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Contagi e decessi in Campania aggiornati alle 22 del 29 marzo: 114 morti, 1945 ammalati

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 L’Unità di crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:
– Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 357 tamponi di cui 76 positivi;
– Ospedale Ruggi di Salerno: sono stati esaminati 194 tamponi di cui 20 positivi;
– Ospedale Sant’Anna di Caserta: sono stati esaminati 88 tamponi di cui 3 positivi;
– Ospedale Moscati di Aversa: sono stati esaminati 132 tamponi di cui 8 positivi;
– Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 113 tamponi di cui 12 positivi;
– Azienda Universitaria Federico II: sono stati esaminati 56 tamponi di cui 1 positivo;
– Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati 106 tamponi di cui 59 positivi;
– Ospedale di Nola: sono stati esaminati 186 tamponi di cui 14 positivi.
Positivi di oggi: 193
Tamponi di oggi: 1232
Totale complessivo positivi Campania: 1945
Totale complessivo tamponi Campania: 12911

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Cadono pregiudiziali Solinas, domani arrivi ‘liberi’ in Sardegna

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 Cielo e mare liberi da domani: la Sardegna torna ad essere accessibile, lei isola al centro del Mediterraneo. “Il presidente della Sardegna Solinas non ha piu’ posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale”. Cosi’ il ministro Boccia a La vita in diretta su Rai1, mette fine nel pomeriggio ad possibile, estenuante tira e molla con il governatore sardo su come ‘aprire’ l’Isola. “Da domani c’e’ liberta di circolazione senza condizioni ma poi e’ giusto – precisa sempre il ministro degli Affari regionali – che ogni presidente di Regione rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria”. Disinnescata una ‘bomba’ – l’opposizione la derubrica in una bolla di sapone – rimane l’incognita turismo: quanto sara’ l’afflusso gia’ domani Ischia di offuscare la gioia per la fine delle restrizioni che hanno impedito la libera circolazione fra tutte le regioni italiane. La Sardegna e’ diventata un caso: la voglia di riavere in casa quest’estate almeno 2 milioni di turisti – sforbiciati rispetto al passato per via del Covid – si e’ scontrata con la tutela della salute di chi arriva e chi riceve. Dall’idea rigidissima di un passaporto sanitario – bocciato dal governo perche’ anticostituzionale e benzina sul fuoco delle polemiche – si e’ arrivati ad una sorta di maxi autocertificazione che comprende la registrazione volontaria sulla piattaforma informatica della Regione, la compilazione di un questionario epidemiologico e il tracciamento con una app, sempre su base volontaria. L’ultima idea del governatore Christian Solinas prevede poi un bonus-voucher per il turista che scegliera’ autonomamente di farsi un test e di esibirla suo arrivo il certificato di negativita’ prodotto da un laboratorio autorizzato. Domani dunque e’ il d-day. Ma non ci sara’ una partenza a razzo da ‘liberi tutti’. A pesare sono ancora le scarse frequenze dei voli nazionali – bisognera’ aspettare la seconda meta’ di giugno per veder tornare i low cost – e la reazione di quella parte degli italiani che si e’ sentita rifiutata da una regione sino a qualche giorno fa in testa alle classifiche nazionali, e non solo, per gradimento e desideri tra chi sceglie una vacanza. Riprendono cosi’ a volare sui cieli sardi solo i collegamenti in continuita’ territoriale con Roma e Milano e i tre scali isolani di Cagliari, Olbia e Alghero. Tutti operati da Alitalia. Il primo volo da Fiumicino atterrera’ domani a Cagliari alle 9.05, poi ne arriveranno ancora tre nel corso della giornata piu’ altri tre da Malpensa. Ad Alghero il debutto e’ da Fiumicino con atterraggio alle 10.25 e da Malpensa alle 16.35; a Olbia, infine, si aspetta l’arrivo alle 10.15 del volo partito da Fiumicino e alle 16.40 di quello decollato da Malpensa. Dal numero dei passeggeri sbarcati, dalla loro provenienza e dai motivi che li hanno spinti in Sardegna, si capira’ se l’isola Covid-free ha vinto la sfida dell’estate 2020.

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Catania, 24enne clinicamente guarita, torna positiva al coronavirus e muore

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L’avevano dimessa perché dichiarata clinicamente guarita dal coronavirus invece adesso è morta: si tratta di una ragazza disabile di 24 anni che era ospite dell’Oasi di Troina, in provincia di Enna, e che poi era risultata nuovamente positiva al Covid19.

La giovane  è stata sottoposta ad un altro tampone, risultato positivo: le sue condizioni in poco tempo si sono aggravate, è stata trasportata d’urgenza a Catania per un’insufficienza respiratoria e ricoverata in terapia intensiva ma per lei non c’è stato niente da fare.

In precedenza la giovane era stata ospite dell’Oasi di Troina. Le cause della morte, secondo i sanitari non sarebbero riconducibili al coronavirus, ma la 24enne sarebbe deceduta per un arresto cardiocircolatorio dovuto ad una grave insufficienza respiratoria.

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Via agli spostamenti in tutta Italia con 55 nuovi morti e risalgono i contagi: Lombardia sempre in affanno

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A quasi tre mesi dall’inizio del lockdown e 33.530 morti cade un altro dei divieti ancora in vigore: si torna a circolare liberamente in tutta Italia “senza condizioni”, con i cittadini dell’area Schengen e della Gran Bretagna che potranno venire nel nostro paese senza obbligo di quarantena e senza altre restrizioni che non siano quelle in vigore per tutti: divieto di assembramento, mantenimento della distanza interpersonale e uso della mascherina nei luoghi chiusi. “Oggi sembra una conquista – dice il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia – ma ce l’abbiamo fatta con il sacrificio di tutti e senza dimenticare le vittime e gli operatori sanitari che hanno lavorato in modo incredibile”. La riapertura dei confini regionali non significa pero’ che il virus e’ sconfitto, come confermano ancora una volta i numeri: a fronte di un incremento giornaliero di ‘sole’ 55 vittime (il dato piu’ basso dal 2 marzo), sei regioni piu’ la provincia di Bolzano senza morti, meno di 40mila attualmente positivi e 160mila guariti, i contagi tornano a salire. E’ vero che il bollettino di ieri scontava i pochi tamponi eseguiti di domenica, ma e’ altrettanto evidente che l’incremento c’e’ stato visto che da 178 casi si’ e’ arrivati a 318. Con il nord ovest e la Lombardia che fanno una corsa diversa rispetto al resto d’Italia: 8 regioni (Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata) non hanno nuovi contagiati, altre sette ne hanno meno di dieci mentre Lombardia, Piemonte e Liguria insieme ne hanno 259 su 318, l’81,4% del totale. La Lombardia, da sola, ne ha il 58,8%. “Da un lato c’e’ la felicita’ nel vedere che le nostre citta’ si stanno ripopolando ma dall’altro c’e’ il senso di responsabilita’ che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere e chiedere”, dice Boccia chiedendo dunque agli italiani di essere ancora attenti, anche perche’ i costi pagati finora al virus “sono stati altissimi” e non ci si possono permettere errori. Domani dunque inizia la Fase 3, che sara’ ben diversa da quanto l’Italia intera e’ stata costretta a chiudersi in casa ma che non sara’ ancora la normalita’ che tutti conoscevamo prima del 20 febbraio. Una fase piu’ complessa in cui saranno fondamentali, forse piu’ di prima, i comportamenti e il senso di responsabilita’ degli italiani. Ci saranno poi una serie di novita’ che riguardano le stazioni ferroviarie. Con un decreto firmato dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli, da domani diventa obbligatoria la misurazione della febbre per chi viaggia con l’Alta Velocita’ o con gli intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e, in caso si abbia piu’ di 37,5 C, non sara’ consentito l’accesso a bordo del treno. Fondamentale in questa nuova fase sara’ anche la capacita’ dei sistemi sanitari regionali di individuare nel piu’ breve tempo possibile nuovi casi e isolare eventuali nuovi focolai. Ogni Regione potra’ agire autonomamente, sempre nel rispetto delle misure decise a livello nazionale, e decidere attraverso quale strumento aumentare o migliorare i controlli. “E’ giusto – sottolinea ancora Boccia – che ogni presidente di regione rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria”. C’e’ chi si e’ attrezzato con il contact tracing, come il Lazio, chi con una App regionale, come la Sicilia, chi con un questionario e una piattaforma per la registrazione di chi arriva, come la Sardegna. La settimana prossima, inoltre, sara’ in funzione ‘Immuni’, la app per il contact tracing scelta dal governo: dall’8 nelle quattro regioni in cui partira’ la sperimentazione (Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia), dopo pochi giorni nel resto d’Italia. “Ho studiato bene come funziona Immuni – dice l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese – e vi consiglio di non scaricarla se non siete interessati a sapere di essere entrati in contatto con un soggetto positivo al Coronavirus, potenzialmente contagioso, e non avete a cuore la vostra salute e quella di chi e’ vicino. In tutti gli altri casi, usatela”.

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