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Cook, laurea a Napoli e due promesse: Academy Apple a Scampia e impegno per il clima

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Sono tempi difficili “ma sono ottimista” e vedo opportunita’ ovunque, le vedo qui a Napoli, e “le vedo in voi”. Tim Cook, l’ad di Apple, l’uomo che venne scelto da Steve Jobs per portare avanti la sua azienda, accetta l’invito dell’Universita’ Federico II e arriva a Napoli per ricevere la Laurea honoris causa. Sente in se’ “l’onore” di ricevere questo riconoscimento ma anche la voglia di parlare ai giovani europei che studiano alla Apple Academy dell’uso “al 100% dell’energia rinnovabile e dell’attenzione a lavorare in gruppo sui passi avanti tecnologici”. Un documento di onore su Innovation and International Management per l’ingegnere Usa che governa dal 2011 la grande multinazionale della tecnologia che per la prima volta e’ sbarcata in Europa con una propria Academy nel 2016. Quest’anno ha 400 studenti che stanno facendo la specializzazione che li portera’ poi a lavorare per la Apple e per i grandi colossi mondiali come gia’ accaduto ai 2000 diplomati negli anni precedenti. Cook ha ricevuto la laurea dal rettore Matteo Lorito tra gli applausi delle autorita’, a partire dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e della rappresentanza di studenti nell’aula magna dell’ateneo. Nella sua lectio magistralis, Cook aveva sottolineato, rivolgendosi agli studenti: “So che oggi il futuro puo’ sembrare incerto, ma io non posso che sentirmi ottimista, perche’ ovunque guardo vedo potenzialita’, le vedo qui a Napoli, le vedo in questa Universita’ e lo vedo soprattutto in voi. Il nostro mondo e’ complesso, e lo diventa sempre piu’ ogni giorno. Ma quando le cose diventano troppo complicate, bisogna fermarsi e chiedersi: ho posto le domande giuste? Oggi la questione non e’ solo come migliorare la tecnologia, se non ci chiediamo anche come la tecnologia puo’ migliorare la vita delle persone”. I giovani della Apple Academy pensano proprio a questo e lo dimostrano a Cook incontrandolo nelle aule, mostrandogli alcune app da loro inventate per l’Iphone, come la Sunlight, che “ti indica la direzione del sole e serve agli agricoltori ma anche a chi compra la casa per capire quando il sole arriva sul balcone”, spiega lo studente Salvatore Luca Vessillo. App nel concreto dai giovani ma anche pensieri globali da Cook che nella sua lectio magistralis sottolinea: “Stiamo vivendo – afferma – un momento storico cruciale. Dalla devastante guerra in Ucraina alla profonda incertezza che pervade l’economia globale. Eppure, questo e’ anche un momento di opportunita’ senza precedenti in cui la promessa e il potenziale dell’innovazione crescono piu’ rapidamente che mai”. Lo dice pensando all’equilbrio umano e al rapporto con il Pianeta, a cui tiene, parlando spesso di ambiente e clima: “Non occorre guardare lontano per rendersi conto dell’urgenza della sfida climatica. Dalle ondate di calore letali in Europa e altrove, alle inondazioni catastrofiche in Pakistan e, proprio di recente, in Italia, le conseguenze del cambiamento climatico sono impossibili da ignorare. Noi di Apple siamo determinati a fare la nostra parte. Da oltre due anni siamo carbon neutral in tutte le nostre attivita’ globali. E ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di estendere questi progressi all’intera catena di fornitura e al ciclo di vita dei nostri dispositivi entro il 2030. Oggi i nostri team in tutto il mondo sono impegnati in un massiccio sforzo multiforme per affrontare questa sfida non solo con l’innovazione, ma anche con le partnership”. Uno stimolo nuovo per gli studenti, dicendo loro che “i passi avanti fatti da Apple, per quanto grandi, saranno molto piu’ significativi se porteranno a un’azione collettiva piu’ ampia. Questo e’ il motivo per cui non ci limitiamo solo a far funzionare i nostri uffici con il 100% di energia rinnovabile, ma lavoriamo con i nostri fornitori per aiutare anche loro a passare all’energia pulita”.

Quest’anno ha 400 studenti che stanno facendo la specializzazione che li portera’ poi a lavorare per la Apple e per i grandi colossi mondiali come gia’ accaduto ai 2000 diplomati negli anni precedenti. Cook ha ricevuto la laurea dal rettore Matteo Lorito tra gli applausi delle autorita’, a partire dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e della rappresentanza di studenti nell’aula magna dell’ateneo. Nella sua lectio magistralis, Cook aveva sottolineato, rivolgendosi agli studenti: “So che oggi il futuro puo’ sembrare incerto, ma io non posso che sentirmi ottimista, perche’ ovunque guardo vedo potenzialita’, le vedo qui a Napoli, le vedo in questa Universita’ e lo vedo soprattutto in voi. Il nostro mondo e’ complesso, e lo diventa sempre piu’ ogni giorno. Ma quando le cose diventano troppo complicate, bisogna fermarsi e chiedersi: ho posto le domande giuste? Oggi la questione non e’ solo come migliorare la tecnologia, se non ci chiediamo anche come la tecnologia puo’ migliorare la vita delle persone”. I giovani della Apple Academy pensano proprio a questo e lo dimostrano a Cook incontrandolo nelle aule, mostrandogli alcune app da loro inventate per l’Iphone, come la Sunlight, che “ti indica la direzione del sole e serve agli agricoltori ma anche a chi compra la casa per capire quando il sole arriva sul balcone”, spiega lo studente Salvatore Luca Vessillo. App nel concreto dai giovani ma anche pensieri globali da Cook che nella sua lectio magistralis sottolinea: “Stiamo vivendo – afferma – un momento storico cruciale. Dalla devastante guerra in Ucraina alla profonda incertezza che pervade l’economia globale. Eppure, questo e’ anche un momento di opportunita’ senza precedenti in cui la promessa e il potenziale dell’innovazione crescono piu’ rapidamente che mai”.

Lo dice pensando all’equilbrio umano e al rapporto con il Pianeta, a cui tiene, parlando spesso di ambiente e clima: “Non occorre guardare lontano per rendersi conto dell’urgenza della sfida climatica. Dalle ondate di calore letali in Europa e altrove, alle inondazioni catastrofiche in Pakistan e, proprio di recente, in Italia, le conseguenze del cambiamento climatico sono impossibili da ignorare. Noi di Apple siamo determinati a fare la nostra parte. Da oltre due anni siamo carbon neutral in tutte le nostre attivita’ globali. E ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di estendere questi progressi all’intera catena di fornitura e al ciclo di vita dei nostri dispositivi entro il 2030. Oggi i nostri team in tutto il mondo sono impegnati in un massiccio sforzo multiforme per affrontare questa sfida non solo con l’innovazione, ma anche con le partnership”.  

Uno stimolo nuovo per gli studenti, dicendo loro che “i passi avanti fatti da Apple, per quanto grandi, saranno molto piu’ significativi se porteranno a un’azione collettiva piu’ ampia. Questo e’ il motivo per cui non ci limitiamo solo a far funzionare i nostri uffici con il 100% di energia rinnovabile, ma lavoriamo con i nostri fornitori per aiutare anche loro a passare all’energia pulita”.

 

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Tim Cook, Lectio Magistralis integrale – Laurea Honoris Causa in Innovation and International Management – Università degli Studi di Napoli Federico II, 29 settembre 2022

Buongiorno a tutti.

Vorrei ringraziare il Rettore Lorito, la professoressa Caldarelli e il professor Cantone per le loro gentili parole. 

È un onore ricevere un riconoscimento da un’istituzione con una storia così illustre. Un’istituzione che forma le giovani menti più brillanti d’Italia da quasi 800 anni.

Voglio anche dire quanto abbiamo apprezzato la vostra collaborazione nel portare la prima Apple Developer Academy d’Europa proprio qui a Napoli.

Nei sei anni trascorsi dall’inizio del programma, l’Academy ha insegnato a quasi 2.000 studenti le competenze necessarie per costruire le proprie app e dare vita alle proprie idee. 

Aspiranti sviluppatori e sviluppatrici provenienti da 66 Paesi hanno scelto questa città incredibile per inseguire i loro sogni di innovazione. Grazie alle conoscenze acquisite, i diplomati dell’Academy hanno creato app per aiutare le persone ad affrontare sfide che vanno da quelle profondamente personali, come l’Alzheimer, alle priorità globali come la sostenibilità. E l’impatto del programma continua a crescere.

La scorsa settimana, l’Academy ha dato il benvenuto a Napoli alla sua nuova classe di studenti e studentesse, un gruppo eterogeneo e di talento, unito dalla comune fiducia nel potenziale della tecnologia. Non vediamo l’ora di vedere le cose straordinarie che siamo certi realizzeranno.

L’intera esperienza ci ricorda quante cose meravigliose l’istruzione è in grado di ispirare. Ed esiste un posto migliore dell’Italia dove vivere questa esperienza?

Perché, come sapete, nel corso dei secoli, questo Paese ha prodotto grandi scoperte in molti importanti campi della conoscenza. Sfidando le convenzioni, scienziati, artisti, matematici e ingegneri italiani hanno sospinto l’umanità verso il futuro. E hanno dimostrato più volte che una grande idea può cambiare il mondo.

Questo è il tipo di innovazione a cui aspiriamo anche noi di Apple. 

E credo che oggi sia più essenziale che mai.

Stiamo vivendo un momento storico cruciale. 

Dalla devastante guerra in Ucraina alla profonda incertezza che pervade l’economia globale…

Non c’è dubbio che ci troviamo davanti a sfide fuori dal comune. 

Eppure, questo è anche un momento di opportunità senza precedenti: è un momento in cui la promessa e il potenziale dell’innovazione crescono più rapidamente che mai. 

Negli ultimi anni, la pandemia ha cambiato profondamente il modo in cui viviamo e lavoriamo… il modo in cui ci rapportiamo agli altri e ci relazioniamo con il mondo. 

Nel frattempo, tecnologie nuove ed emergenti continuano a ridefinire ciò che è possibile. Sembra che ogni giorno ci siano nuovi esempi dell’impatto che la tecnologia può avere e dei problemi che può risolvere. 

In Apple è questo potenziale a darci ispirazione. Crediamo che una tecnologia in cui sia infusa una dose di umanità possa avere un effetto immensamente positivo sul mondo.

Ma sappiamo anche che la tecnologia, di per sé, non è né buona né cattiva. È uno specchio che riflette le ambizioni e le intenzioni di chi la crea.

Oggi vediamo più chiaramente che mai come l’innovazione possa guidare il progresso sociale e rendere più profonda l’esperienza umana – ma vediamo come possa anche essere esercitata per sfruttare e sorvegliare. Per indebolire i legami tra di noi proprio quando abbiamo bisogno di rafforzarli. E credo che, in quanto innovatori, abbiamo la responsabilità di attenerci rigorosamente agli standard più elevati quando si tratta del nostro impatto sulla vita delle persone. 

So che chi fra di voi sta studiando potrebbe essere alle prese con questo paradosso mentre immagina quale sarà la meta del suo percorso. Forse vi state chiedendo come potete assicurarvi che il vostro lavoro stia dalla parte del bene nel mondo.

Indipendentemente dal settore in cui lavorate o dagli obiettivi che vi siete prefissati, credo che la risposta sia sempre la stessa:

Innanzitutto, e soprattutto, lasciatevi guidare dai vostri valori.

Con questo concetto, lasciarsi guidare dai valori, intendo dire che dovreste prendere decisioni – grandi e piccole, ogni giorno – dopo aver ben compreso chi siete e in cosa credete. E dovreste cercare opportunità, ovunque le troviate, per promuovere le idee e i principi che vi stanno più a cuore. 

In Apple, questo è stato il nostro approccio fin dall’inizio. 

La nostra azienda è stata creata da un genio visionario, convinto che sia nostra responsabilità lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. E a motivarci è soprattutto il desiderio di migliorare la vita delle persone.

Non è un’impresa semplice. Non esiste un modello perfetto che ci guidi, né un know-how tecnico che ci garantisca il successo. 

Sebbene le possibilità offerte dall’innovazione siano entusiasmanti, sono anche virtualmente infinite, il che significa che dobbiamo scegliere dove investire il nostro tempo e la nostra energia. 

Si tratta di decisioni estremamente importanti. Non solo per Apple, ma per chiunque voglia innovare o fare la differenza nel mondo. 

Perché le sfide che dobbiamo affrontare richiedono la collaborazione di tutti noi per essere risolte.

Perché le tecnologie che creiamo avranno un impatto su tutti noi. 

E perché il futuro che costruiamo riguarda tutti noi. 

Per questo, nel perseguire l’innovazione in Apple, affrontiamo ogni scelta mettendo costantemente al centro i nostri valori.

Crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale, quindi innoviamo per dare alle persone un maggiore controllo sulle loro informazioni personali. Creiamo funzioni per proteggerle da tracciamenti indesiderati e progettiamo i nostri dispositivi per garantire la sicurezza dei loro dati. E continuiamo a richiedere regolamentazioni severe a protezione della privacy in tutto il mondo. 

Crediamo che non ci sia niente di più importante del salvare una vita, e niente che renda più liberi di essere in buona salute, perciò, innoviamo per aiutare le persone a vivere meglio e più a lungo.

Crediamo che l’accessibilità sia essenziale per costruire un mondo più equo, quindi innoviamo per supportare le persone che hanno difficoltà legate alla vista, all’udito e alla mobilità. E siamo costantemente alla ricerca di modi nuovi e migliori per aiutare gli utenti con disabilità a sfruttare al meglio la nostra tecnologia. 

E sono sempre i nostri valori a guidare il nostro impegno contro il cambiamento climatico. 

Non occorre guardare lontano per rendersi conto dell’urgenza di questa sfida. Dalle ondate di calore letali in Europa e altrove, alle inondazioni catastrofiche in Pakistan e, proprio di recente, in Italia, le conseguenze del cambiamento climatico sono impossibili da ignorare.

E noi di Apple siamo determinati a fare la nostra parte. 

Da oltre due anni siamo carbon neutral in tutte le nostre attività globali. E ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di estendere questi progressi all’intera catena di fornitura e al ciclo di vita dei nostri dispositivi entro il 2030. 

Oggi i nostri team in tutto il mondo sono impegnati in un massiccio sforzo multiforme per affrontare questa sfida non solo con l’innovazione, ma anche con le partnership. 

Sappiamo che i passi avanti fatti da Apple, per quanto grandi, saranno molto più significativi se porteranno a un’azione collettiva più ampia. 

Questo è il motivo per cui non ci limitiamo solo a far funzionare i nostri uffici con il 100% di energia rinnovabile, ma lavoriamo con i nostri fornitori per aiutare anche loro a passare all’energia pulita. 

Non ci limitiamo a progettare i nostri nuovi prodotti in modo che siano migliori per l’ambiente, collaboriamo anche con gruppi no-profit per promuovere la coltivazione di foreste sostenibili e rimuovere il carbonio dall’atmosfera terrestre. 

Non ci limitiamo a investire in tecnologie di riciclo all’avanguardia, collaboriamo anche con partner di diversi settori per promuovere innovazioni che trasformino i metodi produttivi della tecnologia, non solo in Apple, ma ovunque. 

E ci auguriamo che questo incoraggi altre aziende a pensare in modo più audace ai loro possibili risultati, per essere come un’onda nello stagno che ispira un cambiamento molto più vasto.

Naturalmente, l’innovazione non è facile. E non è nemmeno inevitabile. 

Può svilupparsi e crescere solo quando le persone hanno la capacità e l’opportunità di trasformare in azione le loro idee più ambiziose. In questo, credo che tutti abbiamo un ruolo da svolgere. 

Abbiamo bisogno di istituzioni come questa per fornire agli studenti le conoscenze e le competenze necessarie per seguire le loro passioni. Abbiamo bisogno di aziende che investano nelle nostre comunità e creino i posti di lavoro del futuro. Abbiamo bisogno di leader, a ogni livello di governo, che si impegnino a promuovere un ambiente favorevole all’innovazione.

E agli studenti presenti, lasciatemi dire questo: 

So che oggi il futuro può sembrare incerto. 

Ma non posso fare a meno di sentirmi ottimista. Perché ovunque io guardi, vedo del potenziale. Lo vedo qui a Napoli, lo vedo in questa straordinaria università e lo vedo soprattutto in voi. 

Sì, il nostro mondo è complesso, e lo diventa ogni giorno di più.

Ma, per citare un matematico italiano: “Quando le cose diventano troppo complicate, qualche volta ha un senso fermarsi e chiedersi: ho posto la domanda giusta?”.

Spero che l’aspirante innovatore o innovatrice che è in tutti noi faccia tesoro di questa saggezza. Avete posto la domanda giusta? State lasciando che siano i vostri valori a guidarvi verso la risposta giusta?

Perché oggi non è sufficiente chiedersi come le persone possano migliorare la tecnologia, se non ci chiediamo anche come la tecnologia possa migliorare la vita delle persone. 

Come possa consentire scoperte che aprono la strada a nuove medicine e cure. E come possa stimolare la creazione di musica e arte che guariscono le nostre anime. 

Come possa rendere l’istruzione più efficace e più accessibile a chi ne ha più bisogno. E come possa rendere l’istruzione un miglior generatore di opportunità e prosperità per tutti. 

Come possa contribuire a rafforzare i legami che ci sostengono. Ma anche contribuire a costruire un mondo più equo e vivibile per le generazioni a venire.

In Apple crediamo che la tecnologia può fare tutte queste cose. 

Se ci lasciamo guidare dai i nostri valori, crediamo che chi fa innovazione in Italia e nel mondo possa contribuire a inaugurare una nuova era di possibilità.  

E crediamo che, insieme, saremo davvero in grado di creare un futuro migliore per le persone che serviamo… per il pianeta che abitiamo… e per l’umanità stessa.

Grazie mille. 

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Unicredit main sponsor del Real Taeatro San Carlo di Napoli

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Unicredit è il nuovo main sponsor della Stagione 2022-2023 del Teatro di San Carlo di Napoli. A partire dal ‘Don Carlo’ di Verdi, che domani inaugurerà la stagione, il Massimo partenopeo e UniCredit saranno impegnati in un accordo di sponsorizzazione che li vedrà operare per ”un’intensa attività di produzione e promozione culturale”. La banca, che vanta una lunga tradizione a sostegno delle più prestigiose attività culturali dell’Italia e nei Paesi in cui è presente, si impegna inoltre a supportare progetti di education e di inclusion del San Carlo rivolti ai residenti di diversi quartieri della città. “Siamo particolarmente lieti di aver avviato una nuova partnership con il San Carlo di Napoli, che da circa 300 anni si dedica alla diffusione e alla promozione della cultura lirica italiana nel mondo – ha affermato Andrea Orcel, CEO di UniCredit – Questa sponsorizzazione arricchisce l’impegno di UniCredit in Italia nel promuovere l’arte in tutte le sue forme e si inserisce nel quadro del più ampio impegno di UniCredit per la cultura, intesa come motore di sviluppo sociale ed economico sostenibile. Questa collaborazione costituisce un ulteriore segno di attenzione di UniCredit verso Napoli rafforzando il nostro impegno per la crescita economica e sociale del Mezzogiorno”. In particolare, grazie anche al coinvolgimento di UniCredit e in collaborazione con le associazioni del Terzo settore, il San Carlo svilupperà attività sociali e di educational con laboratori di ascolto creativo guidato destinate ai bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado, oltre a progetti di inserimento professionale dei più giovani, legati alle arti e ai mestieri dello spettacolo. Le attività verranno realizzate presso le Officine San Carlo a Vigliena, area della città interessata da importanti progetti di riqualificazione. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco e presidente della Fondazione Teatro San Carlo, Gaetano Manfredi: ”Ho sollecitato fortemente tale sinergia. Ottenere il sostegno di soggetti privati così prestigiosi rende più forti le istituzioni culturali pubbliche che promuovono progetti e iniziative dal valore straordinario per il territorio nella prospettiva nazionale ed internazionale che Napoli merita. La vera sfida – ha sottolineato – è rendere stabile la partecipazione a sostegno della cultura come atto di responsabilità sociale, con concrete ricadute sul territorio”. “Un prestigioso progetto artistico ci vedrà impegnati nelle prossime stagioni insieme al consolidarsi di tante iniziative per il sociale – ha concluso Stéphane Lissner, sovrintendente del Teatro San Carlo – a partire delle Officine San Carlo per i giovani e la formazione. La strategia che la Fondazione intende perseguire sarà mirata a consolidare sempre più le potenzialità del Teatro, con impegni specifici e progettualità da realizzarsi in termini di solidarietà, cultura e partecipazione”.

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Ambiente

Pompei, 150 pecore per tenere in ordine il verde dell’area archeologica

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Un’idea geniale, per un ritorno alla più grande tecnologia di tradizione, la natura, come spiega il direttore dell’area archeologica di Pompei, Gabriel Zuchrtriegel: 150 pecore al pascolo nell’area verde della città antica di Pompei, in quella vasta porzione di territorio ancora non scavato, ricoperto al di sopra della cenere e del lapillo, da una estesa vegetazione da manutenere.
“A volte l’innovazione più grande è il ritorno alle nostre radici. Così Pompei, attraverso il recupero della più antica ed efficiente tecnologia di tradizione, la “Natura”, affronta in maniera sostenibile la gestione e manutenzione degli spazi verdi del sito”, ha detto Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico.
Un accordo sperimentale per attività di Eco pascolo di ovini, della durata di 9 mesi, consentirà in maniera ecosostenibile e senza alcuna spesa per l’amministrazione, il mantenimento delle superfici a prato, nel pieno rispetto delle caratteristiche naturalistiche delle aree, assicurando il contenimento delle malerbe e la concimazione naturale dei terreni.

Gabriel Zuchtriegel

Si tratta di un metodo alternativo e altamente efficace che sfrutta la capacità dei greggi di ripulire e bonificare i prati garantendo risparmio e al contempo influendo sull’ impatto ambientale. Le pecore, difatti, non necessitano di energia elettrica quanto un macchinario, pertanto non c’è nessun costo né inquinamento. L’erba tagliata in maniera industriale normalmente diventa un rifiuto a tutti gli effetti da smaltire. Una pecora, invece ingerisce l’erba che mastica e la ricicla fertilizzando il prato che ricco di materia organica e microrganismi è la migliore assicurazione contro allagamenti e siccità. Del tutto superflui, naturalmente, gli erbicidi.

Dai vigneti che producono il vino, alla gestione e coltivazione degli ulivi e produzione d’olio in collaborazione con Unaprol e Aprol Campania, al programma di imboschimento con Arbolia (Bosco antico di Piazza Anfiteatro e presso Villa di Diomede), ai progetti di agricoltura sociale con la raccolta della frutta a cura di bambini e adolescenti con disabilità e autismi, nell’ambito di percorsi formativi di inserimento al lavoro (Associazione Il Tulipano), fino al vivaio della flora pompeiana che riproduce specie ed essenze secondo riferimenti storici archeologici, l’attività dell’eco pascolo si inserisce nel più ampio progetto di Azienda agricola Pompei che il Parco archeologico sta mettendo in campo.

Un grande progetto finalizzato ad una gestione autosufficiente del grande Patrimonio naturale di cui le aree archeologiche sono custodi e che ha tra gli obiettivi anche di far sì che queste attività produttive diventino motore di sviluppo economico locale, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e legale.

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Cultura

Al Maxxi finisce l’era Melandri, arriva Giuli

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Finisce l’era Melandri, al Maxxi arriva Alessandro Giuli. Dopo dieci anni sotto la guida dell’ex ministra Pd dei beni culturali e a pochi mesi dall’avvio del nuovo ambizioso progetto di ampliamento finanziato dal governo Draghi, arriva con l’esecutivo Meloni il cambio di rotta per il museo forse più internazionale e più glamour della capitale, nato nel 2010 nell’edificio pieno di fascino progettato da Zaha Hadid, a un passo dall’Auditorium di Renzo Piano, per ospitare le arti e le architetture del XXI secolo. Preceduta da giorni di rumors e poi dall’anticipazione apparsa ieri su Dagospia, la nuova nomina voluta dal ministro della Cultura Sangiuliano viene ufficializzata in serata, con una nota del ministero che precisa i tempi del passaggio di consegne, fissato per il 12 dicembre. Ma già in mattinata era sembrato eloquente un tweet di Giuliano Ferrara (“Eviterei di rompere le palle a Alessandro Giuli, che è un quarantenne italiano pieno di talento. Punto #punto”) forse non a caso subito rilanciato dall’inquilino del Collegio Romano. E intanto dal Maxxi arrivava l’invito a una conferenza stampa, che si terrà domani per dare l’occasione alla ormai ex presidente di raccontare le tante cose fatte in dieci anni di mandato e ringraziare quanti l’hanno accompagnata in quello che lei non esita a definire “un viaggio bellissimo”.

Una laurea in filosofia e un esordio brillante proprio sul Foglio di Giuliano Ferrara del quale è stato anche vicedirettore e poi condirettore nel 2017, Giuli, 47 anni, è un giornalista politico di Libero, volto noto della tv dove è spesso ospite di talk di politica e attualità e dove ha condotto su Rai2 anche il programma Seconda Linea, chiuso però dopo due puntate per gli ascolti non in linea con le aspettative. Nel suo curriculum non ci sono esperienze di gestione di beni culturali, ma ha pubblicato diversi libri, tra questi: “Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti” (Einaudi) “Sovranismo per esordienti. Individui e potere tra identità e integrazione” nonché “E venne la Magna Madre: i riti, il culto e l’azione di Cibele Romana” dedicato alle tradizioni arcaiche dell’antica Roma. Nel suo nuovo incarico lo aspettano grandi sfide, innanzitutto con il progetto del Grande Maxxi che è ancora alle fasi preliminari.

A febbraio del 2022 è stato lanciato il concorso internazionale di idee per ampliare gli spazi del museo, con la realizzazione di un nuovo edificio per ospitare laboratori, archivi, classi di studio, insieme a servizi e un garage. E nello stesso tempo è partito l’ambizioso progetto di restyling che dovrà rendere del tutto sostenibile, senza alterarne la bellezza, l’edificio progettato ormai più di vent’anni fa dalla geniale architetta anglo irachena purtroppo scomparsa. “Una sfida strategica, un grande investimento per il futuro” l’aveva definita l’allora ministro della Cultura Dario Franceschini. Di certo un progetto ambizioso, come ammise allora Melandri.

Con un programma di interventi che alza l’asticella su ricerca, innovazione, energia, sostenibilità, impatto ambientale. L’idea era quella di contribuire alla rigenerazione urbana di un quartiere particolare della capitale, dove a pochi passi oltre allo storico Villaggio Olimpico c’è l’Auditorium di Renzo Piano e dove è previsto che sorga la Cittadella della Scienza. Ma anche di fare un po’ da apripista per il futuro del Paese. I lavori dovrebbero partire nel 2023 e terminare entro il 2026. I finanziamenti già disponibili ammontano a 37,5 milioni con l’obiettivo di arrivare a 42. Una sfida, insomma, che contava molto sull’appoggio e la condivisione degli obiettivi da parte del governo. Resta da vedere se, a fronte anche della crisi economica che il paese si è trovato a dover affrontare, l’esecutivo Meloni vorrà e potrà raccoglierne il testimone.

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