Cronache
Costantino Russo morto nel carcere di Secondigliano: aveva appena iniziato a collaborare con la giustizia
Costantino Russo, figlio del boss Giuseppe “Peppe ’o Padrino” e indicato dagli inquirenti come reggente della fazione Russo-Schiavone, è morto nel carcere di Secondigliano. Aveva da poco avviato un percorso di collaborazione con la giustizia. La Procura ha aperto un’inchiesta.
Aveva manifestato da poche settimane la volontà di rompere con il clan e di collaborare con la magistratura. Costantino Russo, figlio dello storico boss dei Casalesi Giuseppe Russo, detto “Peppe ’o Padrino”, è stato trovato morto nella cella nella quale era detenuto nel carcere napoletano di Secondigliano.
La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per chiarire ogni aspetto del decesso. Le prime ricostruzioni giornalistiche parlano di un gesto volontario, ma causa e dinamica dovranno essere accertate formalmente attraverso gli esami medico-legali e gli approfondimenti investigativi. Alcune fonti hanno inizialmente riferito di un possibile malore, mentre altre hanno indicato il ritrovamento del detenuto impiccato alla grata della finestra: una divergenza che impone prudenza fino agli esiti ufficiali.
Arrestato nel blitz del 7 luglio
Russo era stato arrestato il 7 luglio nell’ambito dell’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia e dalla Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Il provvedimento cautelare aveva coinvolto 22 persone. Costantino e il fratello Nohak erano indicati dagli investigatori tra i protagonisti della nuova gestione della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi.
Secondo l’accusa, Costantino avrebbe assunto un ruolo di primo piano dopo la lunga detenzione del padre e degli zii Massimo, Francesco e Corrado, tutti legati alla storica componente schiavoniana dell’organizzazione.
Le contestazioni formulate nell’ordinanza restano naturalmente sottoposte al vaglio giudiziario e non equivalgono a una condanna definitiva.
La scelta di collaborare
Pochi giorni dopo l’arresto, Russo aveva manifestato la volontà di avviare un percorso di collaborazione con la giustizia.
I primi segnali erano emersi con la rinuncia al ricorso davanti al Tribunale del Riesame, la revoca dei precedenti difensori e la nomina di un avvocato impegnato anche nell’assistenza ai collaboratori di giustizia.
A fine luglio, le notizie disponibili parlavano ancora di un percorso nella sua fase iniziale: indicazioni significative, ma non ancora sufficienti per considerare completata la procedura prevista dalla legge per il riconoscimento dello status di collaboratore.
La Procura avrebbe dovuto verificare attendibilità, completezza e genuinità delle sue dichiarazioni.
Il precedente tentativo di togliersi la vita
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti e nelle informazioni emerse dopo il decesso, Russo aveva già tentato di togliersi la vita il 17 luglio, poco dopo aver comunicato la decisione di collaborare.
In quella circostanza l’intervento degli agenti della Polizia penitenziaria avrebbe impedito che il gesto avesse conseguenze fatali.
Il secondo episodio si sarebbe verificato nella tarda serata di lunedì 3 agosto, mentre l’uomo si trovava in isolamento nel padiglione T2 di Secondigliano. I sanitari del 118 avrebbero tentato inutilmente di rianimarlo.
La lettera alla famiglia e il quaderno sequestrato
Durante il sopralluogo sarebbero stati trovati una lettera indirizzata alla moglie e ai figli e un quaderno contenente appunti collegati al percorso di collaborazione.
Il materiale è stato sequestrato perché potrebbe contribuire a ricostruire gli ultimi giorni del detenuto e chiarire quali informazioni avesse già affidato o intendesse affidare ai magistrati.
Sul posto sono intervenuti il magistrato di turno, il medico legale, la Polizia scientifica e gli investigatori della Squadra mobile di Napoli. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Resta da verificare anche se la cella fosse priva di videosorveglianza e quali controlli fossero stati predisposti dopo il precedente tentativo di suicidio.
Cosa avrebbe potuto raccontare
La possibile collaborazione di Russo era considerata di notevole interesse investigativo.
In quanto presunto referente della fazione, avrebbe potuto fornire informazioni sulle nuove gerarchie del clan, sui rapporti tra i vertici detenuti e gli affiliati in libertà, sulla distribuzione del denaro e sulle attività economiche ritenute riconducibili all’organizzazione.
L’ultima inchiesta aveva acceso i riflettori su stabilimenti balneari, locali, negozi e società che, secondo l’accusa, sarebbero stati utilizzati per investire o schermare i proventi illeciti.
Tra le strutture citate negli atti figuravano il Bar Miramare, lo Chalet del Mare, il Conca Beach, La Scimmietta Bis e il New Crazy Horse, oltre a investimenti in altre attività commerciali. Anche in questo caso si tratta di ipotesi accusatorie da dimostrare nei successivi gradi di giudizio.
Un decesso da chiarire senza congetture
La morte arriva nel momento più delicato del percorso giudiziario di Costantino Russo.
L’interrogativo se fosse pentito della propria decisione, se temesse conseguenze per la famiglia o se fosse travolto dalla pressione psicologica resta, al momento, soltanto un’ipotesi. Non risultano elementi pubblici sufficienti per collegare il decesso a pressioni esterne o a responsabilità di terzi.
L’inchiesta dovrà accertare la dinamica, valutare il precedente tentativo di suicidio e verificare se le misure di sorveglianza e prevenzione fossero adeguate alle sue condizioni.
Prima di ogni interpretazione sul clan e sulla collaborazione interrotta, c’è dunque una morte avvenuta sotto la custodia dello Stato che richiede risposte precise, documentate e prive di zone d’ombra.
Cronache
Enego, salta l’incontro con Ranucci: minaccia attribuita al giovane che simulò l’attentato
Annullata la presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego. La decisione sarebbe legata a una lettera di minaccia che, secondo quanto emerso nell’indagine, sarebbe stata scritta da Adriano Cappellari, il giovane che ha ammesso di aver simulato un attentato ai propri danni.
La presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego, in provincia di Vicenza, è stata cancellata dopo una lettera di minaccia che sarebbe riconducibile ad Adriano Cappellari, il 21enne aspirante giornalista già al centro dell’inchiesta sul falso attentato incendiario denunciato nei mesi scorsi.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Vicenza, nella missiva compariva una frase esplicita: «Fate saltare l’appuntamento a Enego con Sigfrido Ranucci altrimenti facciamo “saltare” lui».
La minaccia sarebbe stata recapitata a un fornaio del paese pochi giorni prima della svolta investigativa che ha portato alle perquisizioni nell’abitazione di Cappellari.
L’ammissione durante l’interrogatorio
La nuova circostanza sarebbe emersa nel corso dell’interrogatorio condotto la settimana scorsa dalla pm di Vicenza Alessia Grenna.
Cappellari avrebbe ammesso di essere l’autore anche della lettera relativa all’incontro con Ranucci. Il giovane aveva già confessato di aver simulato l’attentato incendiario denunciato come un atto intimidatorio ai propri danni, vicenda che aveva determinato anche l’attivazione di misure di protezione da parte dei carabinieri.
Le indagini avevano successivamente ribaltato il quadro iniziale, portando gli investigatori a contestare l’attendibilità delle minacce denunciate dal ventunenne.
L’incontro cancellato
La lettera contenente la minaccia a Ranucci era nel frattempo arrivata all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale.
Il Comune di Enego aveva già deciso di annullare l’appuntamento con il conduttore di Report, motivando la scelta con la necessità di evitare ulteriori tensioni nel paese. La cancellazione dell’evento era stata resa nota nei giorni scorsi.
L’incontro avrebbe dovuto tenersi il 20 agosto nell’ambito di una presentazione pubblica del libro del giornalista Rai.
Una vicenda che si allarga
Il nome di Cappellari era diventato noto dopo la denuncia di minacce e di un presunto attentato incendiario contro la sua abitazione. In un primo momento la vicenda aveva destato forte allarme e solidarietà, fino alla successiva svolta investigativa e alla confessione del giovane sulla simulazione dell’attacco.
Ora l’inchiesta si arricchisce di un nuovo capitolo, con la presunta ammissione sulla lettera indirizzata a impedire l’incontro di Enego con Sigfrido Ranucci.
Gli accertamenti della Procura di Vicenza proseguono per ricostruire nel dettaglio tutte le condotte attribuite al ventunenne e verificare eventuali ulteriori episodi collegati alla vicenda.
Cronache
Maltempo in Campania, allerta gialla fino alle 20: temporali, grandine e raffiche di vento
Allerta meteo gialla in Campania dalle 13 alle 20 di oggi, 11 agosto, su Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Tusciano e Alto Sele. Possibili temporali, grandine e raffiche di vento.
La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una nuova allerta meteo di colore giallo, valida dalle 13 alle 20 di oggi, martedì 11 agosto.
L’avviso riguarda la Zona 2, Alto Volturno e Matese, la Zona 3, Penisola sorrentino-amalfitana, e la Zona 5, Tusciano e Alto Sele.
Temporali, grandine e raffiche di vento
Nelle aree interessate sono previsti isolati rovesci e temporali, localmente di moderata intensità.
La Protezione Civile segnala che i fenomeni potranno essere caratterizzati da una forte incertezza previsionale e da una rapida evoluzione.
Nel corso dei temporali saranno possibili anche grandinate, raffiche di vento e una intensa attività elettrica. Non si esclude inoltre la caduta di rami o alberi, con possibili danni alle coperture e alle strutture maggiormente esposte.
Rischio allagamenti e frane
L’avviso del Centro Funzionale evidenzia anche un rischio idrogeologico.
Tra gli effetti possibili vengono indicati l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua minori, con eventuali inondazioni delle aree circostanti, e allagamenti di locali interrati o situati al pian terreno.
Possibile anche lo scorrimento superficiale delle acque sulle strade, con rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque piovane e coinvolgimento delle aree urbane più depresse.
Nelle zone maggiormente fragili dal punto di vista idrogeologico non vengono escluse cadute di massi e occasionali fenomeni franosi.
L’appello ai Comuni
La Protezione Civile regionale raccomanda alle autorità competenti di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani comunali, con l’obiettivo di prevenire e limitare gli effetti dei fenomeni meteorologici annunciati.
L’allerta resterà in vigore fino alle ore 20 di oggi.
Cronache
Trova i ladri in casa e li insegue, travolto dal Suv durante la fuga
Un uomo di 61 anni sorprende i ladri nella propria abitazione a Spessa Po, nel Pavese, e li insegue. Durante la fuga viene investito dal loro Suv. È ricoverato al San Matteo, non è in pericolo di vita.


