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I Sentieri del Bello

Costanzo Scala, top manager del gruppo Zuma nel mondo: Ischia? È casa mia, ma non riesce a valorizzarsi a livello internazionale

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L’Italia è riconosciuta, nel mondo, quale la terra delle tradizioni, della cultura, delle arti, della cucina, della moda e di tutto ciò che esprime fine e audace creatività.  Il Bel Paese ha da sempre esportato bellezza, visioni e professionalità. Sebbene tutto questo, negli ultimi tempi, stia riscontrando una certa contrazione, la sua fama la precederà sempre. Il Made in Italy, in ogni sua declinazione, è un marchio di qualità e garanzia che si attesta in ogni tempo.

L’isola d’Ischia, quale microcosmo di questa realtà, ha offerto al mondo diversi uomini che si sono affermati, nei più svariati ambiti, forti della propria professionalità, ambizione, visione e coraggio. Fra questi uomini, ci interessa raccontare la storia di Costanzo Scala. 

Oriundo ischitano e caprese, partì dall’isola come molti altri giovani della sua generazione alla ricerca di un’esperienza all’estero. Recatosi in Inghilterra per lo studio dell’inglese, è riuscito ad inventarsi e costruirsi un’importante carriera manageriale nel settore dell’ospitalità. Manager dunque ma anche sommelier fino ad essere “director of operations” di importanti compagnie.

E’ stato insignito di diversi onori professionali tra i quali: wine director/sommelier of the year (Prochef Magazine – Dubai – UAE); favorite sommelier by UK wine Guru Olly Smith; UK restaurant personality of the year 2001 (IMBIBE Magazine UK); Consulting wine of Chile – winner of “Best Generic Campaign at the international Wine Challenge”; presentatore del Wine Seminars at the London Wine Fair 2010 and at the Restaurant Show 2010 &2011; ed altri ancora.

Oggi è Regional Head of Wine  per il Medio Oriente, l’Asia e la Turchia del gruppo ZUMA.

A tutta ragione, Costanzo Scala può essere considerato esempio di quanto l’audacia, la capacità, l’intraprendenza e la dedizione al lavoro di una persona possano proiettare la stessa fin su i più alti ranghi della professione, in ogni luogo.

E’ un esempio anche di quanto l’isola d’Ischia, e l’Italia in genere, sia  capace di produrre in termini di qualità personale e professionale. Nelle risposte dell’intervista, leggeremo, oltre che al nostalgico e cosciente amore verso la terra natia, anche opinioni riguardo la formazione delle nuove generazioni ed uno sguardo sull’isola dall’estero.

Quale è stato il tuo percorso formativo? Con quale indirizzo ti sei diplomato e quali altri studi hai poi conseguito?

Mi sono diplomato ad Ischia con la qualifica di geometra. Una volta partito e raggiunto Londra, mi sono sempre più avvicinato all’Hospitality. Ho cominciato anche lo studio del vino (WSET Wine Spirit Education Trust) ed ho conseguito la laurea, sempre a Londra,  in Hospitality e Tourism Management. Ho da subito iniziato ad arricchire le mie conoscenze su entrambi i settori che mi affascinavano.

Quando sei partito per la prima volta da Ischia, quali erano le tue aspettative e quali ambienti hai poi trovato e quale è stata poi l’evoluzione dell’ambiente.

La prima volta che sono andato via, l’ho fatto pensando di rimanere lontano per un massimo di sei mesi, imparare l’inglese e poi far ritorno ad Ischia. Una volta a Londra però, ho trovato da subito un ambiente stimolante. Andai a a lavorare in un albergo a cinque stelle a Mayfair street, la strada della moda a Londra. Capì immediatamente che le opportunità erano vastissime e valeva la regola del “se vuoi, puoi!”. Cambiarono immediatamente le aspettative. In un sistema basato sulla meritocrazia, in cui non si guarda a nulla se non alla tua capacità professionale, sapevo solo che avrei dovuto darmi da fare. 

Quali sono state le principali esperienze, in giro per il mondo, che più ti hanno formato? Perche?

Arrivando a Londra, mi sono accorto di riuscire a vedere il mondo, tutte le sue culture e le sue tradizioni in una sola, grande metropoli. Vi arrivai che non conoscevo l’inglese. La prima volta, per la durata dei sei mesi, imparai pochissimo. Sapevo che avrei dovuto far ritorno a casa per il servizio militare e, dunque, non mi dedicai troppo. La seconda volta invece, quando vi feci ritorno, riuscii in un mese e mezzo ad essere fluente nelle conversazioni.

Sebbene lavorassi come Supervisor nel primo Hotel di lusso e mi avessero chiesto anche di diventare un loro manager, rifiutai per poter iniziare la formazione nell’ambito dell’enologia. Intrapresa questa nuova strada, l’esperienza che più mi ha arricchito ed affascinato, è stata quella di andare a lavorare in un ristorante indiano: Benares! Vi andai senza troppe aspettative. Sapevo infatti quanto la cucina indiana, fortemente caratterizzata da spezie e profumi, fosse difficilmente associabile al mondo dei vini. Ma volli tentare proprio perchè, all’epoca, nessuno lo aveva ancora fatto. Sentì fosse giusto raccogliere quel guanto di sfida iniziando un percorso inesplorato nel mondo della ristorazione.

Iniziai come unico sommelier in un ristorante  che, per quanto splendido, contava solo 30 vini sulla carta. Arrivammo ad avere poi otto sommelier che mi coadiuvavano, a ricevere la Stella Michelin ( è stato il primo ristorante indiano al mondo a conseguirla) e 400 vini sulla lista. I clienti iniziarono a frequentare il ristorante per affrontare il “tasting wine” che proponevamo: associavamo il vino ad ogni singola portata. Arrivammo ad avere una cellar in cui il cliente entrava, sceglieva il vino e noi abbinavamo il cibo. Esperienza esaltante in cui ogni spezia veniva valorizzata dal vino stesso in una vera e propria esplosione di profumi e sapori. Da lì, nacque un riconoscimento mediatico importantissimo. Inizia ad essere contattato da ogni parte del mondo tanto da essere chiamato in ogni dove per consulenze. E’ stata talmente tanto importante per me quest’esperienza che ne sto scrivendo un libro. La seconda esperienza che mi ha formato enormemente è stata la collaborazione con l’Enoteca Pinchiorri a Dubai in cui ricoprii, per la prima volta in un ristorante italiano, il ruolo di general manager e wine director. L’Enoteca Pinchiorri rappresenta la storia dell’enogastronomia italiana. Infine, non posso non elencare il ristornate della catena Zuma, sempre a Dubai in cui ho rivestito il ruolo di general manager e wine director.

Quanto è importante oggi il ruolo che ricopri?

Dopo aver ricoperto il ruolo di General Manager e Wine Director per Zuma Abu Dhabi, mi sono spostato a Dubai dove oggi ricopro, per quanto riguarda il comparto vini, la direzione di 12 ristoranti in giro per il mondo. Il mio compito è quello di coordinare le squadre in ogni singolo ristorante affinchè i clienti vivano la stessa elevata qualità (in senso di accoglienza e prodotti) in ogni luogo in cui si recano. Sono il primo ad aver ricoperto questo ruolo  per la catena Zuma (al quale la compagnia stessa da una profonda e sostanziale importanza) che, amo precisare, oggi è da considerarsi forse la catena di ristorazione più importante esistente.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sento di non lavorare un solo giorno della mia vita poiché amo incondizionatamente quello che faccio. Le mie esperienze lavorative e i ruoli che ho ricoperto mi portano a dire, con cognizione di causa, di riuscire ad occuparmi della direzione completa di ogni comparto. Controllo le vendite, gli acquisti, l’accoglienza arrivando anche a controllare il dj set, le luci, gli eventi e l’ambiente in genere. Ho una particolare predilizione per il “mentoring” e  il “coaching” lavorando sulla formazione del personale sia quale singolo individuo che come team.  Vedo, nel mio futuro, la possibilità di lavorare in qualcosa di mio.

Come è vivere lontano da Ischia? Cosa significa per un isolano vivere lontano dalla propria terra? E’  vero quel che si dice e cioè che l’Ischia ha un forte richiamo a farvici ritorno?

Ischia è splendida ma ha i suoi limiti soprattutto per chi cerca sempre nuovi stimoli e dinamiche differenti. Essere lontano ti fa sentire ancor più accesa la fiamma dell’amore ma, nel mio caso, sento molto l’attitudine ad essere cittadino del mondo con opportunità e scelte sempre diverse con cui confrontarsi. Adoro l’isola verde tanto quanto amo Capri (sono entrambi mie terre d’origine da parte, rispettivamente, di padre e madre). Oggi però le identifico quali posti in cui venire in vacanza e che prediligo, non solo perchè le mie terre, ma tra migliaia di altri posti. Quello che non riuscirei più a sopportare è la stagionalità alla quale sono troppo vincolati tutti i luoghi turistici stagionali e, in particolar modo, proprio la nostra isola. 

Cosa consigli ai formatori ischitani e ai ragazzi stessi che si stanno formando per il loro avvenire?

Il primo consiglio ai formatori è quello di comprendere, da subito, le persone che hanno di fronte e strutturare la formazione stessa favorendo le peculiarità di ognuno. Esistono intelligenze matematiche, artistiche, letterarie, comunicative: non possono tutte avere approcci uguali ma, ad ognuna di esse, andrebbe riservato un particolare percorso che ne sviluppi le potenzialità. Se si spera di insegnare ad un pesce di salire su un albero, questo si sentirà stupido una vita intera; se lo si indirizza invece al suo ambiente naturale, è ovvio (ma non così tanto), che darà il meglio di sé. Bisogna dunque essere capace di identificare i talenti di ognuno, far crescere i semi della pianta individuale magnificandone i pregi e correggendone le spigolature. 

Oserei quasi consigliare di intraprendere gli studi universitari solo dopo aver fatto esperienze diverse lavorative magari anche di sei mesi ciascuna. Così, dopo essersi messi alla prova, si potrà scegliere l’indirizzo di studi migliore, più congeniale ed essere in grado di studiare ed applicare di continuo la materia studiata ed amata. In questo modo, ritengo, vi può essere il più eloquente dei risultati.

Come ti piacerebbe vedere la tua terra? Sia con lo sguardo di chi è all’estero sia nel pensiero di farvi ritorno?

Adoro la mia terra. Lo ripeterò all’infinito ma… All’estero, quando si parla di Ischia non sempre è conosciuta quanto invece molte altre isole che, di fatto, hanno meno da offrire in quanto a biodiversità, scenari ed accoglienza.  Più che vederla, mi piacerebbe sentirla a livello internazionale. Ad Ischia hai la possibilità di vivere percorsi naturalistici praticando il treccking e l’escursionismo, hai il vino, hai l’arte, hai il mare, le terme, la montagna, la tradizione in cucina… Mi piacerebbe vederla con le giuste luci di notorietà che le sarebbero dovute. Mi sembra di vedere una voce, tra le più belle al mondo, sprecare il proprio talento cantando in solitudine nella propria stanza senza che nessuno ne possa apprezzare le qualità. Ischia è molto di più di tutto quello che oggi riesce ad esprimere ma non la si riesce a posizionare adeguatamente sul palcoscenico planetario del mercato turistico. Dovrebbe essere percepita dalla gente allo stesso livello di quel che è nella sua sostanza.

 

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Cronache

Solidarietà e carità, da Ischia aiuti concreti a chi ha bisogno

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Un espressione d’amore che parte dall’isola d’Ischia, da un manipolo di donne e uomini semplici che tendono, nella propria quotidianità, a vivere il prossimo. Una realtà che ha da subito raggiunto anche la terra ferma girando per le strade partenopee e campane in genere.  Incontriamo Pietro Pesce che ne è stato il promotore.

Chi sono le persone che oggi partecipano a questa iniziativa?

Sono persone semplici, negozianti, conoscenti. Un gruppo di persone che parte dal basso (ci tengo a sottolineare che non tende all’alto) e come le onde del mare tende ad espandersi coinvolgendo quante più collaboratori e componenti possibili, mostrando sempre i fatti di quel che fa e di quel che vede.

Da quando è iniziata, il gruppo di persone che collaborano è cresciuto?

Da quando è cominciata la nostra azione, il gruppo si è lentamente e concretamente ampliato. “Siamo partiti in due” ( il Signore ed io) fino a coinvolgere persone di varia tipologia e residenza. In questo percorso la concreta azione umana e quella divulgativa del web sono riuscite, unendosi, a realizzare un degno risultato. 

Quale è la vostra base, da dove partite e quali sono i luoghi che riuscite a raggiungere?

La base di partenza è Ischia, successivamente ci siamo portati a Napoli e col “furgoncino giallo” ci impegniamo a raggiungere tutti i posti che possiamo e con la massima verità ci impegniamo a rispondere a tutte le richieste di aiuto che si ricevono.

Come è strutturato il gruppo? È un’associazione o cos’altro?

Siamo ormai una associazione. 

Il gruppo è strutturato in maniera familiare, oserei dire artigianale, e al contempo molto efficiente e concretamente risolutivo. 

Ci sono persone che cucinano , quelle che offrono gratuitamente il loro possibile; ci sono quelle che chiedono in base alle loro difficoltà e che a loro volta possono divenire membri di sostegno per altri. Non vi è una gerarchia di ruoli o di funzioni, anzi vi è una circolarità di azioni: l’aiuto è vicendevole.

In che modo organizzate gli aiuti necessari?

Personalmente, alla guida del furgoncino, sono solo il tramite dell’intera opera. Si organizza una raccolta economica solo (e ripeto, unicamente!) per i bisogni primari della stessa associazione, vale a dire: assicurazione del mezzo di trasporto, benzina e biglietti per il traghetto. Il tutto sempre in base alle possibilità economiche dei singoli e in piena libertà. Non si chiede nulla che non sia spontaneo e soprattutto possibile.

Quali sono i giorni in cui più operate?

Si opera tutti i giorni sull ‘isola di Ischia. Il martedi poi si partecipa a Napoli facendo il giro della solidarietà su tappe stabilite, fisse e spesso con aggiunta di interventi eccezionali sempre dettati dal bisogno. Cerchiamo di rispondere alle varie richieste in maniera fattiva.

Come è nata?

L’associazione è nata all’inizio del periodo della pandemia marzo- aprile 2020. 

Da solo, di mia iniziativa ho iniziato a portare la spesa, cibo e ,all’occorrenza, medicinali agli indigenti dell’isola. Mostravo attraverso filmati, realizzati con il telefonino, ciò che facevo proprio allo scopo di evidenziare i bisogni concreti delle persone in difficoltà e come con la partecipazione semplice dei singoli si potesse aiutare attivamente. 

E’ partita come un’esigenza personale di essere utili agli altri. E’ divenuta poi un agire collettivo grazie alla visibilità monitorata degli aiuti; grazie ad un linguaggio diretto e convincente; grazie ad una perseveranza di sentimento… Tanti piccoli gesti di pochi sono diventati punti di riferimento e di forza per tanti. Vorrei e dovrei raccontare i tanti sorrisi delle persone sostenute. Sono tante le persone che con aiuti concreti  hanno migliorato la propria condizione.

Ho personalmente vissuto un’intima conversione attraverso la lettura della Bibbia tanto da invitare tutti a leggerla anche in ogni mia diretta sui social quale cibo spirituale e quotidiano.

Quale è il messaggio che vuole trasmettere?

Il messaggio che si vuole trasmettere è presto detto ed è presente in ogni filmato :SI PUO’ FARE DI PIU’ FALLO ANCHE TU. Si chiede il possibile che ciascuno di noi è in grado di fare, allontanando l’indifferenza con la convinzione massima che la CARITA’ salverà il mondo.  Vi è da aggiungere una postilla realmente illuminante: tutto questo cammino è stato tanto intensamente intrapreso proprio perchè  ho accompagnato il mio cammino con la lettura della Bibbia e in quella lettura ho trovato il senso di ogni mio agire soprattutto quando le difficoltà sembravano prevalere. 

Non è una associazione a carattere religioso ma senza dubbio spirituale.

Da quando è iniziata, riscontrate una crescita del sentimento di altruismo e disponibilità verso il prossimo oppure pensate che si sia verificato il contrario?

Da quando questa iniziativa ha preso vita, il sentimento di solidarietà nei confronti del prossimo è sempre stato presente ed è presente nonostante i vari intoppi materiali e comportamenti spesso non comprensibili da parte delle stesse istituzioni.  La vita è difficile per tutti: per chi ha bisogno e anche per chi aiuta. Il nostro gruppo non è formato da gente danarosa che può aiutare economicamente poiché in condizione di abbondanza, anzi. Il  gruppo è formato da gente comune che aiuta dando quel che può; spinti dalla carità nei confronti di chi ha di meno, di chi vive in modo più sofferente del proprio. Siamo piccoli che aiutano piccoli cercando di essere grandi insieme.

Quali sono i prossimi passi che intendete fare?

Mostrare sempre più chiaramente che si può aiutare il prossimo- compresi noi stessi- in maniera sincera, concreta, reale.  Occorrono tanti piccoli, semplici, concreti gesti ” rivoluzionari” di umile sostegno, di presenza non giudicante, di ascolto e di pane: il necessario insomma. Potremmo dire di voler coinvolgere gli enti preposti alle politiche sociali visto che, agendo ” sul campo” vediamo di prima mano la reale condizione di povertà e di indigenza della gente. Abbiamo anche inviato pec per attenzionare la situazione degli  extracomunitari che non vivono ma sopravvivono alle spalle della prefettura di Napoli. Al momento non abbiamo ancora avuto risposta. Allora abbiamo capito che ciascuno di noi è chiamato personalmente a collaborare al miglioramento della nostra società con azioni concrete, pratiche utili, possibili. 

Per chi volesse partecipare all’iniziativa può contattare il referente dell’associazione al numero +39 3921373697

 

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Ischia, natura protagonista con il festival del CAI

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L’autunno è una delle stagioni più tranquille e romantiche dell’anno: le giornate che si accorciano, il clima più mite, le foglie che cadono e il colore ocra che avvolge tutto. Un’atmosfera magica che consente a chi ha voglia di stare all’aria aperta di vivere esperienze entusiasmanti. I giorni d’autunno non raccontano storie, propongono visioni” dice Mauro Corona nel suo libro “Come sasso nella corrente”. E di visioni legate alla natura ne sono emerse diverse, durante la rassegna isolana del CAI. Infatti la natura di Ischia è tornata protagonista con la terza edizione del festival della natura di Ischia, organizzata dalla sottosezione isolana del CAI (Club Alpino Italiano) in collaborazione con una serie di realtà virtuose del territorio. Quattro giorni immersivi, dal 13 al 16 Ottobre 2022, per riconnettersi con la natura isolana ed apprenderne tutta la ricchezza e le sue innumerevoli potenzialità. In questa edizione si è promosso il tema della #DemoDiversità, ovvero della Natura come bene comune, dei suoi diritti, delle relazioni con l’uomo e ci si è domandati: “la natura può insegnarci la democrazia?” 

La formula proposta, come nelle scorse edizioni, ha previsto momenti culturali e di scambio di idee con i convegni pomeridiani, moderati da Giovannangelo De Angelis, Ida Ferrandino e Mariacristina Buia del comitato scientifico della sottosezione isolana, che  si sono svolti nella suggestiva location di Villa Arbusto a Lacco Ameno. Tanti i contributi e le testimonianze in un approccio multidisciplinare (biologia, sociologia, economia, filosofia, architettura e ingegneria), accolto con molto interesse dal folto gruppo di partecipanti, che ha fatto luce sul come apprendere dalle diverse discipline e guardare oltre, ma nella stessa direzione strategica: per essere felici bisogna condividere relazioni e non accumulare beni. Bisogna riappropriarsi della dimensione relazionale, che è alla base della visione sistemica della vita. Questo il file rouge, introdotto in apertura dal prof. Stefano Bartolini, docente di economia politica all’Università di Siena, nel suo interessantissimo intervento e che è poi stato ripreso un po’ da tutti.

Un focus importante  sullo stato del verde ad Ischia con gli interventi del dott. Francesco Mattera, del centro studi Isola d’Ischia e del dott. Emanuele del Guacchio dell’Università Federico II e di Stefanie Mayer della sottosezione del CAI, che ha parlato del foraging (raccolta e consumo di erbe edibili) in questo periodo sui sentieri isolani; spazio anche al benessere in natura con l’Intervento del Prof. Francesco Mattera della sottosezione del CAI, che ha introdotto la pratica dello Shinrin-yoku, letteralmente “assumere l’atmosfera della foresta” (o “fare un bagno di foresta, o di bosco”) per incoraggiare le persone a condurre uno stile di vita sano e a ridurre gli elevati livelli di stress che, come ormai è ampiamente risaputo, sono la causa scatenante di moltissimi problemi di salute. E se di visioni si è parlato, c’è da evidenziare la proposta di un ECOMUESO per tutelare il patrimonio architettonico e culturale delle case di Pietra dell’architetto Brigida d’Abundo, che nel suo studio ha fatto una disamina  molto dettagliata del valore culturale, ma anche dei vantaggi economici di una tale struttura. Interessante anche l’intervento dell’ornitologo Rosario Balestreri, che affasciando tutti con foto e racconti di alcune delle specie di uccelli più rappresentative dell’isola, ha poi evidenziato la necessità di avviare uno studio ornitologico per censire ufficialmente l’avifauna del nostro territorio, prerequisito questo fondamentale per intraprendere percorsi interessanti anche dal punto di vista turistico, oltre che scientifico. In tema di sostenibilità è da evidenziare l’intervento della dott.ssa Federica Carraturo dell’Università Federico II, circa l’utilizzo delle acque sorgive presenti sul territorio isolano, che potrebbero, con piccoli accorgimenti essere tranquillamente usate, soddisfacendo la richiesta dei cittadini e contribuendo a mitigare l’impatto sull’ambiente. Nelle sale che hanno ospitato il convegno è stato possibile  inoltre ammirare la mostra fotografica “Deepland” di Roselena Maristella che narra il viaggio dell’artista, iniziato nel 2016 a dorso di mulo lungo le montagne siciliane, alla ricerca di comunità locali e alla osservazione dell’interazione uomo natura e la mostra cartografica storica dell’IGM (Istituto Geografico Militare) incentrata su Ischia e Procida. 

La rassegna si è conclusa con un momento molto toccante e la dedica del premio di quest’anno alla memoria del Prof. Giuseppe Sollino, botanico e grande esperto ed amante del patrimonio verde dell’isola,  a sottolineare e ricordare proprio  il suo continuo impegno profuso sul territorio come docente, studioso ed esperto di flora locale. Ai convegni pomeridiani sono poi seguite esperienze sul territorio: escursioni alla ricerca ed alla raccolta di erbe spontanee, escursioni sui sentieri CAI alla scoperta dell’identità dell’isola, arrampicata, ciclo-escursionismo, vela e per la prima volta sull’isola d’Ischia un’esperienza di Shinrin-yoku (bagno di bosco). Il festival si è concluso con una grande festa finale in cui la natura è stata protagonista attraverso le pietanze tradizionali del territorio sapientemente rielaborate da Miscillo Sapori e..  in concerto con un repertorio che ci riconduce alla profonda connessione con la nostra terra e con il mondo contadino con la partecipazione dei musicisti Denis Trani, Ivan Matarese ed Alessandro Cervo.

In quattro giorni si sono toccati tanti temi e si sono vissute tante esperienze, a cui hanno partecipato anche turisti, evidenziando quindi le possibilità che Ischia offre, non solo in primavera ed estate. Facciamone tesoro.

Francesco Mattera

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Capelli, ecco quali sono i colori in tendenza per l’autunno

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L’autunno è stagione di rinnovamento nel mondo della moda. Con i primi freddi c’è voglia di abbandonare scelte cromatiche sicure sia per l’abbigliamento che per i propri capelli. Il mood giusto richiederà colori intensi come il viola ametista e lo smeraldo in contrapposizione con il grigio fumo e il giallo oro. Il biondo è ancora il colore di capelli preferito dalle italiane ma sempre più donne stanno abbandonando i colori chiari per ritornare alle tonalità più scure ed autunnali. Tingere i capelli di castano però non significa assolutamente accontentarsi di un colore noioso!

Attenzione alle soluzioni fatte in casa: scurire i capelli partendo da tonalità bionde può far virare i capelli su tonalità indesiderate di grigio o di verde bottiglia. I riflessi più cool dell’autunno 2023 sono le tonalità del cioccolato freddo: “Fondue”, “Ganache” e “Cioccolato Fondente”. Non è necessario tingere completamente i capelli, anzi…  La scelta di un professionista per le ragazze più giovani e per chi non ha tanti capelli bianchi, è sicuramente quella di schiarire parzialmente i capelli naturali e tonalizzarli poi con colori a ph acido come “ShadesEq” di Redken che donerà ai capelli un meraviglioso effetto specchio.

Chi vuole rischiare di più può aggiungere alle variazioni di brunette gli “Icy lights”, schiariture decise e profonde nelle tonalità dal beige al ghiaccio.

*Cristian Sirabella art director per Picasso Hair&Beauty Ischia

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