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Covid, De Luca: dottor Ascierto a lavoro su vaccino su sequenza genetica

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“Si sta lavorando alla produzione di un vaccino sotto la direzione di Ascierto d’intesa con lo Spallanzani ed un altro ospedale di Milano. Capofila e’ Ascierto”. Lo ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De luca, in diretta Fb. Paolo Ascierto e’ Direttore dell’Unita’ di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori – fondazione Giovanni Pascale di Napoli. “Il vaccino interviene sulla sequenza genetica del cittadino – ha aggiunto – e’ una ricerca di avanguardia che speriamo possa produrre risultati in tempi rapidi”.

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Maradona, il Cotugno: Diego Junior si è auto-dimesso ed ha lasciato l’ospedale ma è ancora in condizioni gravi

Olga Fernandes

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Quello che leggete di seguito è il comunicato dell’ospedale Cotugno sulle condizioni di salute di Diego Maradona Junior e le prescrizioni imposte al figlio del campione argentino deceduto in queste ore prima delle dimissioni che lui ha voluto. Vengono sottolineate le difficile condizioni di salute e la necessità e urgenza di osservare le indicazioni mediche perchè il momento è delicato per la salute di Diego Jr che può decidere di auto dimettersi ma deve pensare alla sua salute ancora molto cagionevole. I medici hanno voluto emettere questo comunicato per sottolineare che un suo viaggio in Argentina è non  solo da sconsigliare ma da vietare perchè i parametri vitali e il futuro buon decorso della malattia (la polmonite) dipendono dalla perfetta esecuzione delle cure che deve osservare. Il comunicato stampa reca la firma del dottor Valerio Parrella che ha fatto un autentico miracolo per strappare il giovane figlio di Maradona da una condizione di salute quasi irrimediabilmente compromessa.

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Covid, stroncato un medico napoletano: Daniele Cagnacci ha curato i suoi pazienti fino alla fine

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C’erano centinaia di persone per l’addio a Daniele Cagnacci (nella foto in evidenza assieme alla amata figlia Sarah), 64 anni, medico ucciso dal Coronavirus. Era amato e rispettato dai suoi assistiti, dai colleghi, da tanti perchè era un uomo buono, un medico che curava tutti, soprattutto quelli che spesso non potevano permetterselo.
Il covid l’ha portato via in pochi giorni. Ai primi sintomi del ricovero l’hanno ricoverato, cinque giorni dopo il decesso. Aveva scoperto il contagio durante le visite ai pazienti, magari qualche asintomatico, a cui non si sottraeva mai, a qualsiasi ora del giorno. Poi il rapido peggioramento, fino alla morte, in soli 5 giorni. Era un uomo buono, uno di quei medici che ha fatto il suo lavoro fino alla fine.

La sua amata figlia, Sarah, anche lei futuro camice bianco, orgogliosa del suo papà medico, l’ha ricordato sulla sua pagina social Fb con parole commoventi. “Papà vorrei trovare le parole giuste ma non le ho. Hai fatto il medico fino alla fine, perché tu eri così, buono e disponibile per tutti sempre..quante volte mi sono arrabbiata perché eri al telefono la domenica a pranzo o quando tornavi tardi a casa e mi preoccupavo..tu mi rispondevi che era il tuo lavoro, ma mai ho conosciuto un medico così. Sei stato un papà meraviglioso, il mio esempio più grande, vorrei essere anche solo una briciola di quello che sei stato tu”. Forse è per questo motivo che ieri in tantissimi hanno voluto esserci per l’addio al dottor Daniele Cagnacci.

 

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Idrossiclorochina contro il covid, l’avvocato Erich Grimaldi porta Aifa e ministero della Salute davanti al Consiglio di Stato

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Il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato, Franco Frattini, ha fissato al 10 dicembre 2020, la camera di consiglio, per la discussione collegiale dell’istanza cautelare, avverso un provvedimento del TAR Lazio, promossa da un gruppo di medici contro Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e Ministero della Salute, relativa la legittimità della decisione di sospendere l’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid-19 al di fuori degli studi clinici. Il Presidente, come si legge nel decreto motivato, pur rigettando il decreto cautelare monocratico, ha ritenuto che gli appellanti, rappresentati dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino (fondatori del Comitato di scopo per la cura tempestiva domiciliare del Covid-19), abbiano presentato argomenti validi su cui il Collegio e il Tar Lazio dovranno “condurre ulteriore approfondimento”.

 

Il Presidente Frattini, in particolare, fa riferimento a “sopraggiunte circostanze nuove” tra la prima determina Aifa del 26 maggio 2020 e quella del 22 luglio 2020, in quanto “gli appellanti fanno valere, oltre a depositare documentazione scientifica in merito, dati ed elementi positivi tratti “sul campo” dalla loro pratica medica sui pazienti COVID prima della sospensione deliberata dall’AIFA nel maggio 2020, affermando che proprio la pratica medica – costituente, nella pandemia COVID, l’espressione più alta, e rischiosa, del dovere del medico di ricercare il farmaco da lui ritenuto “in scienza e coscienza” più idoneo a contribuire alla guarigione – debba essere tenuta in adeguata considerazione, giacché l’uso dei soli studi randomizzati – su cui fa esclusivo riferimento AIFA – comporta difficoltà di trasferimento dei risultati alla pratica clinica, specialmente durante una emergenza sanitaria”. Il giudice, altresì, nel decreto, ritiene da valutare “la critica dei medici al carattere risolutivo degli studi scientifici randomizzati” anche alla luce dello studio sull’idrossiclorochina cui Aifa fa riferimento in entrambe le sue determine, pubblicato dalla rivista “The Lancet” e poi “smentito e ritirato dagli stessi autori”.

Il Consiglio di Stato, altresì, motiva la decisione rilevando l’assenza di “uno studio randomizzato sui risultati dell’idrossiclorochina somministrata ai primi sintomi e in ambiente domiciliare”, laddove “esistono risultati positivi di studi osservazionali, retrospettivi (e anche di ‘meta-analisi)”, e citando uno studio “pubblicato il 21 settembre 2020 proprio dalla rivista “ The Lancet”, alla quale evidentemente e giustamente AIFA presta attenzione”, che sostiene “l’effetto riduttivo della idrossiclorochina sul tasso di mortalità da COVID, e l’assenza di un aumento della tossicità cardiaca”. Il Consiglio di Stato ritiene che “tali argomenti devono essere considerati unitamente alla significativa – e non smentita in atti dall’AIFA – affermazione che attualmente non esiste un farmaco per il trattamento specifico domiciliare COVID, laddove attualmente la affermata principale preoccupazione delle autorità sanitarie è il trasferimento dei pazienti COVID domiciliari nelle strutture sanitarie a causa dell’aggravamento della malattia, non trattata a domicilio con farmaco specifico”.
Il giudice, infine, specificava come “occorra un approfondimento ben più articolato di quello che sembra effettuato nella sede cautelare in primo grado, giacché il diritto di ciascun paziente alla cura appropriata e il diritto – dovere di ciascun medico di prescrivere il farmaco più utile a contribuire alla guarigione del malato, corrispondono a valori costituzionali e indefettibili nel nostro ordinamento“

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