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Coronavirus, restano fuori Australia 100mila studenti cinesi

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Oltre 100 mila studenti cinesi in possesso di visto australiano per motivi di studio e che programmavano di cominciare gli studi questo mese, sono bloccati fuori d’Australia a causa del divieto di ingresso imposto dalle attivita’ di Canberra lo scorso primo febbraio in seguito all’emergenza coronavirus. Lo scrive il Guardian Australia online, precisando che il bando, originariamente disposto per 14 giorni, e’ stato appena prorogato di un’altra settimana e la misura sara’ rivista “su base settimanale”. Immediata la reazione dell’ambasciata cinese a Canberra, che ha espresso “profondo rincrescimento e insoddisfazione”, affermando che la Cina ha adottato “le misure di prevenzione e controllo piu’ comprensive e rigorose” contro la malattia. “Solo l’Australia e un piccolo numero di paesi hanno preso misure cosi’ estreme, che sono indubbiamente spropositate”.

Intanto la Cina ha accettato di rilassare le restrizioni su internet, dietro pressione delle maggiori universita’ australiane, per consentire di studiare online agli studenti cinesi mentre sono banditi dall’Australia durante l’insorgenza del Coronavirus, riferisce ancora il Guardian.

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Conte pensa a denunciare “AstraZeneca e Pfizer-Biontech per i milioni di dosi di vaccino in meno”

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Il fenomeno della riduzione da parte di Pfizer di dosi di vaccino non ha interessato solo l’Italia. Anche altri Paesi hanno avuto restrizioni anche maggiori, dal nostro 29% alcuni hanno avuto una riduzione del 40%. Ci si augura che numero dosi ritorni in linea con quanto concertato. Purtroppo la situazione non è semplice. E non lo è davvero se il premier usa i suoi profili social per esternare la sua preoccupazione rispetto ai comportamenti di AstraZeneca e Pfizer-Biontech. Di seguito quello che ha scritto Conte sulla questione.
“Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti.
Dapprima Pfizer-Biontech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate e questo sta penalizzando proprio i Paesi che, come l’Italia, stanno correndo più velocemente: le Regioni italiane sono costrette a rallentare le nuove somministrazioni per assicurare il richiamo alle persone già vaccinate. Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni.
Questa mattina il ministro Speranza e il commissario Arcuri hanno incontrato con urgenza i vertici di Astrazeneca Italia, che però hanno confermato il ridimensionamento della capacità produttiva.
Tutto questo è inaccettabile. Il nostro piano vaccinale, approvato dal Parlamento italiano e ratificato anche in Conferenza Stato-Regioni, è stato elaborato sulla base di impegni contrattuali liberamente assunti e sottoscritti dalle aziende farmaceutiche con la Commissione Europea.
Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia.
Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale.
Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte.

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La pandemia del capitale, ecco perché la Pfizer manda meno dosi di vaccini in Europa

Angelo Turco

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La faccenda è semplice. Anzi è doppiamente semplice, se vogliamo. In primis perché se è vero che l’Europa paga il vaccino Pfizer 14,50 $ a dose, gli USA pagano 19,50$  e Israele ben 28$, è del tutto evidente che coloro che non avranno problemi sono Israele, quindi gli USA e poi tutti coloro che pagano più di 14,50$. Qualcuno, come me ad esempio, piuttosto ingenuamente, si chiede: ma a Bruxelles non ce l’avevano uno di quei vecchi ragionieri di una volta, per stipulare un contratto decente con le industrie farmaceutiche in grado di salvaguardare gli interessi dell’Unione Europea? Evidentemente no. Come dite? Avranno messo delle penali in caso di inadempienza? Certo, è più che probabile: dobbiamo dir così perché in questo campo non si sa nulla, una segretezza sconcertante. Ma è probabile almeno altrettanto che il plusvalore generato da una domanda di tipo “israeliano”, o comunque da richieste concorrenziali, polverizzerà ogni inconveniente: converrà pagare penali anche alte piuttosto che rinunciare ai sovraprofitti generati dalla domanda immensa del libero mercato. Nel mondo Pfizer-Biontech, per dire, 8 miliardi di esseri umani significano 16 miliardi di dosi all’anno (!), che a prezzi medi (diciamo “americani”) significano qualcosa come 320 miliardi di giro d’affari.

Ed ecco la seconda “semplicità” della faccenda. Esemplificata da Matteo Salvini (leghista) che dice: l’Italia doveva approvvigionarsi per conto suo. Esemplificata da Luca Zaia (leghista) che dice: se le difficoltà persistono, il Veneto farà da sé, si approvvigionerà in proprio per tutelare la salute dei “suoi” cittadini. Magari facendo pagare un tiket ai vaccinati. E dando quindi ragione a L. Moratti (assessore di una giunta leghista) che dice: girala o voltala, i vaccini andranno in priorità alle regioni che producono il PIL più alto, alle zone ricche del Paese, ai cittadini abbienti.

Capite perché il Papa ha cominciato a sgolarsi da Natale, sulla storiella che la vaccinazione è una questione etica? Se l’UE, ricca e perfettamente “dentro” la logica del capitale, ha questi problemi, il vaccino Pfizer in Africa non ci arriverà mai, nemmeno tra 40 anni come è stato per il vaccino della poliomielite. Per fortuna che c’è la geopolitica come carta da giocare sulla pelle dei poveri del mondo: e quindi ci penserà la Cina con Sinopharm, probabilmente, o forse la Russia con Sputnik, a vaccinare quelli che restano i ”dannati della terra” di F. Fanon, nonostante le molte belle parole. Trasformando il mancato introito finanziario in un dividendo politico che sapranno col tempo far fruttare per altre lucrose vie.   

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Covid, sono 300 i medici morti da inizio pandemia in Italia

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Salgono a 300 i medici morti a causa della pandemia da Covid-19. Lo si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). Le ultime vittime sono Agostino Consolaro (medico in pensione che continuava la sua attivita’ per i bisognosi), Giuseppe Tortorella (pediatra di famiglia in pensione), Bartolo Tarsia (medico di Medicina generale). Il presidente della Fnomceo Filippo Anelli parla di una “strage” e chiede “provvedimenti concreti”.

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