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Con Vega debutta lo spazio alla portata di tutti

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Universita’, laboratori, piccole e medie aziende: finora per molte di queste realta’ portare esperimenti nello spazio era stato un sogno difficile da realizzare per i costi elevati, ma ora le cose stanno cambiando e a portare la rivoluzione e’ il lanciatore europeo Vega. Il razzo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) costruito in Italia dalla Avio si prepara a portare in orbita per la prima volta 53 mini satelliti in un solo lancio, grazie allo speciale dispenser in fibra di carbonio e modulare chiamato Ssms (Small Spacecraft Mission Services), che permette di caricare nel primo stadio decine di piccoli satelliti. Il lancio e’ previsto alle 3,51 italiane del 19 giugno dalla base europea di Kourou (Guyana Francese) e nel dispenser sul primo stadio di Vega sono stati caricati nella parte superiore 7 microsatelliti che pesano da 15 a 150 chilogrammi,piu’ 46 nanosatelliti nella parte inferiore. Vega dovra’ rilasciarli su due orbite diverse: i primi a 515 chilometri e gli altri a 530. Arrivano da 21 clienti di 13 Paesi, compresa l’Italia, per applicazioni che vanno dall’osservazione della Terra alle telecomunicazioni, fino a ricerca scientifica, educazione e tecnologia. Per gli esperti del settore il primo lancio di Vega del 2020, gestito da Arianespace, e’ una “prova di concetto” che segna l’esordio di una rivoluzione destinata a ridurre notevolmente i costi dei lanci, aprendo a nuove fasce di mercato. Sviluppato da Esa e Avio, il dispenser per i piccoli satelliti e’ stato costruito dall’azienda della Repubblica Ceca Sab Aerospace e l’Unione Europea ha contribuito a finanziare il volo di prova.

“Questo volo inaugura una nuova era nelle opportunita’ di ‘passaggi’ per piccoli satelliti e dimostra il nostro impegno ad estendere l’accesso dell’Europa alle capacita’ spaziali per servire le istituzioni europee, rafforzare la nostra industria spaziale e far crescere la nostra economia”, ha detto Renato Lafranconi, Vega Exploitation Program Manager presso l’Esa. Richieste di passaggi per i piccoli satelliti di nuovi clienti sono gia’ in arrivo e questo, ha detto ancora Lanfranconi, ” ci da’ molta fiducia nel fatto che questo nuovo servizio diventera’ un elemento vitale del servizio di lancio di Vega”. Ottimista anche Arianespace: l’azienda che gestisce i lanci dalla base europea di Kourou ritiene che grazie a questo nuovo servizio “sara’ in grado di rispondere al nuovo mercato dei piccoli satelliti, grazie alla strategia duale di lanci su Vega, Vega C e Ariane 6”, rileva in una nota. In prima fila a cogliere le nuove opportunita’ di volo c’e’ anche l’Italia, con due satelliti a bordo del volo inaugurale del dispenser Ssms con esperimenti istituzionali e che vedono coinvolti anche l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il primo, Ion CubeSat Carrier (In Orbit NOW), e’ sviluppato dalla societa’ D-Orbit e trasporta dei CubeSat dal peso complessivo di circa 150 chilogrammi; Dido-3 e’ invece un laboratorio di microgravita’ composto da 3 CubeSat dell’azienda svizzero-italiana Spacepharma, al quale collaborano Asi e Agenzia Spaziale Israeliana (Isa). Frutto di un accordo fra le due agenzie, ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) italiano e ministero della Scienza e Tecnologia israeliano, Dido-3 e’ costituito da una piattaforma a controllo remoto con a bordo quattro esperimenti congiunti in biologia, chimica e microbiologia che coinvolgono le università Federico II di Napoli, Roma Tor Vergata, Roma Tre e Bologna.

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Corona Virus

Coronavirus, troppi contagi: scatta una mini ‘zona rossa’ a Sant’Antonio Abate, nel Napoletano

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– Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con una ordinanza che sara’ firmata entro stasera, ha istituito una mini zona rossa nel Napoletano. La decisione e’ scattata dopo “il numero elevato di contagi registrati in una struttura ricettiva di Sant’Antonio Abate”.

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Niente ‘privacy’ per furbetti, ora bufera su Tridico

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 Puo’ cadere il velo della privacy sui “furbetti del bonus”. L’autorita’ garante fa sapere all’Inps che i nomi possono essere svelati: non ci sono vincoli di riservatezza che tengano. Nei palazzi della politica in tanti sperano che sia l’Istituto a svelare i nomi dei “miserabili” del bonus: eliminerebbe l’imbarazzo della “caccia” in corso e che fa circolare, non smentiti ma neanche confermati, i profili di “sospettati” come i due deputati leghisti Andrea Dara ed Elena Murelli. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico non sembra pero’ per adesso intenzionato a farlo. E finisce a sua volta nel mirino: Matteo Renzi ne chiede le dimissioni, perche’ “totalmente incompetente”, e il Garante della privacy apre un’istruttoria sulla vicenda del bonus. Tridico ha dato alla presidente Debora Serracchiani la disponibilita’ a essere sentito in commissione Lavoro alla Camera, ma potrebbero volerci giorni: non prima di ferragosto o addirittura dopo il 24 agosto. E potrebbe essere questa la sede dove i nomi si faranno. Continua a fare rumore la notizia dei duemila amministratori e tre deputati (piu’ due che si sarebbero visti rigettare la domanda) beneficiari del bonus da 600 euro dato alle partite Iva per fronteggiare l’emergenza Covid. Nessuno dei deputati per ora si fa avanti, mentre nuove confessioni giungono da Comuni e Regioni. Due consiglieri comunali di Ancona, Angelo Eliantonio (Fdi) e Francesco Rubini (Altra Idea di Citta’), rivendicano il bonus come necessita’, visto l’esiguo gettone di presenza. Ma sono i consiglieri regionali a fare piu’ rumore. Ubaldo Bocci, ex sfidante di Nardella da sindaco di Firenze, spiega di aver dato i soldi in beneficenza, cosi’ come fa Diego Sarno, consigliere Pd in Piemonte. “Non fai beneficenza col bonus dello Stato!”, si indigna Stefano Bonaccini. In Veneto il presidente Luca Zaia, che da giorni chiede di far “uscire i nomi”, ventila la possibilita’ di escludere dalle liste per le regionali (la scadenza e’ il 20 agosto) degli amministratori col bonus: in Veneto spuntano tre leghisti, i consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e il vicepresidente della giunta Gianluca Forcolin, che parla di un errore della sua socia. Il leghista ligure Alessandro Puggioni annuncia che non si candidera’ dopo aver preso il bonus. E’ sulla Camera, intanto, che tutti gli occhi sono puntati. Si cercano i due leghisti e il Cinque stelle (o ex M5s) che hanno chiesto e ottenuto il bonus, ma anche i due colleghi (un leghista e un Iv, si dice) che l’hanno chiesto senza ottenerlo. Per tutto il giorno continuano a tacere il deputato leghista mantovano, imprenditore del tessile, Andrea Dara, e la collega piacentina, consulente in finanziamenti europei, Elena Murelli. I loro nomi circolano da lunedi’, non smentiti. Matteo Salvini per ora tace. Parla per lui il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari: “Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verra’ sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficienza”, afferma. Fine delle comunicazioni. Tra i parlamentari M5s, ma anche nel Pd, circola l’ipotesi di intervenire con un emendamento al decreto di agosto, che ancora deve essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, per introdurre criteri che per il futuro limitino il bonus a chi sia (inclusi i parlamentari) sopra una certa soglia di reddito. Difficile fare qualcosa, invece, per il passato: il principio di affidamento non permette norme retroattive che obblighino alla restituzione. Restano dunque due vie. La prima e’ la pubblicazione dei nomi da parte dell’Inps. Il M5s ha raccolto le firme tra i suoi parlamentari (tra le perplessita’ di alcuni di loro, dal momento che la riservatezza e’ un diritto di cui non si puo’ disporre) per dare l’autorizzazione alla pubblicazione. Ma a dare una mano e’ il Garante della privacy: si puo’ pubblicare i beneficiari “laddove, come in questo caso, da cio’ non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato”. “Ora non ci sono piu’ scuse – esulta Luigi Di Maio – questa non e’ una gogna mediatica ma una questione di giustizia”. Il Garante pero’ annuncia anche una “istruttoria” sulla “metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse”. Ancora poco, per dire, si sa della fuga di notizie. L’altra via e’ quella parlamentare. Fdi, con i deputati Walter Rizzetto e Francesco Lollobrigida, e Iv, con Camillo D’Alessandro, chiedono di audire Tridico. L’audizione, che per alcune parti potrebbe essere secretata, potrebbe avere al centro i nomi e l’operato dell’Istituto. Ma e’ difficile, nonostante le pressioni, che avvenga prima del 24 agosto. Troppo tempo, per i promotori del No al referendum sul taglio dei parlamentari, che accusano i sostenitori del Si’ di aver usato questa vicenda come una clava in favore del taglio. Andrea Cangini annuncia un’interrogazione al premier Conte e alla ministra Catalfo. “Il governo ha scritto male la norma ed e’ complice delle storture”, dice Maria Stella Gelmini. Certo, chiosa ironico Paolo Gentiloni, mentre sono in ballo il vaccino per il Covid, la vicenda di Beirut, il Recovery fund, “guai a distrarci dal dibattito su quei cinque miserabili del bonus”.

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Corona Virus

Coronavirus in Campania: 23 contagiati, 18 guariti e un decesso

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In Campania la situazione contagio è, nonostante i numeri, ancora sotto controllo. Oggi il rapporto tra guariti e contagiati è negativo perchè a fronte dei 18 guariti dal virus ce ne sono 23 di campani che hanno scoperto di aver contratto il covid 19. Per fortuna nessuno di loro è in condizioni cattive, nessuno per ora ha necessità di essere ospedalizzato. C’è, purtroppo, da registrare anche un decesso. E queste sono le notizie che non vorremmo mai dare. Il totale dei decessi in Campania, regione dove risiedono quasi 6 milioni di persone, è da marzo, cioè dall’esplosione della pandemia, di 440 persone decedute per il covid 19.

In ogni caso ecco il bollettino di oggi, 11 agosto. Sono dati relativi alle 23,59 del giorno precedente.

Positivi del giorno: 23
Tamponi del giorno: 1.142
 
Totale positivi: 5.114
Totale tamponi: 351.505
 
​Deceduti del giorno: 1
Totale deceduti: 440
 
Guariti del giorno: 18
Totale guariti:  4.272

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