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Napoli

Con Futuro Remoto nei segreti del Cern e della ricerca nucleare

Valeria Grasso

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Uno degli appuntamenti internazionali più suggestivi di Futuro Remoto promosso dall’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – ha condotto il visitatore – collegato attraverso piattaforma online – all’interno della sede del CERN – Organizzazione europea per la ricerca nucleare, posto al confine tra Svizzera e Francia. Si tratta del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, ed è qui che vengono forniti agli esperti gli strumenti necessari per la ricerca in fisica delle alte energie, principalmente gli acceleratori di particelle.

Alcune di queste apparecchiature sono lunghe addirittura chilometri, costruite per studiare il cuore dell’atomo, il suo nucleo e le particelle che lo compongono, in primo luogo protoni e neutroni. Gli acceleratori permettono di realizzare urti violentissimi tra particelle per studiare le leggi che governano l’Universo
Usare principalmente per scopi industriali (60%) medici (35%) studio della struttura dei materiali o per scopi di ricerca (5%) in fisica delle particelle come in questo caso in cui un fascio di particelle di elevata energia permette di sondare oggetti di dimensioni molto piccole.

LHC del CERN è il più grande acceleratore di particelle del mondo. Nel suo tunnel sotterraneo (100 metri di profondità), lungo 27 chilometri, ha ottenuto una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni, dimostrando l’esistenza del bosone di Higgs (teorizzato nel 1964 da Peter Higgs ma rilevato per la prima volta con gli esperimenti del Cern nel 2012), la famosa “particella di dio” , modello standard della fisica.


Tanti studenti collegati con il Cern sulla piattaforma di Futuro Remoto si sono appassionati alla visita guidata e hanno posto tante domande (una di queste è ‘come si fa a lavorare al Cern?) in merito al progetto CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro principali esperimenti di LHC, attraverso cui più di 3.000 scienziati da tutto il mondo cercano di esplorare il nostro Universo studiando i processi su scala microscopica che avvengono nelle collisioni protone-protone ad elevata energia.

Il rivelatore di particelle è formato da una serie di strati concentrici, come una sorta di cipolla di forma cilindrica ed è posto in uno dei quattro “punti di collisione” del Large Hadron Collider (LHC). Identifica così le particelle prodotte nelle collisioni protone-protone e permette di misurarne le caratteristiche fisiche. Risiedono in queste ricerche i segreti collegati ai primi istanti del nostro universo.

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Cultura

Il presidente Conte dimissionario finisce sul presepe di Genny Di Virgilio

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L’immancabile fascio di carte in mano, forse la bozza di qualche DPCM e un cartello  con sopra scritto: “Vado e torno”: la statuetta di Giuseppe Conte, premier in uscita dalla presidenza del Consiglio, è finita sul presepe grazie a Genny Di Virgilio, artigiano di via San Gregorio Armeno, la strrada napoletana dei presepi.

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Gallerie

Rosy Rox, quando è l’artista a rapirti portandoti nelle sue opere e nelle sue performance

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La incontri e subito ti assale la sensazione che quella folta capigliatura riccia, tra il biondo scuro, il castano e le sfumature di rosso tiziano, possano avvolgerti e rapirti come le sue opere e le sue performance. Rosy Rox è una artista napoletana che vive e lavora nella sua città, ma può essere considerata un apolide per la frequenza dei suoi lunghi viaggi che le hanno permesso di scoprire e conoscere molti angoli del pianeta. Scultrice, performer e artista multimediale che si avvale di istallazioni site specific e video, Rosy dal 2011 persegue un progetto partecipativo itinerante che con il coinvolgimento di realtà sociali differenti, coniuga ed elabora il rapporto tra vissuto e arte, “il Dono” è questo il nome del progetto che ha visto la sua rappresentazione. Il progetto prevede la realizzazione di vari workshop si mostra in quanto si dona, da lei condotti e realizzati con varie realtà culturali, musei, associazioni, scuole ed enti formativi. Museo del Novecento, Accademia di Belle Arti, Associazioni Artiterapeutiche, hanno seguito queste fasi del progetto e insieme ne hanno rappresentato il momento finale poi tramutato in istallazione presso il Museo Madre di Napoli. Rosy Rox accoglie nella sua casa/studio/pensatoio, sito in un meraviglioso palazzo di via Foria, storica strada di Napoli che vede la sistemazione attuale dovuta a Gioacchino Murat, operata durante la breve dominazione francese in città e che voleva con i suoi architetti, forse riproporre, la pianta degli Champs-Elysèes parigini, un percorso centrale per le carrozze, costeggiata ai suoi fianchi da ampi spazi pedonali e alberati per far passeggiare con tranquillità i pedoni. Non ci sono attrezzi o pennelli nella casa/studio di Rosy, ma il suo inseparabile PC dove annota le idee le intuizioni, le ispirazioni elaborandole nei minimi particolari per poi realizzarle nelle sedi espositive, siano esse permanenti che temporanee. Infatti le sue opere si incontrano nelle maggiori collezioni private, nelle gallerie e nei musei nazionali ed esteri come tra gli altri la Fondazione VAF-Germania e poi PaBAAC, Mibac-Italia, Museum Biedermann in Germania, Collection Alain Servais in Belgio, Sana Quisisarni a New York, Ernesto Esposito a Napoli. Come a Castel Sant’Elmo, sulla piazza d’armi che domina e difende la città,  il suo  “Tempo Interiore”, opera con la quale vinse nel 2012 il premio un Opera per il Castello,  ci rapisce e  ci mostra, riattivando nella sua personalissima visione, l’antico orologio della Piazza d’Armi restituendogli un tempo non convenzionale che cortocircuita passato, presente e futuro. E si è sempre rapiti nelle sue tante performance e mostre    come in   language is a virus/Agile all’ Istituto Italiano di cultura C.M Lerici Stoccolma o la pelle dell’immagine, alla Traffic Gallery di  Bergamo, come Frammento archetipo alla tenuta dello Scompiglio di Lucca , ma anche   Monumento di passaggio presso la scala monumentale di Montesanto  Q.i. Napoli o Con-Tatto interiore alla Byblos Art Hotel |Villa Amistà, Verona, La Robe Museo MADRE, Napoli, Please return to you, CIAC Centro Internazionale per l’Arte contemporanea, Roma, Mi infrangerò nella tua sentenza  StadtGalerie Kiel, Kiel e tante altre ancora sono le performances nelle quali Rosy Rox, oltre a mettersi  in gioco in prima persona con il suo corpo che non solo diviene  scultura, ma è profondo motivo di introspezione e domande non retoriche, che ogni spettatore/visitatore, a sua volta  protagonista del momento riflessivo offerto dall’artista, deve porsi e che alle quali, non sempre riesce a rispondere con immediata rapidità, inducendolo a riflettere sugli enigmi che l’artista gli pone.

 

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Cronache

Napoli, ritrovata la copia del ‘Salvator Mundi’: furto mai denunciato dal museo ‘Doma’

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Un ritrovamento prezioso, dal punto di vista artistico, quello avvenuto a Napoli, dove gli agenti della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, hanno ritrovato, nascosto in una camera di un appartamento di via Strada Provinciale delle Brecce, il ‘Salvator Mundi’, copia di scuola leonardesca risalente al XV secolo, l’originale è attribuito a Leonardo Da Vinci, che fa parte di una collezione custodita presso il museo ‘Doma’ della basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola da cui era stato trafugato.Il proprietario dell’appartamento dov’è stato ritrovato il dipinto, un commerciante napoletano di 36 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione.Il ritrovamento si porta però dietro un alone di mistero. Chi custodiva il bene non si era mai accorto del furto. In pratica il furto non è mai stato denunciato.Il quadro era conservato nel museo ‘Doma’, in una teca alla quale era possibile accedere con una chiave.

Lo stipite non veniva aperto da marzo 2020, dall’inizio del lockdown. Mentre il soggetto che lo aveva in custodia, un commerciante senza precedenti penali, nell’immediatezza del ritrovamento ha fornito, come riferiscono gli inquirenti, “informazioni poco credibili su come fosse venuto in possesso del quadro”.Il procuratore della Repubblica Giovanni Melillo ha spiegato che non c’è stata alcuna denuncia.L’opera è stata sequestrata e affidata alla Soprintendenza, per una verifica delle condizioni del Salvator Mundi. Il valore è da verificare: l’originale, attribuiti a Leonardo Da Vinci, è stato venduto all’asta a 480 mila euro, come il priore ha raccontato alle forze di polizia.

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