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Conte vede Macron sulla Tav, riequilibrare costi opera

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Ridurre i costi, riequilibrarli. Per capire se si puo’ superare il muro No-Tav innalzato dall’analisi costi benefici commissionata dal governo italiano. Con questo obiettivo Giuseppe Conte prova ad aprire il confronto con Emmanuel Macron. In un incontro a Bruxelles – domani di primo mattino a margine del Consiglio europeo – che servira’ anche a suggellare il disgelo tra Roma e Parigi: e’ il primo colloquio tra il presidente del Consiglio italiano e il presidente francese dai giorni del ritiro dell’ambasciatore francese. L’Italia ha ancora cinque mesi e mezzo per ritirare i bandi avviati sull’opera senza pagare penali. Ma sul governo prosegue il pressing tanto dei Si’ Tav quanto dei No Tav, per avere una risposta definitiva: a Roma sabato i militanti del No scenderanno in piazza con associazioni che sono contrarie anche ad altre grandi opere, mentre le imprese e i sindacati annunciano che il 6 aprile saranno in piazza a Torino con tutti coloro che sono a favore della linea ad alta velocita’. Il sistema produttivo piemontese, che lavora a un Manifesto per lo sviluppo del territorio, invoca la realizzazione del progetto originario, inclusa la stazione di Susa. Ma della necessita’ di abbassare i costi si dicono convinti sia il M5s, che vuole il No, che la Lega, che preme per il Si’: da qui riparte Conte per provare ad arrivare, dopo le elezioni europee, a una decisione. Il colloquio di Bruxelles dovrebbe servire innanzitutto a suggellare il disgelo con Macron, dopo lo strappo diplomatico per il sostegno M5s ai gilet gialli.

Un portavoce dell’Eliseo definisce l’incontro “riservato”, con diversi temi all’ordine del giorno: si parlera’ di Tav ma non viene considerato il tema principale. Potrebbe parlarsi anche di Libia, in prossimita’ della Conferenza nazionale in programma per meta’ aprile. Ma e’ a riaprire il dossier della Torino-Lione che il premier italiano punta, conscio di avere di fronte un governo che in questi mesi ha continuato a difendere l’opera come strategica. Conte lo fara’ probabilmente a partire dalle criticita’ emerse nell’analisi costi benefici commissionata dal ministro Danilo Toninelli. A Macron il presidente del Consiglio dovrebbe porre il tema di un riequilibrio dei costi, alla luce della considerazione che uno dei trattati bilaterali alla base dell’opera prevede una ripartizione a carico per il 62% dell’Italia, per il 38% della Francia. Parigi, spiegano fonti ministeriali, sta gia’ spendendo meno per realizzare il collegamento tra Lione e il tunnel di base. La richiesta italiana ai francesi e’ aprire l’istruttoria. Al momento non sarebbero previsti incontri tra Conte e Jean Claude Juncker. Ma anche l’Ue e’ parte in causa: a giugno fara’ un check up dei progetti Ue prioritari finanziati con i fondi Cef, tra cui rientra la Tav. Il rischio di perdere parte delle risorse c’e’, spiegano da Bruxelles, ma se ne riparlera’ solo dopo le elezioni europee. E’ quella la data che M5s e Lega intendono superare per sminare la portata dello scontro politico. Entro agosto, dovra’ giungere una decisione: il lavoro diplomatico di Conte inizia adesso.

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Difesa e Viminale, ora i dispetucci sono sugli straordinari ai militari di Strade sicure

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Il Viminale intende dire no ad un emendamento al Decreto sicurezza bis che stanzia 7 milioni di euro per gli straordinari dei militari di Strade sicure e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si infuria: “voglio una spiegazione di questa ingiustizia, i nostri militari meritano rispetto”, scrive su Facebook. “I nostri ragazzi di Strade Sicure – scrive il ministro della Difesa su Fb – vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7 milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, piu’ semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si puo’ girare dall’altra parte”.

“Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci e’ stato comunicato – continua Trenta – che c’e’ l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha gia’ avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef. Ed ora voglio capire il perche’. Lo esigo! Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilita’ di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati. Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi”.

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Salvini, nuova riunione con le parti sociali ad inizio agosto

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Ci riconvochiamo nella prima settimana di agosto, il 6 o il 7: identica riunione con le stesse 43 associazione e non escludo con altre. Se decine di associazioni ci dicono ‘grazie per averci ascoltato’ qualcuno dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta. Useremo luglio e agosto per preparare una manovra basata sulla crescita e il taglio delle tasse”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dopo l’incontro al Viminale con le parti sociali.

Anche il prossimo incontro al Viminale? “Certo”, ha risposto Salvini. “Sono vicepresidente del consiglio e ministro dell’Interno non vedo dove sia il problema. Se altri faranno lo stesso avremmo reso un buon servizio al Paese. Nessuno fa niente di nascosto”.

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Manovra, Salvini incontra le parti sociali al Viminale assieme a Siri: infuriati il premier Conte e i 5Stelle

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Quale natura dare ad un incontro delle parti sociali con il ministro dell’Interno Matteo Salvini al Viminale? Un avvio delle trattative per definire i contorni della manovra? Una riunione di una parte politica in un palazzo istituzionale per capire come avviare la discussione della manovra economica? O che cos’altro? Di sicuro  l’incontro con le parti sociali è partito. L’ha voluto il ministro dell’Interno MatteoSalvini, per una “giornata di ascolto, confronto e proposta”. Al tavolo al Viminale col mnisatro ci sono Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confartigianato, Abi, Confedilizia, Legacoop, Confcooperative, l’Ania e altre 4o sigle sindacali. Quel che è certo è che l’incontro non ha alcun carattere istituzionale. Non è il Governo che incontra le parti sociali. A giudicare da quello che riferiscono quelli del M5S si tratta di una riunione politica della Lega con alcune delle parti sociali. E non potrebbe essere altrimenti già che alla riunione c’era anche l’ex sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, già allontanato dal Governo per una delicata inchiesta della procura di Roma su mafie, appalti ed energie pulite.

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