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Covid, la variante Delta domina e la Beta cresce: dibattito su terza dose di vaccino

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La variante Delta del virus SarsCoV2, piu’ trasmissibile dal 40 al 60% e per questo molto piu’ temibile, ha ufficialmente superato e sostituito la Alfa nel nostro Paese, con un tasso di diffusione che ha ormai raggiunto il 94,8% sul territorio. La mutazione Beta (‘sudafricana’), maggiormente caratterizzata da una parziale immuno-evasione e dunque resistenza ai vaccini, fa invece segnare un aumento sia pure lieve. Un quadro che rilancia la discussione in merito all’opportunita’ di una terza dose di vaccino. Un tema sul quale gli scienziati si dividono ma una decisione, annuncia il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, sara’ presa entro un mese. Questo perche’ la vaccinazione resta l’arma fondamentale contro le varianti. La Delta, dunque, per la prima volta ha superato la variante Alfa, la cui diffusione si attesta al 3,2%, mentre la variante Gamma (P.1, ‘brasiliana’) e’ diminuita drasticamente in tutto il Paese. Il dato arriva dalla nuova indagine rapida condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute, riferita al 20 luglio. Una situazione, rileva il presidente Iss Silvio Brusaferro, che va monitorata con grande attenzione e rispetto alla quale e’ “fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi e completare velocemente il ciclo vaccinale, dal momento che questo garantisce la migliore protezione”. Cio’ anche alla luce del nuovo allarme lanciato dal Centro per il controllo delle malattie Cdc statunitense: la Delta causa una infezione piu’ grave delle varianti precedenti e si diffonde facilmente come la varicella. Non solo: i dati mostrano come le persone completamente vaccinate possono trasmetterla cosi’ come le persone non vaccinate. La situazione e’ seria, ha ammonito Rochelle Walensky, direttore Cdc, ricordando che ogni individuo infetto con la Delta contagia a sua volta in media altre 5-9 persone. Su questo punto, gia’ sottolineato dall’immunologo Anthony Fauci, Brusaferro ha tuttavia precisato che “sappiamo come la vaccinazione con ciclo completo riduca dell’88% il rischio di infezione e oltre il 95% l’ospedalizzazione. Se i vaccinati contraggono l’infezione – ha ribadito – hanno sintomi lievi ma il virus si moltiplica e possono trasmetterlo come lo puo’ trasmettere un positivo non vaccinato, come detto da Fauci. Questo pero’ lo sappiamo, da qui l’invito a mantenere la prudenza”. In questo contesto si inserisce il dibattito sulla eventuale terza dose di richiamo vaccinale. “Nel giro di un mese – ha spiegato Rezza – bisognera’ decidere chi vaccinare e in quali tempi con la terza dose: e’ una decisione che va meditata bene ma probabilmente le persone piu’ fragili e immunodepresse avranno una terza dose ma non abbiamo ancora deciso quando. Sulla terza dose c’e’ indecisione perche’ non ci sono ancora evidenze forti per poter dire che la faremo a tutti piuttosto che ad alcuni”. Probabilmente, ha aggiunto, “gli immunodepressi potranno essere rivaccinati con un richiamo. Per quanto riguarda gli altri soggetti fragili e gli operatori sanitari c’e’ una discussione, ma ancora non si e’ arrivati a una decisione”. Rezza ha inoltre precisato che “non si sa ancora se, nel caso di terza dose, sara’ necessario effettuarla con un vaccino adattato alle varianti”. Intanto altri Paese, come Israele e Gran Bretagna, hanno gia’ optato per la terza dose, ma gli scienziati sono divisi. Cauto il microbiologo Andrea Crisanti, che invita a non improvvisare sottolineando che Israele “ha iniziato a somministrarla e tra un mese e mezzo avremo abbastanza dati per capirne l’impatto”. Per il virologo Fabrizio Pregliasco, la terza dose andrebbe fatta prima ai soggetti fragili “in una strategia simile a quella della vaccinazione antinfluenzale”. Contrario invece l’infettivologo Massimo Galli: “A parlare molto di terza dose e’ soprattutto la casa farmaceutica che produce il vaccino ma lo fa sulla base di un numero di dati limitato”. Netto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Aspettiamo indicazioni scientifiche precise, ma siamo assolutamente preparati per affrontare anche la terza dose”.

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Covid alza ancora la testa,nodo mascherine al lavoro

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Curve Covid stabili. Verso l'estate senza mascherine

 Nuovo aumento dei ricoveri dei pazienti Covid, con le curve in crescita, mentre si attende la decisione, prevista entro la settimana, per il mantenimento delle mascherine nei luoghi di lavoro. Il tavolo fra Ministero del Lavoro, Salute, Sviluppo economico e Inail, e’ stato convocato per il 30 giugno con le parti sociali con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di un testo aggiornato del Protocollo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che “consenta di fissare un nuovo quadro di regole del dopo-emergenza”. Al tempo stesso il ministero del Lavoro fa sapere di non sottovalutare “l’impennata dei contagi che ha caratterizzato le ultime settimane”. Il Protocollo ancora in vigore prevede tra le altre misure l’obbligo dell’uso delle mascherine in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro. L’Agenas, (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) registra a livello nazionale una crescita di un punto percentuale dei ricoveri nei reparti di area non critica rispetto a quattro giorni fa: oggi arrivano al 9% di saturazione mentre il 23 giugno erano all’8% (stabile invece al 2% l’occupazione delle terapie intensive). Una crescita indicata anche dai dati giornalieri del ministero della Salute: i ricoverati nei reparti ordinari sono 5.873, ovvero 341 in piu’ di ieri. Nelle rianimazioni ci sono 234 pazienti, in aumento di 7. E si prevede nelle prossime settimane una risalita dei casi. Nelle ultime 24 ore, in seguito al noto effetto week end, sono stati 24.747, circa la meta’ di ieri, e le vittime sono invece 63, in aumento rispetto alle 44 di ieri. Eseguiti 100.959 tamponi con il tasso di positivita’ stabile al 24,5%. Sull’andamento dei contagi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, spiega che l’attuale ondata “sara’ autolimitante come le altre, nel senso che durera’ ancora qualche settimana, poi ovviamente si spegnera’”. Il professore Fabrizio Pregliasco parla invece di casi “sottostimati”: “prima o poi Omicron ce la faremo tutti, e’ un disastro, perche’ il virus sfugge” e colpisce “anche chi e’ guarito e anche i vaccinati. E’ vero che Omicron crea situazioni meno pesanti ma c’e’ il rischio di incremento ulteriore nel numero dei casi, che sono sottostimati, saranno circa 100mila al giorno”, afferma, suggerendo di proteggersi con la mascherina “anche al mare”. In Italia i positivi certificati “sono almeno 600mila ma in realta’ saranno il doppio, piu’ di un milione”, spiega l’esperto, che conferma la previsione di un picco a luglio e ipotizza l’arrivo di una nuova variante in autunno. Per Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus biomedico di Roma “siamo nel pieno dell’ondata di Omicron 5, ma era prevedibile. Stiamo vivendo quello che e’ stato vissuto in Portogallo prima di noi”. Il picco arrivera’ probabilmente tra 3-4 settimane e a questo seguira’ il plateau e la discesa dei casi, afferma. “Il fatto che il virus giri in estate, certamente perche’ e’ stata tolta ogni protezione, ci fa dire che il Covid ancora non e’ arrivato nella sua fase finale” spiega il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palu’. Intanto dal rapporto redatto dalla commissione Covid-19 dell’Accademia dei Lincei, presieduta dal Nobel Giorgio Parisi, arriva l’indicazione che i vaccini sono cruciali per riuscire a battere il virus sul tempo, evitando la comparsa di nuove varianti, ma per raggiungere questo obiettivo dovranno essere distribuiti equamente in tutto il mondo, compresi i Paesi piu’ poveri.

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Covid: impennata ricoveri in Campania, +10% in un giorno

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 Impennata dei ricoveri da Covid in Campania: nelle ultime 24 ore i posti letto occupati in degenza sono cresciuti di quasi il 10%, passando da 338 a 368. Sostanzialmente stabile invece il dato delle terapie intensive, con 20 ricoverati (-1). I nuovi positivi sono 5.908, su 21.569 test: il tasso di incidenza resta molto alto, al 27,39%, ma cala di oltre due punti percentuali rispetto al dato record di ieri (29,49). Le vittime nelle ultime 48 ore sono state tre.

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Covid: 56.386 contagi, 40 le vittime. Tasso al 21,8%

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Sono 56.386 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 55.829. Le vittime sono invece 40, in calo rispetto alle 51 di ieri. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 258.456 tamponi con il tasso di positivita’ al 21,8%, in calo rispetto al 23,4% di ieri. Sono invece 225 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, lo stesso dato di ieri. Gli ingressi giornalieri sono 28. I ricoverati nei reparti ordinari sono 5.342, ovvero 137 in piu’ di ieri. Gli attualmente positivi sono 703.479, quindi 25.301 in piu’ nelle ultime 24 ore. In totale sono 18.184.917 gli italiani contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 168.058. I dimessi e i guariti sono 17.313.380, con un incremento di 31.532.

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