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Napoli

#CUOREDINAPOLI solo immagini, senza parole: le emozioni in una galleria fotografica

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Solo immagini, senza parole, per respirare il clima dell’edizione 2019 di #CUOREDINAPOLI negli scatti degli allievi del Biennio Specialistico in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Volti, sorrisi, tavolate, musica, cibo, canti, danze, emozioni, tanto altro e tanti, tantissimi CUORI Napoletani.

Le foto sono di

Kleopartra Anferova, Carlo Belardo, Francesco Ferone e Sara Petrachi.

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Cronache

L’affare rifiuti, padre Patriciello torna a protestare “contro uno Stato che tradisce le persone perbene”

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L’emergenza rifiuti. Arriverà. È sicuro. Perché nel delicato meccanismo di una filiera industriale insufficiente ed inefficiente in Campania, l’inceneritore di Acerra è essenziale. Chiuderlo per 30/40 giorni senza avere alternative significa precipitare nel caos il settore rifiuti in Campania. Le soluzioni o meglio i tentativi di soluzione sembrano peggiori dei mali. Perché si punta a far digerire la monnezza sempre alle solite aree. Da qui la protesta ferma, civile ma dura di Padre Maurizio Patriciello.
 Che fa un ragionamento. “Le autorità chiedono ai cittadini di collaborare. Giusto. Chiedono di avere fiducia nel loro operato. Giusto. Promettono di risolvere i problemi che attanagliano un intero territorio. Tra questi i roghi tossici, il fetore mortifero che si sprigiona dalle immondizie e dalle aziende disoneste. I cittadini perbene – sostiene Patriciello – credono ai responsabili della Cosa pubblica. Bello. Poi, mentre essi, i cittadini, sperano in una qualche soluzione, vengono a sapere che a Caivano dovrebbero arrivare altre tonnellate di immondizie per la chiusura temporanea dell’inceneritore di Acerra. I cittadini, arrabbiati, impauriti, mortificati, protestano. Le autorità fingono di non vederli. Di non sentirli. E vanno per la loro strada. Speriamo che ci ripensino. Caivano ha già dato tanto. Portarvi altre tonnellate di rifiuti è impensabile. Abbiate pietà di questo popolo” scrive Padre Maurizio Patriciello.

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Cronache

Vandalizzata la statua dell’800 di San Gennaro nella Basilica di Santa Croce

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Vandalizzata la statua di San Gennaro posta in prossimità dell’ingresso della basilica di Santa Croce a Torre del Greco (Napoli), la chiesa conosciuta per essere stata quella nella quale ha esercitato tra gli altri don Vincenzo Romano, proclamato santo lo scorso ottobre da Papa Francesco. La statua si presenta senza una mano e senza la pastorale. Non si esclude che a danneggiare l’opera, risalente alla seconda meta’ del 1800, siano state le pallonate provenienti dal vicino sagrato, che spesso viene trasformato in un campo da gioco abusivo dai ragazzini della zona. Il parroco della chiesa, don Giosuè Lombardo, in pellegrinaggio a Lourdes con gli ospiti dell’Unitalsi, ha scritto ai fedeli attraverso messaggi whatsapp nei quali si legge che e’ stato informato dell’accaduto dai suoi collaboratori e che al proprio rientro presentera’ una denuncia contro ignoti alla Sovrintendenza e alla Curia Arcivescovile di Napoli.

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Cronache

Niente tasse sui morti a Napoli e Capri, il Fisco stanga alcune società di onoranze funebri per una evasione di 6 milioni di euro

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Per mesi i militari della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito delle verifiche all’anagrafe mortuaria del Comune di Napoli ed hanno riscontrato forti differenze tra i servizi effettivamente svolti e quelli dichiarati al fisco da alcune societa’ di onoranze funebri. E cosi’ e’ emerso una evasione fiscale che per le Fiamme gialle del I Gruppo di Napoli e della tenenza di Capri, ammonterebbe a circa sei milioni di euro. Nella rete delle verifiche e’ finita l’attivita’ di quattro societa’ operanti in diversi quartieri della citta’ di Napoli. Una delle attivita’ controllate, secondo gli accertamenti della Gdf, tra il 2014 ed il 2018 avrebbe organizzato piu’ di 2000 funerali: l’evasione sarebbe stata di oltre un milione di euro.

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