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Corona Virus

Il Planisfero della Pandemia, col professor Turco vi spieghiamo come i media “maneggiano” le informazioni sul coronavirus

Angelo Turco

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La crisi è un ambiente di apprendimento, come spieghiamo nel Corso di “Epistemologia della pandemia”, ospitato da questo giornale. E difatti, l’epidemia del coronavirus riempie ormai i nostri media, la nostra quotidianità reclusa, la nostra vita. E’ una fabbrica di informazioni in cui annega la nostra voglia di comprendere. Già, tante informazioni, uno sciame turbolento e rumoroso, con notizie che s’intersecano, a volte ripetitive, a volte contradditorie, a volte solo roboanti. Se appena ci ficchiamo il naso in questo tino fermentante, ci rendiamo conto che la crisi pandemica ci pone di fronte sicuramente a una overinformation.

Questa tuttavia non riguarda solo la quantità delle news, ma anche la qualità. Un primo, notissimo criterio di selezione informativa riguarda il binomio vero/falso: e infatti molti si stanno esercitando in questo periodo nell’intercettazione di “fake news”, con risultati anche molto buoni. Il fatto è, tuttavia, che l’overinformation, di là dalla verità o falsità, ci mette di fronte a categorie ben più articolate di news, che si originano dall’epidemia, trapassano il fatto medico e il recinto della sanità pubblica, impattano sulla società nei suoi molteplici aspetti: culturali, etici, religiosi, politici, economici. Il concetto fondamentale sul quale stiamo lavorando è dunque quello di fuzziness informativa, in cui non vale l’opposizione binaria bianco/nero, ma la palude brumosa del grigio: ciò che è falso ma contiene un pò di verità; ciò che è vero ma è inquinato da qualche falsità.

Diventa cruciale, in questo quadro, considerare due elementi supplementari per l’analisi della qualità dell’informazione, per capire ciò di fronte a cui ci troviamo. E cioè, da un lato, il modo in cui le news si combinano tra loro: e per esempio come si contaminano reciprocamente nei loro contenuti di verità e falsità. E, dall’altro lato, il modo in cui esse circolano in termini di cross-medialità, velocità, ritmi. La mappa che presentiamo costituisce un primo risultato di queste ricerche sulla fuzziness informativa. Abbozza una distribuzione geografica di news che non possono dirsi in sé vere o false, ma mescolano elementi diversi, li combinano e li proiettano in ambiti discorsivi anche differenti da quelli in cui sono nati e si sono sviluppati. Troviamo, sulla mappa, cinque categorie di informazioni fuzzy, riconducibili nei diversi Paesi a vari personaggi e situazioni. La prima ha a che fare con una comunicazione di tipo manipolativo o strumentale, più o meno chiaramente riconoscibile: ad esempio, la mia apparente dichiarazione sulla crisi è in realtà un tassello dalla mia campagna elettorale. Segue il bikeshedding, il concetto che rivela la clamorosa vacuità politica delle opposizioni di fronte all’azione, pur manchevole e molto criticata dei governi. L’etica mediale, dal suo canto, indica la responsabilità che gli stessi media si assumono nel non divulgare informazioni socialmente pericolose in quanto non sufficientemente corroborate sul piano tecnico-scientifico: e ciò, anche se l’origine è un’alta autorità dello Stato. Il negazionismo indica quelle situazioni in cui l’epidemia viene negata o sottostimata, in toto o in qualcuno dei suoi aspetti (contagi, letalità…). Infine, il complottismo, che per ora si identifica soprattutto con la tesi dell’origine laboratoriale del coronavirus, attribuita alla Cina, oppure agli Stati Uniti, oppure a entrambi. Tutte questioni si cui dovremo tornare, si capisce….. 

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Coronavirus, Campania: la regione è quasi a contagio zero con 6 positivi e nessun morto

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Dati della Campania forniti dall’Unità di Crisi della Regione:

 

Totale positivi: 4.755
Totale tamponi: 175.466

Totale deceduti: 405 (nessun morto nelle ultime 24 ore)

Totale guariti: 3.137​ (di cui 2.980 totalmente guariti e 157 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventano asintomatici per risoluzione della sintomatologia clinica presentata ma sono ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).


Il riparto per provincia:

Provincia di Napoli: 2.591 (di cui 982 Napoli Città e 1.609 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 680
Provincia di Avellino: 539
Provincia di Caserta: 454
Provincia di Benevento: 204
Altri in fase di verifica Asl: 287

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Coronavirus in Campania, solo sei contagiati e un decesso

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L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:

– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 390 tamponi di cui 1 risultato positivo;
– Ospedale Ruggi di Salerno: sono stati esaminati 319 tamponi di cui nessuno risultato positivo;
– Asl di Caserta presidi di Aversa-Marcianise: son​o stati esaminati 305 tamponi di cui nessuno risultato positivo;
– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 149 tamponi di cui 2 risultato positivo;
– Ospedale San Paolo di Napoli: sono stati esaminati 197 tamponi di cui 1 risultato positivo;
– Laboratorio dell’Azienda ospedaliera Federico II: sono stati esaminati 182 tamponi di cui nessuno risultato positivo;
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati 699 tamponi di cui 1 risultato positivo;
– Ospedale di Nola: sono stati esaminati 341 tamponi, di cui nessuno risultato positivo;
– Ospedale San Pio di Benevento: sono stati esaminati 39 tamponi di cui nessuno risultato positivo;​​
– Ospedale di Eboli: sono stati esaminati 96 tamponi di cui 1 risultato positivo;
– CEINGE/IZSM: sono stati esaminati 206 tamponi di cui nessuno risultato positivo;
– Laboratorio Biogem sono stati esaminati 114 tamponi di cui nessuno risultato positivo;​
– Cardarelli/IZSM: sono stati esaminati 323 tamponi di cui nessuno risultato positivo.

Positivi di oggi: 6
Tamponi di oggi: 3.360
Totale complessivo positivi Campania: 4.755
Totale complessivo tamponi Campania: 175.466

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Caos in Lombardia, zero morti e 531 contagiati: ma hanno dimenticato di raccogliere i dati

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L’emergenza coronavirus fa registrare un buon segnale dall’inizio delle riaperture di una settimana fa circa: i contagiati non aumentano, ed e’ questo, dicono gli esperti, il dato piu’ significativo della giornata anche in previsione dei prossimi 15 giorni. Sono 531 i nuovi positivi a Covid-19 oggi contro i 669 di ieri, secondo il bollettino quotidiano della Protezione Civile. Riflettori puntati anche oggi sulla Lombardia dove a fare scalpore e’ il dato di zero decessi sul quale si stanno concentrando le verifiche. L’assenza di nuovi decessi per Covid-19, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia a febbraio, potrebbe infatti essere causata dalla mancata trasmissione dei dati dalla rete ospedaliera e dalle anagrafi dei Comuni. E’, d’altra parte, gia’ capitato, in occasione di festivita’ o fine settimane degli scorsi mesi, che i dati non fossero del tutto aggiornati e quelli mancanti siano stati aggiunti il giorno dopo. I contagiati in Lombardia sono 285 in piu’ di ieri quando erano stati 441. Anche dopo le riaperture di una settimana fa “i contagiati non stanno aumentando e questo e’ un buon segnale ma non e’ definitivo”. Bisogna aspettare altre due settimane. Se fra 15 giorni i contagi non aumenteranno “il segnale allora confermera’ che la situazione e’ sotto controllo”, spiega l’economista sanitario, Cesare Cislaghi. Ma il virus, dice l’esperto “continua a circolare” e serve “cautela”. In generale in Italia, sono 56.594 i malati di coronavirus, 1.158 meno di ieri, quando il calo era stato di 1.570 mentre sono 50 le vittime nelle ultime 24 ore, escludendo per il numero di morti in Lombardia nello stesso arco temporale. I morti salgono cosi’ a 32.785, escludendo il dato della Lombardia non ancora pervenuto. Ieri l’aumento complessivo era stato di 130 vittime. Sono 553 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 19 meno di ieri. Di questi, 197 sono in Lombardia, due meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.613, con un calo di 82 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 47.428, con un calo di 1.057 rispetto a ieri. Di contro sono saliti a 140.479 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.639. Sabato l’aumento era stato di 2.120. “Finche’ non ci sono evidenze di altra natura che il virus si stia ripiegando su se stesso – prosegue Cislaghi – la realta’ e’ che continua a circolare e ad essere attivo soprattutto nei territori gia’ maggiormente colpiti quindi la prudenza non guasta mai, senza fare catastrofismo ne’ essere riduzionisti”. “Per fortuna – spiega ancora Cislaghi – non ci sono segnali negativi ma, appunto, il segnale di un virus che continua a circolare”. Da qui l’importanza del dato sui contagiati che consente la “valutazione del momento”. Mentre i dati su decessi e guariti si riferiscono a un periodo che va indietro anche di 30 giorni, riferisce l’esperto. “C’e’ adesso da capire se il contagio andra’ diminuendo”, dice Cislaghi considerando che i numeri tra la domenica e il martedi’ sono sempre minori rispetto alla parte centrale della settimana per via della trasmissione dei dati nel week end. Per l’analisi “servono medie settimanali”, spiega Cislaghi. “Riprendiamo alcuni aspetti normali della vita – aggiunge – ma con moderazione e cautela. Bisogna fare in modo di non passare dal buio al solleone, anche se sicuramente non c’e’ piu’ buio”. “La ricetta – conclude Cislaghi – e’ far riavviare tutto cio’ che effettivamente serve per difendere l’economia ma moderare tutto cio’ che non e’ essenziale in attesa di vedere che strada prendera’ il virus”.

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