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Economia

Contratti, c’è l’accordo per elettrici: 124 euro aumento in 3 anni

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Un aumento di 124 euro nel triennio 2019-2021, di cui 104 sui minimi contrattuali, 15 sul premio di produttivita’ e 5 sul welfare contrattuale. E’ quanto prevede l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori del settore elettrico siglata la scorsa notte. Lo comunicano i sindacati, che parlano di “contratto utile per la transizione energetica”. L’ipotesi di accordo, che riguarda oltre 50mila addetti, e’ stata siglata dopo quasi 6 mesi di trattative tra Elettricita’ Futura, Utilitalia, Energia Libera, Enel, Sogin, Terna e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil L’aumento medio sui minimi, che in alcun modo sara’ soggetto agli scostamenti negativi dell’inflazione, e’ di 104 euro e distribuito in 3 tranche: 39 euro dal 1 novembre 2019; 35 euro dal 1 settembre 2020; 30 euro dal 1 giugno 2021. Dal 1 novembre 2019 e’ previsto anche un una tantum di 100 euro. Per quanto attiene alla produttivita’ sara’ di 15 euro a partire da gennaio 2020. Tra le novita’, in tema di diritti sociali, figurano tra l’altro la possibilita’ dell’utilizzo a ore per i congedi parentali, l’estensione dei permessi non retribuiti per malattia dei figli e per la tutela volontaria dei minori stranieri non accompagnati e misure concordate per migliorare il sostegno della genitorialita’, la flessibilita’ dell’orario e l’introduzione delle ferie solidali. E’ anche previsto un rafforzamento normativo della tutela delle donne vittime di violenza di genere, avuto sia in ambito lavorativo che in quello privato. Nei prossimi giorni i lavoratori saranno chiamati nelle assemblee nei luoghi di lavoro per esprimere il loro giudizio su quest’intesa.

“Abbiamo inserito nel contratto – commenta il presidente di Elettricita’ Futura Simone Mori – alcuni elementi fortemente innovativi, guardando al futuro del settore elettrico. La transizione energetica rappresenta un’opportunita’ per le imprese e per tutti i colleghi che operano nel settore: per questa ragione e’ stato fondamentale concentrare l’attenzione su formazione, sui processi digitali e sulle nuove modalita’ di lavoro”. A giudizio del presidente di Utilitalia Giovanni Valotti questo rinnovo “guarda al futuro. La transizione energetica sempre piu’ richiedera’ lo sviluppo di nuove competenze e la capacita’ di conciliare produttivita’, formazione e valorizzazione dei lavoratori”. Fabio Bocchiola di Energia Libera apprezza in particolare “il contenuto innovativo” del contratto. Per le tre associazioni, spiega un comunicato congiunto, il risultato principale dell’ipotesi di accordo e’ stato infatti “l’ampliamento dell’ambito di applicazione della disciplina contrattuale alle nuove attivita’ dell’efficienza energetica e dei servizi commerciali di assistenza ed alla specificita’ della generazione da fonti rinnovabili di piccola dimensione, per le quali ci si e’ impegnati alla definizione di apposite aree contrattuali specifiche”.

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Piaggio Aero, ok da Commissione Difesa acquisto nove P180

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Via libera in Commissione Difesa al Senato, relatore il senatore Pd Vito Vattuone – all’acquisto, da parte del Governo, di nove velivoli P180 di Piaggio Aerospace e all’ammodernamento di altri 19 velivoli sempre a cura di Piaggio. Lo rendono noto il Pd di Genova e Savona e la Cisl. Si tratta di un intervento di 143,5 milioni. “Adesso l’azienda comincia ad avere una prospettiva, dopo la crisi dei mesi scorsi. La maggioranza continua a lavorare per lo sviluppo di Piaggio”, afferma il Pd. “E’ un segnale positivo che però si deve tramutare velocemente in una commessa reale finanziata dal governo. Stiamo vivendo con preoccupazione e rabbia tutta la situazione dell’ex Ilva sulla, non vorremo trovarci di fronte a brutte sorprese dopo mesi di richieste precise sulle quali c’e’ in ballo il destino di migliaia di posti di lavoro” afferma il segretario della Fim Cisl Alessandro Vella.

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Obiettivo zero plastica? È possibile ma col riciclo chimico

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Al convegno “Rivoluzione plastica” alla Camera dei Deputati si è discusso di plastica. Quando arriva a fine vita in Italia finisce in discarica, viene riciclata ‘meccanicamente’ o bruciata, ma per riuscire a garantire gli obiettivi europei che prevedono di azzerare la quota nelle discariche manca una ‘quarta gamba’, il riciclo chimico, che riporta il materiale quasi allo stato di una materia prima. Al momento, ha spiegato il direttore generale dell’Ispra Alessandro Bratti, il 23% della plastica finisce in discarica, il 42% al riciclo mentre il resto viene usato per produrre energia. Questo fa sì che nel 2016 in Italia siano state gettate oltre un milione di tonnellate di questo materiale. L’obiettivo di ‘zero discarica’ entro il 2030 potrebbe essere raggiunto se il 17,5% di questo materiale viene riciclato in maniera chimica una volta raggiunto il fine vita. “L’ipotesi aggiuntiva del riciclo chimico – ha spiegato – potrà ridurre sensibilmente il recupero termico e complementare il riciclo meccanico per il raggiungimento degli obiettivi comunitari”. La tecnologia, ha spiegato Massimo Covezzi, presidente della sezione italiana di PlasticsEurope, l’associazione dei produttori, gia’ esiste. “Ce ne sono diversi tipi, in altri paesi gia’ si usano ma ci sono aziende importanti che lavorano per migliorare queste tecnologie anche in Italia. La possibilita’ c’e’, dobbiamo prendere le decisioni e trovare le risorse per farlo”. Alcuni esempi pilota, ha raccontato Filippo Di Quattro, direttore manifacturing community di Basf Italia, sono gia’ esistenti, e sono stati prodotti flaconi di detergenti e componenti di auto con plastica riciclata in questo modo. “Il recupero chimico puo’ partire da una materia sporca, non serve separare o lavare i rifiuti – ha spiegato – le catene di polimeri vengono scisse per ottenere dei monomeri sotto forma di un olio che puo’ essere riutilizzato nella produzione e far ritornare il materiale nel ciclo produttivo”.

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Anas, parla l’Ad Simonini: nuove opere per circa 2 miliardi in Campania

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“In Campania Anas ha investimenti in nuove opere per 1,9 miliardi di euro”. L’annuncio è dell’Amministratore delegato di Anas (Gruppo Fs Italiane), Massimo Simonini, intervenendo alla Tavola rotonda intitolata “La quarta giornata del costruttore” organizzata dall’Ance di Benevento. Nel corso dell’incontro, Simonini ha fatto il punto sulla presenza di Anas in Campania.

“Stiamo lavorando – ha spiegato Simonini – sul raddoppio della strada statale 268 “Del Vesuvio” da due a quattro corsie con un investimento di 117,4 milioni di euro e al completamento della strada statale 212 “Della Val Fortore” del valore di 52,6 milioni di euro. Inoltre abbiamo in programma ulteriori otto interventi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro che riguardano il potenziamento di strategiche direttrici regionali”. Per quanto riguarda la strada statale 372 “Telesina” sono previsti due interventi per un totale di 787 milioni di euro. Il primo sara’ appaltato nel mese di dicembre 2019, a valle della pubblicazione della delibera del CIPE del 24 luglio scorso che ha approvato il progetto definitivo, e riguarda l’adeguamento a quattro corsie del tratto compreso tra gli svincoli di San Salvatore Telesino e Benevento.

Il secondo lotto, la cui appaltabilità è prevista per il 2022, riguarda l’adeguamento a quattro corsie dei primi 37 km. La strategia di investimento di Anas per lo sviluppo della connettività del Paese è focalizzata anche sulla manutenzione programmata e sul potenziamento della rete stradale, con l’obiettivo di migliorare la mobilità del paese, l’accessibilità ai territori e la sicurezza e comfort del viaggio, con grande attenzione alla sostenibilità ambientale e paesaggistica degli interventi. Anas, che in Campania gestisce oltre 1.300 km di rete, ha infatti finanziato investimenti in manutenzione programmata per 258,4 milioni di euro destinati al ripristino del piano viabile, ponti e viadotti, gallerie e posizionamento delle nuove barriere stradali.

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