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Coppa America, Messi fa il Maradona: corruzione e arbitri ci hanno impedito di giocare la finale e…

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 Lionel Messi contro la Conmebol, atto secondo: dopo le accuse per l’arbitraggio di Brasile-Argentina, il fuoriclasse del Barcellona ha attaccato nuovamente la Federcalcio sudamericana al termine del match vinto contro il Cile (Albiceleste quindi terza in Coppa America) in cui è stato espulso, nel finale del primo tempo, dopo un duello con Gary Medel (rosso anche per l’ex interista). Messi non ha partecipato alla consegna della medaglia: “Medel va sempre al limite, con un giallo per entrambi la questione si sarebbe conclusa ma forse ho pagato cio’ che ho detto la volta scorsa – attacca la Pulce -. L’importante è che la squadra abbia concluso bene la Coppa. Si sarebbe potuta rivedere la giocata dell’espulsione ma il Var non e’ stato utilizzato. Al di la’ della rabbia per non aver potuto concludere la partita, me ne vado tranquillo. Ma non possiamo far parte di questa corruzione, della mancanza di rispetto nei nostri confronti durante questa Coppa. La corruzione, gli arbitri e tutto il resto non ci hanno permesso di arrivare in finale”. Immediata la reazione della Conmebol, che ha giudicato le accuse di Messi “inaccettabili” e “infondate”. “Non c’e’ nulla di vero – spiega la Federazione in una nota – tutto questo mette in discussione l’integrità della Coppa America”. Questa sera, alle 22, la finale tra i padroni di casa del Brasile e il Peru’. 

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Champions, Copenaghen – Napoli: la sirenetta si veste d’azzurro

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Il tifo azzurro non conosce confini. A Copenaghen, a poche ore dal calcio d’inizio della sfida di Champions tra la squadra locale e il Napoli, anche la celeberrima Sirenetta si veste d’azzurro. Al collo della statua simbolo della città compare una sciarpa speciale: non solo un rimedio al freddo nordico, ma un segno identitario. La sciarpa del Napoli.

Il gesto porta la firma del professore Bruno Siciliano, tra i massimi esperti mondiali di robotica, napoletano e tifosissimo. Un’azione semplice e ironica che racconta molto: la passione che viaggia, la città che si riconosce ovunque, il Napoli che diventa linguaggio universale. Un dettaglio che scalda l’attesa e ribadisce, con leggerezza, che l’azzurro sa parlare a tutte le latitudini.

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Premio Coni alla Curva Volpi, sul palco anche tifosi con Daspo: scoppia il caso a Chieti

Alla festa provinciale dello sport del Coni di Chieti premiata la Curva Volpi: sul palco anche tifosi con Daspo. Il Coni: “Riconoscimento alla tifoseria, in buona fede”.

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Alla “festa provinciale dello sport” organizzata dal CONI a Chieti, il premio per l’“attaccamento alla città” assegnato alla Curva Volpi si è trasformato in poche ore in un caso. Le foto del ritiro della targa hanno mostrato sul palco, insieme ai rappresentanti della tifoseria, anche sostenitori sottoposti a Daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive). Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web.

Un palco istituzionale

Prima e dopo la delegazione della Curva Volpi, sul palco erano saliti atleti, dirigenti e insigniti delle Stelle al merito sportivo, oltre a rappresentanti e al comandante della Polizia Locale. La compresenza ha amplificato l’eco della vicenda.

La memoria di Michael Luciani

La tifoseria neroverde era stata invitata dal delegato provinciale del Coni, Massimiliano Milozzi, per ritirare una targa in memoria di Michael Luciani, giovane tifoso del Chieti Calcio scomparso lo scorso ottobre in un incidente stradale. Sul sito dell’amministrazione comunale compare un post celebrativo della serata e del premio speciale alla Curva Volpi per “l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi”.

I Daspo e le contestazioni

Osservando le immagini, è emerso che nella delegazione figuravano quattro ultrà colpiti da provvedimenti di Daspo emessi dal questore di Chieti, con durate dai 2 ai 9 anni. Tra loro anche Francesco Salvatore, destinatario di Daspo per presunti scontri con la tifoseria dell’Avezzano. Il Diego Ferrara ha preferito non commentare.

La replica del Coni Abruzzo

Il CONI Abruzzo ha risposto tramite il presidente Antonello Passacantando:
“La targa destinata alla Curva Volpi è stata attribuita alla tifoseria nel suo insieme, e non ai singoli, per l’attaccamento alla società sportiva e l’impegno sociale e solidale dimostrati nel tempo. Non vi era conoscenza preventiva sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il riconoscimento. Tutto si è svolto in buona fede, con l’intento di valorizzare un gesto di inclusione e memoria”.

Presunzione e profili amministrativi

Il Daspo è un provvedimento amministrativo e non una condanna penale. Resta il dibattito sull’opportunità e sulle modalità di rappresentanza in eventi istituzionali, tema che il Coni regionale dice di aver affrontato senza intenzioni improprie.

In sintesi: un riconoscimento simbolico alla tifoseria, nato per ricordare un giovane scomparso, ha acceso una polemica per la presenza sul palco di tifosi sottoposti a Daspo. Il Coni rivendica la buona fede e il carattere collettivo del premio; il caso resta oggetto di discussione pubblica.

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Napoli a Copenaghen, Højlund: “Qui ho ricordi speciali, ma veniamo per vincere”

Alla vigilia di Copenaghen-Napoli, Højlund parla del ritorno nella sua città e dell’obiettivo vittoria per tenere vive le speranze Champions.

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“È bellissimo tornare qui, in uno stadio particolare dove ho tanti ricordi belli, caldo e con tifosi che creano atmosfera. Ma veniamo con la determinazione di vincere”. Così Rasmus Højlund, alla vigilia della sfida di UEFA Champions Leaguecontro il FC Copenhagen, nella città dove è nato e cresciuto calcisticamente.

Obiettivo tre punti

Per il Napoli la partita è decisiva: “Siamo pari punti con il Copenaghen. Abbiamo poi un’altra gara in casa con il Chelsea, ma ci arriveremo meglio se vinciamo domani”, ha spiegato Højlund, sottolineando l’importanza di sbloccare la corsa agli spareggi.

Infortuni e mentalità

Il danese non nasconde le difficoltà: “Siamo stati un po’ sfortunati con gli infortuni, ma il gruppo è forte. Abbiamo la mentalità giusta per andare avanti in classifica”. Un messaggio di fiducia in un momento delicato del calendario.

Con Lukaku anche da seconda punta

Sulla possibile convivenza offensiva con Romelu Lukaku, Højlund è chiaro: “Per me va benissimo giocare anche da seconda punta. Lukaku è un grande attaccante, lo guardavo quando giocavo qui a Copenaghen. Possiamo giocare insieme, lo ha dimostrato negli anni. Io sono cresciuto con due attaccanti”.

Una notte speciale per Højlund, tra emozioni personali e ambizioni europee del Napoli.

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