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Corona Virus

Coronavirus in Campania, la curva rallenta: 3554 positivi e 32 morti

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Resta altissimo il contagio in Campania. La curva però rallenta. La crescita non è più esponenziale. Questi i dati del bollettino claustrofobico quotidiano emesso dalla Regione Campania. Per capirci, oggi, i dati ci dicono che la percentuale dei contagiati sul numero di tamponi è del 14,39 per cento. Qualche giorno fa in Campania questa percentuale superava abbondantemente il 20 per cento. C’è ancora pochissimo da stare allegri, ma è meglio oggi che ieri.
Positivi del giorno: 3.554
di cui:
Asintomatici: 3.192
Sintomatici: 362
Tamponi del giorno: 24.692
Totale positivi: 133.056
Totale tamponi: 1.407.796
​Deceduti: 32 (*)
Totale deceduti: 1.249
Guariti: 1.379
Totale guariti: 30.672
* Deceduti tra il 15 e il 20 novembre
​Report posti letto su base regionale:
 
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 198
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 2.260
 
* Posti letto Covid e Offerta privata

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Il Dpcm raccomanda fortemente di non ricevere a casa non conviventi

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” Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Con riguardo alle abitazioni private, e’ fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessita’ e urgenza”. Lo si legge nel dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte e in vigore dal 4 dicembre.

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Gimbe, contagio frena ma +10% decessi in una settimana

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Nella settimana dal 25 novembre al primo dicembre diminuiscono, rispetto alla precedente, i nuovi casi di positivita’ al Sars-Cov-2 (165.879 rispetto a 216.950), e c’e’ una riduzione del rapporto positivi rispetto ai casi testati (24,7% rispetto 27,9%). Calano del 2,3% i casi attualmente positivi e, sul fronte degli ospedali, diminuiscono sia i ricoveri con sintomi che le terapie intensive ma sono ancora in aumento i decessi: sono stati 5.055 rispetto ai 4.842 della settimana precedente, con un aumento del 9,9%. E’ quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.

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La denuncia di Ruggiero Spada, un infermiere: positivo al covid e sintomatico, abbandonato assieme alla mia famiglia a un destino comune a tanti

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Positivo al Covid e con tutti i sintomi, abbandonato al suo destino dall’ASL Napoli 2: è la denuncia che ci arriva da Ruggiero Spada, un cittadino di Casoria risultato positivo al Covid-19 lo scorso 18 novembre. “Lavorando in ospedale ero stato a contatto con una paziente poi risultata positiva – spiega Ruggiero -, così ho fatto il tampone: positivo al Covid-19. In quello stesso giorno sono comparsi i primi sintomi. Ho prontamente avvisato il mio medico di famiglia, che ha effettuato la procedura di segnalazione sul territorio, ma l’ASL non mi ha mai telefonato. Ho provato a contattare il servizio di epidemiologia dell’ASL Napoli 2, ma al telefono non rispondono e l’indirizzo mail pubblicato sul sito risulta inesistente”. Ruggiero presenta molti sintomi, fra cui affanno, fiato corto, tosse, mal di testa, perdita dell’olfatto e del gusto. “In caso di pazienti con sintomi, le USCA dovrebbe effettuare una visita a domicilio, ma nel mio caso non è avvenuto”.

La famiglia di Ruggiero, ad eccezione della figlia, aspetta ancora di potersi sottoporre al tampone. “Mia moglie e l’altro nostro figlio stanno ancora aspettando – denuncia -, nonostante i continui solleciti del nostro medico curante. Ad oggi non abbiamo idea se siano negativi, positivi asintomatici… Non sappiamo niente”. Per poter effettuare i tamponi Ruggiero si scontra con una serie di contraddizioni che mettono in luce la scarsa organizzazione dell’assistenza territoriale. “Mi hanno chiesto di portare mia figlia al drive-in di Pozzuoli. Ho spiegato che in famiglia guido solo io e che, essendo positivo peraltro con sintomi, ero impossibilitato a muovermi. Allora mi rispondono che sarebbero venuti a domicilio. Il giorno dopo mi richiamano: “siccome non può venire a Pozzuoli, porti sua figlia a Frattamaggiore”. Rispiego la situazione. Il giorno dopo però ricevo un messaggio perentorio dell’ASL Napoli 2, dovevo portare mia figlia al drive-in di Casoria; per fortuna l’ha accompagnata una mia amica”. 

Una situazione pressoché identica si verifica per il secondo tampone di Ruggiero. “Il primo l’avevo fatto nell’ospedale dove lavoro; dopo la vicenda di mia figlia, ricevo un altro sms, avrei dovuto effettuare il test al drive-in di Casoria. Mi sono dovuto bardare per non infettare altre persone, sono sceso di casa con una patologia respiratoria e sono andato al parcheggio per il tampone”. 

I risultati di questo secondo test però non sono ancora noti, poiché, avendo la tessera sanitaria scaduta, Ruggiero è impossibilitato ad accedere alla piattaforma Sinfonia, che consente di visualizzare l’esito del tampone. “L’ASL dovrebbe comunicare all’Agenzia delle Entrate le tessere sanitarie scadute, così che questa possa provvedere a mandare quella aggiornata, ma questa comunicazione non è avvenuta. Ora ho chiesto al medico di famiglia di verificare i risultati”. 

Le inefficienze della medicina del territorio si ripercuotono sui cittadini e contribuiscono a ingolfare i reparti degli ospedali. “Essendo del mestiere, io so come gestirmi, cosa fare. Penso però a tanta gente abbandonata a se stessa, c’è chi è costretto a farsi il tampone privatamente perché l’ASL non li chiama. Gli ospedali si saturano anche perché la medicina del territorio è carente e disorganizzata”. 

Oggi Ruggiero sta un po’ meglio, ma avrebbe bisogno di controlli ed esami per verificare l’effettivo impatto sul suo corpo della malattia. “Sto seguendo le cure che mi ha prescritto per telefono il medico curante. Ancora non respiro molto bene, ho il fiato corto. Avrei bisogno di una radiografia, ma chi me la prescrive? E poi, dove potrei farla? Non hanno previsto un centro diagnostico che effettui esami a pazienti positivi al Covid. Per avere una radiografia dovrei chiamare il 118, fare finta di sentirmi male e farmi ricoverare, le sembra normale? Il mio diritto alla salute è leso dal distretto sanitario di Casoria dell’ASL Napoli 2.

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