Collegati con noi

Cronache

Contraffazione: vale 8,7 miliardi di euro, 2,1% dell’import

Pubblicato

del

In Italia, che rimane tra le economie europee piu’ colpite dal business del falso, l’import di beni contraffatti e piratati e’ di circa 8,7 miliardi di euro, il 2,1% del totale delle importazioni. Sono dati afferma di Indicam, l’associazione italiana per la tutela della proprieta’ intellettuale che raggruppa oltre 160 associati le cui attivita’ incidono per il 2,7% sul Pil. “Se guardiamo ai settori, nessuno e’ veramente risparmiato: le categorie merceologiche interessate dal fenomeno della contraffazione sono trasversali e i danni ai consumatori, al sistema Paese e all’ambiente sono elementi che devono essere seriamente tenuti in considerazione quando si parla di contrasto”, commenta Mario Peserico, presidente di Indicam in avvio del Forum nazionale dell’associazione giunto quest’anno alla 35esima edizione “per offrire uno spaccato sui temi dell’innovazione, della protezione degli asset delle imprese e del contrasto ai mercati illeciti”.

Advertisement

Cronache

Imprenditore ucciso, chiesto ergastolo per nipote

Pubblicato

del

Ergastolo. E’ quanto chiesto dai pm di Brescia nei confronti di Giacomo Bozzoli, unico imputato per l’omicidio dello zio Mario, l’imprenditore svanito nel nulla la sera dell’otto ottobre 2015 dalla fonderia di sua proprieta’ a Marcheno, in Valtrompia nel Bresciano. “Giacomo e’ un violento e prevaricatore. Odiava lo zio e voleva ucciderlo, pianificava la sua morte da anni nei minimi dettagli e per noi Mario Bozzoli e’ stato ucciso oltre ogni ragionevole dubbio dal nipote Giacomo Bozzoli nel forno della fonderia”, hanno detto i pubblici ministeri Silvio Bonfigli e Marco Martani che nei mesi scorsi avevano ridisegnato il perimetro della loro contestazione nei confronti di Bozzoli. L’uomo e’ a processo “per avere distrutto o comunque soppresso il cadavere di Bozzoli Mario adagiandolo, anche avvalendosi della collaborazione di terze persone, sulla superficie di un bagno di metallo fuso nel forno grande della fonderia Bozzoli srl sino a ottenerne la carbonizzazione e l’incenerimento, ovvero trasportandolo fuori dallo stabilimento della Bozzoli srl e facendone perdere definitivamente le tracce”, si legge nel capo di imputazione che l’accusa ha modificato nell’udienza dello scorso 29 giugno aggiungendolo alla originale ricostruzione secondo la quale l’imputato avrebbe ucciso lo zio in fonderia portando poi il cadavere fuori dall’azienda a bordo della sua auto. Nel baule della vettura, va ricordato, non sono mai state isolate tracce riconducibili a Mario Bozzoli. L’accusa ha chiesto anche la trasmissione degli atti in Procura per falsa testimonianza e favoreggiamento nell’omicidio per gli operai Oscar Maggi e Abu presenti in fonderia il giorno della scomparsa di Mario Bozzoli. “Hanno avuto un ruolo attivo nella fase successiva, quando il corpo viene distrutto nei forni e loro erano presenti” e’ la tesi accusatoria. Chiamato in causa anche Giuseppe Ghirardini, l’addetto ai forni che spari’ sei giorni dopo il suo datore di lavoro e che venne trovato senza vita in Vallecmonica con un’esca al cianuro nello stomaco. Per chi indaga e’ stato un suicidio. “E’ un suicidio parlante nonostante non siano stati ritrovati biglietti. Non regge al rimorso, al peso e alla paura per quello che ha fatto, cioe’ avere aiutato Giacomo a uccidere Mario. Capisce che sarebbero arrivati a lui e di essere l’anello debole della catena. Quindi la prova logica e’ regina, non ci possono essere altre ragioni dietro la morte Ghirardini. Non era depresso, non aveva problemi economici, viveva nell’attesa di rivedere il figlio che sarebbe tornato dal Brasile” sono state le parole in aula dell’accusa. L’imprenditore sarebbe morto attorno alle 19.20 dell’otto ottobre quando dal forno piu’ grande della fonderia bresciana esce una fumata anomala. “L’unico che manca all’appello in quella fase e’ Giacomo Bozzoli. E’ l’unico tra i presenti di cui si perdono le tracce nei momenti cruciali in cui sparisce anche Mario Bozzoli”, hanno detto i pubblici ministeri davanti alla Corte d’assise presieduta da Roberto Spano’. “Tutti i falsi testimoni di questo processo hanno cercato di allontanare Mario dalla zona forni al momento della fumata. Ci sono stati clamorosi depistaggi, i piu’ gravi quelli di Maggi e Abu” ha concluso l’accusa prima di chiedere l’ergastolo per l’unico imputato. Domani il processo riprendera’ con l’arringa della difesa, poi le repliche e la Corte iniziera’ la camera di consiglio. La sentenza e’ attesa per la giornata di venerdì.

Continua a leggere

Cronache

Riemerge la storia di Salvia, “eroe” contro la camorra di Cutolo

Pubblicato

del

 “Salvia fu un servitore dello Stato, un martire, che conosceva la condanna ma che non si e’ tirato indietro. Non fu pero’ un eroe che cercava il sacrificio a tutti i costi ma piu’ semplicemente fu un uomo fedele allo spirito della Costituzione”. Lo dice il fondatore della Comunita’ di Sant’Egidio e storico, Andrea Riccardi, presentando questa sera il libro “La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia” (Giunta editori), di Antonio Mattone. Il libro inchiesta che e’ divenuto anche un documentario che andra’ in onda venerdi’ sera su Rai Due, ripercorre la storia di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso nel 1981 dalla Nuova Camorra organizzata di Raffaele Cutolo perche’ cercava di contrastare il suo potere all’interno del penitenziario. Il volume contiene anche una descrizione della vita nel carcere di quegli anni, con un collegamento ad alcuni avvenimenti che accaddero in quel periodo, come il rapimento di Ciro Cirillo e le vicende del terrorismo. Nel volume vengono ripercorse le motivazioni e le ipotesi per cui Cutolo decise di ucciderlo, la cronaca del giorno dell’omicidio, le fasi del processo. Tra le testimonianze inedite raccolte, quelle di Raffaele Cutolo e di Mario Incarnato, autore dell’omicidio. “Una vicenda dimenticata – dice Mattone – che a distanza di 40 anni riemerge, facendo venire alla luce omissioni, connivenze e storie di malavita, ma anche la figura di un valoroso e fedele servitore dello Stato che non si piego’ davanti all’arroganza del boss di Ottaviano e che rappresenta un esempio di onesta’ e rettitudine per le giovani generazioni”.

Continua a leggere

Cronache

Diffida Bernardini De Pace: non pubblicate foto della figlia Meloni

Pubblicato

del

Giorgia Meloni ed il compagno Andrea Giambruno diffidano i media “a evitare in qualunque modo e con qualunque mezzo di pubblicare o divulgare immagini che ritraggano la figlia minore; e ad astenersi altresì dal pedinarla, accerchiarla e intimorirla con presenze inopportune; nonchè, infine, dal rendere pubblici e riconoscibili, anche visivamente, nomi, indirizzi e recapiti dei luoghi abitualmente frequentati dalla minore (casa, scuola, centri sportivi e ricreativi, e altro), come già incautamente e illegittimamente accaduto in queste ore”. La diffida è stata inviata per Meloni e Giambruno dall’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, ed e’ rivolta ad “ogni mezzo di informazione pubblico o privato, cartaceo o online – agenzie di stampa, editori, quotidiani, rotocalchi, riviste, magazine, periodici, settimanali”.

La diffida, spiega il legale, e’ “nel rispetto dell’attuale normativa comunitaria in materia di privacy (GDPR – Regolamento UE 2016/679), cosi’ come interpretata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali italiano, nonche’ dell’art. 2 della Carta di Treviso, che impone la garanzia de “l’anonimato, la riservatezza, la protezione dei dati personali e dell’immagine del minorenne in qualsiasi veste coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale ma lesivi della sua personalita’”; e che vieta la pubblicazione di ogni e qualsiasi informazione o dato che possa permettere l’identificazione del bambino, quali, per esempio, “l’indirizzo dell’abitazione o della residenza, la scuola, le associazioni, le comunita’ fisiche e virtuali, i luoghi di culto frequentati e qualsiasi altra indicazione o elemento di riconoscimento”. “Chiunque disattendera’ questi moniti, andra’ incontro alle inevitabili conseguenze di legge in tutte le opportune sedi, giudiziarie e disciplinari”, si conclude la lettera del legale.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto