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Esteri

Consiglio europeo atipico: Ue compatta ma prudente sulla nuova America di Trump

Vertice europeo straordinario a Bruxelles: cinque ore di confronto sulle relazioni con l’America di Trump, dubbi sul Board di Gaza e strategia Ue tra dialogo, fermezza e autonomia strategica.

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Quasi cinque ore di dibattito, senza telefoni e in formato ristretto, hanno caratterizzato un Consiglio europeo straordinario svoltosi all’Europa Building di Bruxelles. Un vertice atipico, iniziato alle 19 con una lunga cena di lavoro, interamente dedicato alle relazioni transatlantiche con la nuova amministrazione americana guidata da Donald Trump. L’assenza di conclusioni scritte, dovuta al carattere informale del summit, ha consentito ai leader di esprimersi con maggiore libertà, ribadendo una linea di distanza politica dal presidente statunitense senza però chiudere al dialogo.

I dubbi sul Board di Gaza

Uno dei punti più delicati ha riguardato il cosiddetto Board di pace per Gaza. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, nelle sue conclusioni orali, ha parlato di “seri dubbi” condivisi da diversi leader. Le perplessità riguardano il perimetro delle competenze, l’assetto di governance e la compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. Il Board è stato firmato da Ungheria e Bulgaria, rifiutato nettamente dalla Spagna, mentre altri Paesi – tra cui l’Italia – hanno scelto di prendere tempo.

Il caso italiano e l’articolo 11

Le dichiarazioni di Trump, rilasciate al rientro da Davos a bordo dell’Air Force One, hanno ulteriormente acceso il dibattito. Il presidente americano ha affermato che Giorgia Meloni e Karol Nawrocki avrebbero manifestato l’intenzione di aderire al Board, pur dovendo “espletare le formalità necessarie”. Palazzo Chigi non ha replicato, ma in Italia resta centrale il nodo della compatibilità del Consiglio di pace con l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Dialogo con Washington, ma con linee rosse

A Bruxelles prende corpo una strategia fatta di dialogo e fermezza, senza reazioni impulsive ma con ritorsioni credibili sempre sul tavolo. Su alcuni dossier, come la sovranità della Groenlandia, l’Unione europea individua una linea rossa invalicabile. Su altri, come la sicurezza dell’Artico, emerge invece una disponibilità a collaborare con Washington. L’obiettivo è evitare escalation, consapevoli che il confronto con Trump resterà acceso almeno fino alle elezioni di midterm.

Autonomia strategica e diritto internazionale

Nel confronto tra i leader è tornato centrale il tema dell’autonomia strategica europea, considerata ormai un destino ineluttabile sia dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen sia da Costa. Resta fermo anche l’impegno dell’Ue per i principi del diritto internazionale, richiamati esplicitamente nelle conclusioni orali del vertice.

Nuove rotte commerciali e scelte geopolitiche

Da Bruxelles l’Unione guarda avanti, rafforzando una rete di partenariati alternativi a quello statunitense. I vertici comunitari saranno martedì 27 in India per un accordo commerciale considerato cruciale. Sul fronte Mercosur, invece, l’orientamento prevalente tra i governi e a Palazzo Berlaymont è quello di procedere senza attendere il pronunciamento della Corte di Giustizia Ue, puntando sull’applicazione provvisoria dell’intesa già approvata dagli Stati membri.

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Ucraina, Zakharova: “Ogni passo verso la soluzione del conflitto è importante”

La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova afferma che ogni passo verso la risoluzione del conflitto ucraino è di grande importanza.

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Tutti gli sforzi che possano contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina sono considerati di grande importanza da Mosca.

A dichiararlo è stata Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, commentando i negoziati trilaterali in corso a Ginevra.

Il riferimento ai colloqui trilaterali

Zakharova, intervenendo alla radio Sputnik, ha affermato che qualsiasi passo capace di guidare il processo verso una soluzione della crisi rappresenta un elemento rilevante.

Le dichiarazioni arrivano nel contesto degli sforzi diplomatici internazionali volti a favorire un’intesa tra le parti coinvolte nel conflitto.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle posizioni negoziali o su eventuali sviluppi concreti dei colloqui.

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Perù, destituito il presidente ad interim José Jerí: nuova crisi politica a pochi mesi dal voto

Il Parlamento del Perù destituisce il presidente ad interim José Jerí per presunto traffico di influenze. Nuova fase di instabilità politica a Lima.

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Il Parlamento del Perù ha destituito il presidente ad interim José Jerí al termine di un procedimento di impeachment per presunto traffico di influenze e presunte assunzioni irregolari.

La mozione di censura, presentata dall’opposizione, è stata approvata con 75 voti favorevoli, 24 contrari e tre astensioni. L’assemblea ha quindi dichiarato vacante l’incarico di Capo dello Stato in attesa dell’elezione di un nuovo presidente del Parlamento che assuma anche la guida della Repubblica.

Il meccanismo istituzionale e il ruolo del Parlamento

Jerí esercitava la presidenza ad interim in quanto presidente del Congresso, subentrato dopo la destituzione di Dina Boluarte nell’ottobre 2025.

Con l’approvazione della mozione, Jerí è stato rimosso dalla carica parlamentare, perdendo automaticamente la facoltà di esercitare la funzione presidenziale.

Poco prima del voto aveva respinto ogni accusa, minimizzando il cosiddetto “chifagate”, lo scandalo legato a presunti incontri riservati con imprenditori cinesi, definendolo un errore formale.

Verso un nuovo presidente ad interim

La votazione per eleggere il nuovo presidente del Parlamento è stata convocata per domani. L’attuale vicepresidente del Congresso, Fernando Rospigliosi, aveva già annunciato che non avrebbe assunto la presidenza in caso di approvazione della mozione.

Il Paese si trova così a vivere l’ennesima transizione politica, con otto presidenti succedutisi negli ultimi dieci anni.

Elezioni imminenti e clima di instabilità

La nuova guida ad interim sarà chiamata a traghettare il Perù fino a luglio 2026, quando entrerà in carica il presidente che verrà eletto nelle consultazioni generali previste ad aprile.

Nonostante la crisi istituzionale, diversi analisti locali ritengono improbabile una stagione di proteste violente come quella seguita alla destituzione di Pedro Castillo nel dicembre 2022, quando le manifestazioni furono represse con un bilancio di oltre 70 vittime.

La situazione resta tuttavia delicata, in un contesto segnato da instabilità politica ricorrente e forte polarizzazione interna.

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Uomo armato vicino al Campidoglio, arrestato 18enne con fucile carico

Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato vicino al Campidoglio degli Stati Uniti. Crescono le minacce contro i membri del Congresso.

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Un diciottenne armato di fucile è stato arrestato a un isolato dal Campidoglio degli Stati Uniti dopo essere sceso dalla propria auto e aver iniziato a correre verso l’edificio.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, il giovane è stato immediatamente affrontato dagli agenti della United States Capitol Police, che gli hanno intimato di gettare l’arma. Il sospettato avrebbe obbedito, si sarebbe sdraiato a terra ed è stato preso in custodia senza che venissero esplosi colpi.

Fucile carico e equipaggiamento tattico

Il capo della polizia del Capitol, Michael Sullivan, ha spiegato in conferenza stampa che il fucile era carico e che il giovane indossava un giubbotto tattico e guanti tattici. Aveva inoltre con sé ulteriori munizioni.

All’interno dell’auto sarebbero stati trovati un casco in kevlar e una maschera antigas. Le autorità non hanno reso nota l’identità del sospettato.

Minacce in aumento contro il Congresso

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente allarme per la sicurezza dei membri del Congresso. Secondo i dati forniti dalla polizia del Capitol, lo scorso anno sono stati aperti quasi 15.000 casi di valutazione delle minacce, con un incremento di circa il 60% rispetto ai 9.474 casi registrati nel 2024.

Le indagini sono in corso per chiarire le intenzioni del giovane e verificare eventuali collegamenti o motivazioni.

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