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Conte contro il decreto sicurezza: “Propaganda e norme repressive, così il governo non funziona”

In un’intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Conte attacca il decreto sicurezza del governo Meloni: “Propaganda sulle divise, misure incostituzionali e repressione del dissenso”.

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Le parole arrivano da un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Giuseppe Conte chiarisce subito il punto di partenza: «Anarchici, antagonisti, black block e altri estremisti di destra e di sinistra non sono una novità». Un’affermazione che non ridimensiona la gravità dell’aggressione di Torino, ma che, secondo il leader del M5S, va letta senza alimentare una spirale repressiva.

Torino e la linea del governo

Alla definizione di «tentato omicidio» data da Giorgia Meloni e alla «resa dei conti con lo Stato» evocata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Conte replica invitando alla lucidità. Condanna la violenza «senza se e senza ma», ma avverte: contrastare gli estremisti non può significare comprimere il diritto a manifestare o colpevolizzare le centinaia di migliaia di cittadini che scendono in piazza pacificamente, anche per la causa palestinese.

Decreto sicurezza nel mirino

Secondo Conte, la vera novità non sono i violenti, ma «un governo che fa propaganda sulle divise dei poliziotti e strumentalizza fatti di cronaca per intervenire con un nuovo decreto sicurezza». Una linea che, a suo giudizio, non risolve i problemi reali: «Sulla sicurezza il governo non funziona», scandisce, ricalcando ironicamente l’espressione usata dalla premier sui centri in Albania.

Cauzione, scudo e fermo preventivo

Nel merito delle misure allo studio, Conte boccia la cauzione per le manifestazioni: «È una follia incostituzionale, così solo i miliardari potranno organizzare cortei». Lo scudo penale per gli agenti viene definito «una norma slogan», mentre il fermo preventivo viene paragonato a un ritorno alla legge Reale del 1975, giudicata talmente repressiva da essere poi abbandonata.

Violenza politica e doppio standard

Alla tesi del Viminale secondo cui chi ha sfilato per Askatasuna avrebbe coperto i violenti, Conte ribatte rivendicando una condanna costante degli episodi di violenza. Ma chiede coerenza: lo stesso rigore dovrebbe valere anche per l’estrema destra, ricordando l’assalto alla Cgil del 2021, e per i centri sociali di ispirazione neofascista, sui quali – accusa – il governo sarebbe meno solerte.

Sicurezza e confronto politico

Sulla proposta di Meloni di votare insieme alle opposizioni una risoluzione sulla sicurezza, Conte sospende il giudizio: «Vedremo se è un bluff o no». Rivendica però le iniziative del M5S, dai patti di sicurezza tra comuni e prefetture a un fondo dedicato proposto in manovra e mai discusso seriamente.

Giustizia e referendum

Le parole della premier sui magistrati che «non devono esitare» vengono lette da Conte come un messaggio strumentale in piena campagna referendaria. Un ulteriore tassello di un attacco alla magistratura che, secondo il leader pentastellato, punta a sottrarre ai pm il coordinamento della polizia giudiziaria, consegnandolo di fatto al governo.

Vannacci e gli equilibri del centrodestra

Nel finale, Conte commenta anche l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega: una mossa che, a suo avviso, crea un problema serio per Meloni. Il bacino potenziale di una nuova destra potrebbe intercettare delusi e scontenti delle «piroette» del governo, complicando ulteriormente gli equilibri della maggioranza.

L’alternativa progressista

Alla critica sulla mancanza di un fronte alternativo strutturato, Conte risponde indicando il lavoro in corso: incontri territoriali, ascolto diffuso e costruzione del programma prima delle leadership. «Non avremo difficoltà a individuare il centravanti», conclude, lasciando intendere che la partita politica è ancora tutta aperta.

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Ad Affari Tuoi la sfida di Andrea: perde i 300 mia euro ma porta a casa 50 mila euro

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Serata di emozioni e colpi di scena ad Affari Tuoi, il game show dell’access prime time di Rai 1 che continua a regalare storie e suspense. Protagonista della puntata di oggi è stata Andrea, giovane concorrente di San Michele all’Adige, nata a Bolzano, accompagnata in studio dal compagno Andrea, papà della piccola Isabel.

Una coppia giovane, affiatata, prossima al matrimonio e con il sogno di costruire un futuro ancora più solido. Il palco di Affari Tuoi è diventato così il teatro di una partita intensa, fatta di scelte difficili e momenti di forte tensione che finisce con vincere 50 mila euro.

La partenza shock: via subito i 300mila euro

L’avvio non è stato dei più fortunati. Dopo pochi tiri, infatti, la neo-mamma Andrea ha eliminato uno dei premi più ambiti: i 300mila euro. Un colpo pesantissimo che ha subito cambiato l’inerzia della partita. In studio cala il silenzio, mentre il tabellone inizia a perdere pezzi importanti del montepremi.

Nonostante il duro colpo iniziale, la coppia ha scelto di andare avanti con determinazione, sostenuta dal calore del pubblico e dalla voglia di non arrendersi.

Un podio che svanisce lentamente

Col passare dei pacchi, la situazione si è complicata ulteriormente. Uno dopo l’altro, i premi più alti hanno lasciato il tabellone, facendo scendere drasticamente le possibilità di un colpo grosso.

Il “podio” dei premi più ricchi si è progressivamente assottigliato, trasformando la partita in una vera e propria montagna russa emotiva. Andrea e il suo compagno hanno provato a restare lucidi, ma ogni apertura aumentava la tensione.

Il dottore tenta il tutto per tutto con il cambio

Nel momento più delicato della serata, quando in gioco restavano soltanto il pacco nero e i 50mila euro, è arrivata la mossa del “Dottore”: la proposta di cambio.

Un’offerta studiata per mettere alla prova i nervi dei concorrenti. Cambiare o restare fedeli al proprio pacco? Una decisione tutt’altro che semplice, soprattutto con due sole possibilità rimaste e un bivio così netto tra il massimo rimasto e il premio simbolo della sconfitta.

La coppia, visibilmente emozionata, ha riflettuto a lungo, consapevole che quella scelta avrebbe scritto il finale della loro avventura.

Una partita di cuore

Al di là del risultato finale, la storia di Andrea e del suo compagno ha conquistato il pubblico: due giovani genitori, con un matrimonio alle porte e tanti sogni da realizzare.

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Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Esteri

Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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