La guerra in Iran e l’evoluzione della crisi in Medio Oriente saranno al centro della riunione del Consiglio supremo di difesa, convocata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per venerdì alle ore 10 al Quirinale.
L’organismo, previsto dalla Costituzione e presieduto dal capo dello Stato in qualità di comandante delle Forze armate, è chiamato ad analizzare i principali problemi di sicurezza e difesa nazionale.
L’incontro si annuncia particolarmente delicato, a poco più di una settimana dall’offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Meloni prepara le comunicazioni al Parlamento
Parallelamente alla riunione del Consiglio supremo di difesa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta preparando le comunicazioni al Parlamento previste mercoledì, nelle quali affronterà le conseguenze politiche ed economiche del conflitto.
Tra le misure allo studio dell’esecutivo ci sono possibili interventi per contrastare la speculazione sul gas e i rincari dei carburanti.
Sul tavolo del governo è tornato anche il meccanismo delle accise mobili, che consentirebbe di ridurre temporaneamente il peso fiscale sui carburanti quando i prezzi salgono.
Non è escluso che la misura possa essere inserita in un decreto legge, anche se al momento non è certo che il provvedimento venga approvato nel prossimo Consiglio dei ministri.
Rientrata l’emergenza dei turisti italiani nel Golfo
Sul fronte della sicurezza dei cittadini italiani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che è rientrata l’emergenza legata ai turisti italiani rimasti bloccati nell’area del Golfo nei primi giorni del conflitto.
Restano però alte le preoccupazioni per la stabilità della regione e per le possibili ripercussioni sulla sicurezza internazionale.
Le valutazioni sulla sicurezza nazionale
Alla riunione del Consiglio supremo di difesa parteciperanno, oltre al presidente della Repubblica, anche i ministri più coinvolti nei dossier di sicurezza e difesa, tra cui Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Tra i temi che saranno affrontati figurano:
Nei primi giorni della guerra tra Stati Uniti e Iran una delle principali preoccupazioni del governo italiano riguardava la possibilità che missili a lunga gittata potessero lambire le coste meridionali del Paese, eventualità che secondo le valutazioni attuali sarebbe meno probabile.
Il dibattito politico in Parlamento
Il tema della guerra in Medio Oriente è destinato ad animare anche il confronto parlamentare.
Le opposizioni hanno già annunciato che chiederanno chiarimenti sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, anche se dall’esecutivo assicurano che Washington non avrebbe avanzato richieste in tal senso.
Il centrosinistra sta lavorando a una risoluzione unitaria sulle comunicazioni della premier, con contatti tra Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa e Italia Viva.
Le critiche dell’opposizione
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato la linea del governo sulla crisi internazionale.
“Dice: non condanno ma non condivido. Come può l’Italia restare in mezzo al guado senza prendere posizione?”, ha affermato.
Critiche anche da Matteo Renzi, che ha attaccato l’esecutivo sul tema del caro carburanti sostenendo che il primo speculatore sarebbe lo stesso governo dopo l’aumento delle accise introdotto nella legge di bilancio.