie ad attuare i progetti previsti dal Pnrr avverra’ scegliendo i curricula su un portale speciale, una sorta di “Linkedin italiano”, ha spiegato intanto il ministro Brunetta: in sostanza le amministrazioni sceglieranno la persona piu’ adatta a seguire il singolo progetto non attraverso un concorso ma leggendo i curricula e impegnandosi direttamente con un contratto di tre anni piu’ due. E il nuovo sistema sfruttera’ anche “meccanismi di intelligenza artificiale su piattaforme fornite proprio dagli ordini professionali” con cui e’ stato chiuso un “accordo quadro”. E chi avra’ bisogna di specifiche figure professionali – nelle schede del Recovery si parla di ingegneri, architetti, statistici ma anche di data scientist, manager dell’energia e “UX Designer”, ovvero creatori di app e siti web che rispondano ai reali bisogni degli utenti – potra’ sceglierle direttamente dal portale, “con tempi immediati” e, assicura Brunetta, “remunerazioni all’altezza della specializzazione”.

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