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Corona virus, annullati i festeggiamenti del Capodanno cinese a Roma e Milano. Controlli negli aeroporti

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Niente festa per il Capodanno cinese  a Roma e a Milano: l’annuncio arriva dalla portavoce della comunità a Roma Lucia King  che ha spiegato che la festa va rinviata perché c’è gente che sta male e non  il caso di festeggiare e questo nonostante i preparativi andassero avanti da più di tre mesi. Stessa cosa a Milano dove il coordinamento delle associazioni cinesi a Milano ha deciso di annullare la parata pubblica del 2 febbraio per il Capodanno lunare in segno di solidarietà verso la Cina colpita dal coronavirus. Il budget previsto per la festa di Capodanno, spiegano, verrà utilizzato per fare una donazione alla città di Wuhan, al centro del problema. Attraverso i loro portavoce la comunità di Milano esprime il proprio dolore per non  aver potuto festeggiare, anche se tutto è solo rimandato, spiegano i responsabili.

A Napoli invece il Capodanno cinese è stato celebrato come di consueto in piazza del Plebiscito.

Negli aeroporti di Fiumicino, Roma, e Malpensa, Milano sono stati rafforzati i controlli ed è aumentato il personale medico: la decisione è stata presa dalla task-force istituita dal ministero della Salute proprio per il  coronavirus in Cina e che si è riunita oggi, alla presenza del ministro Speranza e delle altre autorità coinvolte. 

 

 

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Coronavirus: 11 morti, più di 300 infetti e contagio che si allarga a 9 regioni

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Sale a undici il conto delle vittime da Coronavirus. Anche i quattro morti odierni sono anziani (tre in Lombardia e uno in Veneto). Trecentoventotto i positivi, circa cento in più del giorno precedente. E – proveniente dalle aree-focolaio del Settentrione – il contagio arriva al Sud, in Sicilia ed in altre 2 regioni, Liguria e Toscana. Dopo le tensioni di ieri, il Governo vara un’ordinanza per uniformare i comportamenti delle Regioni che non fanno parte delle zone rosse (Lombardia e Veneto).

E per far fronte alla carenza di mascherine ed altri Dpi (Dispositivi di protezione individuali), l’acquisto di questo materiale sarà centralizzato. Mentre fioccano da vari Stati gli inviti ad evitare l’Italia, il premier Giuseppe Conte prova a rassicurare: “e’ un’emergenza che si puo’ affrontare, l’Italia e’ un Paese sicuro, piu’ di tanti altri”. Walter Ricciardi (Oms), nuovo consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, invita a “ridimensionare questo grande allarme, il 95% dei malati guarisce, tutti i morti avevano gia’ condizioni gravi di salute”.

Al quinto giorno dopo la scoperta del primo caso di positivita’ autoctona al Covid-19, il virus progredisce dunque. Il bollettino vede sempre la Lombardia al primo posto, con 240 contagiati; segue il Veneto (45), l’Emilia Romagna (26), Piemonte (3), Lazio (3), Sicilia (3), Toscana (2), Liguria (2) e Alto Adige (1).

I pazienti ricoverati con sintomi sono 114, 35 in terapia intensiva, mentre 162 si trovano in isolamento domiciliare. Una persona e’ guarita. Eseguiti 8.623 tamponi. Sul primo morto veneto, Adriano Trevisan, la procura di Padova ha aperto un fascicolo per accertare se siano state rispettate le linee guida sul trattamento della malattia. I focolai sembrano essere sempre gli stessi, quelli lombardo-veneti. Da li’ provenivano i tre positivi (una coppia ed un altro componente) trovati a Palermo, arrivati con una comitiva di turisti bergamaschi.

L’albergo nel quale alloggiavano e’ stato chiuso e tutti i clienti sottoposti a tampone. Stessa sorte per una turista di Castiglione d’Adda ad Alassio (Savona), primo caso in Liguria: il secondo contagiato ligure era passato da Codogno. Ed il virus ‘lombardo’ e’ stato portato anche all’estero. Un’altra coppia di turisti proveniente dalla Lombardia e’ infatti ricoverata in isolamento nell’isola di Tenerife, dove era andata in vacanza. Anche una 36enne lombarda e’ stata trovata positiva a Barcellona, cosi’ come una coppia bergamasca a Innsbruck. Ma “gli italiani possono continuare a viaggiare”, dice Speranza, che oggi ha incontrato i colleghi delle nazioni confinanti. I ministri, aggiunge, hanno convenuto che chiudere i confini sarebbe “una misura esagerata”.

Secondo Giovanni Rezza, il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss, prima che fosse individuato il ‘caso indice’, vale a dire il 38enne di Cologno, il Coronavirus era gia’ in circolazione nel lodigiano da “una/due settimane. Quasi tutto – precisa – e’ riconducibile all’epicentro dell’epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai piu’ piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall’epicentro dell’epidemia”. E se la conta giornaliera dei morti allarma, Rezza invita a contestualizzare. “In Italia – sottolinea – c’e’ una popolazione anziana e si spiegano cosi’ i tassi di mortalita’ del 2-3%. Gli anziani sono piu’ fragili, lo vediamo con l’influenza. Da quest’ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c’e’ la mortalita’. L’unica maniera per proteggerli e’ circoscrivere i focolai come si sta facendo”.

Le misure per le cosiddette zone rosse sono pienamente in vigore. Oggi sono arrivati anche i militari dell’Esercito per presidiare i check point del Lodigiano. Il Governo punta ora a definire bene cosa devono fare le altre Regioni, per evitare che procedano in ordine sparso e con provvedimenti poco sensati. Il premier Conte ha spiegato che un’ordinanza definira’ tre linee di condotta: “uno per le zone focolaio (i 10 Comuni lodigiani e Vo’, in Veneto), un secondo livello che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio che sono state indirettamente coinvolte, un terzo che e’ il resto d’Italia, dove non c’e’ bisogno di adottare misure restrittive”. L’esempio fatto da Conte e’ quello della scuola: “non si giustifica – ha rilevato – la chiusura delle attivita’ scolastiche in Italia, semmai possiamo sospendere le gite, ma sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione si attivita’ scolastiche e produttive”. Non lo ho pero’ ascoltato il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, che disposto la chiusura di scuole e manifestazioni fino al 4 marzo.

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Coronavirus, Milano rinvia anche il Salone del Mobile

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Federlegno Arredo Eventi ha deciso “visto il perdurare dell’emergenza sanitaria” ha scelto di posticipare l’edizione del Salone del Mobile di Milano a giugno, dal 16 al 21. Il Consiglio di Amministrazione di Federlegno Arredo Eventi, spiega una nota, si e’ riunito oggi in seduta straordinaria e, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria, ha scelto di posticipare l’edizione del Salone del Mobile.Milano a giugno, dal 16 al 21. “La conferma della manifestazione, fortemente appoggiata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, – viene sottolineato – consente alle imprese, chiamate a un’importante prova di responsabilita’, di presentare il proprio lavoro gia’ finalizzato al pubblico internazionale che attende l’appuntamento annuale con il Salone del Mobile.Milano quale punto di riferimento della creativita’ e del design”.

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Coronavirus, stadi chiusi e partite in chiaro su Rai o Mediaset: il Governo ha spiegato a Sky che non farà affari su una sciagura

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Stadi chiusi al pubblico, ma fruibili virtualmente. Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è stato chiarissimo con Sky: chiudere gli stadi non significherà costringere i tifosi ad abbonarsi per forza. Anzi, considerate le motivazioni per cui gli stadi verranno chiusi (per ora in Lombardia, Veneto e altre 4 regioni), la strada è obbligata: niente diritti tv criptati e partite in chiaro per superiori motivi di ordine pubblico. La tv a pagamento ha provato a protestare ma poi quando ha capito che c’era un muro e che la strada di continuare a percepire denaro per abbonamenti e match acquistati era impraticabile, hanno finto di concedere la loro disponibilità alla trasmissione in chiaro di tutte le partite che si disputano a porte chiuse nei luoghi in cui il Governo deciderà di non far affluire tifosi per ragioni sanitarie. E siccome Sky non può trasmettere in chiaro, dovrebbe girare il segnale delle partite a  tv come Rai e Mediaset che si sono offerte di diffondere i match in chiaro, stravolgendo anche i loro palinsesti.

Le proteste. Manifestazioni sindacali davanti alla sede Sky di Milano dei dipendenti licenziati per la chiusura delle sedi italiane

Dunque a partire dall’attesissima sfida scudetto Juventus-Inter di domenica sera è possibile che la vedremo in Rai o su una rete Mediaset. Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha  spiegato che “sono decisioni che deve prendere la Lega. Non entro in scelte autonome del mondo del calcio. Quello che abbiamo disposto è la necessità di salvaguardare la salute”. Come dire: fate come meglio credete, ma se volete giocare a porte chiuse, le partite sono gratis, niente diritti tv finchè c’è emergenza. Da via Rosellini non è giunta una posizione ufficiale, però è trapelato che la decisione non spetta alla Lega su una materia regolata dalla legge Melandri (che non prevede che le partite della Serie A di calcio siano trasmesse in chiaro), alla quale si dovrebbe quindi derogare. Da Sky fanno trapelare questa disponibilità legata alla eccezionalità del momento. E sempre da Sky fanno sapere, attraverso i soliti canali informali, che se si creassero i presupposti di intesa tra Figc, Lega Calcio e Governo, loro potrebbero  valutare di aprire una ‘finestra in chiaro’ trasmettendo su TV8 almeno la partita Juventus-Inter, per consentire a tutti di vederla. Questa presunta disponibilità di Sky, con tutti i paletti, al Governo non è affatto piaciuta. Anzi, è andata di traverso perchè più che una disponibilità sembra una fiction. E infatti  è una disponibilità quella di Sky che tradisce il nervosismo per la perdita di soldi che pensavano di incassare vendendo abbonamenti in casa di partite a porte chiuse in sei regioni per ragioni legate alla diffusione del coronavirus. La trasmissione su Tv8, secondo il Governo, sarebbe infatti inaccettabile perchè occorrono canali di distribuzione del segnale come quelli Rai o Mediaset. E da questo punto di vista la tv pubblica ha immediatamente  manifestato alla Lega Calcio la propria disponibilità seria a trasmettere in chiaro sul canale a più larga diffusione le partite. È evidente che la Rai ha mostrato responsabilità vera  a tutela dell’interesse pubblico alla massima diffusione delle  gare considerando che i suoi canali sono fruibili dal 99,87 % della popolazione. La stessa disponibilità della Rai è stata manifestata anche da  Mediaset. Resta da sciogliere il caos biglietti. Per Juventus-Inter non è previsto alcun rimborso, mentre il club nerazzurro restituirà il denaro dei biglietti per la partita di Europa League contro il Ludogorets che giovedì si giocherà a porte chiuse al Meazza. Pure su questo versante la situazione è tutt’altro che chiara. I tifosi chiedono il rimborso integrale.

 

La denuncia dell’associazione NoiConsumatori

Sulla questione diritti tv in chiaro e Sky c’è stata anche una fortissima denuncia pubblica della associazione dei NoiConsumatori. Angelo Pisani, il presidente di NoiConsumatori, ha spiegato che “se per ragioni sanitarie dettate dalla esigenza di bloccare la propagazione del corona virus è indispensabile fermare i campionati di calcio e tutte le altre manifestazioni sportive, lo si faccia e non si utilizzi questa misura per favorire l’arricchimento delle pay tv. Leggo di un prossimo, possibile decreto del ministro dello sport Vincenzo Spadafora per consentire il proseguimento del campionato di calcio di serie A a porte chiuse. Ebbene, sappia Spadafora che un decreto del genere si presta ad una operazione per far arricchire operatori Tv come Sky e DAZN che hanno già lucrato sulla pelle dei contribuenti con prezzi assurdi degli abbonamenti peraltro sanzionati pesantemente dalla autorità Antitrust. Sappia Spadafora che un decreto che consente di giocare a porte chiuse, in stadi vuoti, è solo una operazione di potere per favorire la vendita di altri abbonamenti a prezzi esorbitanti alle pay tv proprietarie dei diritti. Sappia Spadafora che sarebbe un crimine contro lo sport e i diritti degli sportivi a godere dello spettacolo dal vivo. Sappia Spadafora che contro un provvedimento degli stadi chiusi si sono già espressi allenatori ed atleti, peraltro con dichiarazioni nette, come quelle del tecnico della Lazio Simone Inzaghi. Sappia Spadafora che come associazione consumatori porteremo un decreto del genere non solo davanti alle Autorità di Garanzia ma anche davanti ai tribunali ordinari”. Questo è quanto ha scritto Pisani in un comunicato stampa nella giornata di ieri.

 

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