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Coronavirus, l’Organizzazione mondiale della sanità invierà esperti in Cina per aiutare a fermare l’epidemia

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha comunicato ieri che invierà al piu’ presto esperti internazionali in Cina per aumentare la comprensione dell’epidemia di coronavirus e orientare gli sforzi globali contro la patologia epidemica. L’annuncio e’ arrivato dopo che il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha incontrato i leader cinesi a Pechino all’inizio della giornata. L’Oms ha scritto in un comunicato che le due parti hanno concordato che l’organizzazione inviera’ esperti internazionali in Cina per lavorare con i suoi omologhi cinesi al fine di migliorare la conoscenza sull’epidemia e guidare gli sforzi globali di lotta all’epidemia. “Fermare la diffusione di questo virus sia in Cina che a livello globale e’ la massima priorita’ dell’Oms”, ha dichiarato Tedros, apprezzando l’atteggiamento serio della Cina nei confronti dell’epidemia, in particolare l’impegno dei leader e la trasparenza dimostrata, compresa la condivisione dei dati e della sequenza genetica del virus. L’Oms sta lavorando a stretto contatto con il governo cinese per lo studio del virus e per limitarne la diffusione. Lo afferma il direttore, aggiungendo che l’organizzazione continuera’ a lavorare fianco a fianco della Cina e altri Paesi per proteggere la salute e la sicurezza delle persone. Secondo il comunicato, la delegazione dell’Oms ha apprezzato molto le iniziative della Cina in risposta all’epidemia, compresa la rapidita’ nell’identificazione del virus e l’apertura alla condivisione delle informazioni con l’Oms e altri Paesi. L’Oms indica che, sebbene resti ancora molto da capire sul nuovo coronavirus, compresa la sua fonte di infezione e la sua diffusione in Cina, la maggior parte dei casi segnalati finora sono stati relativamente lievi, con circa il 20% delle persone infette che hanno effettivamente contratto la grave malattia. Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, esiste l’urgente necessita’ di valutare al meglio la trasmissibilita’ e la gravita’ del virus per aiutare gli altri Paesi ad adottare le contromisure piu’ appropriate.

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Con Boris Johnson fuori gioco il Governo mostra fragilità ed incompetenza

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Manca quella forza, spesso anche eccessiva, che il primo ministro dedicava giornalmente per la guida del Paese. Incominciano cosi gli attacchi verso questo governo claudicante. Emily Maitlis, conduttrice del programma di attualità della BBC, Newsnight, ha criticato mercoledì 8 Aprile i funzionari del governo britannico per il linguaggio usato sull’argomento Covid 19. In una clip che è stata ampiamente condivisa sui social media, Maitlis ha aperto il famoso programma serale criticando i politici per aver insinuato che quelli con un atteggiamento da “combattente” potrebbero sopravvivere al virus.
Maitlis ha dichiarato che “il linguaggio usato dal governo a volte è banale e fuorviante. Non si sopravvive al Covid 19 attraverso la forza e la forza del carattere, come ci dicono i colleghi del Primo Ministro”. Emily si riferiva soprattutto alle parole usate dal segretario degli Esteri britannico Dominic Raab sostituto del Primo Ministro, il quale aveva affermato che Boris Johnson  – avrebbe battuto il virus perché era un “combattente”. Inoltre, l’idea che la malattia fosse come un “livellatore” tra ricchi e poveri è errata. “Coloro che lavorano in prima linea in questo momento – autisti di autobus, infermieri, operatori domestici, personale ospedaliero e negozianti sono sproporzionatamente i membri meno pagati della nostra forza lavoro” ed “hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia perché sono più esposti”.
Boris Johnson è ormai fuori pericolo ma questa fortuna che si ritrova è dovuta al fatto che è stato monitorato da un team medico a Downing Street ed è andato in ospedale nel momento giusto sotto consiglio dei dottori. Questa è un opportunità che molti non hanno o non avranno.
Ora senza il capo tutti i giovani ministri sembrano muoversi in un modo confuso e lontani dallo standard solito ed efficiente a cui si è abituati. Anche il ministro Priti Patel sembra aver perso il suo carisma ora che non è affiancata da Boris Johnson. Patel è stata accusata di eludere il controllo sulla gestione da parte del governo, della crisi del coronavirus.
Il ministro dovrebbe rispondere alle domande dei parlamentari della commissione per gli affari interni dei Comuni, per le crescenti preoccupazioni del pubblico per quanto riguarda il rapporto polizia-pandemia.
Patel ha suscitato l’ira del presidente della commissione, Yvette Cooper dei Labour, poiche’ continua a spingere la dovuta sessione verso la fine di Aprile. Quindi a sei settimane dopo che Boris Johnson ha iniziato ad imporre i severi ostacoli alla vita normale degli inglesi. Le lettere pubblicate dalla commissione rivelano come i due parlamentari si siano scontrati sulla questione, con Cooper che avvertiva Patel “bisogna essere pronti a rispondere alle domande pubbliche senza indugio”. Purtroppo, Priti Patel non ha ancora presieduto nanche i briefing giornalieri di Downing Street sul Covid-19. Con Dominic Raab che gioca ad essere primo ministro, tutti aspettano impazienti di rivedere Boris Johnston al numero 10 di Downing Street anche perche ci aspettano decisioni importanti. Per quanto riguarda la Brexit, sembra un vantaggio il fatto che questa emergenza virus non debba essere discussa con l’unione Europea come sta avvendo invece per l’italia. Chissa’, forse questa situazione potrebbe realmente segnare la fine dell’unione Europea.
Intanto il governo senza Boris Johnson, incomicia a scontrarsi con un opposizione Labour rafforzata dal nuovo leader. Boris avra’ molto su cui lavorare al suo ritorno.

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Boris Johnson lascia la terapia intensiva: il premier britannico migliora ma rimane sotto controllo al St. Thomas

Sal Sparace

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Boris Johnson è uscito dalla terapia intensiva: il 55enne premier britannico, ricoverato nel St Thomas hospital di Londra sarà ancora sotto stretto controllo medico ma i suoi fanno sapere che “è di ottimo umore”, sta recuperando dalla fase critica del virus che lo ha colpito due settimane fa e dal quale non è ancora guarito ma la notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il Paese.

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Coronavirus: Trump: incubo finirà presto, Usa saranno forti di prima

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“Abbiamo imparato molto, possiamo essere più forti di prima. Ricostruiremo il paese, questo incubo finirà presto” ha affermato il presidente Donald Trump che già pensa a quando “potremmo riaprire il paese in fasi, forse prima del previsto”: ogni decisione si basera’ molto sulle indicazioni degli esperti.  “Stiamo facendo meglio” delle iniziali previsioni di 240.000 morti per coronavirus  afferma  Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle stime indicate da alcuni modelli, in base ai quali i decessi per coronavirus negli Stati Uniti saranno circa 60.000. “Stiamo facendo molto meglio di altri paesi” osserva Deborah Birx, esperta della task force della Casa Bianca contro il coronavirus.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità deve fare meglio: ha sbagliato sul coronavirus minimizzando inizialmente la minaccia. Donald Trump torna così ad attaccare l’Oms, al quale – precisa Trump – gli Stati Uniti contribuiscono con 452 milioni di dollari contro i 42 milioni stanziati dalla Cina.  “Se l’Europa invia medicinali e simili all’Iran non mi preoccupa, non mi infastidisce”. Lo afferma Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento su quanto dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron su spedizioni di materiale medico all’Iran.  Trump è poi intervenuto per specificare che non ha alcun investimento nel farmaco anti-malaria che promuove contro il coronavirus, l’idrossiclorina.

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