Esteri
Cuba torna al centro dello scontro Usa-Russia: Trump invia la portaerei Nimitz nei Caraibi
Donald Trump aumenta la pressione su Cuba dopo l’incriminazione di Raúl Castro inviando la portaerei Nimitz nei Caraibi. Mosca e Pechino reagiscono difendendo il governo dell’Avana. Gli Stati Uniti parlano di aiuti umanitari ma restano ambigui sulle reali intenzioni verso il regime cubano.
Nel pieno delle tensioni globali tra Stati Uniti, Russia e Cina, la questione cubana riporta improvvisamente il confronto geopolitico su scenari che ricordano il Novecento e la Guerra Fredda.
Al centro della nuova crisi c’è Cuba, dove l’amministrazione di Donald Trump ha alzato drasticamente il livello della pressione politica e militare sul regime dell’Avana.
L’invio della portaerei americana USS Nimitz nei Caraibi segna uno dei momenti di maggiore tensione tra Washington e il governo cubano degli ultimi anni.
L’incriminazione di Raúl Castro
La nuova escalation arriva dopo l’incriminazione da parte degli Stati Uniti di Raúl Castro, accusato in relazione alla morte di quattro cittadini americani avvenuta nel 1996.
Una decisione che ha provocato la durissima reazione del Cremlino e di Pechino.
La Russia ha parlato apertamente di “interferenza pesante negli affari interni di uno Stato sovrano”, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha criticato “metodi violenti” contro leader attuali o passati.
Trump: “Sarò io quello che farà qualcosa”
Donald Trump ha alimentato ulteriormente l’ambiguità sul futuro delle relazioni con Cuba.
Parlando con i giornalisti, il presidente americano ha dichiarato che per decenni altri presidenti avevano promesso cambiamenti sull’isola senza realizzarli davvero.
“Pare che sarò io quello che farà davvero qualcosa”, ha detto Trump.
Resta però volutamente poco chiaro cosa significhi quel “qualcosa”: negoziato, pressione politica, cambio di regime o semplice strategia di deterrenza.
La Nimitz nei Caraibi
Nel frattempo il Southern Command ha annunciato ufficialmente l’arrivo della Nimitz e del suo gruppo d’attacco nei Caraibi.
Sui social il comando militare americano ha sottolineato le capacità operative della portaerei e della sua flotta di supporto, alimentando inevitabilmente tensioni e speculazioni internazionali.
Trump, però, ha negato che l’invio delle navi rappresenti un’intimidazione diretta verso l’Avana.
“Vogliamo aiutare i cubani”
Il presidente americano ha insistito soprattutto sulla crisi umanitaria e sociale che attraversa Cuba.
Trump ha descritto l’isola come un “Paese fallito”, segnato da continui blackout, povertà diffusa e collasso economico.
Secondo il presidente, gli Stati Uniti sarebbero pronti ad aiutare la popolazione cubana “per motivi umanitari”.
Il ruolo di Marco Rubio
Una figura centrale nella nuova strategia americana verso Cuba è Marco Rubio, esponente di punta della comunità cubano-americana.
Rubio ha confermato che Washington punta ufficialmente a una soluzione pacifica, pur ammettendo che le possibilità di dialogo con l’attuale leadership cubana appaiono limitate.
Allo stesso tempo ha annunciato che Cuba avrebbe accettato un pacchetto di aiuti umanitari americani da 100 milioni di dollari destinati alla popolazione.
Mosca e Pechino difendono l’Avana
La reazione di Mosca è stata immediata.
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha parlato di “solidarietà completa” verso il “popolo fratello” cubano, utilizzando una terminologia che richiama apertamente il lessico geopolitico sovietico.
Anche Cina ha criticato le “sanzioni unilaterali” e le “pressioni esterne” esercitate dagli Stati Uniti contro Cuba.
Cuba tra crisi economica e isolamento
Nel frattempo la popolazione cubana continua a vivere una situazione estremamente difficile.
I blackout continui, causati dal deterioramento delle infrastrutture energetiche, rendono sempre più complicata persino la circolazione delle informazioni.
La responsabile della diplomazia europea Kaja Kallas ha dichiarato che i cubani meritano “opportunità e libertà” dopo decenni di repressione politica e cattiva gestione economica.
Una crisi che riporta il mondo indietro
La vicenda cubana dimostra come gli equilibri internazionali stiano tornando sempre più verso logiche di blocchi contrapposti.
Tra portaerei nei Caraibi, accuse giudiziarie, aiuti umanitari e pressioni diplomatiche, Cuba torna così a essere uno dei simboli del nuovo confronto globale tra Stati Uniti, Russia e Cina.
E dietro la retorica ufficiale resta aperta la domanda più delicata: fino a dove Washington intende davvero spingersi sull’isola caraibica.
Esteri
Intelligence Usa: possibile test russo alla Nato
Rapporti dell’intelligence statunitense valutano il rischio di un’azione russa limitata contro la Nato. Un’incursione terrestre resta poco probabile.
Esteri
Iran, mistero sulla salute di Mojtaba Khamenei
IranWire riferisce che Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni critiche. La notizia proviene da fonti anonime e non ha conferme indipendenti.
Mojtaba Khamenei sarebbe in condizioni di salute estremamente gravi. A riferirlo è IranWire, sito con sede a Londra vicino all’opposizione iraniana, citando due fonti anonime legate all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian.
Secondo le fonti, nessun componente del governo avrebbe incontrato la Guida Suprema dopo l’attacco del 28 febbraio nel quale furono uccisi suo padre Ali Khamenei e altri familiari. Negli ambienti del regime circolerebbero voci su un possibile rapido peggioramento.
Le indiscrezioni non sono state confermate dalle autorità iraniane né verificate in modo indipendente.
Informazioni contrastanti sulla salute
Mojtaba Khamenei non è mai apparso pubblicamente dopo la sua nomina a terza Guida Suprema della Repubblica islamica. Le comunicazioni attribuitegli sono state diffuse esclusivamente in forma scritta, alimentando dubbi sulle sue condizioni e sull’effettivo esercizio del potere.
Ad aprile, finti internazionali hanno riferito, citando fonti vicine alla leadership, che Khamenei stava recuperando da gravi ferite al volto e alle gambe. A maggio, invece, fonti ufficiali iraniane lo avevano descritto come pienamente operativo e in buone condizioni.
In assenza di immagini recenti, interventi pubblici o comunicazioni mediche verificabili, non è possibile stabilire quale sia attualmente il suo reale stato di salute.
Esteri
Zelensky accelera sullo scudo Freyja
Zelensky chiede progressi concreti entro la fine del 2026 per Freyja, il progetto europeo di difesa contro i missili balistici.


