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Coronavirus: quarantena 14 giorni per gli italiani sulla nave Diamond Princess

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Un periodo di osservazione in quarantena di 14 giorni sara’ previsto al rientro in Italia, secondo quanto si apprende, anche per i 35 italiani attualmente a bordo della nave Diamond Princess in Giappone e che verranno riportati in Italia con un volo speciale come annunciato dal ministro Di Maio. La task force del ministero della Salute sta valutando, con le altre istituzioni interessate, la struttura piu’ idonea ad accogliere i 35 connazionali: tra le candidate, la Cecchignola, gia’ utilizzata per gli italiani rientrati da Wuhan, se i tempi tecnici del rientro lo permetteranno.

Al momento e’ dunque in corso la valutazione dello spazio piu’ idoneo ad accogliere i 35 italiani per il periodo di osservazione. La Cecchignola e’ tra le strutture candidate, se i tempi del rientro a casa dei 55 italiani rientrati da Wuhan che vi sono attualmente ospitati ed i tempi necessari alla preparazione della struttura stessa lo consentiranno. Quanto al volo per il rientro dei connazionali, saranno osservate le stesse procedure dei precedenti voli per il rientro degli italiani da Wuhan e per quello del diciassettenne rimasto bloccato nella citta’ cinese per la comparsa di sintomi febbrili. Si trattera’ dunque di un aereo compartimentato e verranno osservate le procedure di biocontenimento. I 35 italiani verranno sottoposti al test per il coronavirus al loro arrivo in Italia e successivi test verranno ripetuti nella struttura dove saranno accolti.

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Ecco tutti i luoghi dove la mascherina è obbligatoria fino al 31 luglio e non indossarla comporta sanzioni

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È bene ricordarlo. Troppi l’hanno dimenticato. E troppa poca attenzione c’è anche nelle forze dell’ordine che avrebbero l’obbligo di far rispettare le leggi. In questo caso parliamo dell’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi. Non solo, l’obbligo c’è anche quando e dove non è possibile garantire il distanziamento. Fino al 31 luglio è così. Parte da qui, dalla necessità di proteggersi ancora dal possibile contagio da coronavirus, il Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) che entrerà in vigore domani. La curva epidemica non consente – questa la convinzione del ministro della Salute Roberto Speranza condivisa dal premier Giuseppe Conte – allentamenti, come era stato programmato nel provvedimento attualmente in vigore.
La scelta è invece stringere proprio su quelle misure che secondo gli scienziati hanno consentito soprattutto nelle ultime settimane di contenere la diffusione del Covid-19.
Ecco perché nei colloqui di queste ore con i governatori il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha chiesto di condividere le tre regole della lotta al covid ormai divenute un’abitudine per i cittadini: mascherina, un metro di spazio tra le persone, igiene frequente delle mani. L’appello che Speranza farà in Parlamento sarà rivolto soprattutto ai giovani e a chi si accalca sulle spiagge o nei quartieri della movida: “Se continueremo a rispettare le regole di base, riusciremo a non vanificare quanto fatto finora. Sono sacrifici minori, ma sono i più importanti”.
Capita spesso di vedere persone che hanno la mascherina sotto il mento oppure attaccata all’orecchio. E invece nel nuovo provvedimento sarà ribadito che per entrare negli uffici pubblici, nei negozi e nei centri commerciali deve essere indossata correttamente. L’obbligo continuerà a valere anche al ristorante quando ci si alza per andare alla cassa oppure al bagno, quando si entra nelle palestre prima di cominciare l’allenamento, dal parrucchiere o nei centri estetici, negli ambulatori pubblici o privati, nelle strutture sanitarie. Rimane l’imposizione pure per musei, cinema, teatri. E ancora su treni, autobus, metropolitane. Gli addetti alle vendite nei negozi, i ristoratori e i camerieri non potranno togliere mai la mascherina. In caso di ricevimenti sarà obbligatoria per chi gestisce il catering mentre gli ospiti potranno toglierla, ma solo se staranno a distanza di sicurezza dagli altri. Il personale degli uffici pubblici non potrà toglierla, così come quello sanitario.
Tutte le Regioni hanno eliminato l’ imposizione quando si sta all’ aperto, tranne la Lombardia che potrebbe comunque farla cadere domani.
Questo non vuol dire però che quando si è all’ esterno si potrà stare senza. Rimane infatti l’ obbligo di tenere la mascherina quando non si può garantire lo spazio di un metro tra le persone.
È proprio la mancata garanzia di rispettare il distanziamento in quei luoghi dove alto è il rischio di assembramenti ad aver spinto il governo a posticipare ancora il via libera a fiere, sagre, eventi pubblici e discoteche al chiuso, inizialmente previsto per domani.
Oggi il comitato tecnico scientifico dovrà fornire il proprio parere, ma appare scontato che almeno per altre due settimane rimarrà in vigore il divieto a meno che non siano le Regioni ad autorizzare la riapertura. La scelta di delegare ai governatori la decisione nasce proprio dall’impossibilità di muoversi seguendo l’ andamento della curva epidemiologica che non è uguale in tutta Italia.
Sulle spiagge, di fronte ai locali pubblici, nei luoghi della movida, saranno intensificati i controlli per controllare che le persone rispettino le misure di protezione. Verifiche e accertamenti anche negli uffici pubblici e soprattutto nei ristoranti, nei bar, nelle palestre, in tutti i punti di ritrovo.
Chi non sarà in regola rischia la multa e per i gestori potrà scattare il ritiro della licenza, o comunque la chiusura temporanea del locale.

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In Italia calano i contagi, ma aumentano le vittime

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In un’Italia divisa tra ulteriori aperture dei governatori – tornano i giochi di carte e i giornali nei bar in Liguria – e sanzioni alla movida, la curva della pandemia continua a scendere, ma ancora non si azzera. Nelle ultime 24 ore sono calati i contagi, ma e’ tornato a salire il numero delle vittime, con pochissimi tamponi effettuati, pur tenendo conto del calo fisiologico del weekend. E il presidente del Veneto Luca Zaia ha presentato alla stampa e fatto provare a un giornalista un test che da’ il risultato in appena 7 minuti. I nuovi positivi trovati, secondo i dati del ministero della Salute, sono 169, a fronte dei 234 di domenica. Le vittime sono invece 13 (contro le 9 del giorno precedente); di queste ben 9 si registrano in Lombardia, che con 94 contagiati torna sopra il 55% della media nazionale. I tamponi sono stati meno di 24 mila, molto al di sotto anche dei 38.259 effettuati sabato. I casi totali salgono a 243.230, i morti a 34.967. I malati – gli attualmente positivi – sono 13.157, in calo di 22, i guariti 195.106, con un incremento di 178. Tornano a calare i pazienti in terapia intensiva (65), dopo due giorni di lieve aumento. Allargando lo sguardo sui numeri si puo’ valutare la discesa dei decessi: a luglio la media giornaliera e’ finora di 14, era di 45 a giugno, 167 a maggio, 492 ad aprile, 399 a marzo, di 5 vittime a febbraio. “Ma per dichiarare vinta la battaglia i numeri devono andare a zero e ancora non ci stanno andando – osserva Roberto Battiston, fisico e analista -. Ma non ci sono ad esempio focolai evidenti in Piemonte e Liguria, regioni che hanno avuto grandi problemi, e questo e’ un buon segnale”. E proprio i focolai locali tirano su il dato dei contagi in determinate regioni o lo abbassano quando vengono spenti. La Calabria dopo i 28 migranti positivi sbarcati nel Reggino non fa registrare oggi nuovi casi, mentre l’Emilia Romagna passa dai 71 di ieri per i positivi in aziende di logistica e carni ai 18 di oggi. Per la prima volta il Lazio supera la Lombardia per numero complessivo di pazienti ricoverati nei reparti o in terapia intensiva, 202 contro 198, pur avendo 10 volte in meno i casi della regione piu’ colpita. Nel Lazio i nuovi infetti – 24 – sono al 92% di importazione (5 mila i tamponi effettuati su bengalesi). L’Emilia Romagna programma 70 mila test nelle aziende della logistica, mentre il presidente Stefano Bonaccini valuta se riaprire anche agli sport di contatto. In Liguria il presidente Giovanni Toti autorizza di nuovo lettura dei giornali e gioco delle carte nei bar, aumenta i posti nei teatri e sogna che tornino i tifosi allo stadio, seppure in numero limitato. Intanto pero’ a Roma nell’ultima settimana i soli carabinieri hanno chiuso 10 locali della movida per violazione delle norme. E in provincia di Grosseto una nota discoteca dovra’ restare chiusa 5 giorni: in centinaia erano in fila senza mascherina.

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Coronavirus, il Messico supera Italia per numero decessi: 35.006

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Il Messico e’ diventato il paese al mondo con il quarto piu’ alto bilancio di morti da Covid-19, davanti all’Italia, secondo i funzionari sanitari messicani. “Ci sono 299.750 casi confermati di infezione e 35.006 morti in Messico”, si legge sull’account Twitter della presidenza messicana.

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