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Spettacoli

Coronavirus: Bonolis e figlio stanno bene, tampone negativo anche per Rovazzi

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 “Paolo Bonolis e suo figlio Davide stanno bene. Hanno fatto i tamponi per il Covid 19 e sono risultati negativi” questo è quanto riferiscono fonti vicine al conduttore Paolo Bonolis, che ha partecipato nel weekend con suo figlio Davide alla partita di calcetto che si e’ tenuta la scorsa settimana in Sardegna, a Porto Cervo, giocata tra gli altri anche da Flavio Briatore, oggi ricoverato con il Covid 19 al San Raffaele di Milano. Alla partita nel campo di un noto albergo, con il gruppo di amici famosi: oltre a Flavio Briatore, c’erano Andrea Della Valle, Fabio Rovazzi, che sembra stia bene, e sui social fa sapere che “non e’ in quarantena ne’ in isolamento”, come chiunque puo’ vedere dalle sue Instagram stories”. Tra i giocatori anche Sinisa Mihajlovic, risultato positivo al Coronavirus. La partita era stata organizzata dal petroliere HormozVasfi.

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In Evidenza

Gigi D’Alessio perde la causa sui primi album, il Tribunale conferma i diritti alla Zeus Record

Il Tribunale civile di Napoli ha respinto la richiesta di Gigi D’Alessio di sciogliere i contratti firmati con la Zeus Record agli inizi della carriera. Il giudice ha riconosciuto la prevalente natura di cessione dei diritti. Il cantante presenterà appello.

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Sconfitta in tribunale per Gigi D’Alessio nella causa intentata per riottenere la disponibilità dei diritti legati ai suoi primi lavori discografici.

La sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale civile di Napoli ha respinto la domanda con la quale il cantautore chiedeva la risoluzione dei contratti stipulati con la Zeus Record agli inizi degli anni Novanta, quando la sua carriera era ancora legata soprattutto al circuito musicale napoletano.

Il giudice ha ritenuto prevalente la natura di cessione dei diritti prevista dagli accordi sottoscritti all’epoca. La decisione è di primo grado e sarà impugnata dalla difesa dell’artista.

La contestazione sulla valorizzazione del catalogo

D’Alessio sosteneva che la società non avesse valorizzato adeguatamente negli anni il repertorio acquisito attraverso quei contratti.

Al centro della controversia non c’era dunque soltanto la titolarità formale dei diritti, ma anche il comportamento richiesto all’editore e al produttore discografico nella gestione e nello sfruttamento commerciale delle opere.

La difesa del cantante chiedeva che gli accordi fossero riletti alla luce dell’evoluzione del mercato musicale, profondamente trasformato dalla diffusione delle piattaforme digitali e dello streaming.

Ancora oggi alcune registrazioni del primo periodo artistico di D’Alessio risultano distribuite con l’indicazione della Zeus Record quale titolare dei diritti fonografici.

Per il Tribunale prevale la cessione dei diritti

Il Tribunale non ha però accolto questa impostazione.

Secondo la decisione, gli accordi conclusi nei primi anni della carriera del cantautore devono essere considerati prevalentemente come contratti di cessione, con il conseguente trasferimento dei diritti indicati nelle clausole sottoscritte.

Non sarebbe stata quindi riconosciuta l’esistenza di obblighi tali da giustificare la risoluzione dei contratti per una presunta insufficiente valorizzazione del catalogo.

La sentenza mantiene così inalterato, almeno per il momento, l’assetto dei diritti sulle opere interessate dal procedimento.

La difesa annuncia appello

L’avvocato Eugenio D’Andrea, difensore di D’Alessio, ha già annunciato il ricorso in appello.

«Sapevamo che l’azione giudiziaria era un po’ pionieristica e che sarebbe stata una causa da apripista», ha spiegato il legale a LaPresse.

Per la difesa si tratta di una questione «di giustizia e di equità». La sentenza, secondo D’Andrea, avrebbe però sovrapposto il ruolo del produttore discografico con quello dell’editore musicale, senza cogliere pienamente il principio sul quale era stata costruita la domanda.

La differenza tra editore e produttore discografico

La causa tocca una distinzione importante nel settore musicale.

L’editore amministra normalmente i diritti legati alla composizione, quindi alla musica e al testo. Il produttore discografico detiene invece i diritti sulla registrazione, il cosiddetto master, e ne cura la riproduzione e la distribuzione.

Nella pratica, soprattutto nei contratti più risalenti, i ruoli possono intrecciarsi e una stessa società può acquisire differenti categorie di diritti.

È proprio sulla natura degli accordi firmati da D’Alessio e sugli obblighi che ne derivavano che si è concentrato il procedimento napoletano.

Una causa che può interessare molti artisti

La controversia assume un valore che va oltre il catalogo del cantante napoletano.

Molti artisti hanno firmato i primi contratti in una fase iniziale della carriera, quando avevano un potere negoziale molto inferiore rispetto alle case discografiche. Opere che all’epoca avevano un valore limitato possono oggi produrre ricavi continuativi grazie allo streaming, alle riedizioni e all’utilizzo sulle piattaforme social.

La domanda posta dalla difesa di D’Alessio è se chi acquisisce quei diritti debba limitarsi a conservarli e sfruttarli oppure sia tenuto anche a promuovere e valorizzare concretamente il repertorio.

Il Tribunale di Napoli ha dato una prima risposta favorevole alla Zeus Record. La parola passa ora alla Corte d’Appello, che dovrà stabilire se confermare la validità dell’impostazione contrattuale o accogliere la lettura proposta dal cantautore.

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Spettacoli

Ballando con le Stelle 2026, cast e giuria ancora in costruzione: Aurora Ramazzotti vicina, Matri a un passo. Tutti i rumors sullo show di Milly Carlucci

A poco più di due mesi dal debutto del 3 ottobre su Rai 1, prende forma il nuovo cast di Ballando con le Stelle. Tra indiscrezioni, smentite e trattative, Aurora Ramazzotti e Alessandro Matri sembrano vicinissimi, mentre resta aperto il nodo della giuria dopo l’addio di Selvaggia Lucarelli.

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L’attesa cresce e, come ogni estate, si alimenta di indiscrezioni, smentite e colpi di scena. Ballando con le Stelle 2026, il dance show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, tornerà in prima serata il 3 ottobre, ma il cantiere è ancora aperto. Il cast non è stato ufficializzato e anche la composizione della giuria resta oggetto di riflessione.

Dopo il successo della passata edizione, vinta da Andrea Delogu, il programma è al lavoro per costruire una nuova stagione capace di confermare gli ottimi risultati di pubblico.

Aurora Ramazzotti in pole position

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello di Aurora Ramazzotti.

Secondo diverse indiscrezioni raccolte negli ambienti televisivi, la figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti sarebbe la concorrente più vicina a entrare nel cast, tanto da essere considerata da più fonti come la partecipante più accreditata della nuova edizione.

Al momento, però, non è arrivata alcuna ufficializzazione da parte della Rai o della produzione.

Alessandro Matri verso la firma

Molto avanzata sarebbe anche la trattativa con Alessandro Matri.

L’ex attaccante potrebbe raccogliere il testimone di altri protagonisti del mondo dello sport che negli ultimi anni hanno scelto di mettersi alla prova sulla pista da ballo, come Fabio Fognini e Filippo Magnini.

Per Matri sarebbe anche un curioso passaggio di consegne familiare. Sua moglie, Federica Nargi, fu infatti una delle protagoniste più apprezzate dell’edizione 2024, arrivando fino alle battute finali in uno dei duelli più spettacolari del programma contro Bianca Guaccero, poi vincitrice.

Il rebus della giuria dopo l’addio di Selvaggia Lucarelli

Il vero nodo resta però quello della giuria.

Dopo l’uscita di scena di Selvaggia Lucarelli, destinata alla conduzione della nuova edizione de L’Isola dei Famosi su Mediaset, la produzione sta valutando se limitarsi a sostituire un solo componente oppure rinnovare completamente il tavolo dei giudici.

Secondo fonti vicine al programma, il ragionamento è semplice solo in apparenza.

«È come quando si rompe un orologio: ti chiedi se cambiare un solo pezzo oppure sostituirlo completamente. Ma non è una scelta facile, perché non sai se il nuovo meccanismo funzionerà con la stessa alchimia del precedente. Ci stiamo confrontando con diversi personaggi per capire chi possa inserirsi nel gruppo.»

Per il momento risultano confermati Carolyn Smith e Guillermo Mariotto, mentre resta da definire l’intero assetto del tavolo.

Il caso Cattelan e la smentita

Nelle ultime ore era circolato anche il nome di Alessandro Cattelan.

È stato però lo stesso conduttore a smentire tutto con una ironica Stories su Instagram, nella quale balla sulle note di The Time of My Life accompagnando il video con la scritta: “Ballando con le fake news”.

Secondo le fonti consultate, in realtà il suo nome non sarebbe mai stato preso in considerazione.

«Cattelan non lo abbiamo mai convocato. In questo caso si è trattato semplicemente di una notizia sfuggita di mano», spiegano.

Zazzaroni resta un punto di riferimento

Tra i punti interrogativi figura anche Ivan Zazzaroni.

Per gli autori rappresenta molto più di un semplice giurato.

«È uno dei pilastri del programma. Conosce perfettamente il meccanismo televisivo, è stato anche concorrente e rappresenta una figura importante. Al momento non sappiamo ancora quale sarà l’assetto definitivo.»

Matano, Barbara D’Urso e Ventura tra le ipotesi

Tra i nomi valutati compare anche quello di Alberto Matano, oggi “custode del tesoretto” e presenza fissa del programma.

Il giornalista potrebbe essere promosso al tavolo della giuria, anche se la sua permanenza nello show non sarebbe ancora stata definita.

Resta inoltre sul tavolo l’ipotesi Barbara D’Urso, mentre sarebbe stata presa in considerazione anche Simona Ventura, già concorrente del programma insieme al marito Giovanni Terzi.

Chi non ci sarà

Una certezza invece esiste.

Elettra Lamborghini non farà parte del cast di Ballando con le Stelle perché è già stata ufficializzata dalla Rai come concorrente di Tale e Quale Show.

Tra le suggestioni estive è comparso anche il nome del manager Lucio Presta, ex ballerino agli inizi della carriera, ma negli ambienti televisivi l’ipotesi viene considerata priva di fondamento.

L’incognita Paolo Belli

Resta infine da chiarire la posizione di Paolo Belli, storico volto del programma.

Secondo le informazioni raccolte, l’eventuale mancata conferma sarebbe una scelta maturata da tempo e non avrebbe alcun collegamento con il tragico incidente stradale che lo ha coinvolto mentre era in bicicletta e per il quale è attualmente indagato. Le indagini sono ancora in corso e la sua posizione dovrà essere valutata dalle autorità competenti.

Milly Carlucci non scopre le carte

Come da tradizione, Milly Carlucci mantiene il massimo riserbo.

Nessun commento ufficiale sul cast o sulla giuria, mentre sui social la conduttrice continua ad alimentare l’attesa con brevi video promozionali: in uno, realizzato con l’intelligenza artificiale, calcia un pallone dopo la finale dei Mondiali; in un altro sorvola una spiaggia a bordo di un piccolo aereo trainando lo striscione di Ballando con le Stelle.

Il messaggio è chiaro: le vacanze stanno per finire e il sabato sera di Rai 1 è pronto a tornare.

Per conoscere il cast definitivo, però, servirà ancora un po’ di pazienza.

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In Evidenza

Edoardo Bennato compie 80 anni: grazie al maestro che ci ha insegnato a restare liberi

Edoardo Bennato compie 80 anni. Il ricordo personale di un artista che, attraverso il rock, l’ironia e il dubbio, ha formato intere generazioni e insegnato a guardare il mondo con libertà e senso critico.

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Ci sono artisti che ascolti. E poi ci sono artisti che, senza accorgertene, ti formano. Per me Edoardo Bennato è stato questo.

Oggi, 23 luglio, compie 80 anni e sento il bisogno di dirgli semplicemente grazie.

Grazie perché le sue canzoni hanno accompagnato la mia vita e, in tanti momenti, mi hanno aiutato a capire il mondo. Dietro l’energia del rock, l’ironia e quella leggerezza soltanto apparente — altro che “sono solo canzonette” — ho sempre trovato un uomo di straordinaria intelligenza e di rara sensibilità.

Un uomo capace di leggere il potere

Ho sempre visto in Edoardo qualcosa che andava oltre il musicista.

Uno psicologo dell’animo umano, un sociologo capace di leggere i meccanismi del potere, un anticonformista autentico, un anarchico nel senso più nobile del termine. Un ambientalista e un animalista quando queste battaglie erano ancora patrimonio di pochi.

Le sue canzoni non si limitavano a raccontare. Smontavano le convenzioni, mettevano in discussione le gerarchie, svelavano le ipocrisie.

Dotti, medici e sapienti, In fila per tre, Un giorno credi, A cosa serve la guerra: brani scritti decenni fa che continuano a interrogare il presente.

La lezione più importante: imparare a dubitare

La cosa che più mi ha affascinato di lui, però, è un’altra.

Bennato non ha mai preteso di insegnarci che cosa pensare. Ci ha insegnato a dubitare. A non fidarci delle verità confezionate. A coltivare il senso critico. A restare liberi.

Da giornalista, con il passare degli anni, mi sono accorto che quella lezione mi è rimasta dentro.

Ogni volta che cerco una notizia, ogni volta che provo a capire invece di giudicare, ogni volta che diffido delle semplificazioni, ritrovo qualcosa di quella libertà che Edoardo ha seminato nelle sue canzoni.

Per questo oggi non festeggio soltanto un compleanno. Festeggio un artista che ha lasciato un segno profondo nella mia vita.

Il Peter Pan del rock italiano

Nato a Bagnoli il 23 luglio 1946, Bennato celebra gli ottant’anni senza alcuna intenzione di trasformarsi in un monumento. Il titolo scelto per il tour del 2026, “Quando sarò grande”, è già uno dei suoi sberleffi: il Peter Pan del rock italiano continua a guardare il mondo con la curiosità e l’irriverenza di chi rifiuta di diventare adulto secondo le regole degli altri.

È reduce dal concerto del 20 luglio al Circo Massimo di Roma, una delle tappe principali del tour estivo, che proseguirà il 3 settembre a Empoli, il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei e il 18 settembre a Milano.

Quarantasei anni fa, il 19 luglio 1980, fu il primo artista italiano a richiamare più di 60mila persone a San Siro. In quello stesso periodo attraversò gli stadi d’Italia con chitarra, armonica, tamburello a pedale e kazoo, trasformando il concerto rock in una festa collettiva e in un atto di libertà.

La scossa arrivata da Bagnoli

Edoardo Bennato è stato, ed è ancora, la grande scossa dei Campi Flegrei.

Bagnoli non è soltanto il luogo in cui è nato. È la sua patria, il punto dal quale partono le radici, i ricordi, gli amici e la visione del mondo.

Ogni racconto della sua infanzia torna alla madre Adele, che affidò Edoardo e i fratelli Eugenio e Giorgio a un’insegnante di musica per tenerli impegnati durante l’estate. Da quel primo apprendistato sarebbe nato un percorso unico, capace di mescolare rock, blues, punk, musica popolare napoletana e tradizione cantautorale.

Poi Milano, gli studi di Architettura, la tesi dedicata a una metropolitana per i Campi Flegrei, le porte chiuse dalle case discografiche, il primo album Non farti cadere le braccia accolto con freddezza e persino quella voce definita sgraziata.

Bennato reagì trasformandosi in una one man band: chitarra, armonica, kazoo e tamburelli suonati con i piedi. Una scelta nata dalla necessità e diventata un linguaggio artistico inconfondibile.

Pinocchio, Peter Pan e i personaggi dei nostri telegiornali

Il successo arrivò con album destinati a cambiare la musica italiana: I buoni e i cattivi, Io che non sono l’imperatore, Burattino senza fili, Sono solo canzonette.

Bennato prese Pinocchio, Geppetto, Mangiafuoco, Peter Pan e Capitan Uncino e li trasformò in metafore contemporanee.

Attraverso le fiabe parlò di conformismo, autorità, opportunismo, guerra, manipolazione e perdita dell’innocenza. Non serviva indicare nomi e cognomi: quei personaggi erano già nelle istituzioni, nei palazzi del potere e nei telegiornali.

Il bambino che non voleva crescere diventò il simbolo della libertà. Il burattino che desiderava diventare uomo raccontò invece il prezzo dell’omologazione.

L’artista che non ha mai smesso di creare

Gli ottant’anni arrivano in una stagione particolarmente intensa.

Tra maggio e giugno il Palazzo Esposizioni di Roma ha ospitato “Edoardo Bennato. In cammino…”, una mostra dedicata alla sua produzione pittorica, centrata anche sui temi delle migrazioni e delle contraddizioni del mondo contemporaneo.

Bennato sta inoltre lavorando all’inno dell’America’s Cup che si svolgerà a Napoli nel 2027. Una competizione che avrà la propria base operativa proprio a Bagnoli, davanti a quel mare che attraversa da sempre le sue canzoni e la sua vita.

Dove Nisida è un’isola e quasi nessuno lo sa.

Buon compleanno, Edo

Ottant’anni vissuti da uomo libero.

Ottant’anni senza inchinarsi alle mode, alle convenienze, alle ideologie dominanti e alle verità imposte.

Buon compleanno, Edo.

Grazie per averci insegnato che si può essere popolari senza diventare conformisti, ironici senza essere superficiali, ribelli senza smettere di pensare.

E grazie soprattutto per averci insegnato a dubitare.

Credimi: di uomini liberi come te abbiamo ancora un enorme bisogno.

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