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Covid, sono 300 i medici morti da inizio pandemia in Italia

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Salgono a 300 i medici morti a causa della pandemia da Covid-19. Lo si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). Le ultime vittime sono Agostino Consolaro (medico in pensione che continuava la sua attivita’ per i bisognosi), Giuseppe Tortorella (pediatra di famiglia in pensione), Bartolo Tarsia (medico di Medicina generale). Il presidente della Fnomceo Filippo Anelli parla di una “strage” e chiede “provvedimenti concreti”.

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La bozza del nuovo Dpcm: Pasqua blindata

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Il nuovo Dpcm, che scatterà il 6 marzo, potrebbe essere valido per un mese: secondo una bozza del test i divieti e le restrizioni resteranno in vigore anche per Pasqua e Pasquetta, le seconde dell’era Covid, scadendo il 6 aprile. Sono anche previste riaperture, anche se non da subito: dal 27 marzo riapriranno – nel rispetto di specifici protocolli – cinema e teatri mentre sara’ possibile andare al museo anche nei week end. Queste dovrebbero essere le misure contenute nel nuovo provvedimento.

BARBIERI E PARRUCCHIERI CHIUSI (ZONA ROSSA): in questa fascia sono sospese le attivita’ inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell’allegato 24, dove – a differenza del precedente provvedimento – non vengono menzionati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere.

IN CASA POSSONO ENTRARE ANCHE I NON CONVIVENTI (ZONA GIALLA), MA FESTE VIETATE: In questa fascia viene cancellata dal bozza del nuovo dpcm la misura – citata nel precedente documento, secondo cui – “con riguardo alle abitazioni private, e’ fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessita’ e urgenza”. Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque “vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

CINEMA E TEATRI APRONO DAL 27/3, MUSEI ANCHE NEL WEEK END (ZONA GIALLA): A decorrere dal 27 marzo 2021 – i zona gialla – gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del Dpcm. Il ministro Franceschini ha annunciato anche l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend (questi ultimi per ora aperti in questa stessa fascia solo nei giorni infrasettimanali).

VIAGGI VIETATI, STOP SPOSTAMENTI TRA LE REGIONI: Il divieto di spostamento tra le Regioni e’ valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinera’ le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre e’ consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione cosi’ come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessita’. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone piu’ i figli minori di 14 anni.

SECONDE CASE: E’ consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa e’ disabitata. Non si puo’ andare nella seconda casa con amici e parenti. Non e’ possibile invece – a meno di urgenti e necessari motivi – se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.

SHOPPING: Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

CONTINUA LA SERRATA DI PISCINE E PALESTRE: Ancora lontana la possibilita’ di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l’attivita’ motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l’andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti e’ permesso di allenarsi.

LA SERA NIENTE RISTORANTE Niente cene al ristorante. Nonostante l’asse Salvini-Bonaccini al ristorante e bar in zona gialla si potra’ andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi anche nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l’asporto. A domicilio e’ consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

SCUOLA: La scuola resta in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica e’ in presenza “almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%”. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm. Nel testo si introduce un’ulteriore misure: “al fine di mantenere il distanziamento sociale, e’ da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa”. Nelle prossime ore – sulla base del quadro epidemiologico delle nuove varianti del Covid che sara’ esaminato dai tecnici – non si esclude che possano arrivare dal Governo ulteriori provvedimenti restrittivi sulla didattica in presenza, in particolare nelle zone arancioni, e sull’utilizzo delle mascherine da parte dei bimbi tra i 6 e 11 anni. In alcuni casi i governatori hanno gia’ applicato misure piu’ restrittive come ad esempio in Puglia, Campania e Marche.

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Italia verso la terza ondata di contagio, il ministero della Salute: troppi focolai innescati da varianti

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Per la quarta settimana consecutiva, in Italia si registra un peggioramento generale del rischio epidemico da Covid-19. L’indice di trasmissibilita’ Rt sfiora infatti il valore soglia di 1 e preoccupano le terapie intensive. Un quadro sulla base del quale il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, lancia un’allerta precisa: “Nelle regioni molti focolai sono dovuti alle nuove varianti, non posso che esprimere preoccupazione per l’andamento dell’epidemia. Dobbiamo tenere alta la guardia e dove c’e’ bisogno e’ necessario intervenire tempestivamente e duramente”. Ad indicare segnali di aggravamento della situazione sono i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. A partire proprio dall’indice Rt che, pur restando come la scorsa settimana a 0,99, presenta una forbice che va dallo 0,93 a 1,03. Dieci Regioni/PPAA, evidenzia il monitoraggio, hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Basilicata) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, cinque hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Preoccupa inoltre il tasso di occupazione delle terapie intensive: il numero delle regioni e delle province autonome che hanno un tasso di occupazione sopra la soglia critica del 30% e’ infatti passato da 5 della settimana precedente alle attuali 8, ed i ricoveri sono saliti da 2.074 (16/02/2021) a 2.146 (23/02/2021). In alcune regioni il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza, “impongono comunque misure restrittive”. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%). Nelle ultime 24 ore, invece, i pazienti in Rianimazione sono aumentati di 26 unita’. Anche l’incidenza dei casi accelera, passando da 135,46 per 100.000 abitanti della scorsa settimana a 145,16 per 100.000. Un altro dato che arriva dal monitoraggio e’ poi relativo alla diminuzione dell’eta’ media dei nuovi casi, intorno ai 44 anni, e all’aumento delle infezioni tra i ragazzi. Insomma, abbiamo dinanzi un quadro che impone la massima attenzione. Per il tasso di occupazione delle intensive, ha commentato Rezza alla consueta conferenza stampa organizzata dal ministero per l’analisi del monitoraggio settimanale, “siamo al 24%, ovvero di poco al di sotto della soglia critica del 30%, e vediamo purtroppo un certo aumento dei focolai scolastici mentre diminuiscono i casi nelle Rsa, il che vuol dire che evidentemente la vaccinazione delle persone anziane sta dando i primi effetti positivi”. Inoltre, “data la diffusione di varianti virali nuove, e’ bene continuare a mantenere comportamento prudenti”. E’ necessario, ha avvertito, tenere sotto controllo e circoscrivere innanzitutto le varianti sudafricana a brasiliana, che destano maggiori preoccupazioni rispetto alla perdita di efficacia dei vaccini, ma in generale e’ d’obbligo “tenere la guardia alta”. Per questo, avverte anche la Cabia di regia, “e’ fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie, e rimanere a casa il piu’ possibile”. Si ribadisce infine che e’ obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine.

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Basilicata e Molise rosse, altre 3 regioni arancioni

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Basilicata e Molise in zona rossa e altre tre regioni – Lombardia, Piemonte e Marche – che passano in arancione e vanno ad allungare la lista di quelle in cui sono in vigore le restrizioni: ora sono in totale dieci, oltre alle province di Trento e Bolzano, piu’ della meta’ del Paese, alle quali vanno aggiunti i lockdown locali come quelli che scatteranno nelle province di Frosinone, Pistoia e Siena gia’ sabato e le misure da ‘arancione scuro’ in provincia di Bologna e Brescia. Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa un’Italia sempre piu’ in difficolta’ a causa della diffusione delle varianti del Covid e dagli esperti arriva un nuovo invito a mantenere e anzi rafforzare i provvedimenti restrittivi: “alla luce del chiaro trend in aumento – dice l’Istituto superiore di sanita’ – sono necessarie ulteriori e urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi” locali “per evitare il sovraccarico dei servizi sanitari”. Indicazioni che potrebbero tradursi in una nuova stretta nel Dpcm in vigore dal 6 marzo, che il governo sta mettendo a punto in queste ore. I nuovi passaggi di colore, come annunciato dall’esecutivo nella riunione con le Regioni di giovedi’ per andare incontro alle richieste dei presidenti e delle categorie economiche sul territorio, entreranno in vigore non piu’ la domenica ma il lunedi’. Un’apertura che pero’ non placa le polemiche visto che il governatore della Lombardia Attilio Fontana torna a chiedere il superamento del sistema delle fasce. “E’ arrivato il momento che i tecnici ci dicano in modo chiaro e definitivo come superare questo stillicidio settimanale con regole stabili e sicure”. Il governo ha gia’ detto pero’ che i colori resteranno anche con il prossimo Dpcm – “un sistema alternativo non c’e'” e’ stata la risposta della ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ai presidenti – e che non e’ possibile per ora riaprire. I numeri sono d’altronde impietosi. I casi giornalieri sono tornati sopra i 20mila, il tasso tra tamponi e positivi e’ salito al 6,3%, ci sono ancora 253 morti in 24 ore. Non solo: dieci regioni hanno un Rt superiore all’1, in cinque il rischio complessivo e’ alto e in otto il tasso di occupazione in terapia intensiva e’ sopra la soglia critica. “E’ fondamentale – dice l’Iss – evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo familiare e rimanere a casa il piu’ possibile”. Con buona pace dei governatori e del leader della Lega Matteo Salvini, le restrizioni dunque rimarranno, a partire dalla chiusura dei ristoranti la sera, di piscine e palestre. Unico spiraglio e’ quello che arriva dal Comitato tecnico scientifico pe cinema e teatri: gli esperti, ha detto il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, hanno dato l’ok alla riapertura in zona gialla dal 27 marzo. In realta’ il Cts ha solo validato il protocollo, riducendo ulteriormente la capienza prevista (al 25%, massimo 200 persone al chiuso e 400 all’aperto) e, soprattutto, ha ribadito che dovra’ comunque essere fatta una valutazione in base alla situazione epidemiologica 15 giorni prima. Lo scontro con i governatori potrebbe ore spostarsi sulla scuola. Diversi presidenti hanno espresso la volonta’ di chiudere o mettere tutti gli studenti in Dad, alla luce dell’incidenza delle varianti, e alcuni lo hanno gia’ fatto, come Vincenzo De Luca in Campania o Francesco Acquaroli nelle Marche. Ma sia il ministro della Salute Roberto Speranza sia la Gelmini hanno gia’ ribadito che non si puo’ chiedere la riapertura di attivita’ commerciali da un lato e la chiusura delle scuole dall’altro. Il governo ha comunque chiesto al Comitato tecnico scientifico un punto sulla diffusione del contagio nelle scuole e di esprimersi su quali debbano essere le regole per le zone arancioni.

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