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Cultura, Procida si candida a capitale italiana del 2021

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Il Comune di Procida (Napoli) ha presentato la candidatura al bando per la Capitale italiana della cultura 2021. Ne dà notizia il sindaco, Dino Ambrosino, spiegando che entro l’inizio di marzo sarà elaborato il dossier a sostegno della proposta. “Bisogna legare con un unico filo discorsivo i tanti eventi culturali di successo – spiega Ambrosino – la tradizione dei Riti Pasquali, le tracce archeologiche dei Micenei e la storia più recente dei nostri marinai. L’abito tipico procidano, l’architettura mediterranea, i palazzi nobili e i personaggi illustri che si sono innamorati dell’isola. Cercheremo di costruire questo percorso mettendo insieme i suggerimenti della comunità, perché il successo dell’iniziativa sarà anzitutto acquisire più consapevolezza del nostro tesoro. Poi vengono il milione di finanziamento e l’indotto turistico”. Ambrosino parla di “bella sfida” e, aggiunge, “chissà se alla fase finale della selezione per la prima volta non arrivi un’isola”.

ISOLA DI PROCIDA – PROVINCIA DI NAPOLI – ITALIA – PROCESSIONI PASQUALI – LA MADONNA ADDOLORATA PORTATA A SPALLA DURANTE LA PROCESSIONE DEL VENERDI’ SANTOPH MARIO LAPORTA . Procida Island – Italy – Easter tradition – A moment of the Good Friday procession

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Cultura

Giancarlo Savino, il ritorno a Napoli alla continua ricerca dell’arte umana

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La coerenza intellettuale che coniuga la cifra e lo stile dell’artista con il piacere di condividere le sue opere, il suo lavoro e i suoi spazi non solo con chi di arte è abituato, ma specialmente con coloro che si affacciano da poco in questo mondo o addirittura non ne sono mai stati coinvolti usando la semplicità di un segno comprensibile da tutti, ma fortissimo nei contenuti e nel messaggio che arriva diritto e con un linguaggio aperto. Apertura è la parola che è sempre stata cara a Giancarlo Savino, che dal 19 Febbraio espone al frame ars et artes – spazio napoletano di eventi artistici e culturali curato da Paola Pozzi, con una personale dal suggestivo titolo “l’arte e’ un modo” Questa mostra è il ritorno a Napoli dell’artista che mancava dal 1995, anno in cui si trasferì nella capitale dove ha continuato anche ad organizzare quegli eventi collettivi che lo caratterizzarono a Napoli nella scena artistica degli anni ’80. Fondatore insieme a Carla Viparelli e Dino Izzo del gruppo artistico VIRUS, attivi in un enorme e accogliente studio ai piani alti di uno storico Palazzo di Piazza San Domenico Maggiore ancora non invasa dalle masse turistiche incolonnate verso la Cappella San Severo e San Gregorio Armeno. Savino, vanta, insieme ai componenti di VIRUS, alla gallerista Lucia Scalise al regista drammaturgo Antonio Neiwiller e ad un gruppo di amici fotografi, scultori, musicisti e studiosi dell’arte numerose iniziative culturali e artistiche rivolte non solo agli addetti ai lavori o agli appassionati, ma a tutta la città. Iniziative ed eventi che sfociarono nella prima edizione di STUDI APERTI incredibile giornate nelle quali gli studi di tutti gli artisti che aderivano alla iniziativa rimanevano aperti per l’intera giornata in attesa delle visite di singoli o intere comitive di cittadini che si organizzavano per conoscere gli spazi, le tecniche e le emozioni che ogni artista utilizzava accompagnando la creazione delle proprie opere. Savino ancora  oggi, con la sua pittura dall’inconfondibile segno, dopo mostre ed esposizioni, collettive e personali, in Italia e all’estero, continua in questa sua ricerca, Savino continua a scavare ricercando il sentimento del tempo, del suo tempo, porgendo al pubblico un’arte umana come lui stesso la definisce. La mostra è accompagnata dal catalogo curato da Jonathan Giustini nel quale l’autore approfondisce i concetti che lo hanno sempre animato.

La mostra resterà aperta fino al 26 febbraio con orari 15,30 – 21 Frame Ars et Artes corso Vittorio Emanuele 585 – Napoli

 

 

 

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“Il greco ci appartiene”, alla riscoperta delle origini della regione Campania

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Sarà un’intera settimana di incontri, musica e poesia sulla cultura ellenica che tanto hanno influito nelle nostre radici ad essere ospitati al Maschio Angioino dal 9 al 15 febbraio e Napoli avrà modo di riscoprire le sue origini Elleniche. L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Comunita’ Ellenica di Napoli e Campania e dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Palazzo San Giacomo, anche con il patrocinio del Ministero degli Esteri della Repubblica di Grecia in Italia e delle Ambasciate di Grecia e di Cipro in Italia in collaborazione con il Conservatorio di Musica di Napoli San Pietro a Majella. Sara presente una delegazione di parlamentari ellenici, insegnanti di Atene e di Salonicco. La consueta maratona dei Licei classici di Napoli e della Campania che dal 2014 celebra e festeggia la lingua e la cultura greca si arricchisce e si amplia quest’anno con un’intera settimana di attivita’ a cui parteciperanno anche studenti greci a partire dal concerto del Mezzosoprano Alexandra Gravas, ospitato nella prestigiosa cornice della Sala Martucci del Conservatorio. “Si tratta di una iniziativa significativa per valorizzare i legami che ci legano alla cultura greca antica e per renderci componente attiva di un’eredita’ di straordinario rilievo.” dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Eleonora De Majo. Il tema di questa edizione sara’ Il greco ci appartiene, è il titolo dell’intero evento  sta ad indicare la presenza e l’importanza della cultura greca, di quella antica, che ancora alimenta la nostra cultura, ma anche di quella moderna, in segno di apertura, di scambio, per una rinnovata reciproca conoscenza.” ha spiegato la De Majo. L’idea di dedicare un appuntamento annuale fu lanciata dal presidente della Federazione delle Comunita’ e Confraternite Elleniche in Italia, accolta ed istituzionalizzata dal Parlamento della Repubblica di Grecia e fortemente valorizzata solo a Napoli. L’iniziativa ha avuto negli anni un successo crescente, con una partecipazione sempre piu’ ampia dei nostri licei, ma anche con la Greca, si terranno  quest anno iniziative anche in altre localita’ della Campania: mercoledi’ 12 febbraio, alle ore 10,00 a Salerno, incontro pubblico nella sede della Biblioteca DIPSUM dell’Universita’ di Salerno; lo stesso giorno, alle ore 17,30, un Focus sulla letteratura greca con studenti ed insegnanti del Liceo Manzoni, nella sede della Libreria Fenltrinelli di Caserta; venerdi’ 14, alle orte 17,30, evento di “Musica, poesia ed arte” al Liceo Galdi di Cava dei Tirreni.

Tutte le iniziative della Settimana della Cultura Greca sono ad ingresso gratuito

Le foto sono relative alla collezione Magna Grecia in esposizione permanente presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ph. Mario Laporta/KONTROLAB

 

 

 

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“52 hertz” un oceano di colori dove Lucia Gangheri fa fluttuare la sua balena alla ricerca della comunicazione

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Può una balena fluttuare leggera in un oceano di colore? Provare a comunicare con mondi apparentemente lontani ma inevitabilmente vicini? Può.
Accade nella mostra dell’artista napoletana Lucia Gangheri, dal titolo “52 hertz” – inaugurata il 18 gennaio e visitabile fino al 9 febbraio nella galleria Romberg di Latina – a cura di Simona Zamparelli.
Lucia Gangheri non ha bisogno di grandi presentazioni, non solo perché hanno scritto di lei tante personalità del mondo dell’arte e del giornalismo, ma soprattutto perché è una persona talmente magnetica da riuscire a comunicare con gli interlocutori già con una sola stretta di mano, un sorriso acceso; uno sguardo alle sue tele, i suoi progetti, presentati sempre con appassionata dedizione. La Gangheri è un’artista che, nel tempo, è riuscita a spaziare e dialogare con più temi: dal medialismo allo spiritualismo zen più profondo, dall’artigianalità di un gioiello alla carica diretta ed espressiva di un video. La grandezza della Gangheri sta nel riuscire a raccontare sempre qualcosa di diverso rimanendo fedele a se stessa, alla propria natura, riuscendo a  “sentire” le direzioni artistiche da intraprendere, forte di un unico grande comune denominatore: la comunicazione; delle volte più razionale, altre volte più istintiva, senza particolari filtri. “52 hertz” si pone, a mio avviso, tra queste due dicotomie: l’artista è partita dallo studio approfondito di questo affascinante cetaceo – raccontato già precedentemente ed intimamente in un suo scritto “Lungo la linea del cielo” – per poi raccontarlo, in maniera molto viscerale, nei lavori presentati a Latina. Sono tele di colori pastello espressionista, installazioni forti, messaggi precisi: la balena è sola nella società, emana un suono – i 52hertz – che non le permette di comunicare con i suoi simili. E’ l’espressione emblematica di quello che accade: siamo tutti iper-connessi nella grande rete della comunicazione telematica ma non riusciamo a comunicare davvero. Viviamo nell’epoca – che dura ormai da un bel po’ – dei social network che avrebbero dovuto avvicinarci, farci dialogare con un linguaggio unico, connetterci col mondo intero,ma non riusciamo a parlare più con nessuno. Non ce ne rendiamo conto, presi come siamo dalla realtà effimera che ci appartiene, ma ci stiamo isolando giorno dopo giorno in un grido soffocato di solitudine e discriminazione. La balena della Gangheri, nata diversa, fluttua nel cielo, scava nella terra, alla ricerca di un posto sicuro, lontano dalle nostre paure. Il termine fluttuare, già di per sé, è per me sinonimo di libertà, quella che fingiamo di possedere – per intenderci – soprattutto quando ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso.
Eppure basterebbe poco: basterebbe ricordarsi che la diversità è sinonimo di ricchezza, che la libertà va ricercata attraverso il dialogo.
La balena della Gangheri è la rappresentazione simbolica della condizione umana nella quale siamo tutti imprigionati: è nello stesso tempo una riproduzione allegorica ed un invito a fluttuare negli oceani, nelle esistenze, alla riscoperta di noi stessi attraverso gli occhi degli altri.

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