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Economia

Covid, calo del traffico del 72% in aeroporto Napoli

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Una brusca frenata del turismo internazionale. E’ quanto evidenzia l’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia sull’economia della Campania. Il turismo internazionale, che aveva sostenuto l’economia campana in precedenti fasi cicliche avverse, ha risentito pesantemente della pandemia che ha bruscamente interrotto la prolungata fase di espansione dell’attivita’ aeroportuale e portuale campana. Nel primo semestre, secondo i dati di Assaeroporti, il traffico passeggeri nello scalo di Capodochino e’ diminuito del 72% per cento rispetto a un anno prima. In base ai dati dell’autorita’ portuale, i passeggeri di traghetti e aliscafi sono diminuiti nel complesso del 69% e il traffico crocieristico si e’ azzerato. La movimentazione di container nei due maggiori porti campani e’ diminuita nel complesso del 5,2%, parzialmente sostenuta dalle attivita’ che riflettono l’andamento delle esportazioni. Il traffico complessivo di rotabili e’ diminuito del 15 %, mentre e’ calato di un terzo quello di veicoli destinati alla commercializzazione. Nel terzo trimestre i principali indicatori dell’attivita’ portuale hanno registrato un miglioramento: si e’ attenuato il calo del traffico passeggeri, si e’ stabilizzato il traffico Ro-Ro e le spedizioni di veicoli destinati alla commercializzazione si sono riprese. Unico dato in controtendenza e’ risultato quello relativo alla movimentazione dei container per il quali la flessione si e’ accentuata, risentendo dello sfavorevole andamento dei contenitori imbarcati pieni dal porto di Salerno.

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La ripartenza dopo il Covid, ospite di Juorno Live Interview il presidente di Confesercenti Campania e Molise Vincenzo Schiavo

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Torna l’appuntamento con l’informazione in diretta di Juorno Live Interview: stasera giovedì 17 giugno, a partire dalle 18:30, sarà con noi Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Interregionale Campania e Molise. Durante l’anno terribile della pandemia – che ha paralizzato l’economia delle imprese campane – Schiavo è stato un punto di riferimento per le aziende del territorio e ha saputo interfacciarsi in maniera propositiva con le istituzioni, lavorando nella direzione di un’abolizione graduale delle restrizioni. Con lui faremo il punto sullo stato di salute delle imprese all’indomani della ripartenza: con l’allentamento della morsa del virus e l’avanzamento della campagna vaccinale, riprendono i consumi e si intravedono spiragli di luce dopo oltre un anno di paralisi economica.

Il turismo è stato uno dei comparti che più ha patito le limitazioni Covid, di fatto azzerando per molti mesi la propria attività. Adesso il settore riparte, ma la ferita inferta dal virus è stata profonda: nel 2020 le imprese turistiche della nostra Regione hanno bruciato 800 milioni di fatturato. Lo stesso Schiavo in questi ultimi giorni ha lamentato la mancanza di una promozione strategica per il comparto. Molti Comuni avrebbero infatti aumentato la tassa di soggiorno e quella per la sosta dei bus turistici per il carico e lo scarico dei passeggeri. Una mossa che rischia di scoraggiare il turismo verso la nostra Regione. Molto contestato è stato anche il mantenimento del coprifuoco per i mesi di aprile e maggio, che ha contribuito a ridurre le prenotazioni dall’estero, rallentando l’avvio della stagione turistica e favorendo uno spostamento dei flussi verso i Paesi concorrenti.

C’è poi il settore della ristorazione, anch’esso profondamente martoriato dalle restrizioni Covid e solo in minima parte risarcito dai ristori, spesso legati a criteri di accesso molto stringenti. Con Schiavo proveremo a comprendere come procede la ripartenza, alla vigilia dell’abbandono definitivo del coprifuoco. Analizzeremo i costi della pandemia sociale, provando a stimare il numero di attività che hanno chiuso per sempre i battenti durante l’ultimo anno. Parleremo dei rischi concreti di infiltrazione camorristica nelle imprese campane in difficoltà e affronteremo la questione delle aziende che in questa fase faticano a trovare dipendenti per le proprie attività.

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App IO, PagoPa si adegua al Garante Privacy

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Dopo l’intervento dell’Autorita’, PagoPA ha previsto per l’App IO una serie di misure tecniche a tutela della privacy degli utenti, che saranno rese efficaci con l’imminente rilascio di una nuova versione dell’app. Alla luce dei nuovi interventi in corso di adozione da parte della Societa’, il Garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto che siano venute meno le ragioni del blocco dei trattamenti effettuati dall’app che prevedono l’interazione con Google e Mixpanel. Sulla base di queste nuove garanzie il Garante valutera’, con il ministero della Salute, le modalita’ per permettere l’uso dell’App IO anche per il green pass.   La decisione – spiega la nota dell’Autorita’ – e’ stata presa all’esito delle interlocuzioni avute con PagoPA e degli sforzi intrapresi dalla societa’ per porre rimedio tempestivamente ai rilievi formulati dal Garante nel suo recente provvedimento e ottemperare alle prescrizioni date. Il blocco del trattamento rimarra’ invece per i dati raccolti e archiviati da Mixpanel, che non potranno piu’ essere usati, ma esclusivamente conservati fino al termine dell’istruttoria dell’Autorita’. PagoPA si e’ impegnata a minimizzare i dati degli utenti trasmessi a Mixpanel e al riguardo ha gia’ modificato il set di dati, in modo tale che non venga piu’ trasferito alla societa’ statunitense il codice fiscale dell’utente e altre informazioni non necessarie relative al “bonus vacanze” e al “cashback”. La Societa’, dopo aver adeguatamente informato gli interessati, chiedera’ comunque il preventivo consenso dell’utente al trasferimento dei dati. Ha poi disattivato alcune funzioni che consentivano di risalire all’ubicazione dell’utente attraverso il suo IP. PagoPA ha inoltre disattivato i servizi di Google non necessari e ha adottato misure affinche’ il contenuto degli avvisi ai cittadini non venga piu’ conosciuto da Google. In piu’, a partire dal 9 luglio, gli utenti potranno scegliere quali servizi attivare sull’App IO tra gli oltre 12mila disponibili e finora attivati tutti di default. Anche l’inoltro alla propria mail di tutti messaggi ricevuti sull’app dovra’ essere richiesto dai cittadini. L’Autorita’ vigilera’ sull’adozione delle misure, riservandosi anche di valutare l’adeguatezza delle garanzie assicurate da PagoPA per i trasferimenti di dati in Paesi extra Ue.

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Acqua, dal Pnrr 3,5 mld ma per aziende ne servono 14

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I fondi assegnati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il servizio idrico sono pari a 3,5 miliardi. Ma i progetti che le aziende dell’acqua hanno in cuore di fare (molti dei quali dedicati alla lotta ai cambiamenti climatici), e che sono candidabili a essere finanziati dal Recovery, ne valgono almeno 14 di miliardi. Cioe’ quattro volte in piu’. Con una discrepanza, tra quello che viene messo in campo e quanto dovrebbe essere investito, di circa 10,5 miliardi. Il calcolo e’ il frutto di un’analisi elaborata da Utilitalia (la Federazione delle imprese che si occupano di acqua, ambiente e energia), e presentata al Festival ad hoc dove e’ stato anche lanciato il nuovo ‘Blue book’, da cui emerge una buona notizia: che per esempio gli investimenti nel settore sono in crescita del 17%. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una grande occasione per il comparto idrico, ma le risorse stanziate devono essere accompagnate da alcune riforme – afferma Michaela Castelli, presidente di Utilitalia – occorre agire rapidamente sulla governance favorendo la presenza di operatori industriali al Sud”. In un quadro generale che ancora mostra elementi di forti differenze tra le aree del Paese, tra il Nord e il Sud, e gestioni industriali e comunali (‘in economia’, una gestione che vede gli investimenti fermi in media a 8 euro per abitante all’anno) – come viene raccontato dal ‘Blue book’ – gli investimenti per l’acqua sono in crescita del 17% rispetto al 2017; questo grazie “al trasferimento delle competenze di regolazione e controllo all’Arera, dopo anni di instabilita’”, con un trend in salita a partire dal 2012.

Nel 2019 si sono attestati a un valore pro-capite di 46 euro (piu’ 17% rispetto al 2017 quando erano a 38,7 euro). Gli investimenti riguardano soprattutto interventi per le perdite di rete per il 25%, la depurazione per il 20%, e quelli per l’adeguamento del sistema fognario per il 15%. Soltanto sul clima “le aziende italiane del settore idrico sono pronte a mettere in campo investimenti per quasi 11 miliardi nei prossimi 5 anni”: 7,8 miliardi per interventi per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico delle citta’ e una maggiore resilienza delle infrastrutture; altri 3,1 miliardi sono stimati per interventi sulle perdite di rete (che hanno una media nazionale del 42%). Nel complesso questi progetti dedicati al clima possono avere “un potenziale impatto sull’occupazione pari a 133mila nuovi posti di lavoro”. Per arrivare a 14 miliardi bisogna aggiungere anche i 3 miliardi di investimenti per progetti legati alla fognatura e alla depurazione. “Gli eventi siccitosi e quelli alluvionali – spiega il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo – non possono piu’ essere considerati eccezionali ma eventi dalla ricorrenza ciclica; devono essere affrontati con processi strutturali sostenibili nel lungo periodo. Serve un massiccio piano di investimenti. Su questo fronte molto bisognera’ fare, puntando sull’opportunita’ storica offerta dal Next Generation EU”.

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