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Cronache

Cori razzisti e antisemiti all’Olimpico, l’arbitro non sente, i calciatori fingono di nulla e il calcio muore

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Chiamiamolo effetto Salvini sul calcio italiano. Quello che é successo oggi all’Olimpico nel corso del match di Coppa Italia di cui nessuno se ne fotte tra Lazio e Novara passa in quarto piano rispetto allo spettacolo vergognoso e razzista che si respirava nello studio dei biancocelesti. Prima, durante e dopo la partita cori di una minoranza di minorati psichici che hanno insultato i poliziotti (la Polizia é una istituzione di questo Paese), hanno offeso Israele e gli ebrei e ogni tanto qualche slogan razzista riservato ai romanisti. Tutto questo si sentiva nitidamente in Tv e nello stadio era vomitevole. L’arbitro Abbattista ha fatto finta di nulla. I suoi giudici di gara, il quarto uomo e i team manager delle fue società non hanno detto e fatto nulla. E dunque é come se nulla fosse successo. Ma la cosa vergognosa é che mentre la minoranza di minorati ragliava questi cori razzisti, tutti gli altri tifosi non hanno fatto nulla per zittirli. Questo per dire che quello che sostiene il ministro Salvini che “non bisogna fermare le partite, non si può far pagare alla maggioranza il razzismo di pochi imbecilli” farà allargare l’infezione razzista in tutti i gangli vitali del calcio fino ad ucciderlo. Come dice Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli ma soprattutto uomo di sport che ha vinto tutto in Italia, Germania, Spagna e Inghilterra, la questione razzismo “non é un problema del Napoli ma una gigantesca é irrisolta questione del calcio italiano”.

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Lavoratori trattati come schiavi: blitz della Polizia a Latina, coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro

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Sfruttavano centinaia di stranieri e li impiegavano nei campi a fare lavori agricoli in condizioni disumane. È in corso un’operazione della Polizia di Stato di Latina nei confronti di un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di persone.

Nel blitz coinvolti fra gli altri un sindacalista ed un ispettore del lavoro che operavano nella provincia di Latina: anche loro sono stati raggiunti da una misura cautelare, eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

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Cronache

Non si ferma all’alt dei carabinieri e va a schiantarsi contro un albero a Monteforte Irpino: morto un quarantenne di Mercogliano

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Un incidente con dei punti oscuri quello avvenuto a Monteforte Irpino, sulla strada nazionale, in località Gaudi nel quale un uomo che guidava una Fiat Bravo non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri finendo con l’impattare contro un albero. Antonio Dello Russo, 40 anni, di Mercogliano morto incastrato nelle lamiere della sua auto. I Vigili del Fuoco ci hanno messo ore a recuperare l’auto, a tirare fuori Dello Russo e a liberare la strade.

La ricostruzione di quanto accaduto non è ancora ben chiara: Dello Russo, potrebbe aver urtato l’auto dei carabinieri e poi sarebbe scappato, inseguito dai militari lungo la strada che da Baiano porta ad Avellino. La sua corsa è finita all’altezza dell’incrocio con la provinciale per Taurano, nella zona del ponte dell’autostrada, quando Dello Russo è andato a schiantarsi contro un albero. L’uomo che è molto conosciuto nella zona, non solo a Mercogliano dove risiedeva, aveva lavorato per un corriere ma attualmente sembra fosse disoccupato: questo però non spiega perché non si sia fermato all’alt dei carabinieri.

 

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Cronache

Bombe ad Afragola e alla pizzeria Sorbillo, l’analisi di Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto: camorra sovrana in certi posti

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Salvatore Calleri parla con Juorno.it, analizza il fenomeno camorra dentro quel perimetro più ampio e pericoloso che sono le mafie d’Italia. Calleri ne parla con la competenza dello studioso, di chi quotidianamente analizza pervasività, perniciosità, eversività delle mafie in Italia. Lo fa dall’Osservatorio privilegiato della Fondazione Caponnetto che presiede. L’abbiamo ascoltato sul ritorno delle bombe nell’area nord di Napoli (Afragola, Sant’Antimo, Melito, Grumo Nevano) e sull’ordigno fatto esplodere davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo.

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