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Politica

Crosetto apre a Macron: Italia verso missione nello stretto di Hormuz

Il ministro Crosetto apre alla linea di Macron sulla deterrenza. L’Italia valuta una missione nello stretto di Hormuz tra nodi politici e tensioni internazionali.

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“Macron ha ragione”. Tre parole pronunciate dal ministro della Difesa Guido Crosetto che segnano un cambio di tono nei rapporti tra Italia e Francia. Un’apertura verso la linea del presidente francese Emmanuel Macron sulla deterrenza, sintetizzata nel principio secondo cui “per essere liberi bisogna essere temuti”.

Verso una missione nello stretto di Hormuz

Il governo guidato da Giorgia Meloni valuta un possibile impegno nello stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale. Crosetto ha indicato due condizioni: la fine delle ostilità e il via libera del Parlamento.

Sul piano pragmatico, tuttavia, il ministro ha aperto anche a uno scenario diverso: una coalizione internazionale ampia, anche senza mandato Onu, nel caso di blocchi politici in sede internazionale.

Le ipotesi operative e il modello europeo

Tra le opzioni allo studio figura una missione europea sul modello di Aspides, già attiva per proteggere le navi mercantili nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Nei prossimi giorni il tema sarà discusso tra i vertici militari europei e al vertice informale dell’Unione a Cipro.

Divisioni politiche in Italia

L’ipotesi di un intervento senza copertura Onu divide il Parlamento. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra esprimono netta contrarietà. Nel Partito democratico emergono posizioni più articolate: il senatore Alessandro Alfierisottolinea la necessità di una cornice multilaterale, pur riconoscendo le difficoltà di ottenere un mandato delle Nazioni Unite.

Il dossier Libano e la missione Unifil

Sul tavolo resta anche il futuro della missione UNIFIL nel Libano meridionale. Crosetto ha evidenziato la necessità di ripensarne il ruolo in vista della scadenza del mandato. Il tema si intreccia con la stabilità dell’area e con le tensioni al confine con Israele.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il valore della missione, definendola un presidio fondamentale per il diritto umanitario internazionale.

Riavvicinamento con la Francia

Parallelamente prosegue il riavvicinamento tra Roma e Parigi. Il 4 giugno è prevista una riunione del Comitato di cooperazione transfrontaliera in Valle d’Aosta, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il suo omologo francese Jean-Noël Barrot.

Un percorso diplomatico che, insieme alle scelte di politica estera, potrebbe ridefinire gli equilibri italiani nel contesto europeo e internazionale.

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Politica

Caso Giuli, faccia a faccia con Meloni dopo il caos al ministero: “Hai fatto un favore alla sinistra”

Alessandro Giuli incontra Giorgia Meloni a Palazzo Chigi dopo le polemiche scoppiate al ministero della Cultura per il licenziamento di due dirigenti vicini a Fratelli d’Italia. Il ministro si sarebbe scusato riconoscendo gli errori, mentre la premier avrebbe chiesto di fermare tensioni e faide interne che rischiano di favorire la sinistra.

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Un colloquio riservato durato circa un’ora a Palazzo Chigi per tentare di chiudere una vicenda che ha provocato tensioni profonde dentro Fratelli d’Italia e nel governo.

Protagonisti Giorgia Meloni e Alessandro Giuli.

Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato Giuli a chiedere l’incontro dopo le polemiche esplose intorno al licenziamento di due figure molto vicine al partito, Emanuele Merlino ed Elena Proietti.

“Ho capito di aver sbagliato, di aver provocato un problema al governo e al partito”, avrebbe detto il ministro alla premier.

Meloni: “Basta errori, così aiuti la sinistra”

La presidente del Consiglio avrebbe ascoltato le spiegazioni del ministro, invitandolo però a evitare nuovi incidenti politici.

Il senso del richiamo sarebbe stato chiaro: con tensioni interne, faide e polemiche si rischia soltanto di favorire le opposizioni.

“Ora cerchiamo di ripartire, ma basta con questi errori”, sarebbe stata la linea espressa da Meloni durante il confronto.

Il caso che agita Fratelli d’Italia

La vicenda ha provocato forti malumori nei vertici della maggioranza.

Dietro le quinte, diversi dirigenti della cosiddetta “Fiamma magica” — il cerchio ristretto meloniano — avrebbero giudicato la gestione del caso da parte di Giuli un vero “harakiri politico”.

Il riferimento ironico, riportato nei retroscena, richiama la passione del ministro per lo scrittore giapponese Yukio Mishima.

Fazzolari difende Merlino

Particolarmente delicata la questione relativa a Emanuele Merlino, figura molto vicina al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Dal suo entourage sono filtrate parole di stima nei confronti dell’ex dirigente del ministero della Cultura.

“Di gente come lui ce ne sarà sempre bisogno”, sarebbe stato il messaggio fatto trapelare dagli ambienti vicini a Fazzolari.

La Lega resta alla finestra

Sul caso ha scelto di non intervenire direttamente Matteo Salvini.

Secondo fonti leghiste, il Carroccio non avrebbe intenzione di “gettare altra benzina sul fuoco”.

Dietro le quinte, però, viene sottolineato come Giuli sia circondato da molti avversari politici e interni.

Il futuro politico del ministro

Dopo il chiarimento, il governo punta ora a chiudere rapidamente la vicenda e concentrarsi sui dossier più delicati, a partire dal tema del tax credit cultura.

Ma il caso lascia comunque strascichi politici.

Secondo diversi retroscena, Meloni non sarebbe soddisfatta del rendimento politico del ministro, tanto che dentro Fratelli d’Italia già circolano dubbi sul suo futuro nelle prossime candidature parlamentari.

Per ora, però, la linea ufficiale resta quella della ricomposizione interna.

Il viaggio saltato per Bruxelles

Terminato l’incontro a Palazzo Chigi, Giuli è tornato al ministero della Cultura con l’intenzione di partire per Bruxellesper il Consiglio europeo dei ministri della Cultura. Ma il suo volo è stato cancellato a causa dello sciopero del trasporto aereo.

Un finale quasi simbolico per una giornata politicamente complicata.

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Politica

Centrodestra Campania, accordo su Sangiuliano capogruppo: pace tra Martusciello e Cirielli

Accordo nel centrodestra campano: Gennaro Sangiuliano sarà il nuovo capogruppo dell’opposizione nel consiglio regionale della Campania dopo l’intesa raggiunta tra Fulvio Martusciello ed Edmondo Cirielli. Archiviati gli scontri tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, la coalizione prova ora a compattarsi anche in vista delle amministrative.

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Dopo settimane di tensioni e scontri interni, il centrodestra campano ritrova l’unità e ufficializza il nome di Gennaro Sangiuliano come futuro capogruppo dell’opposizione nel consiglio regionale della Regione Campania.

L’accordo arriva dopo il vertice di venti giorni fa tra Fulvio Martusciello ed Edmondo Cirielli, incontro che aveva avviato la ricucitura tra Forza Italia e Fratelli d’Italia dopo settimane di forti attriti.

La nomina di Sangiuliano chiude definitivamente una fase di scontro interno che aveva rischiato di indebolire il centrodestra campano.

Le tensioni dopo le commissioni regionali

Appena un mese fa il clima era molto diverso.

Tra Forza Italia e Fratelli d’Italia erano volati stracci durante le votazioni per le presidenze delle commissioni speciali del consiglio regionale.

Uno scontro duro, fatto di accuse reciproche e sgambetti politici, che sembrava aver aperto una frattura difficilmente sanabile.

Poi il progressivo riavvicinamento tra Martusciello e Cirielli fino all’intesa definitiva maturata nelle ultime ore.

Sangiuliano scelto come figura unitaria

La candidatura dell’ex ministro della Cultura era sostenuta da tempo da Fratelli d’Italia e dalla Lega.

Sangiuliano, già attuale capogruppo di FdI in consiglio regionale, poteva contare su numeri solidi all’interno della coalizione.

FdI e Forza Italia dispongono infatti di sette consiglieri ciascuno, ma l’asse Fratelli d’Italia-Lega-Cirielli garantiva all’ex ministro una maggioranza politica interna già definita.

Determinante però era arrivare a una scelta condivisa da tutto il centrodestra.

Martusciello: “Rispettiamo l’accordo nazionale”

Dopo l’incontro alla Farnesina con Cirielli, Martusciello ha confermato l’intesa.

“C’è un accordo nazionale sulle candidature alla presidenza delle Regioni e intendiamo rispettarlo”, ha spiegato il coordinatore campano di Forza Italia.

Martusciello ha aggiunto che incontrerà presto il segretario regionale di Fratelli d’Italia per perfezionare definitivamente il quadro politico in consiglio regionale.

La Lega: “Profilo perfetto”

Sulla stessa linea anche Gianpiero Zinzi.

“Non vedo alternative. Il profilo di Sangiuliano è perfetto”, ha dichiarato il parlamentare leghista, sottolineando la capacità dell’ex ministro di tenere unita tutta la coalizione.

Sangiuliano: “Massimo impegno per i cittadini campani”

Dopo il via libera politico, Sangiuliano ha ringraziato tutti i leader del centrodestra campano.

“A loro assicuro la massima rappresentanza e il massimo impegno”, ha dichiarato.

Intanto proprio Sangiuliano e i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia hanno presentato un’interrogazione urgente sulla presenza di sostanze cancerogene nelle acque sotterranee campane.

Nel mirino ci sono i dati emersi da uno studio della Federico II sui livelli di tricloroetilene e tetracloroetilene nelle falde acquifere della Campania, tema destinato ad accendere il dibattito politico regionale nelle prossime settimane.

Il centrodestra guarda alle amministrative

L’intesa arriva anche mentre il centrodestra tenta di compattarsi in vista delle amministrative.

Particolare attenzione è rivolta a Salerno, dove l’ex governatore Vincenzo De Luca punta a tornare sindaco, e ad Avellino, dove restano tensioni sulle candidature tra i diversi partiti della coalizione.

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In Evidenza

Caso Giuli, Arianna Meloni spegne le polemiche: “State creando un caso sul niente”

Arianna Meloni minimizza le polemiche sul ministro della Cultura Alessandro Giuli e sulle revoche di incarichi nel suo staff. La dirigente di Fratelli d’Italia parla di “caso sul niente” e definisce naturale la possibilità per un ministro di scegliere i propri collaboratori.

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“State creando un caso sul niente”.

Con queste parole Arianna Meloni è intervenuta sulle polemiche che stanno investendo il ministro della Cultura Alessandro Giuli dopo le indiscrezioni sulla revoca degli incarichi al capo della segreteria tecnica e alla segretaria personale.

“Una dinamica naturale”

La responsabile della segreteria politica e del tesseramento di Fratelli d’Italia ha parlato con i giornalisti ad Andria, dove si trovava per un appuntamento elettorale in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio.

Secondo Arianna Meloni, non ci sarebbe alcun caso politico attorno alle decisioni del ministro.

“È una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno i propri collaboratori”, ha dichiarato.

“Chi governa e chi fa gossip”

La sorella della premier Giorgia Meloni ha poi criticato il modo in cui la vicenda viene raccontata politicamente e mediaticamente.

“C’è chi parla di risultati e di risposte e chi invece fa gossip e basso chiacchiericcio”, ha aggiunto.

Le tensioni al Ministero della Cultura

Le parole di Arianna Meloni arrivano dopo giorni di tensioni attorno al Ministero della Cultura e alle indiscrezioni riguardanti gli allontanamenti di collaboratori storicamente vicini all’area di Fratelli d’Italia.

La vicenda aveva alimentato retroscena politici su presunti malumori interni e rapporti complicati tra Giuli e alcuni settori del partito.

Palazzo Chigi prova a chiudere il fronte

Con l’intervento di Arianna Meloni, il vertice di Fratelli d’Italia tenta ora di ridimensionare il peso politico della vicenda e di spegnere le polemiche attorno al ministro della Cultura.

Resta però alta l’attenzione sugli equilibri interni al dicastero e sui futuri assetti dello staff ministeriale.

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