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Corona Virus

Coronavirus, altri 3 casi in Iran: la città di Qom in quarantena

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Si aggrava il focolaio di coronavirus (Covid-19) in Iran. Dopo i primi due morti registrati ieri, la Repubblica islamica ha confermato almeno altri tre casi di contagio, anche se alcuni media locali ipotizzano che i malati e le vittime siano molto di piu’ di quelli ammessi dalle autorita’. L’epicentro dell’epidemia nel Paese e’ a Qom, citta’ di un milione di abitanti nel nord-ovest dell’Iran, 140 km a sud di Teheran. Nella citta’ santa sciita, dove si sono verificati i due decessi accertati, oggi scuole e universita’ sono rimaste chiuse. Ed e’ sempre a Qom che si registrano due degli altri tre casi, mentre il terzo paziente colpito e’ un medico, anche lui proveniente dalla citta’ ma ricoverato in un ospedale di Arak, a una trentina di chilometri di distanza. A Qom viene segnalata la presenza di militari e forze speciali di polizia, che avrebbero bloccato le strade e isolato l’area intorno a un ospedale, mettendo di fatto in quarantena almeno parte della citta’. Stando alla locale universita’ di Scienze Mediche, diverse ambulanze e numerosi membri del personale di soccorso affiancano da stamani i medici di due nosocomi che verranno utilizzati per la quarantena dei casi sospetti. Il presidente del parlamento Ali Larijani, che e’ responsabile per la citta’ santa, ha convocato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza cittadino. Un aggravamento della situazione e’ stato in ogni caso riconosciuto dalle autorita’. Il portavoce del presidente Hassan Rohani, Ali Rabiei, ha annunciato la creazione di un quartier generale per il coordinamento delle operazioni sanitarie, invitando la popolazione ad attenersi alle disposizioni ufficiali. Ma la sfiducia verso la trasparenza delle autorita’ nella gestione della crisi appare sempre piu’ forte. Alcuni media parlano di almeno 25 contagi sempre a Qom e un totale di 9-10 vittime. Mancano pero’ riscontri ufficiali. Altri 3 casi sono stati riconosciuti dai servizi d’emergenza come sospetti contagi – ma non confermati – solo dopo la diffusione di post di denuncia sui social media. I vertici della Repubblica islamica – accusano i gruppi dissidenti – avrebbero nascosto deliberatamente le informazioni per evitare polemiche e critiche alla vigilia delle elezioni parlamentari di domani. Un nuovo colpo alla credibilita’ delle istituzioni iraniane, che il mese scorso finirono nel mirino delle proteste popolari dopo aver negato per giorni l’abbattimento del jet ucraino sui cieli di Teheran, che provoco’ 176 vittime.

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Coronavirus, il Neuromed di Pozzilli verifica la validità dei test rapidi con i suoi ricercatori

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Iniziati i test presso il Laboratorio Analisi dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, Isernia, per verificare la validità dei KIT rapidi (COVID IgG-IgM, cioè anticorpi contro il virus), non solo al fine di avviare le necessarie verifiche sierologiche sui pazienti COVID positivi, asintomatici, ricoverati presso la struttura, ma anche per rafforzare le misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del COVID, a favore di quei pazienti candidati a interventi neurochirurgici di elezione che non sono rinviabili. La verifica è in linea con l’orientamento dell’Istituto Superiore di Sanità.

In previsione della ripresa progressiva dei ricoveri presso le Unità Operative di Neurochirurgia, già programmata per la prossima settimana, tali test si affiancheranno alle attività di pre-triage e triage che Neuromed ha da tempo messo in campo al fine di ridurre al minimo il rischio di ricovero di pazienti COVID positivi, ma asintomatici.

Le indagini di validità dei test continueranno presso il Laboratorio Analisi di Neuromed anche per acquisire dati sullo sviluppo della immunità sierologica nei pazienti COVID positivi, un’acquisizione di estrema importanza scientifica e clinica.

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Coronavirus, i dati della Protezione civile 2.477 nuovi positivi e ancora 766 morti ma il contagio rallenta

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Sono ormai 83.049 i positivi al coronavirus nel nostro Paese: i dati forniti dalla Protezione civile parlano di 2477 nuovi positivi e di 760 deceduti, un dato analogo a quello di ieri. Sale sensibilmente il numero dei guariti che sono 18.278 guariti, 1431 in più rispetto a ieri.

Positivi: 83.049 totale, oggi 2.477

deceduti oggi: 766

Ricoverati in terapia intensiva;   4.053

Ricoverati in ospedale: 28.540

A casa: 50.456

Guariti 18.278 in totale, oggi 1.431

 

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Stuart Ramsay, l’inviato di Sky News mostra le differenze tra la “mitica” sanità del Nord e il Cotugno

Sal Sparace

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In tutti questi anni e sono circa 30 anni di lavoro per Sky News ho sempre apprezzato il lavoro del mio collega Stuart Ramsey. Ramsay è il principale corrispondente di Sky News che copre le principali notizie di eventi mondiali, tra cui 18 guerre. Con incarichi recenti incentrati principalmente sulle guerre in Siria e Iraq, sulla crisi dei migranti in America centrale e sulla crisi politica in corso in Venezuela. Sono rimasto molto colpito dei suoi recenti servizi dagli ospedali italiani dagli ospedali di Bergamo, Cremona e Napoli sull’ospedale Cotugno. Quest’ultimo servizio però ha scaturito tante polemiche su tutti i giornali italiani. Questo perche?

L’italia è un paese strano, fanno scalpore le notizie di giornalisti inglesi che in qualche modo mostrano realtà italiane che sono sotto il naso di tutti. Nessuno, per esempio ha pensato di evidenziare l’efficienza dell’ospedale Cotugno di Napoli. Qualcuno dirà sì è vero però Napoli non ha molti casi di Covid 19 e quindi non serve fare il paragone con gli ospedali del nord che hanno cosi tanti pazienti.

Stuart ha realizzato fin’ora 3 servizi dall’italia. Negli ospedali del nord italia come si vede dai link sotto tutti sono nello stesso spazio: pazienti e dottori; mentre l’ospedale Cotugno di Napoli ha usato un metodo piu ferreo per salvare le vite umane proteggendo anche il personale dell’ospedale che è parte vitale per combattere i casi d’infezione. Tutto qui.

Qui siamo a Bergamo

The shocking centre of the COVID-19 crisis

 

E qui siamo a Napoli, ospedale Cotugno: scoprite anche voi la differenza

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