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Conte si dice turbato perchè Renzi lancia il suo partito “Italia viva”

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Un terremoto vero, sebbene fosse annunciato da giorni e atteso da mesi. L’addio di Matteo Renzi al Pd torna a scuotere la politica italiana dopo la gia’ rocambolesca crisi ferragostana innescata dalla Lega. L’ex premier scioglie gli ormeggi e porta con se’ almeno 40 parlamentari diventando il terzo azionista dell’esecutivo giallo-rosso, dopo M5S, Pd e prima di Leu. Ma Renzi ha gia’ tracciato la sua strada, da qui alla prossima Leopolda. “La mia nuova sfida si chiamera’ “Italia viva””, annuncia a Porta a Porta, lanciando subito il guanto del confronto tv a colui che considera l’avversario da battere, in un dualismo tutto mediatico: Matteo Salvini, che accetta prontamente. Il sostegno al governo non viene messo mai in discussione dall’ex premier. Anzi, secondo l’uomo di Rignano la scissione giunta alla nascita del nuovo governo e’ un gesto di chiarezza, che potrebbe rafforzare l’esecutivo. Ma a Palazzo Chigi non la pensano proprio cosi’. Che Renzi ad un certo punto mettesse in campo il grande strappo a Giuseppe Conte era noto. Ma l’accelerazione degli ultimi giorni, per un premier che voleva cominciare la sua seconda avventura all’insegna della sobrieta’, non e’ piaciuta. E gia’ in mattinata Conte fa trapelare il suo disappunto. Il premier, nel corso della telefonata con Renzi “ha espresso le proprie perplessita’ su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novita’. Rimane singolare la scelta dei tempi di questa operazione, annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo”, spiegano da Palazzo Chigi. Parole studiate virgola dopo virgola, per mettere in chiaro un concetto: “se questa operazione, niente affatto trascurabile, fosse stata portata a compimento prima della nascita del nuovo esecutivo avrebbe assicurato un percorso ben piu’ lineare e trasparente alla formazione del governo”, sottolineano dalla presidenza del Consiglio. Dove, spiega una fonte di maggioranza, l’atmosfera e’ segnata da “perplessita’ e turbamento”. Per ora Conte non annuncia nessuna contromossa. Non sono in programma, vertici di maggioranza almeno fino alla formazione dei gruppi ne’ il premier ha intenzione di ripresentarsi alle Camere per chiedere una nuova fiducia. Fatto, quest’ultimo, che formalmente sarebbe ineccepibile visto il cambio della mappatura della maggioranza. La tempistica di un’operazione che Conte considera tutt’altro che trascurabile costringe il premier ad un cambio di schema: il suo governo si compone di 4 partiti. I suoi interlocutori, da tre, diventano 4. Trovare un accordo sulle varie misure, a cominciare dalla manovra, potrebbe essere ben piu’ difficile. E poi ci sono gli effetti del terremoto renziano sulla maggioranza: dal malumore crescente nel M5S, soprattutto in quella parte che mai ha applaudito l’alleanza con il Pd, al rischio di una reazione di pancia tra i Dem, sebbene Nicola Zingaretti in queste ore predichi calma. E il mare e’ agitato anche tra i partiti di opposizione. Un esempio? Alla cena “tra amici” organizzata in serata da Mara Carfagna con alcuni parlamentari ci sara’ anche Massimo Mallegni. Con l’obiettivo, suggeriscono voci di Palazzo, di fare scouting proprio per il nuovo gruppo di Renzi. Insomma, per dirla come il ministro Dario Franceschini sintetizza da Venezia alla sua omologa tedesca, “it’s a big problem”. L’ex premier, intanto, parla nuovamente da leader. “Per la Ditta non ero uno dei suoi, ci ho sofferto”, racconta nel salotto di Vespa senza risparmiare una frecciata a D’Alema e Speranza (“se cantano bandiera rossa meglio che tornino nel Pd”) e usando parole al miele per chi, ex renziano o ancora renziano, ha scelto di restare nel Pd. “La prima telefonata l’ho avuta dal ministro Roberto Gualtieri, noi siamo a sua disposizione”, spiega l’ex segretario Pd dando un chiaro obiettivo alla neo-maggioranza: “duri fino al 2023 ed elegga il presidente della Repubblica”.

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Terremoti, scossa magnitudo 3.1 in provincia di Cuneo: paura ma nessun danno a persone e cose

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 6:22 in Piemonte, tra le province di Cuneo e Asti. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 12 km di profondità ed epicentro tra Neive (Cuneo) e Coazzolo (Asti). Non si segnalano danni a persone o cose.

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È arrivato il picco dell’influenza anche tra i bambini: ecco quali sono le indicazioni per i genitori

Alessandra Cioffi

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Da qualche settimana si è osservato in Campania un rapido aumento del numero di casi di sindrome simil influenzale tra i più piccoli. Gli studi medici e i pronto soccorsi sono sempre affollatissimi.
La raccomandazione va ai genitori per prevenire il peggioramento della situazione: mantenere la calma è fondamentale.
Il genitore in base all’età del piccolo dovrebbe assumere diversi atteggiamenti.
Per i più piccoli, in particolare sotto i 3 mesi, è necessaria la visita immediata perché rappresentano la fascia di bambini più ad alto rischio.


Per i bambini più grandi bisogna ricordare che l’uso immediato degli antibiotici è inutile e spesso deleterio perché responsabile dell’antibiotico-resistenza ovvero l’impossibilità nel tempo la di curare alcuni ceppi di batteri che diventano resistenti ai principi attivi usati in modo sconsiderato ed inutile in precedenza.
Insomma, bisogna fare attenzione.
La prima indicazione è l’uso dell’antipiretico ed il contatto con il pediatra di riferimento soprattutto in caso di presenza di alcuni sintomi di allarme: disidratazione, comparsa di sintomi neurologici e manifestazioni cutanee.

*L’autrice di questo articolo è un medico pediatra

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Il Napoli di Gattuso è senza gioco e senza idee, al San Paolo passa anche la Fiorentina

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Difesa inventata, Fabian Ruiz ancora in regia, in attacco il solito solista Insigne assieme a Milik e Callejon. Il Napoli al San Paolo contro la Viola si gioca “una partita decisiva”. Così l’ha definita Ringhio Gattuso la sfida Napoli-Fiorentina. Nel primo tempo gli azzurri provano a schiacciare la Fiorentina nella sua area ma si espone ai contropiedi dei toscani. Non sempre la pressione del Napoli sortisce qualche effetto. Molta manovra, molto possesso palla, molti passaggi, poca o nessuna difficoltà per la difesa viola a fermare le folate offensive di un  Napoli scontato e banale in attacco. Al 26 esimo la Fiorentina  va in vantaggio meritatamente con un bel gol di Federico Chiesa che riesce a sorprendere Ospina con un tiro di punta imprendibile quando è a tu per tu col portiere.

Secondo tempo con la Fiorentina un po’ più aggressiva. Al 55 minuto grande azione offensiva della Fiorentina. Chiesa viene messo da solo di fronte a Ospina ma non riesce a superarlo anche grazie alla splendida parata del portiere colombiano. Gattuso prova a fare qualche cambio, nella speranza di poter aggiustare qualcosa e cambiare il match. Entrano Demme per Allan (che se ne va direttamente negli spogliatoi) e Lozano al posto di Zielisnky. Non cambia nulla perchè il Napoli non ha gioco, non sembra essere una squadra ma si ha l’impressione di vedere in campo 11 calciatori che troppe volte sembrano giocare ognuno per conto proprio. La Fiorentina regge all’urto, non fa tirare in porta il Napoli, mette paura in contropiede.

Al minuto 73 grandissima azione di contropiede di Chiesa che da destra lancia un pallone a 40 metri sul lato sinistra. Luperto si fa saltare, la palla va a Vlahovic (appena entrato al posto di Cutrone) che batte a rete e mette alle spalle di Ospina. È il gol del raddoppio. Per ora la gestione Gattuso in campionato è da retrocessione: 4 partite fatte, 3 sconfitte e una vittoria. Al fischio finale i calciatori del Napoli se ne sono scappati negli spogliatoi in ordine sparso. I Viol,a hanno festeggiato in campo. I tifosi del Napoli hanno fischiato gli azzurri. Prima dell’arrivo di Gattuso la media punti di Ancelotti era 1,40 a partita. Pessima media, roba da licenziamento. Con Gattuso la media è scesa a  0,60 punti a partita. Si vedrà quali valutazioni farà al società per rimediare questa situazione che sembra assurda ma che invece è realtà. E la realtà va affrontata.

 

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