Esteri
Cuba respinge le accuse degli Usa e contesta le sanzioni sul petrolio decise da Trump
Cuba respinge le accuse di minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti dopo le sanzioni decise da Donald Trump e rilancia sulla cooperazione bilaterale.
Il ministero degli Esteri di Cuba ha respinto le accuse provenienti da Washington, affermando che l’isola non ospita basi militari o di intelligence straniere e non rappresenta una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. La presa di posizione arriva in risposta all’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, che definisce Cuba un “rischio per la sicurezza nazionale” e introduce nuove sanzioni per bloccare l’arrivo di petrolio.
Smentite su spionaggio e terrorismo
Nel comunicato, l’Ministero degli Esteri di Cuba smentisce categoricamente la presenza di postazioni di spionaggio russe sul territorio cubano e qualsiasi legame con il terrorismo. I contatti avuti in passato con gruppi armati, viene precisato, sarebbero avvenuti esclusivamente in contesti umanitari o nell’ambito di processi di pace.
Sanzioni e aperture al dialogo
Nonostante l’inasprimento delle misure restrittive deciso da Washington, L’Avana ha proposto di riattivare forme di cooperazione bilaterale su dossier specifici, tra cui la lotta al narcotraffico e la sicurezza informatica. Una disponibilità subordinata, tuttavia, al rispetto della sovranità nazionale cubana.
Un confronto ancora aperto
La posizione ufficiale cubana punta a respingere le accuse sul piano della sicurezza e, allo stesso tempo, a mantenere aperto un canale di dialogo tecnico con gli Stati Uniti, in un quadro segnato da tensioni politiche e nuove sanzioni economiche.
Esteri
Guerra in Iran, la Cina convoca i colossi dello shipping: timori per i costi e le rotte commerciali
La Cina convoca Maersk e MSC dopo l’aumento dei costi di trasporto e la sospensione di alcune rotte verso il Medio Oriente a causa delle tensioni legate alla guerra in Iran.
Esteri
Bambini ucraini deportati in Russia, rapporto ONU: “Crimini contro l’umanità”
Un’indagine delle Nazioni Unite conclude che la deportazione e il trasferimento forzato di bambini ucraini in Russia durante la guerra costituiscono crimini contro l’umanità. Documentati circa 20mila casi.
Esteri
Guerra Iran-Occidente, caos nei voli tra Europa e Australia: rotte stravolte e prezzi alle stelle
I bombardamenti su Iran e le tensioni nel Golfo bloccano le principali rotte aeree tra Europa e Australia attraverso Dubai, Doha e Abu Dhabi. I viaggiatori sono costretti a lunghe deviazioni via Stati Uniti.
Le tensioni militari in Medio Oriente stanno provocando effetti immediati sul traffico aereo internazionale tra Europa e Oceania.
Le interruzioni dei voli tra Australia, Nuova Zelanda e i principali hub del Golfo stanno costringendo i passeggeri a scegliere itinerari finora poco utilizzati, spesso con lunghi scali negli Stati Uniti.
La situazione è conseguenza di circa due settimane di bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran e delle successive rappresaglie iraniane nell’area del Golfo Persico.
Hub del Golfo quasi paralizzati
Le rotte tradizionali tra Europa e Australia passano normalmente attraverso tre grandi hub mediorientali: Dubai, Abu Dhabi e Doha.
Secondo quanto riportato dalla stampa economica australiana, queste rotte risultano ora fortemente ridotte o temporaneamente sospese per ragioni di sicurezza.
Le principali compagnie della regione, tra cui Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways, stanno offrendo rimborsi e modifiche gratuite delle prenotazioni ai passeggeri australiani.
L’effetto domino sulle rotte globali
La chiusura o la riduzione delle rotte attraverso il Medio Oriente sta spingendo molti viaggiatori a optare per itinerari alternativi attraverso gli Stati Uniti.
Il direttore esecutivo di United Airlines, Scott Kirby, ha spiegato che il numero di passeggeri che volano dall’Australia e dalla Nuova Zelanda verso l’Europa attraverso scali americani ha superato i mille al giorno.
Prezzi dei biglietti in forte aumento
La riduzione dei collegamenti diretti tra Europa e Oceania attraverso il Golfo ha provocato anche un forte aumento dei prezzi dei biglietti aerei.
La disponibilità di posti è diventata limitata e molte tratte risultano rapidamente esaurite.
Le alleanze commerciali tra compagnie amplificano l’impatto della crisi: Emirates è il principale partner internazionale di Qantas, mentre Qatar Airways collabora con Virgin Australia.
La difficoltà nel garantire collegamenti attraverso il Medio Oriente sta quindi ridisegnando, almeno temporaneamente, l’intero sistema dei collegamenti aerei tra Europa e Pacifico.


