Collegati con noi

Corona Virus

Covid, aumentano i ricoveri e i casi sono più di 94.000

Pubblicato

del

Sale decisamente la curva dei nuovi casi di Covid-19 in Italia, con un aumento in 24 ore da 83.555 a 94.165, che ha riportato i numeri dei contagi a livelli confrontabili con quelli che si registravano nella seconda meta’ del marzo scorso. Stanno aumentando anche i ricoveri, fra i quali aumentano quelli dovuti a problemi respiratori, come segnala la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) attraverso la rilevazione della sua rete di ospedali sentinella, relativa al 28 giugno. E’ in questo contesto che si dovra’ prendere una decisione sull’utilizzo delle mascherine nei luoghi di lavoro privati. A decidere dovra’ essere il tavolo previsto domani in videoconferenza e nel quale rappresentati dei ministeri di Lavoro, Salute, Sviluppo economico e Inail dovranno confrontarsi con le parti sociali. L’obiettivo e’ mettere a punto un testo aggiornato del Protocollo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che “consenta di fissare un nuovo quadro di regole del dopo-emergenza”, senza sottovalutare “l’impennata dei contagi che ha caratterizzato le ultime settimane”, come ha rilevato il ministro del Lavoro. Il Protocollo attualmente in vigore prevede, tra le altre misure. l’obbligo dell’uso delle mascherine in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro. I dati del ministero della Salute indicano intanto che gli oltre 94.000 contagi sono stati individuati per mezzo di 357.210 test, fra molecolari e antigenici rapidi; di conseguenza nell’arco di un giorno il tasso di tasso di positivita’ e’ salito bruscamente dall’11,6% al 26,36%. Sempre in un giorno i decessi sono diminuiti da 69 a 60. Per quanto riguarda i ricoveri, il ministero indica che nelle terapie intensive sono 248, ossia 11 in piu’ rispetto al giorno precedente, e gli ingressi giornalieri sono stati 37; nei reparti ordinari i ricoveri sono in totale 6.254, ossia 219 in piu’ in 24 ore. A spingere in alto i numeri della nuova ondata e’ la sottovariante BA.5 di Omicron, molto piu’ trasmissibile rispetto alle versioni del virus SarsCoV2 che hanno circolato finora, tanto che l’indice di contagio Rt ha ormai raggiunto il valore di 1,4 secondo i siti che calcolano questo valore sulla base di indicatori e criteri diversi rispetto a quelli adottati dall’Istituto Superiore di Sanita (Iss) e che permettono di avere valori piu’ aggiornati. Fisici e statistici del sito CovidTrends indicano il valore 1,4 per l’indice equivalente a Rt, il Covindex, con un tempo di raddoppio dei casi indicato in 17 giorni; il sito CovidStat,dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), indica il valore di Rt pari a 1,44, con un margine di incertezza compreso fra 1,81 e 1,15 e un’affidabilita’ del 95%; il tempo di raddoppio indicato e’ di 11 giorni. E’ di 1,23 il valore di Rt al 28 giugno indicato sul suo sito dal fisico Roberto Battiston, dell’Universita’ di Trento. Quanto ai dati della Fiaso sui ricoveri per Covid.19, e’ del 17,7% l’aumento segnalato dalla rete degli ospedali sentinella al 28 giugno. A incidere sul rialzo sono i pazienti ricoverati nei reparti ordinari che aumentano complessivamente del 20,9%. Pesano, in particolare, i ricoverati Per Covid ovvero con sindromi respiratorie e polmonari che salgono del 34,5%, mentre i Con Covid, cioe’ coloro che arrivano in ospedale per altre malattie e vengono trovati incidentalmente positivi, salgono del 10%. Per il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore, sull’aumento dei ricoveri incide il tempo trascorso dall’ultima vaccinazione.

Advertisement

Corona Virus

Crollo ricoveri ma curva casi Covid frena la discesa

Pubblicato

del

Crolla, in una settimana, il numero dei ricoveri per Covid-19 e gli italiani attualmente positivi al virus tornano sotto il milione. Un trend che sembra prospettare un miglioramento della situazione epidemica anche se un segnale non del tutto tranquillizzante arriva da dieci Regioni, dove i dati indicano che la discesa dei casi sta cominciando ad arrestarsi e si va verso una fase di stasi. Resta intanto sempre elevato il numero dei decessi: sono 145 nelle ultime 24 ore, sia pure in calo rispetto ai 177 di ieri. Sul fronte dell’occupazione degli ospedali, la rilevazione settimanale della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) segnala dunque un crollo deciso dei ricoveri Covid nell’ultima settimana. In area medica la rilevazione negli ospedali aderenti alla rete sentinella fa infatti segnare un -20%, dato simile per le terapie intensive che registrano il -22% rispetto alla settimana precedente e un indice di occupazione stabile al 4,4%. Il rallentamento delle infezioni da SarsCoV2 si sta ora dunque riflettendo anche sui ricoveri, che si riducono dopo la stabilita’ registrata la settimana scorsa e la crescita delle settimane antecedenti. In netto calo anche i pazienti ‘con Covid’, il cui ricovero e’ stato determinato da altre patologie ma che sono risultati positivi al tampone. Rappresentano comunque il 60% dei ricoverati. Fiaso segnala inoltre che l’80% dei soggetti vaccinati presenti in area medica ha una eta’ media di 76 anni e non si e’ sottoposto alla quarta dose. Nelle intensive l’eta’ media scende a 73 anni e il 100% dei soggetti e’ affetto da altre patologie, ma anche tra questa fascia permane la mancata somministrazione della dose booster. In calo del 27% anche i ricoveri Covid pediatrici e nessun bambino si trova attualmente in terapia intensiva. In diminuzione sono pure i nuovi contagi nell’arco delle 24 ore. Secondo il bollettino del ministero della Salute, sono infatti 31.703 le nuove infezioni da Covid. Ieri i contagiati erano stati 43.084. Le vittime sono 145. Il tasso e’ al 15,7%, quasi invariato rispetto a ieri, su 201.509 tamponi eseguiti. Sono invece 321 i pazienti in terapia intensiva, 10 in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.592, cioe’ 224 in meno rispetto a ieri. E scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830. Tuttavia, la discesa dei casi comincia ad arrestarsi: dieci regioni sono vicine a una stasi e, fra queste, in due si rilevano segnali di una crescita debole. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “L’analisi delle differenze settimanali della percentuale dei positivi ai test molecolari rivela che alcune regioni sono in fase di decrescita molto debole e prossime ad una stasi, mentre altre sono in fase di crescita molto debole”, osserva. Del primo gruppo fanno parte Campania (6%), Friuli Venezia Giulia (9%), Lazio (8%), Lombardia (11%), Molise (5%), provincia autonoma di Trento (5%), Umbria (20.5%) e Veneto (12%); nel secondo gruppo ci sono provincia autonoma di Bolzano (6.5%) e Piemonte (10%). A livello globale, segnala inoltre l’Oms, il numero di nuovi casi settimanali di Covid-19 e’ rimasto stabile durante la settimana dall’1 al 7 agosto 2022, rispetto alla settimana precedente, con oltre 6,9 ;;milioni di nuovi casi segnalati. Il numero di nuovi decessi settimanali e’ invece diminuito del 9%, con oltre 14.000 decessi segnalati, rispetto alla settimana precedente. Intanto, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si appresta ad approvare in autunno il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech adattato per contrastare le varianti BA.4 e BA.5 Omicron, come reso noto da un portavoce della stessa Ema. Le due aziende hanno avviato una sperimentazione clinica e dovrebbero presto presentare una domanda di autorizzazione all’Ema, che potrebbe procedere con un’approvazione rapida in autunno.

Continua a leggere

Corona Virus

Covid: meno di un milione i positivi in Italia

Pubblicato

del

Scendono sotto quota un milione gli italiani attualmente positivi al Coronavirus: secondo l’ultimo bollettino sono 969.830, ovvero 48.497 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.400.179 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.571. I dimessi e i guariti sono 20.256.778 con un incremento di 80.051.

Continua a leggere

Corona Virus

Superato il picco dei decessi Covid, verso decremento

Pubblicato

del

Il picco dei decessi da Covid-19 per questa ondata pandemica e’ stato raggiunto e, nei prossimi giorni, e’ atteso un decremento nel numero dei morti. Una inversione di trend attesa, sottolinea all’ANSA l’epidemiologo Cesare Cislaghi, anche se in numeri assoluti le vittime restano ancora tante: sono 113 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto alle 74 di ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Si confermano invece in calo i nuovi contagi: sono 11.976 rispetto ai 26.662 registrati ieri dal bollettino ministeriale. Il tasso di positivita’ e’ al 15,8%, stabile rispetto al 16% di ieri, e sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 75.602 tamponi. Sul fronte degli ospedali, sono invece 339 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, tre in meno rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 23. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.052, cioe’ 126 in piu’ rispetto a ieri. Gli italiani positivi al Coronavirus tornano cosi’ a scendere verso la quota un milione: sono attualmente 1.054.167, ovvero 40.789 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.325.402 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.249. I dimessi e i guariti sono 20.097.986 con un incremento di 52.651. L’occupazione dei posti letto ospedalieri da parte di pazienti Covid si mantiene comunque sotto il livello di soglia a livello nazionale. Secondo la rilevazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sui dati del 7 agosto, pubblicata oggi, e’ infatti stabile al 14%, nell’arco di 24 ore in Italia, la percentuale di posti occupati per Covid nei reparti ordinari (un anno fa era al 5%) e sono in calo ma restano ancora 6, le regioni in cui il valore supera la soglia del 15%: Umbria (37%), Calabria (29%), Liguria (24%), Sicilia (22%), Marche (18%), Emilia Romagna (16%). Sempre a livello nazionale, e’ inoltre stabile al 4% – ben al di sotto della soglia di allerta fissata al 10% – la percentuale di intensive occupate da pazienti Covid (un anno fa era pari al 3%). Siamo dunque nella “fase di picco dei decessi per questa ondata” epidemica di Covid-19 e, nelle prossime settimane, dovremmo assistere ad un loro decremento”, spiega Cislaghi sottolineando come attualmente “la letalita’ grezza, ovvero senza correzioni per eta’ e genere, sta decrescendo ed e’ di circa di 1,5 decessi ogni mille contagiati diagnosticati”. Per una stima ancora piu’ corretta, precisa l’esperto, “si dovrebbero considerare anche alcuni altri fattori concomitanti come l’eta’, il genere, la residenza e possibilmente anche le condizioni di salute dei contagiati, ma nel medio periodo questi fattori non sembra siano molto cambiati e quindi non dovrebbero influire sui trend, ma potrebbero farlo se si volessero confrontare situazioni diverse come la letalita’ di altre nazioni”. La mortalita’ per Covid-19 in dati assoluti “resta ancora elevata – chiarisce – perche’ la mortalita’ dipende dal numero di contagi e dalla latenza tra diagnosi e decessi, che e’ mediamente di circa tre settimane. Quindi, poiche’ tre settimane fa ci trovavamo nella fase di picco dei contagi, chiaramente in questi giorni si sta assistendo anche al picco dei decessi: il picco dei contagi e’ stato infatti a meta’ luglio ed ora siamo al periodo di picco dei decessi per questa ondata rispetto al loro valore assoluto”. Tuttavia, rileva Cislaghi, “l’aspetto positivo e’ che nonostante la mortalita’ come numero assoluto sia aumentata, la letalita’ come proporzione tra decessi e contagi e’ invece diminuita e da ora in poi – conclude – dovremmo assistere ad un calo dei decessi se non ci saranno situazioni impreviste”. (ANSA

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto