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Conte ai sindaci: imprevedibile curva a Natale, lavoro a vari scenari

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“C’e’ molta attenzione verso le festivita’ natalizie, che sono le piu’ sentite: il governo non ha la palla di vetro ma sta rivelando che ci sono segnali positivi nella curva epidemiologica per effetto delle misure adottate. Ora nessuno si avventura a dire quale sara’ l’andamento della curva a Natale. Dobbiamo arrivare in prossimita’ e capire come dosare gli interventi. Certo, ci stiamo preparando a vari scenari ma non possiamo ora prevedere quale sara’ la situazione epidemiologica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all’assemblea dell’Anci. “I Comuni saranno protagonisti del Recovery plan” perche’ ci sono “gia’ alcuni progetti” e il piano conterra’ “l’efficientamento delle opere pubbliche, la ristrutturazione di edifici scolastici, i nuovi asili nido. Saranno chiamati a raccolta per realizzare progetti di investimento: investiremo molto sulla mobilita’ locale, rinnovando anche il parco autobus, ci saranno tante nuove ciclovie, l’economia circolare, progetti significativi di riforestazione urbana, la digitalizzazione delle amministrazioni locali”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in videocollegamento con l’assemblea dell’Anci, confrontandosi in diretta col presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “Come possiamo realizzare tutto questo se non confrontandoci con voi intorno a un tavolo? Avete gia’ avuto le prime interlocuzioni con Amendola, continueremo a farlo. Anzi adesso siamo entrati nella parte viva”. “Io non dico se 21 indicatori sono giusti ma parlare di 5 o 3 e’ un dibattito scientifico, non puo’ dirlo un’autorita’ politica. Dovremmo fidarci degli scienziati”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo all’assemblea dell’Anci. “Il dibattito e’ aperto. Provo a rassicurare che abbiamo concordato con il ministro Speranza, che Brusaferro e gli esperti li spieghino bene ai presidenti di Regione: nelle prossime ore dovrebbe esserci un incontro a livello di conferenza delle regioni. Ci sara’ un contraddittorio con Speranza e Brusaferro, vedremo se le richieste delle Regioni hanno una plausibilita’ scientifica, se si puo’ migliorare il sistema di monitoraggio, pero’ passare da 21 a 5 a 3 indicatori, o dire io ne voglio 10, io ne voglio 8, capite che non ha molto senso”. “Quando abbiamo deciso di usare questo sistema di monitoraggio elaborato, sperimentato nell’arco di sei mesi, l’abbiamo ritenuto sufficientemente affidabile per costruire le misure restrittive”, sottolinea Conte. “Una volta che abbiamo reso chiari i parametri – osserva – succede ed e’ legittimo che si sviluppa un dibattito scientifico. Ne sento tanti, tutti i giorni che dicono ‘no, ma non vanno bene, meglio usarne altri’. La storia della scienza procede anche sulla base di una varieta’ di opinioni scientifiche. Non possiamo pero’ pensare di creare una confusione tale per cui ciascuno crea i propri parametri. Il nostro metodo e’ elaborato con l’Iss, il Css, la cabina regia che prevede esperti disegnati anche dalle regioni”.

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Si stringe su Recovery, fino a 60 progetti per il Piano

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Una struttura con meno di 100 tecnici, 6 manager e al piu’ una sessantina di progetti, articolati nelle sei missioni principali del Piano di Ripresa e Resilienza: il governo cerca di stringere sul piano per l’utilizzo dei 209 miliardi europei in arrivo col nuovo anno, litiga a distanza con Confindustria che lamenta ritardi “innegabili” e punta a presentare una struttura di governance del Recovery “piu’ snella”, anche per cerca di sedare le tensioni nella maggioranza. Certo, per sciogliere tutti i nodi e fare rientrare i mal di pancia che serpeggiano tra i ministeri e in Parlamento, molto probabilmente servira’ una nuova riunione con i capidelegazione, ma, sottolinea il premier Giuseppe Conte, si discute “sulla struttura piu’ efficiente” che garantisca di “superare tutte le carenze strutturali”, non “se deve comandare Conte o Gualtieri”. Lo schema di massima, spiega chi si sta occupando del dossier, sarebbe pronto. Ancora non e’ stato stabilito, pero’, dove si collochera’ (e quindi da chi dipendera’) questa nuova “struttura di missione” per l’attuazione del piano, perorata anche dalla Commissione per fare in modo che tutti i Paesi siano in grado di rispondere alla sfida di spendere le risorse (per l’Italia si tratta di 209 miliardi), in tempi cosi’ stretti. “Il testo e’ quasi pronto, lo vedrete a breve”, assicura il ministro dell’Economia, parlando di una struttura “agile ed efficace” e che “ci aiuti a mettere a terra le risorse e a valorizzare le nostre pubbliche amministrazioni”. Digitalizzazione e conversione green dell’economia saranno le due missioni che dreneranno piu’ fondi, oltre la meta’ di qui al 2026, ma qualche dettaglio in piu’ sulla ripartizione dei finanziamenti dovrebbe arrivare con l’aggiornamento del Piano. “Approveremo il Recovery plan e la struttura di governance non tutti i singoli progetti in un Consiglio dei ministri straordinario” tra domenica e lunedi’, spiega ancora Conte. Il Piano sara’ inviato al Parlamento che sara’ “aggiornato continuamente sullo stato dell’arte”. Cosi’ come “a brevissimo” si riaprira’ i confronto con le “forze economiche e sociali”, dice Gualtieri. Ma “non siamo in ritardo” puntualizza il premier, rispondendo alle aspre critiche di Confindustria e del suo presidente, Carlo Bonomi: il governo “e’ in ritardissimo” e non ha coinvolto i settori produttivi, e’ la lettura degli industriali, ne’ “per fronteggiare gli impatti economici e sociali della pandemia” e tantomeno per affrontare “l’occasione storica del Recovery”: “Volevo un patto per l’Italia ma sono rimasto solo” attacca ancora Bonomi, dicendosi “fortemente arrabbiato perche’ non vedo nessuno che ha voglia di cogliere questa grande occasione”. Al leader degli industriali risponde anche Stefano Patuanelli, ricordando che l’Italia, forse tra i primi, ha gia’ scritto dei progetti che saranno finanziati con i fondi Ue nella legge di Bilancio, a partire dal rafforzamento del Piano industria 4.0. In manovra ci si aspettava che sarebbe arrivata anche la proroga del superbonus al 110%, sfruttando sempre i finanziamenti Ue, ma la misura finora non e’ arrivata, tra le polemiche e le frizioni anche tra maggioranza e governo. La proroga arrivera’, assicura pero’ il viceministro Antonio Misiani, anche se non potra’ essere “molto lunga”, fino a “10 o 20 anni”. Il tema sara’ senz’altro oggetto di trattativa nelle prossime due/tre settimane in cui la Camera sara’ chiamata a votare gli emendamenti alla manovra: dei 7mila, circa 2,500 sono stati tagliati perche’ inammissibili e ne rimangono da esaminare circa 900 ‘segnalati’ dai gruppi. Tra questi e’ stato riammesso l’emendamento ‘Mps’, la proposta M5S di ridurre a massimo 500 milioni le Dta che si possono portare come credito d’imposta in caso di aggregazioni, ma anche l’idea di Leu, sottoscritta anche da parlamentari del Pd, di una nuova imposta patrimoniale, da introdurre sui patrimoni sopra i 500mila euro in cambio della cancellazione per tutti dell’Imu sulle seconde case e dell’imposta di bollo sui conti correnti. Proposta che ha gia’ scatenato una levata di scudi a partire dal Pd, che ha presentato proprio mentre infuria questa polemica la sua idea per la riforma dell’Irpef, puntando sul sistema tedesco. Del fisco si parlera’ giusto sabato al tavolo di maggioranza sulle riforme, dove la proposta Dem si scontrera’ quasi sicuramente con quelle di azzeramento e riscrittura totale del sistema di Iv e di intervento su scaglioni e aliquote caldeggiato dal M5S.

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Tensioni governo,Conte frena rimpasto,”convoca” leader

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Il “capitano di una squadra” che ha i “ministri migliori” e “con le dovute cautele” puo’ dire di gestire “non male” la pandemia. Giuseppe Conte si presenta cosi’ nella conferenza stampa per presentare il nuovo dpcm con le misure anti contagio, al termine di una giornata di critiche e tensioni nella maggioranza, e di scontro con l’opposizione. Annuncia un Cdm sul Recovery fund, assicura che stanno andando “in porto” i dossier Ilva e Autostrade, invita a “non drammatizzare” le divisioni sul Mes. E torna a “rabbrividire” all’idea del rimpasto. Anche se, in una fase che descrive come quella del “rilancio” del governo, dice che non si “sottrarra’ al confronto” se qualcuno dei partiti della maggioranza lo chiedera’”. A breve, servira’ un tavolo con i leader per sciogliere i tanti nodi. Mentre Conte rinnova quello che ha reso un consueto appuntamento in tempi di pandemia, la conferenza stampa per illustrare il nuovo dpcm, il centrodestra occupa l’Aula della Camera: al presidente del Consiglio chiedono di andare a riferire in Parlamento sulle misure per il Natale, molto contestate anche dai governatori. Nel pomeriggio Matteo Salvini e Giorgia Meloni urlano “dimissioni” fuori da Palazzo Chigi, protestando sul decreto sicurezza, perche’ l’inquilino senta. Conte nel pomeriggio si presenta di persona alla riunione con i governatori per sedare gli animi sulle misure del nuovo dpcm, in particolare sul contestato blocco degli spostamenti. Rassicura sulle deroghe, per i conviventi e per le persone non autosufficienti, ma tiene la linea dura per evitare la “terza ondata”. E prova a rimettere insieme i pezzi di una maggioranza che non solo si divide sul dpcm (con una fronda Pd e Iv sulle barricate), ma rompe anche ai tavoli sul programma di governo. Si litiga sulle tasse, come sulle riforme: “E’ stallo totale”, dice Iv. Sulle riforme, in particolare, il Pd vuole che siano rispettati gli impegni sui correttivi costituzionali e la legge elettorale da approvare dopo il taglio dei parlamentari. Iv frena e chiede di varare un pacchetto piu’ complessivo, dalla riforma del bicameralismo alla clausola di supremazia con le Regioni, prima di mettere mano alla legge elettorale. E Conte? Si mostra sereno, dice che vedra’ i leader all’esito del lavoro dei tavoli, e auspica riforme “coraggiose”: “Non stiamo qui a galleggiare”. Respinge anche l’immagine di un governo che litiga ed e’ in ritardo sul Recovery plan (“Ci sono differenze di vedute sulla governance ma non ci contendiamo il potere, discutiamo di quale sia la struttura piu’ snella”) e dice che i dossier come Ilva e Autostrade (“Nessuno si e’ accorto dello squilibrio delle concessioni?”) erano aperti gia’ prima del suo arrivo e ora si stanno risolvendo. Tutto a posto? Non per i partiti della sua maggioranza, che chiedono al premier di sciogliere i tanti nodi. Conte in conferenza stampa respinge anche le accuse “false” sul piano personale su una presunta cena al ristorante di sera con la sua compagna Olivia Paladino e sull’uso della scorta per allontanare un inviato delle Iene: “E’ completamente falso che ci sia stato un uso improprio: la mia compagna non ha preso l’auto di scorta, non ho mandato la scorta, la scorta era li’ per me, era in attesa che scendessi. L’uomo della scorta e’ intervenuto perche’ ha visto concitazione e trambusto”.

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Bozza Dpcm, stop ai centri commerciali nei week end e apertura allo sci il 7 gennaio

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Niente riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e negozi aperti fino alle 21. Lo prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. “Fino al 6 gennaio 2021 l’esercizio delle attivita’ commerciali al dettaglio e’ consentito fino alle ore 21.00 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole”. ” E’ in ogni caso fortemente raccomandato – prosegue il testo – per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessita’ o per svolgere attivita’ o usufruire di servizi non sospesi”.

  Si potra’ tornare a sciare dal 7 gennaio. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm che entrera’ in vigore da domani e sara’ valido fino al 15 gennaio. “Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale…per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali” con l’adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Cts. Le misure assunte sono “rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”, si legge ancora nella bozza del dpcm.

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