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Musica

Concerti in Italia, settimana live: da Ernia ad Achille Lauro, tutti gli appuntamenti dal 26 marzo al 1° aprile

Tutti i concerti in Italia dal 26 marzo al 1° aprile: da Ernia ad Achille Lauro, passando per Giorgia, Subsonica e Gigi D’Alessio.

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Si apre la settimana con diversi live in tutta Italia: Ernia è al Mandela Forum di Firenze, Olly al Palazzo dello Sport di Roma, i Marlene Kuntz all’Alcatraz di Milano. Sempre a Milano, Alexia è al Fabrique, mentre Luchè si esibisce al PalaRescifina di Messina.

Venerdì 27 marzo

Achille Lauro è protagonista all’Unipol Forum di Assago. A Milano arrivano anche i Suede al Fabrique. Nek è al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, Francesco Gabbani alla Prealpi SanBiagio Arena di Conegliano Veneto. I Marlene Kuntz fanno tappa a Grassina (FI), i Kolors a Padova e Eugenio Finardi a Legnago.

Sabato 28 marzo

Giorgia e i Kolors sono al Mandela Forum di Firenze. Ernia si sposta all’Unipol Forum di Assago, Olly al Palasele di Eboli. A Bologna c’è Fatboy Slim, mentre Francesco Gabbani canta a Montichiari. A Milano, Angelina Mango è al Teatro Lirico Giorgio Gaber.

Domenica 29 marzo

Achille Lauro arriva all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Ernia resta ad Assago, Giovanni Lindo Ferretti è a Udine e Luchè a Bari.

Lunedì 30 marzo

Giorgia è a Padova, Ernia ancora ad Assago e Olly a Bari. A Roma, serata progressive con Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme all’Auditorium Parco della Musica.

Martedì 31 marzo

Gigi D’Alessio debutta all’Unipol Forum di Assago, Nek è agli Arcimboldi di Milano. I Subsonica suonano a Torino, i Kolors a Eboli, i Finley all’Alcatraz di Milano e Ana Popovic al Blue Note.

Mercoledì 1 aprile

Replica per Gigi D’Alessio ad Assago e per i Subsonica a Torino. Luchè è al Gran Teatro Geox di Padova, Marta Del Grandi al Circolo Arci Bellezza di Milano. A Bologna va in scena il musical We Will Rock You.

Una settimana ricca di live

Il calendario conferma una settimana particolarmente intensa per la musica dal vivo, con artisti italiani e internazionali impegnati in tour e appuntamenti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

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Musica

Musica italiana boom su Spotify: oltre 165 milioni di royalty e crescita globale

La musica italiana cresce su Spotify: 165 milioni di royalty nel 2025 e forte espansione all’estero. Boom per artisti e lingua italiana.

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A vent’anni dalla nascita dello streaming, il settore musicale continua a trasformarsi. Piattaforme come Spotify hanno cambiato le abitudini di ascolto, segnando il passaggio dall’analogico al digitale e aprendo nuove opportunità per artisti e industria.

In questo contesto, la musica italiana non solo resiste, ma cresce in modo significativo, trovando nuovi spazi sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.

Crescono ricavi e numero di artisti

Nel 2025 le royalty generate dagli artisti italiani su Spotify superano i 165 milioni di euro, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente e quasi triplicando i valori del 2019.

Oltre 20 artisti hanno superato il milione di euro di ricavi annui sulla piattaforma, mentre più di 50 hanno oltrepassato la soglia dei 500mila euro. Un dato che evidenzia anche la crescita della cosiddetta “classe media” musicale.

Il peso della scena indipendente

Una parte rilevante dello sviluppo arriva dal mondo indipendente. Circa il 40% delle royalty in Italia nel 2025 proviene da artisti o etichette indipendenti.

Le piattaforme digitali permettono infatti di produrre e distribuire musica senza passare necessariamente dai canali tradizionali, ampliando l’accesso al mercato.

L’italiano cresce anche all’estero

Uno degli aspetti più rilevanti è la diffusione internazionale. Oltre il 40% delle royalty degli artisti italiani proviene da ascoltatori fuori dal Paese.

La lingua italiana è tra quelle a maggiore crescita su Spotify: +17% rispetto al 2024 e +46% rispetto al 2023. Un dato che si inserisce in una tendenza globale verso il multilinguismo, con sempre più lingue presenti nelle classifiche internazionali.

Un mercato sempre più globale

Nel 2025, brani in 16 lingue diverse entrano nella Global Top 50, segnale di un cambiamento strutturale nel consumo musicale.

Allo stesso tempo, il mercato interno resta solido: l’82% dei brani nella Top 50 italiana è prodotto da artisti italiani, uno dei dati più alti in Europa.

Opportunità e nuove sfide

Secondo Adelechiara Nicoletti, lo streaming non garantisce il successo automatico, ma amplia le possibilità rispetto al passato.

Il settore cresce in termini economici e culturali, con un margine ulteriore di sviluppo legato all’innovazione tecnologica e all’apertura dei mercati internazionali.

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Musica

Tommaso Paradiso incanta Roma: Palazzetto sold out e viaggio tra hit e nuove emozioni

Tommaso Paradiso conquista Roma con un concerto sold out: tra nuove canzoni e grandi successi, emozioni e pubblico protagonista.

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Parte da Roma il tour nei palazzetti di Tommaso Paradiso, con un doppio sold out al Palazzo dello Sport.

L’artista apre lo show con energia, dichiarando fin dalle prime battute un legame diretto con il pubblico, che dice di aver “già memorizzato” dopo poche canzoni.

Una scaletta tra passato e presente

Il concerto si sviluppa attraverso una scaletta di 23 brani, alternando i pezzi del nuovo album “Casa Paradiso” ai successi che hanno segnato la carriera, anche ai tempi dei Thegiornalisti.

Tra i momenti più coinvolgenti, brani come “Sensazione stupenda”, “Riccione” e “Completamente”, accompagnati da scenografie visive che evocano atmosfere estive e ricordi condivisi.

Gli ospiti e i momenti più intensi

Sul palco anche collaborazioni significative, come quella con Setak, nome d’arte di Nicola Pomponi, in un’esibizione dal forte valore emotivo.

Apice del concerto con l’ingresso di Franco126 per “Stanza singola”, cantata in coro da tutto il palazzetto.

Il rapporto con il pubblico

Paradiso rompe spesso la distanza con la platea: scende tra i fan, stringe mani, abbraccia, promette e mantiene gesti simbolici che rafforzano il contatto diretto.

Un rapporto costruito nel tempo e che trova nella dimensione live la sua espressione più autentica.

Roma e l’identità dell’artista

Il legame con la città emerge in modo evidente durante lo spettacolo. Roma non è solo una tappa del tour, ma un elemento identitario per l’artista.

Anche i cori spontanei del pubblico, tra musica e calcio, testimoniano un clima partecipato, che Paradiso gestisce con ironia e complicità.

Le prossime tappe del tour

Dopo Roma, il tour proseguirà nelle principali città italiane: Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze e Napoli, con ulteriori date già programmate per l’estate.

Un calendario fitto che conferma la centralità dell’artista nel panorama musicale italiano contemporaneo.

Un live tra nostalgia e contemporaneità

Il concerto romano evidenzia la capacità di Tommaso Paradiso di tenere insieme passato e presente, unendo il repertorio storico a nuove produzioni.

Un equilibrio che si traduce in uno spettacolo coinvolgente, capace di parlare a pubblici diversi e di consolidare un percorso artistico ormai maturo.

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In Evidenza

Edoardo Bennato: «La musica non ha parametri, conta il contatto con la gente». Il tour dei 80 anni

Edoardo Bennato racconta al Corriere della Sera carriera, successi e visione della musica. Al via il tour “Quando sarò grande” per gli 80 anni.

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Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Edoardo Bennato (foto Imagoeconomica) si prepara a tornare sul palco con il tour “Quando sarò grande”, sei concerti evento che attraverseranno l’estate italiana, da Venezia a Milano.

Un ritorno che coincide con un traguardo importante: gli 80 anni, che il cantautore compirà a luglio, con lo spirito di chi continua a vivere la musica come una sfida quotidiana.

Dai record negli stadi alla gavetta

Bennato rivendica con ironia il primato di essere stato tra i primi artisti italiani a riempire gli stadi, arrivando a suonare per quindici date consecutive in un solo mese.

Un risultato costruito però dopo anni di difficoltà, tra concorsi persi e rifiuti dell’industria discografica. La svolta arriva grazie alla perseveranza e alla scelta di suonare ovunque, dai locali alla strada, mantenendo un contatto diretto con il pubblico.

Il racconto di un’epoca e l’incontro con Maradona

Tra i ricordi più vividi, Bennato cita l’estate dei Mondiali del 1990 e l’incontro con Diego Armando Maradona durante le prove a San Siro.

Un episodio che restituisce il clima di quegli anni, segnati da una forte contaminazione tra musica, sport e cultura popolare.

La musica oltre i giudizi

Secondo Bennato, la musica non può essere valutata con criteri oggettivi. A differenza dello sport, non esiste un parametro universale per stabilire il valore di un artista.

Il successo, osserva, dipende anche da dinamiche esterne: industria discografica, radio, mercato e contesto culturale. Da qui la necessità di costruire un percorso autonomo, basato sulla propria identità.

Gli artisti e il talento

Alla domanda sui migliori artisti italiani, Bennato risponde con la consueta ironia, per poi indicare nomi come Zucchero e Jovanotti per capacità di unire professionalità ed emozione.

Cita anche figure come Morgan e Clementino, sottolineandone talento e fragilità.

Tra musica e società

Nel corso della carriera, Bennato ha raccontato l’Italia attraverso le sue canzoni, spesso con uno sguardo critico.

Definisce gli italiani “moralisti a proprio uso e consumo” e propone una lettura originale delle differenze globali, legata non tanto a fattori morali quanto alle condizioni ambientali e sociali.

Il valore del dubbio e dell’umiltà

Anche nei momenti di successo, il cantautore rivendica l’importanza del dubbio come strumento di crescita.

Ricorda, ad esempio, l’esperienza con Luciano Pavarotti, che gli chiese un provino per partecipare a un evento, occasione vissuta come un’opportunità di verifica personale.

Una carriera in equilibrio tra ironia e identità

Tra le canzoni più rappresentative, Bennato cita “Le ragazze fanno grandi sogni”, definita un manifesto dedicato al mondo femminile.

Guardando al presente, mantiene uno sguardo ironico sul tempo che passa: «Mi sono fermato a 55 anni», afferma, confermando uno stile coerente con tutta la sua carriera, sempre in bilico tra leggerezza e riflessione.

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