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Coronavirus in Italia, 355 contagiati e 75 morti: in Lombardia i problemi principali

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I contagiati totali da coronavirus sono ora 233.019, sono 355 più di ieri, quando se ne erano registrati 416 in più, quindi in calo nelle 24 ore. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 210 in più (ieri 221), pari al 59,1% dell’aumento odierno in Italia. Ci sono 5 regioni che comunicano zero nuovi contagiati: Umbria, Sardegna, Molise, Calabria e Basilicata.

Nessuna vittima in 9 regioni nelle ultime 24 ore per il coronavirus in Italia, secondo i dati della Protezione civile. Sono Marche, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. La Lombardia ne fa registrare 33 su 75, il 44% del totale, unica regione a far registrare oggi un numero di deceduti in doppia cifra. Le altre sono tutte al di sotto delle 10 vittime.

Sono 42.075 i malati di coronavirus in Italia, 1.616 meno di ieri, quando il calo era stato di 2.980.

Nel dettaglio – secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile -, gli attualmente positivi sono

  1. 20.996 in Lombardia (-813),
  2. 5.161 in Piemonte (-129),
  3. 3.163 in Emilia-Romagna (-116),
  4. 1.500 in Veneto (-112),
  5. 1.111 in Toscana (-55),
  6. 669 in Liguria (-112),
  7. 2.983 nel Lazio (-72),
  8. 1.338 nelle Marche (-9),
  9. 980 in Campania (-1),
  10. 1.177 in Puglia (-45),
  11. 304 nella Provincia autonoma di Trento (-62),
  12. 986 in Sicilia (-13),
  13. 278 in Friuli Venezia Giulia (-27),
  14. 753 in Abruzzo (-17),
  15. 127 nella Provincia autonoma di Bolzano (-10),
  16. 31 in Umbria (+0),
  17. 185 in Sardegna (-1),
  18. 15 in Valle d’Aosta (-2),
  19. 144 in Calabria (-7),
  20. 145 in Molise (-11),
  21. 29 in Basilicata (-2).

Quanto alle vittime, sono:

  1. Lombardia 16.112 (+33),
  2. Piemonte 3.867 (+9),
  3. Emilia-Romagna 4.114 (+7),
  4. Veneto 1.918 (+2),
  5. Toscana 1.041 (+4),
  6. Liguria 1.465 (+6),
  7. Lazio 735 (+7),
  8. Marche 987 (+0),
  9. Campania 412 (+1),
  10. Puglia 504 (+4),
  11. Provincia autonoma di Trento 462 (+0),
  12. Sicilia 274 (+1),
  13. Friuli Venezia Giulia 333 (+0),
  14. Abruzzo 405 (+1),
  15. Provincia autonoma di Bolzano 291 (+0),
  16. Umbria 76 (+0),
  17. Sardegna 130 (+0),
  18. Valle d’Aosta 143 (+0),
  19. Calabria 97 (+0),
  20. Molise 22 (+0),
  21. Basilicata 27 (+0).

I tamponi per il coronavirus sono finora 3.878.739, in aumento di 54.118 rispetto a ieri. I casi testati sono finora 2.433.621.

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Primario ospedale di Erba: Covid in autunno? Noi ci prepariamo al peggio

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Rassicurare i parenti che nessun paziente sarebbe stato abbandonato a se stesso, non portare il virus a casa, riuscire a limitare al massimo il contagio del personale sanitario? e poi la difficoltà di reperire medici e infermieri, la capacità di fare network: la preoccupazione di non farsi cogliere impreparati da un eventuale replay dell’emergenza, in autunno. Luca Guatteri, primario della Terapia intensiva e Rianimazione dell’Ospedale Sacra Famiglia – Fatebenefratelli di Erba (Como) parla di questi mesi drammatici. «La nostra Terapia Intensiva – racconta – è ormai da qualche anno una Terapia Intensiva “aperta” e quindi tutta l’equipe medico-infermieristica ha l’abitudine al confronto costante con i parenti: in questi mesi ci siamo dovuti abituare a comunicazioni telefoniche spesso drammatiche in merito alle condizioni cliniche dei degenti. Abbiamo dedicato svariate ore al giorno per informare telefonicamente i parenti cercando di rassicurarli che nessun Paziente veniva abbandonato a se stesso. Se mi chiede quale sia stato l’aspetto peggiore di questa pandemia, non ho dubbi a risponderle che è stato sicuramente questo: l’impossibilità di far entrare in reparto i parenti, parlare con loro di persona e fargli visitare i propri cari. A tutta la fatica fatta giorno per giorno in Ospedale, di cui peraltro ci accorgiamo solo ora, va aggiunta la paura di non portare il virus con noi fuori dall’Ospedale e quindi a casa con i nostri cari». Il reparto è stato tra quelli con il tasso più basso di contagi tra i sanitari: «E’ stato possibile grazie a due fattori determinanti: la disponibilità di DPI e l’attenzione manicale al loro utilizzo. Il rifornimento costante di maschere, camici, visiere è stato frutto del lavoro di tutta le persone che il nostro Ente ha dedicato al costante, seppur estremamente difficoltoso, approvvigionamento, sia nella sede centrale che qui a Erba e alla generosità di tante persone che hanno donato sia economicamente che direttamente i presidi. La comunità di Erba e dintorni si è attivata per il “suo” Ospedale e noi non possiamo che essere grati a tutte queste persone» sottolinea. L’Ospedale di Erba si è adoperato per entrare a far parte di studi multicentrici che sperimentavano l’utilizzo di farmaci dedicati, in epoca pre-pandemica, alla cura di altre patologie compresa tra le altre l’ozono-terapia. La carenza di Medici ed in particolar modo, la carenza di Specialisti in Anestesia e Rianimazione, è stato ed è ancora un problema reale. La pandemia ha dato vita ad un vero e proprio network di Terapie Intensive lombarde. Per l’immediato futuro, osserva, «il nostro compito è di non farci trovare impreparati: stare all’erta e preparaci al peggio anche se questo non dovesse materializzarsi. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sullo screening dei Pazienti che giornalmente accedono in Ospedale per prestazioni ambulatoriali, prelievi o ricoveri per interventi chirurgici. La pazienza che chiediamo all’utenza è finalizzata a garantire la protezione di tutti. L’Ospedale di Erba ha completamente atteso le indicazioni di Regione Lombardia nel garantire percorsi separati e screening dei Pazienti. Posso dire orgogliosamente che grazie al lavoro di tutti, ad oggi, non abbiamo documentato neanche un caso di Pazienti che hanno contratto l’infezione all’interno dell’Ospedale».

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Coronavirus: record casi Usa, oltre 60 mila in 24 ore

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Ancora un nuovo record di casi di contagio negli Stati Uniti: 60.209 nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in Usa sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 131.362.

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Stop ai voli dal Bangladesh, allarme focolai da rientri

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 Quando ha saputo che solo sul volo Dacca-Roma atterrato ieri a Fiumicino i positivi al Coronavirus erano gia’ 21, prima ancora che terminassero tutti i test il ministro Roberto Speranza ha detto basta: stop agli aerei dal Bangladesh, almeno per una settimana, almeno finche’ non si trovera’ un modo piu’ sicuro per gestire le misure di sicurezza per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue. “La quarantena per chi viene da Paesi extra Ue ed extra Schengen – ha detto il ministro della Salute – e’ gia’ prevista ed e’ confermata. Ma dopo tutti i sacrifici fatti non possiamo permetterci di importare contagi dall’estero. Meglio continuare a seguire la linea della massima prudenza”. Speranza lo dice chiaramente: la ‘goccia’ che l’ha spinto a bloccare gli aerei dal Bangladesh, d’intesa con la Farnesina di Luigi Di Maio, e’ stato il volo di ieri. Quello con 276 persone a bordo che l’assessore laziale alla Sanita’ Alessio D’Amato ha definito senza troppi complimenti “una vera e propria ‘bomba’ virale che abbiamo disinnescato con tempestivita’”, spiega, attraverso l’ordinanza firmata ieri dal governatore Nicola Zingaretti. Un provvedimento ad hoc per i voli speciali da Dacca autorizzati dall’Enac che di fatto blindava gli arrivi dal Paese asiatico – peraltro dirottati sul Terminal 5, non operativo e lontano dagli altri – e li imbrigliava in una rete di controlli, sottoponendo i passeggeri al test sierologico e al tampone, e all’isolamento nell’attesa. Il timore delle autorita’ sanitarie e’ che il contagio si espanda sul territorio laziale, diffondendosi in particolare nella numerosa comunita’ bengalese che risiede nella Capitale. Proprio stamattina infatti la Asl Roma 2 e l’Unita’ di Crisi anti-Covid hanno incontrato i rappresentanti della comunita’ per informare ma anche tranquillizzare i bengalesi di Roma. E’ stata l’occasione per dare indicazioni esatte da tradurre nella loro lingua e da diffondere poi attraverso i social e i loro canali interni. Il problema a cui far fronte oggi, una volta fermati i nuovi voli, e’ che l’aereo di ieri e’ stato preso in tempo (“non avessimo messo in piedi un’imponente macchina dei controlli – dice infatti D’Amato – questi passeggeri sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus”) ma lo stesso non si puo’ dire dei passeggeri dei voli atterrati a Roma nelle settimane precedenti. Ecco perche’ la Regione ha chiesto a tutti coloro che dal 1 giugno siano rientrati dal Bangladesh, o siano stati a contatto con gente di ritorno dalla madrepatria, di andare a sottoporsi ai test al ‘drive-in’ di S. Caterina delle Rose a Largo Preneste. “Inoltre in via del tutto straordinaria – ha fatto sapere la Regione – sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunita’, ulteriori due punti che saranno disponibili per questo sabato e questa domenica”. C’e’ poi l’indicazione per gli asintomatici: 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo, anche in appositi alberghi a disposizione per chi non avesse alternative. Bastera’? Secondo il sindaco di Fiumicino Esterino Montino lo stop ai voli dal Bangladesh e’ una buona idea “ma non e’ sufficiente” perche’ rimane il problema degli scali: “Per questo – ha aggiunto il primo cittadino – va coinvolta l’Ue”.

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