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Politica

Conte si smarca, non siamo il partito del Sud

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del

Fiducioso di aver fatto il pieno di consensi nel Sud, Giuseppe Conte va alla conquista degli elettori del Nord. E cosi’ dopo aver “messo le tende” nel Meridione ora cerca di scollarsi di dosso la “cartolina” del partito del sud, del partito del reddito di cittadinanza e prova a sfidare i partiti del centrodestra nel loro fortino settentrionale. “Io ho messo le tende anche al Nord, sono stato tante volte anche a Milano. Ci stanno schiacciando sull’immagine del Movimento del reddito di cittadinanza, ma le nostre riforme hanno permesso di sostenere e rilanciare il tessuto produttivo” ricorda Conte in quello che lui stesso definisce un “appello” agli elettori del Nord. C’e’ la “pensione di cittadinanza”, aumentata dal governo Conte da 500 a 780 euro, fino alla nuova proposta di detassare quelle fino a mille euro: “i pensionati sono solo al Sud o anche al Nord?” chiede l’ex premier che mette in lista anche il superbonus voluto dal Movimento: la prima regione per richieste e’ il Veneto, sottolinea Conte che ricorda anche gli aiuti arrivati dal suo governo durante la pandemia per la regione che era piu’ di tutte in difficolta’, la Lombardia, e poi i 209 miliardi del Pnrr, “solo 80 vanno al Sud il resto tutto al Nord. Percio’ non cadete in questa mistificazione” avverte. Domani Conte chiudera’ la campagna elettorale, un vero tour de force che ha affrontato soprattutto con le sue sole forze. Anche a Roma, sul palco allestito a piazza santi Apostoli, gia’ simbolo della rimonta elettorale della sinistra, sara’ con il suo gruppo dirigente ma senza Beppe Grillo: “dara’ un suo contributo” ma non verra’. Se il voto lo premiera’, il risultato sara’ tutto suo. E quindi, ora, continua a combattere in solitaria. Nessuna apertura al Pd, perche’, ripete all’ossessione, “con questa dirigenza non mi siedo piu’ al tavolo”. Ne’ sono possibili riedizioni di governi con il centrodestra: “con queste destre non c’e’ possibilita’ di lavorare. Ora il M5s ha una identita’ precisa che lo colloca nel campo progressista e parliamo ad un popolo autenticamente democratico”. I 5 stelle sono ormai certi: “solo il Movimento ha la possibilita’ di contenere il centrodestra. Oggi piu’ che mai abbiamo la concreta possibilita’ di vincere nei sempre piu’ numerosi collegi uninominali contesi, cosi’ da ridurre i seggi del centrodestra in Parlamento”. Con buona pace di Enrico Letta che non ha piu’ la sua fiducia perche’ “si e’ reso protagonista di un atto di cinismo politico tra i piu’ efferati e raffinati”. (

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Politica

Ecco tutti i nomi dei nuovi senatori e deputati eletti

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del

 

Candidati eletti al Senato

 

 Candidato %

Giorgis Andrea (Pd)

38,0

Ambrogio Paola (Fdi)

43,1

Nastri Gaetano (Fdi)

52,0

Zangrillo Paolo (Fi)

50,8

Romeo Massimiliano (Lega)

53,5

Ronzulli Licia (Fi)

55,4

Berlusconi Silvio (Fi)

50,3

Misiani Antonio (Pd)

39,1

Rauti Isabella (Fdi)

45,3

Centinaio Gian Marco (Lega)

54,6

Pirovano Daisy (Lega)

55,2

Borghesi Stefano (Lega)

54,7

Speranzon Raffaele (Fdi)

53,6

De Carlo Luca (Fdi)

57,4

Bernini Anna Maria (Fi)

54,7

Bizzotto Mara (Lega)

57,0

Tosato Paolo (Lega)

58,5

Ciriani Luca (Fdi)

50,3

Berrino Giovanni (Fdi)

44,9

Pucciarelli Stefania (Lega)

40,0

Murelli Elena (Lega)

45,4

Rando Vincenza (Pd)

37,8

Casini Pier Ferdinando (Pd)

40,1

Balboni Alberto (Fdi)

42,1

Farolfi Marta (Fdi)

42,1

Petrucci Simona (Fdi)

42,0

Potenti Manfredi (Lega)

39,0

La Pietra Patrizio Giacomo (Fdi)

44,2

Cucchi Ilaria (Si)

40,1

Zaffini Francesco (Fdi)

45,8

Leonardi Elena (Fdi)

49,0

De Poli Antonio (Noi Moderati)

41,3

Mennuni Lavinia (Fdi)

36,3

Bongiorno Giulia (Lega)

39,7

Mieli Ester (Fdi)

37,5

Durigon Claudio (Lega)

52,0

Silvestroni Marco (Fdi)

49,8

Fazzone Claudio (Fi)

54,3

Lotito Claudio (Fi)

42,9

Lopreiato Ada (M5S)

41,5

Castellone Maria Domenica (M5S)

44,8

Mazzella Orfeo (M5S)

35,2

De Rosa Raffaele (M5S)

38,5

Petrenga Giovanna (Fdi)

37,7

Cosenza Giulia (Fdi)

35,7

Iannone Antonio (Fdi)

41,6

Fallucchi Anna Maria (Fdi)

37,9

Sisto Francesco Paolo (Fi)

43,5

Melchiorre Filippo (Fdi)

38,6

Nocco Vita Maria (Fdi)

42,5

Marti Roberto (Lega)

44,1

Rapani Ernesto (Fdi)

38,1

Bevilacqua Dolores (M5S)

34,1

Russo Raoul (Fdi)

39,1

Sallemi Salvatore (Fdi)

36,3

Musolino Dafne (Sud chiama Nord)

30,0

Zedda Antonella (Fdi)

39,5

Pera Marcello (Fdi)

41,4

 

Gli eletti alla Camera dei Deputati

 

  Candidato %

Magi Riccardo (+Europa)

39,8

Montaruli Augusta (Fdi)

36,0

Maccanti Elena (Lega)

39,9

Giglio Vigna Alessandro (Lega)

47,2

Pella Roberto (Fi)

42,5

Delmastro delle Vedove Andrea (Fdi)

53,8

Molinari Riccardo (Lega)

52,5

Coppo Marcello (Fdi)

53,1

Ciaburro Monica (Fdi)

53,4

De Corato Riccardo (Fdi)

48,7

Ravetto Laura (Lega)

50,9

Tabacci Bruno (Impegno civico)

38,4

Rossello Cristina (Fi)

37,0

Della Vedova Benedetto (+Europa)

37,8

Frassinetti Paola (Fdi)

46,5

Crippa Andrea (Lega)

54,1

Osnato Marco (Fdi)

43,7

Pellicini Andrea (Fdi)

54,0

Candiani Stefano (Lega)

53,4

Molteni Nicola (Lega)

53,6

Giorgetti Giancarlo (Lega)

61,8

Sorte Alessandro (Fi)

59,7

Frassini Rebecca (Lega)

53,0

Bordonali Simona (Lega)

61,8

Casasco Maurizio (Fi)

48,9

Calovini Giangiacomo (Fdi)

60,4

Cattaneo Alessandro (Fi)

54,8

Raimondo Carmine Fabio (Fdi)

54,0

Dara Andrea (Lega)

50,4

Semenzato Martina (Noi Moderati)

50,3

Andreuzza Giorgia (Lega)

53,5

Nordio Carlo (Fdi)

56,2

Coin Dimitri (Lega)

62,5

Bisa Ingrid (Lega)

55,0

Stefani Alberto (Lega)

60,6

Bitonci Massimo (Lega)

59,1

Gardini Elisabetta (Fdi)

47,6

Giovine Silvio (Fdi)

57,4

Caretta Maria Cristina (Fdi)

56,3

Fontana Lorenzo (Lega)

53,6

Maschio Ciro (Fdi)

64,4

Rizzetto Walter (Fdi)

51,5

Rixi Edoardo (Lega)

50,2

Cavo Ilaria (Noi Moderati)

37,5

Bagnasco Roberto (Fi)

44,5

Foti Tommaso (Fdi)

52,5

Cavandoli Laura (Lega)

43,0

Malavasi Ilenia (Pd)

39,6

Dondi Daniela (Fdi)

37,4

Bonelli Angelo (Verdi)

38,3

Merola Virginio (Pd)

45,5

De Maria Andrea (Pd)

37,8

Buonguerrieri Alice (Fdi)

37,3

Malaguti Mauro (Fdi)

47,7

Saccani Gloria (Fi)

40,4

Morrone Jacopo (Lega)

43,0

Montemagni Elisa (Lega)

44,9

Zucconi Riccardo (Fdi)

46,8

Mazzetti Erica (Fi)

40,2

Rossi Fabrizio (Fdi)

40,7

Tenerini Chiara (Fi)

35,9

Nisini Tiziana (Lega)

42,9

Ziello Edoardo (Lega)

40,1

Gianassi Federico (Pd)

42,6

Fossi Emiliano (Pd)

41,0

Nevi Raffaele (Fi)

47,0

Caparvi Virginio (Lega)

44,7

Latini Giorgia (Lega)

49,0

Carloni Mirco (Lega)

44,2

Ciani Paolo (Pd)

38,5

Matone Simonetta (Lega)

35,9

Rampelli Fabio (Fdi)

43,2

Morassut Roberto (Pd)

35,1

Tajani Antonio (Fi)

49,0

Palombi Alessandro (Fdi)

50,7

Battilocchio Alessandro (Fi)

39,8

Ciocchetti Luciano (Fdi)

38,5

Freni Federico (Lega)

42,0

Rotelli Mauro (Fdi)

52,8

Trancassini Paolo (Fdi)

51,0

Colosimo Chiara (Fdi)

54,5

Ruspandini Massimo (Fdi)

54,5

Ottaviani Nicola (Lega)

54,0

Bagnai Alberto (Lega)

45,9

Testa Guerino (Fdi)

45,9

Meloni Giorgia (Fdi)

51,5

Cesa Lorenzo (Noi Moderati)

42,9

Carotenuto Dario (M5s)

45,5

Di Lauro Carmela (M5s)

34,8

Amato Gaetano (M5s)

34,3

Cangiano Gerolamo (Fdi)

39,0

Giorgianni Carmen Letizia (Fdi)

35,3

Rubano Francesco Maria (Fi)

36,9

Rotondi Gianfranco (Fdi)

32,9

Vietri Maria Immacolata (Fdi)

38,9

Pierro Attilio (Lega)

46,7

Pellegrini Marco (M5s)

41,3

Matera Mariangela (Fdi)

40,8

Dalla Chiesa Rita (Fi)

40,5

Bellomo Davide (Lega)

36,6

Sasso Rossano (Lega)

43,8

Iaia Dario (Fdi)

40,7

Congedo Saverio (Fdi)

43,3

Colucci Alessandro (Noi Moderati)

45,3

Caiata Salvatore (Fdi)

38,3

Furgiuele Domenico (Lega)

38,1

Ferro Wanda (Fdi)

39,2

Cannizzaro Francesco (Fi)

47,6

Varchi Maria Carolina (Fdi)

36,1

Brambilla Michela Vittoria (Fdi)

35,1

Pisano Calogero (Fdi)

37,8

Gallo Francesco (Sud chiama Nord)

32,2

Cannata Giovanni Luca (Fdi)

39,3

Cappellacci Ugo (Fi)

38,1

Lampis Gianni (Fdi)

42,4

Polo Barbara (Fdi)

41,0

Giagoni Dario (Lega)

41,2

De Bertoldi Andrea (Fdi)

40,9

Cattoi Vanessa (Lega)

42,6

Gebhard Renate (Svp)

57,4

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Politica

In Sicilia vince Schifani, flop del centrosinistra

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Nessun colpo di scena in Sicilia. Renato Schifani, sostenuto dal centrodestra, sara’ il nuovo presidente della Regione. Vince con circa il 40% e oltre una decina di punti di scarto. Anche se lo scrutinio va a rilento, il margine non potra’ essere colmato dal secondo, che a sorpresa – ma non troppo – e’ Cateno De Luca, che ha fatto corsa in solitario. Male il centrosinistra: la candidata Caterina Chinnici naviga intorno al 15%, poco dietro il candidato del M5s Nuccio Di Paola. Al momento il primato, come lista, se lo contendono M5s, FdI e Cateno De Luca ma per avere un quadro chiaro bisognera’ attendere i risultati definitivi. Il centrodestra, comunque, dovrebbe avere la maggioranza in Assemblea siciliana. “E’ una vittoria di tutto il centrodestra, tutti i partiti supereranno la soglia del 5% – dice Schifani che davanti ai cronisti fa il segno di vittoria con le dita – Ne sono felice perche’ ci sara’ stabilita’. Una maggioranza abbastanza qualificata rafforzera’ l’azione del governo anche perche’ tutti avranno pari dignita’, al di la’ dell’entita’ dei consensi che certo influiranno sulla composizione della giunta, ma ribadisco che sara’ il governo delle competenze”. Ammette la sconfitta De Luca che, nonostante gli exit poll lo davano in svantaggio di 13 punti, sperava che i dati reali ribaltassero le previsioni contando sul voto disgiunto, che c’e’ stato ma minimale. “Io ho perso, ma penso che i siciliani non abbiano vinto”, fa sapere quando era stato scrutinato appena il 5% delle sezioni. Per l’intero pomeriggio bocche cucite invece da parte dei dirigenti siciliani del Pd, con la segreteria chiusa e nessuna voglia di commentare: il segretario Anthony Barbagallo rimasto nel suo paese, a Pedara (Ct), Caterina Chinnici a Caltanissetta. L’unico a parlare e’ stato il segretario del Pd di Palermo, Rosario Filoramo: lo fa per annunciare che lascera’ la guida del partito. Nel M5s la delusione per il quarto posto di Di Paola e’ compensata dall’ottimo risultato della lista per le nazionali nei collegi uninominali, piazzandosi prima nell’Isola, ed eleggendo due parlamentari: Davide Aiello alla Camera e Dolores Bevilacqua al Senato. Riesce a conquistare due parlamentari nell’uninominale anche la lista ‘Sud chiama Nord’ di Cateno De Luca sindaco d’Italia, che piazza a Roma Dafne Musolino e Francesco Gallo. Quattordici su 18 i collegi che vanno al centrodestra che pero’ fallisce l’en plein. Mancano l’elezione alcuni big. Non ce l’hanno fatta l’ex ministro Stefania Prestigiacomo (Fi), la vice presidente al Senato di Fi Gabriella Giammanco, Bobo Craxi (Psi), l’ex sottosegretaria del M5s che si candido’ alle primarie progressiste Barbara Floridia, la deputata di Fi Matilde Siracusano. Eletto, invece, alla Camera, nel collegio uninominale di Agrigento, il candidato della coalizione dicentrodestra Calogero Pisano, al centro di una dura polemica a pochi giorni dal voto per avere pubblicato in passato alcuni post sui social con parole di apprezzamento per Adolf Hitler, oltre che di sostegno per Vladimir Putin. E un biglietto per il Senato l’ha staccato anche Nello Musumeci, per lui una bella rivincita dopo avere dovuto digerire il “no” degli alleati alla sua ricandidatura a governatore, difeso solo da FdI: ben 150mila voti e un seggio a Palazzo Madama.

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Politica

Meloni: l’Italia ha scelto noi, governeremo per tutti

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“Se saremo chiamati a governare la Nazione lo faremo per tutti, per unire un popolo esaltando cio’ che unisce piuttosto che cio’ che divide, dando agli italiani l’orgoglio di sventolare il Tricolore”. Accolta da un grande applauso, la leader di Fratelli d’Italia, parla da ‘premier in pectore’, facendo un discorso ecumenico e salutando i militanti raccolti nell’Hotel Parco dei Principi per la nottata elettorale. Un “victory speech”, breve, decisamente sobrio, dai toni pacati, senza toni retoricamente trionfalistici: non piu’ di 6 minuti, in cui Giorgia Meloni lancia un messaggio di pacificazione nazionale dopo una campagna elettorale spesso molto aggressiva. “E’ Il tempo in cui – esordisce – gli italiani potranno avere un governo che esce da una loro indicazione. E’ stata una campagna elettorale violenta, sopra le righe che noi abbiamo subito, ma la situazione dell’Italia, dell’Ue richiede ora il contributo di tutti”. Quindi, definisce questo storico trionfo elettorale “non un punto di arrivo ma di partenza”, “Da domani – assicura – dobbiamo dimostrare il nostro valore”. Ma non dimentica di inviare un messaggio emotivamente forte alla sua comunita’, quella della destra italiana, che per la prima volta nella storia della Repubblica vince le elezioni. “Il fatto che Fdi sia primo partito – osserva – significa tante cose per tanti di noi: questa e’ sicuramente per tanti di noi una notte di orgoglio, di riscatto, di lacrime, abbracci, sogni per noi e per le persone che non ci sono e che meritavano di vederla”. Poi ringrazia gli alleati, “che non si sono mai risparmiati”, il suo staff, la sua famiglia, ma soprattutto gli italiani che non mai creduto alle mistificazioni”. Nel momento piu’ felice della sua esperienza politica, Meloni chiude il suo intervento con una lode al valore della coerenza e della tenacia. Rivendica di “non aver mai mollato”. “Sin da quando siamo nati – sottolinea – ci hanno sempre dato per spacciati: ma anche quando eravamo sempre sulle stesse percentuali sapevamo che le scorciatoie in politica sono un’illusione e che gli italiani l’avrebbero capito”. E ribadisce che “nessuna scommessa e’ impossibile”. “Proprio per questo – conclude – vorrei citare una frase di San Francesco: ‘cominciate col fare cio’ che e’ necessario, poi cio’ che e’ possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

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