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Coppa Italia, il Napoli va in semifinale battendo 4 a 2 lo Spezia
Il Napoli ritrova solo parzialmente se stesso. Si qualifica per la semifinale di Coppa Italia. Affronterà l’Atalanta. Lo Spezia che tre settimane fa aveva sbancato il ‘Maradona’ 2-1, in questa circostanza fa quasi da spettatore nel primo tempo incassando 4 gol, salvo a reagire nella ripresa fino a far tremare Gattuso (4 a 2).
Dopo una settimana difficile era importante far bene: valeva soprattutto per la panchina di Gennaro Gattuso. Il Presidente De Laurentiis ha rinnovato la fiducia alla squadra e al mister, che sceglie un modulo di gioco che garantisce maggiori certezze, perché più idoneo alle caratteristiche dei suoi giocatori, il 4-3-3. La formazione vede Ospina in porta; Hysaj e Mario Rui i terzini, in difesa Manolas e Koulibaly, a centrocampo Elmas con Demme e Zielinski, trio in attacco Politano, Lozano e Insigne.

Inizia bene la gara per i padroni di casa in campo con il giusto approccio. Alla prima occasione un tiro dal limite di Zielinsky deviato all’incrocio dei pali favorisce l’intervento di Hysai che con un diagonale mette in mezzo: il più lesto è Koulibaly che dunque al 5’ di gioco, con colpo di tacco, segna l’1-0.

Lo Spezia appare squadra compatta e ben organizzata ma al 20’ si fa sorprendere in difesa su un lancio lungo e preciso di Demme che raccolto ottimamente dal Chucky Lozano e indirizzato in porta vale per gli azzurri il raddoppio. Napoli concreto e cinico, riesce ad avere la meglio sfruttando per la seconda volta un’azione al limite del fuorigioco: al 29’ giunge infatti il terzo gol con Politano che insacca da due passi, imbeccato alla perfezione (solo in area) da un cross di Zielinsky.

Non è finita per il primo tempo: bella ed efficace l’azione di Insigne al 40’ che da centrocampo si invola sulla sinistra, scarta l’avversario – portandosi avanti la palla con il petto – e serve Elmas che in area non sbaglia e trafigge Krapikas per il 4-0.
La ripresa vede in campo l’ingresso di Mertens al posto di Lozano anche oggi tra i migliori. Rallenta il ritmo il Napoli, si limita a contenere il gioco avversario per poi magari sfruttare qualche palla in contropiede. Dopo un bottino così cospicuo il desiderio di Gattuso nel secondo tempo è quello di non prendere goal intensificando l’attenzione in difesa.

Ma così non è. Al 67′ Entrano Lobotka ed Osimhen al posto di Elmas e Zielinski. Si torna al 4-2-3-1 e il Napoli (sarà un caso?) si disunisce e incassa due gol nel giro di due minuti. Al 70′ cross di Acampora e Gyasi solo di fronte a Ospina insacca. Al 72′ è Koulibaly a perdere palla: il tiro dalla distanza di Acampora viene deviato da Manolas e la palla va in rete. Cali di concentrazione gravi che sono costati cari nel corso di questa stagione e anche in questa frazione di gioco che tolgono al Napoli sicurezza e in questo caso danno fiducia allo Spezia che schiaccia gli azzurri nella propria aria di rigore.

Occorre più attenzione e meno confusione. All’ 87′ escono Politano e Mertens (che ha giocato dunque una quarantina di minuti), dentro Di Lorenzo e Bakayoko. Lo Spezia insiste con l’arrembaggio ma ormai i giochi sono fatti e si arriva al 93’ con il Napoli che passa alle semifinali. Gli azzurri incontreranno l’Atalanta di Gasperini in due match il 3 febbraio allo stadio Maradona e il 10 febbraio a Bergamo.
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Affari Tuoi, partita in salita per Martina dell’Emilia-Romagna: perde tutto alla fine
Serata difficile ad Affari Tuoi per Martina, concorrente dell’Emilia-Romagna, accompagnata dalla mamma. In pochi tiri perde i pacchi da 100mila e 200mila euro e si ritrova con una partita tutta in salita.
Una serata particolare quella di Affari Tuoi con la concorrente dell’Emilia-Romagna, la psicologa Martina, accompagnata dalla mamma che la vede perdere tutto all’ultimo momento perchè nel suo pacco cambiato all’ultimo ci sta il ‘tallone da killer’, l’invenzione di Herbert Ballerina..
Una partita che sembrava mettersi bene grazie al jackpot di Gennarino che le fa portare a casa 3 mila euro ma poi si mette subito in salita, quasi una corsa verso il ribasso: in pochi tiri sono usciti due dei premi più pesanti del tabellone, i pacchi da 100mila e 200mila euro.
La simpatica concorrente emiliana si è ritrovata presto nella scomoda condizione di avere soltanto tre pacchi rossi ancora in gioco, compreso quello da 300mila euro, insieme ai pacchi da 20mila e 15mila euro, contro ben cinque pacchi blu.
Ma Martina, “la Marti” come la chiama affettuosamente la mamma Felicia, ha continuato a pescare rossi e ha perso anche il pacco da 15mila euro. A quel punto il Dottore le ha proposto il cambio, ma lei ha deciso di rifiutare e andare avanti con il suo pacco. ma purtroppo il tiro la penalizza e le fa trovare i 300 mila euro. Ci sono da fare 4 tiri con solo un rosso e 5 blu. C’è odore di gioco delle regioni anche perchè il dottore offre una cifra che Martina rifiuta: 3.400 euro. Gara in salita ma Martina ci prova: arriva prima il ballo e poi la ballerina. Poi ancora un pacco blu: resistono ancora i 20 mila euro. Le arriva l’offerta di cambio per l’ultimo tiro e Martina stavolta accetta. Ma perde i 20 mila euro che aveva in favore dell’invenzione di Herbert, il “tallone da killer”
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Malattie neurologiche, nasce Gemini-Genesi: 18 milioni per terapie personalizzate e gemelli digitali
Presentato a Lecce il progetto Gemini-Genesi, finanziato con 18 milioni di euro dal ministero dell’Università e della Ricerca. L’obiettivo è sviluppare tecnologie digitali e sperimentali per diagnosi precoci e terapie personalizzate nelle malattie del sistema nervoso centrale.
La ricerca italiana sulle malattie del sistema nervoso centrale riparte dal Mezzogiorno con un investimento da 18 milioni di euro. È stato presentato a Lecce il progetto Gemini-Genesi, coordinato dal Centro per le nanotecnologie biomolecolari dell’Istituto Italiano di Tecnologia e sostenuto dal ministero dell’Università e della Ricerca.
L’iniziativa punta a sviluppare nuove tecnologie digitali e sperimentali orientate al paziente, con l’obiettivo di migliorare diagnosi precoci, monitoraggio e terapie personalizzate per patologie neurologiche e neurodegenerative.
Un progetto nato dai risultati del Pnrr
Gemini-Genesi nasce dalla messa a sistema dei risultati di due progetti finanziati nell’ambito del Pnrr. Il primo è Raise, dedicato allo sviluppo di tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale per la medicina predittiva e personalizzata. Il secondo è Mnesys, centrato su nuovi approcci per le neuroscienze sperimentali e cliniche.
Il nuovo finanziamento, della durata di due anni, arriva nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027.
I gemelli digitali per diagnosi e cure personalizzate
Il cuore scientifico del programma Gemini è lo sviluppo di gemelli digitali, modelli virtuali capaci di aiutare a comprendere, monitorare e prevedere lo stato di salute di una persona.
Queste tecnologie potranno supportare diagnosi precoci e terapie personalizzate per diverse patologie del sistema nervoso centrale, dalle lesioni cerebrali acquisite, come ictus, trauma cranico e anossia, fino alle malattie neurodegenerative come Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e Alzheimer.
Il Polo Genesi tra Lecce, Napoli e il Mezzogiorno
Accanto al programma di ricerca nascerà il Polo di Innovazione Genesi, con sede principale in provincia di Lecce e sedi operative in diverse città del Mezzogiorno, tra cui Bari, Napoli, Cagliari, Caserta, Pozzilli e Palermo, oltre a Genova.
Il polo avrà il compito di favorire la sperimentazione e l’industrializzazione delle tecnologie sviluppate, coinvolgendo imprese, centri di ricerca e strutture territoriali. L’obiettivo è trasformare i risultati scientifici in applicazioni concrete, utili ai pazienti e al sistema sanitario.
Ricerca, imprese e competenze nel Sud
Il progetto coinvolge 18 partner e punta a rafforzare la competitività scientifica e tecnologica del Mezzogiorno. Una parte delle risorse, circa 1,5 milioni di euro, sarà destinata a consolidare le posizioni dei ricercatori assunti attraverso il Pnrr.
È un passaggio rilevante perché consente di evitare la dispersione di competenze altamente specializzate, costruite negli ultimi anni grazie agli investimenti pubblici nella ricerca.
Una nuova piattaforma per la medicina del futuro
Gemini-Genesi mette insieme intelligenza artificiale, neuroscienze, tecnologie digitali e medicina personalizzata. La sfida è creare una piattaforma capace di avvicinare ricerca, clinica e industria, portando nel Mezzogiorno un modello stabile di innovazione.
Per il Sud, il progetto rappresenta anche un’occasione di sviluppo: non solo ricerca avanzata, ma nuove competenze, nuove imprese e tecnologie capaci di incidere concretamente sulla cura delle malattie neurologiche.
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Laika contro Trump e Infantino, a Zurigo la protesta sui Mondiali 2026
Alla vigilia dei Mondiali 2026, la street artist Laika1954 ha realizzato a Zurigo due opere contro Donald Trump, Gianni Infantino e la Fifa, denunciando le controversie sui diritti umani legate alla competizione.
Due opere apparse a Zurigo, davanti e attorno al cuore istituzionale del calcio mondiale, trasformano i Mondiali 2026in un manifesto politico. La street artist Laika1954 ha colpito ancora, questa volta prendendo di mira Donald Trump, Gianni Infantino e la Fifa, accusati dall’artista di avere legato la Coppa del Mondo a una stagione segnata da deportazioni, discriminazioni e gravi tensioni internazionali.
La “death cup” davanti alla Fifa
La prima opera è comparsa davanti al quartier generale della Fifa, in Fifa Strasse. Raffigura Donald Trump e Gianni Infantino mentre tengono tra le mani una coppa a forma di teschio, ribattezzata “death cup”.
L’immagine è una denuncia visiva del rapporto tra politica, potere sportivo e gestione del Mondiale. Il torneo del 2026, ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, è stato più volte al centro di polemiche per il forte protagonismo di Trump e per il rapporto diretto con Infantino.
Il tifoso messicano fermato dagli agenti Ice
La seconda opera, comparsa nel centro di Zurigo e intitolata “Fifa Crime Cup 2026”, mostra un tifoso messicano con il volto rivolto al muro e le mani alzate, mentre viene perquisito e arrestato da due agenti dell’Ice, l’agenzia statunitense per il controllo dell’immigrazione.
Il riferimento è al clima politico e sociale negli Stati Uniti alla vigilia della competizione, in particolare alle politiche migratorie e alle deportazioni. Laika utilizza il linguaggio della street art per contestare l’immagine festosa e universale del Mondiale, contrapponendole il tema dei confini, dei controlli e della selezione dei corpi.
Le accuse dell’artista
Per Laika, quello del 2026 è “uno dei Mondiali più controversi della storia” sul piano dei diritti umani. L’artista parla di “Mondiale di Trump”, richiama le deportazioni dell’Ice, le discriminazioni razziali e accusa il sistema calcistico internazionale di complicità politica e morale.
Nel mirino c’è anche il presidente della Fifa Gianni Infantino, criticato per il rapporto con Trump e per l’assegnazione al presidente americano del Fifa Peace Award, iniziativa che ha già sollevato discussioni sulla neutralità politica dell’organizzazione calcistica internazionale.
Il calcio tra spettacolo globale e conflitto politico
La Fifa ha presentato i Mondiali 2026 come una competizione destinata a essere la più grande della storia, con 48 squadre e 104 partite distribuite tra Stati Uniti, Canada e Messico. Proprio questa dimensione globale, però, rende il torneo anche un grande spazio di conflitto simbolico.
La protesta di Laika si inserisce in un dibattito più ampio sul rapporto tra sport, diritti, potere economico e consenso politico. Il Mondiale resta l’evento più popolare del calcio, ma sempre più spesso è anche il luogo in cui emergono le contraddizioni dei Paesi ospitanti e delle istituzioni che lo organizzano.
La street art come contro-narrazione
Le opere di Zurigo non cambiano il calendario della Coppa del Mondo, ma impongono una domanda pubblica: quale immagine del mondo rappresenta oggi il calcio globale?
Laika risponde con due manifesti duri, costruiti per disturbare la retorica della festa e riportare al centro le persone che rischiano di restare fuori dall’inquadratura ufficiale del torneo: migranti, tifosi, vittime dei conflitti e cittadini schiacciati dalle scelte dei grandi poteri.



