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Cronache

Cristiani perseguitati, massacrati, schiavizzati nel mondo

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Persecuzione o peggio caccia ai cristiani nel mondo. Gli attacchi terroristici e la carneficina in Sri lanka è solo una delle tante persecuzioni mirate ai cristiani. In alcuni paesi sono cacciati e uccisi come bestie, in altri anche se protetti vengono massacrati con attentati in chiese, missioni, villaggi. L’Ong Porte Aperte ha pubblicato il suo rapporto annuale, la World Watch List 2019, secondo la quale sono saliti a 245 milioni i cristiani perseguitati a causa della propria fede. Sui 150 Paesi monitorati, 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema. Il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede è salito dai 3.066 dello scorso anno ai 4.305 del 2018, con la Nigeria ancora principale terra di massacri, non solo per mano dei terroristi islamici di Boko Haram. Solo in Nigeria i cristiani uccisi sono stati 3.731, con villaggi completamente abbandonati. Molti degli attacchi sono stati messi a segno per ragioni legate all’accaparramento delle terre dagli allevatori islamici fulani.

Sono 11 i Paesi che rivelano una persecuzione definibile estrema. Al primo posto ancora la Corea del Nord: qui si stimano ancora tra i 50 e i 70mila cristiani detenuti nei campi di lavoro per motivi legati alla loro fede. Grave il livello di persecuzione anche in Afghanistan (2°) e Somalia (3°). La Libia (4°), Stato diviso e fragile, peggiora leggermente: il blocco ulteriore dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo comporta che molti cristiani in fuga dai disordini e dalle persecuzioni dell’Africa sub-sahariana rimangano bloccati in questo Paese, rendendoli ancora più vulnerabili a pressioni o violenze. La cronaca in Pakistan (5°), si veda il caso di Asia Bibi e i seguenti disordini, ha dimostrato ancora una volta il motivo per cui questo Paese si trova ai vertici della World Watch List, con aggressioni, ingiusti incarceramenti, sentenze di pena di morte per blasfemia ed almeno 28 assassini documentati di cristiani. A proposito di incarceramenti, si registrano 3.150 cristiani arrestati, condannati e detenuti senza processo, poco meno del doppio del 2017. Sono invece 1.847 le chiese (ed edifici cristiani direttamente collegati ad esse) attaccate nello stesso periodo.

Continua l’involuzione della situazione in Asia, dove includendo il Medio Oriente addirittura 1 cristiano su 3 è definibile perseguitato. Ad accelerare questo processo è il peggioramento della situazione in Cina, risalita al 27° e al primo posto per incarceramenti di cristiani, e in India. Anche in tutto il vicino Nord Africa peggiora la condizione dei cristiani: oltre alla Libia, allarmano le chiusure di chiese in Algeria (22°), gli episodi di violenza in Egitto (16°), il malcontento generale in Tunisia (37°) e la ricomparsa del Marocco (35° – era uscito dalla WWList nel 2014). Rimangono preoccupanti le situazioni in Medio Oriente (in particolare in Siria 11°), nella penisola araba (soprattutto nello Yemen 8°) e nel Corno d’Africa, dove l’accordo Etiopia-Eritrea per ora non ha migliorato la condizione dei cristiani.

L’oppressione islamica continua ad essere la fonte principale di persecuzione dei cristiani, ma l’ascesa del nazionalismo religioso, con le due connotazioni induista in India e buddista in Stati come il Myanmar, si presenta come prorompente fonte di discriminazione anti-cristiana (e di altre minoranze). La recrudescenza dell’opposizione comunista/post-comunista in nazioni come Cina e Vietnam conclude il quadro delle maggiori fonti di persecuzione. Da segnalare anche Messico (39°) e Colombia (47°), Paesi cristiani dove l’intolleranza arriva soprattutto quando i leader delle chiese sfidano la corruzione e i cartelli della droga, e nelle aree rurali per ragioni connesse all’antagonismo tribale.

Dal Pakistan all’Egitto, dal Kenya alle Filippine, le stragi contro i cristiani si ripetono da anni in tutto il mondo, soprattutto nelle aree in cui sono minoranza. Gli attacchi avvengono proprio durante le feste, come Pasqua, in cui le chiese sono particolarmente affollate. Ecco una cronologia degli eventi più delittuosi degli ultimi anni.

15 febbraio 2015, LIBIA. Un gruppo di cristiani copti, che si trovavano in Libia per motivi di lavoro, viene catturato e ucciso da militanti dell’Isis. Il video dell’esecuzione fece il giro del mondo.

2 aprile 2015, KENYA. Nell’università di Garissa un gruppo di estremisti islamici fa strage di studenti cristiani. Per riconoscerli chiedeva loro di recitare la professione di fede del Corano. Nell’eccidio rimasero uccisi 148 giovani.

4 marzo 2016, YEMEN. Un gruppo di jihadisti irrompe in una casa delle suore di Madre Teresa uccidendo brutalmente quattro Missionarie della Carità che assistevano disabili e persone anziane.

28 marzo 2016, PAKISTAN. Era Pasqua e nel parco divertimenti al centro della città di Lahore, al nord del Paese, i cristiani stavano festeggiando insieme. Un kamikaze si fece esplodere vicino ad una giostra. Una settantina i morti dei quali circa una trentina di bambini.

9 aprile 2017, EGITTO. Era la Domenica delle Palme quando due kamikaze si fecero esplodere, quasi contemporaneamente, in due chiese copte, ad Alessandria e a Tanta. Decine i morti e molti feriti. Ad Alessandria stava celebrando la funzione il capo dei Copti ortodossi, Papa Tawadros, che solo per un caso uscì indenne dalla strage.

27 gennaio 2018, FILIPPINE. Attacco durante la messa nella cattedrale di Jolo. Restano uccisi 23 cristiani.

12 maggio 2018, INDONESIA. Tre attacchi contemporanei di kamikaze in tre differenti chiese cristiane. Gli attentatori erano tutti membri di una stessa famiglia.

11 dicembre 2018, BRASILE. A Campinas un uomo entra in chiesa dove si stava celebrando la messa e comincia a sparare all’impazzata. Quattro i fedeli che restano uccisi.

5 febbraio 2019, NIGERIA. Gli estremisti di Boko Haram attaccano il seminario di Maiduguri. Diversi i morti.

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Terremoto, Campi Flegrei: la terra trema tre volte nella notte

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Tre scosse di terremoto, la più forte 2.6, nella notte nella zona flegrea. La terra ha tremato a partire dalle 3,30. Epicentro localizzato a Pozzuoli, Napoli, ad una profondità tra 2,6 e 1,4 km, qui di molto superficiale. Le scosse sono state avvertite dalla popolazione della zona ma anche a Napoli, a Posillipo e al Vomero.Non si registrano danni ma paura si. La zona del lèggerò sisma è una delle più attive dal punto di vista vulcanologico perché è la ‘caldera’ dei Campi Flegrei.

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Nasconde quinta gravidanza, bimbo nato morto in ambulanza

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La procura di Grosseto ha disposto l’autopsia su un neonato morto subito dopo il parto in ambulanza, nel comune di Manciano. Come riportano i giornali locali la partoriente è una donna straniera che abita nel comune maremmano e che aveva chiesto l’intervento dell’ambulanza perché, ha detto lei stessa ai soccorritori, non si sentiva bene e non riusciva a spiegare i sintomi del suo malessere. In realtà è stato ricostruito che la donna era incinta di otto mesi, ma aveva nascosto la gravidanza, che era la quinta. Dopo essere stata messa sull’ambulanza i medici hanno capito subito che i dolori erano dovuti alle contrazioni preparto. E’ stato dunque attivato anche l’elisoccorso Pegaso, ma quando l’ambulanza è arrivata nella zona di Marsiliana, la donna ha partorito. Il bambino è nato morto anche se l’equipaggio sull’ambulanza ha tentato di rianimarlo, tutti i tentativi sono risultati vani. L’ambulanza ha accompagnato la donna in ospedale per gli accertamenti e sono stati avvertiti i carabinieri. I militari hanno iniziato le indagini interrogando i volontari e il personale della Misericordia che aveva assistito al parto e hanno anche acquisito la documentazione e la registrazione della telefonata fatta dalla donna al servizio di emergenza. Il sostituto procuratore Federico Falco ha poi disposto l’autopsia sul corpo del piccolo per stabilire le cause della morte.

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Tre cicloni in 7 giorni, rischio nubifragi al Sud

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E’ già attiva e durerà fino a domani una nuova perturbazione, la terza negli ultimi 7 giorni, che sta interessando le Isole Maggiori e l’estremo Sud con acquazzoni e temporali. Dopo il primo ciclone, che ha provocato le mareggiate record dello scorso 22 novembre sulle coste dell’Alto Adriatico e del Lazio, e il secondo con la colata di fango ad Ischia e un bilancio drammatico, ha cominciato questa mattina a produrre i suoi effetti anche il terzo ciclone, per cui sono previste 48 ore di clima di stampo invernale. Con le forti piogge, “è ancora alto il rischio idraulico e idrogeologico”, osserva Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, sottolineando che “a meno di un mese da Natale, il mare risente ancora dell’estate 2022 caldissima: come avevamo previsto, queste acque calde estive, causate dai cambiamenti climatici, fanno pagare il conto durante l’autunno a suon di nubifragi costieri e non solo. Al momento, infatti, i bacini italiani presentano ancora un’anomalia termica, sono cioè più caldi della media”. Nelle prossime ore, prosegue l’esperto de iLMeteo.it, sono attesi ancora forti acquazzoni e temporali, soprattutto su Sardegna e Sicilia, poi nel corso della giornata anche verso la Calabria; attenzione poi, nella giornata di domani, a tutta la zona metapontina, e in generale alle aree comprese tra la Calabria e tutta la Puglia”. Sono possibili, secondo le previsioni dei meteorologi di Meteo Expert, fenomeni più insistenti con possibili forti temporali in particolare nel Nordest della Calabria. I venti saranno anche forti localmente e di direzione variabile all’estremo Sud. Domani, comunque, precisano, non mancherà qualche schiarita con un cielo fino a parzialmente nuvoloso sulle aree alpine, in Liguria, Toscana, Lazio, settore sud dell’Umbria, Sicilia meridionale e dal pomeriggio anche in Sardegna. Nel resto d’Italia il cielo sarà più nuvoloso, coperto sul medio Adriatico e al Sud. Giovedì sarà un giorno di tregua: la nuvolosità sarà irregolare alternata a schiarite nell’estremo Nord-Ovest e lungo la fascia tirrenica, mentre il cielo sarà nuvoloso o molto nuvoloso nel resto dell’Italia. Al mattino sono previsti rovesci sparsi sulla Puglia e in Basilicata; deboli piogge isolate sul nord della Sicilia e sulla bassa Calabria tirrenica. Nel pomeriggio, sempre secondo i meteorologi di Meteo Expert, ci sarà ancora qualche pioggia residua sulla Puglia, in esaurimento la sera. Solo in tarda serata sono possibili piogge nell’estremo sud della Sardegna.

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